Le palle di cannone nei muri di Genova

La storia della città si può leggere per le sue vie, su quelle case antiche e alte, dentro i portoni e su per le scale.
E per le sue strade, a volte non notiamo certi particolari eppure sono ben presenti.
Sui muri della città ci sono testimonianze di momenti tragici vissuti dai genovesi del passato: ribellioni, insurrezioni e tracce della storia di tempi lontani.
Era il mese di dicembre del 1746 quando Genova insorse contro gli odiati austriaci ed è nella memoria di tutti il coraggio del piccolo Balilla, di lui e del suo gesto vi ho già parlato qui.
Caddero palle di cannone sulla Superba in quei giorni.
Alcune sono tuttora visibili, eccole qui, si trovano esattamente una accanto all’altra.

Dearmissfletcher 2

E vennero altri giorni, nell’aprile del 1849 la città venne pesantemente colpita ed aggredita dai Bersaglieri del Generale La Marmora, i cannoni spararono contro le case e le chiese, Genova visse ore drammatiche delle quali presto vi parlerò più ampiamente.
Oggi osserviamo ciò che è rimasto, le palle di cannone che i genovesi vollero mettere nei muri a memoria di quanto accaduto.

Dearmissfletcher

Una  si trova accanto ad un’edicola, chissà quante preghiere e suppliche sotto a questa sacra immagine.
Speranze e dolori, sospiri e sussurri.
Ci pensate mai a questo?
Quando passate sotto ad un’edicola pensate mai a chi si fermò proprio lì, dove voi siete, per chiedere una grazia o la protezione divina?
A me accade, sempre.

Dearmissfletcher 1

E ancora altrove, altre sorprese, dove proprio non si penserebbe mai di trovarne.

Dearmissfletcher 3

Avrete notato che non ho citato nomi di strade.
Forse alcuni di voi avranno avuto modo di vedere una puntata di Presa Diretta che ho fatto per Primocanale: durante una passeggiata per la città insieme a Giovanni Giaccone ho presentato alcune palle di cannone che vedete in questo post, sono forse le più note e ben si conosce la loro collocazione.
In un secondo tempo mi sono state mostrate le altre e riguardo a quest’ultime mi è stato fatto notare che vanno in qualche modo difese e tutelate, in quanto non sono collocate tanto in alto.
E credo che forse sia meglio non specificare qua sopra la loro esatta posizione, questa è la ragione per la quale ho impiegato tanto tempo per scrivere questo post, alla fine ho deciso di mostrarvele comunque senza svelare dove si trovino.
E ogni tanto mi guardo intorno, sapete?
Cammino per i vicoli, per questa mia bella Genova, cerco le tracce di ciò che è stato.
Forse nascosta in qualche muro, vicino all’immagine di un santo, tra le pietre o sotto alle finestre c’è una palla di cannone posta lì da chi ci ha preceduto.
C’è un palazzo, nel cuore della città.
E nel portone, appesa a un muro, si trova una palla di cannone collocata in quella posizione da chi un tempo visse in questa casa.

Dearmissfletcher (2)

Gli anni scorrono, la memoria di quelle ore infuocate e del sangue versato è incisa sul marmo.
Questa è la storia della città che si legge per le sue strade.

Targa

QUESTA PALLA FU LANCIATA IN
QUESTA CASA DALLA BATTERIA DELLA
LANTERNA DAI SOLDATI DEL GENERALE
ALFONSO LA MARMORA
IL 5 APRILE 1849

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45 pensieri su “Le palle di cannone nei muri di Genova

  1. Ricordo bene la trasmissione! 🙂 certo che immaginare qualcuno che cerchi di divellere dai muri le palle di cannone magari a picconate mi fa pensare a quanta gente strana ci sia al mondo. Bacioni e buon lunedì

  2. Bellissimo post… rappresenta la memoria storica di tragici eventi del passato, di cui oggi tendiamo a dimenticarci.
    Resto in attesa dell’articolo sul Sacco di Genova.

    Ciao e buon lavoro

  3. Che post profondo Miss. Penso anch’io che tu faccia bene a proteggere la collocazione di queste particolari testimonianze anche se non sarebbe giusto in realtà. E’ un “patrimonio” se vogliamo, che dovrebbe appartenere a chiunque ma purtroppo, i vandali sono sempre in agguato se è a questo che ti riferisci. Concordo. Bhè, per sdrammatizzare potrei dire che hai appena acceso in Zena una curiosa caccia al tesoro! Al di là di questo, hai fatto bene a scrivere questo post. Molto spesso, troppo, camminiamo circondati di ricchezze che hanno fatto la nostra storia e nemmeno ce ne accorgiamo. Palle di cannone così, io non ne ho mai visto. Al massimo trovi il mucchio di palle sui porti ma niente di più. Incredibile. Immaginiamoci davvero questo oggetto devastante che vola e… dove finisce? Non si sa. Dove vuole, senza pietà. Così. Un bacione Miss, buon inizio settimana che si presenta storica mi sembra di capire e quindi interessantissima. Bene!

    • Guarda, ci ho pensato tantissimo prima di mettere queste foto, alla fine ho scelto di fare così.
      E sono davvero preziose seconde me, tanto!
      Un bacione cara Pigmy, grazie delle tue belle parole!

  4. ma che bel post, non le ho mai viste.. ora mi hai dato materiale su cui lavorare x trovarle…….. ahh ahh… uffi xò la trasmissione xò non l’ho vista… ora vedo se youtube trovo qualche collegamento… un baciotto e buona settimana

  5. Come al solito post interessante argomento trattato con la discrezione che ti distingue ma sono sempre piu convinta che anche Zena.. si presta… credo sia unica, o ci sono altri posti al mondo in cui reperti storici oltre ad essere esposti in un museo siano murati per strada? Tu sei brava….ma anche la tua citta si presta all`infinito.
    Non sono al pc spero di poter inciare insiema ad un abbraccio

  6. Tutto ciò che è memoria storica va tutelato. E mostrato. Tante persone passano accanto alla Storia senza accorgersene, senza sentirsi parte di essa. Le palle di cannone e le edicole votive ci dicono tanto di noi e noi dovremmo ascoltarle…
    Bel post, fa riflettere molto.
    Buona settimana.

  7. ovviamente ho gli occhi sgranati! non avrei mai pensato che ci fossero questi reperti nelle vie della mia citta.Sai Miss hai fatto bene a non mettere i nomi delle strade un po per sicurezza eun po per invogliarci a guardarci intorno quando camminiamo .Abbiamo preso per ovvi motivi a guardare con sommo interesse dove si mettono i piedi ebbene e’ ora che alziamo gli occhi al cielo per vedere le bellezze e la storia della Citta . ciao e…al prossimo numero

    • Ma Gabriella, quanto sei cara!
      Non è mica semplice vederle per strada queste palle di cannone, eppure ci sono, una cosa che ha dell’incredibile!
      Un bacione Gabriella, grazie delle tue parole!

  8. Grande Miss,
    ottimo articolo ti volevo segnalare che esistono per Genova anche palle di cannone di grande formato a fianco dei portoni (quelle NON le rubano), segni di balestra su colonne di marmo (via S. Lorenzo), e palle di cannone nei musei (S. Maria di castello, ecc.).
    Un abbraccio.
    Vittorio

  9. … fai bene ad ometterne la collocazione! Sai che non ne ho mai notata nemmeno una!!! Ora quando andrò per vicoli starò con il naso all’insù a cercare palle di cannone!!!!!! Che bello conoscere ed approfondire la storia di Genova così come fai tu… grazie sempre per come condividi le tue scoperte con noi 🙂

    • Cara Miss Meletta, è difficile vederle, eh? E comunque vale anche per te quel che ho scritto a Rosa, se vuoi ti ci porto!
      Sì, per le strade di Genova c’è sempre qualcosa da scoprire, non si smette mai!

  10. Anche secondo me hai fatto bene a non dire dove sono: sarebbe una caccia al tesoro interessante da fare anche assieme! Ora vado a cercare la puntata di PresaDiretta, me la sono proprio persa: imperdonabile!!

  11. Pingback: 9 Febbraio 1941, colpita la Cattedrale di San Lorenzo | Dear Miss Fletcher

  12. Interessantissimo, ci mandi il link della trasmissione? Mi farebbe proprio piacere vederla, sempre che sia disponibile on-line. Ma il pulsante mi piace è scomparso o sono io che non lo trovo più? Un abbraccio, Miss!

    • Il pulsante like l’ho disabilitato io, non lo trovi da nessuna parte!
      La trasmissione online non c’è io però l’ho registrata dalla TV, quando verrai a Zena te la farò vedere volentieri.

  13. Ma questo blog é bellissimo! Direi addirittura essenziale, un grande esempio di come leggere la città. Mi piacerebbe sentire lo stesso amore e senso di appartenenza per la mia città

  14. Solo nel 1994 Genova ha permesso l’ingresso ai bersaglieri.Fino allora era interdetto come corpo non gradito a causa del sacco del 1848,quando i bersaglieri saccheggiarono,uccisero e stuprarono specialmente nel ponente,Sampierdarena soprattutto.Il ponente era sotto mira dei cannoneggiamenti da forte Tenaglie,ora sede de “La piuma-onlus”che si propone di riqualificare il forte e farne un laboratorio di pace

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