Estate, caruggi e panni stesi

Estate, caruggi e panni stesi.
E il filo teso davanti alla finestra che si veste di poesia.
Li ho impressi nella mente gli scorci imperdibili della mia Genova e così so dove andare quando desidero vivere una storia che narri del profumo fresco del bucato che asciuga all’aria aperta.
E anche la città dei tetti ha i suoi panni stesi che vestono le ardesie di colore.

Tetti su Via del Campo

E per le vie del centro storico a volte ci sono tinte pastello che si stagliano contro le facciate delle case.

Vico dei Migliorini

Ma io davvero so precisamente dove andare, questo è il mio giro di fili da stendere per i caruggi.
E sempre mi porta in Canneto il Lungo dove so che troverò un’esplosione di luce e di rosso.

Canneto il Lungo

Talvolta invece cerco una nota chiara, quasi un bianco e nero.
E la trovo, sempre.

DSCN0356

E poi so che in Piazzetta dei Maruffo bisogna fermarsi, tirare la testa indietro e guardare in alto, davvero molto in alto.

Piazzetta Maruffo (2)

E poi bisogna voltarsi verso altre imposte che qui vedete chiuse.

Piazzetta Maruffo

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E allora percorro tutta Via dei Giustiniani, fino all’archivolto.
E so che lì troverò una piccola poesia di colori.

Via dei Giustiniani (2)

E poi ancora guardo verso l’alto ed è blu, verde, rosa, rosso e azzurro.
Ed’ è estate sgargiante contro i muri scuri.

Via dei Giustiniani

E quando mi trovo qui so bene che devo svoltare verso Piazza Embriaci, non me ne dimentico mai!
Ogni volta vado a guardare proprio quel filo da stendere.
Cartazucchero, celeste, mattone.

Piazza Embriaci

E sempre ritorno, così capita che ritrovi la stessa tovaglia e lo stesso asciugamano dopo molti giorni.
Che qualcuno se li sia dimenticati?

Piazza Embriaci (2)

Passeggiare per caruggi in cerca di panni stesi a volte riserva sorprese.
Arancio brillante e una bicicletta fucsia, nella penombra dei caruggi.
Sono storie così, storie di caruggi.

Vico San Biagio

E a volte hanno tutti i toni del blu, a pochi passi dal mare.

Vico di Santa Rosa

Blu di Genova dalle finestre di Genova.

Vico di Santa  Rosa

Un suono squillante, il pianto di un neonato che risuona nel vicolo.
Nessun altro rumore, solo quei singulti infantili che qualcuno ha prontamente consolato.
E una finestra, un palazzo dalle tinte tenui.
E quei colori rosati, sembra una casa di bambole.

Piazza Valoria

E ancora c’è un luogo dove vado sempre.
E so che lì troverò un’altra dolce poesia che dondola sul filo da stendere.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

E so che sulla facciata di quel palazzo che un tempo ospitò gli uomini fedeli a Garibaldi ci sarà certamente qualche magia che attende solo uno sguardo.

Piazza Caricamento

Caruggi e panni stesi, un viaggio che muta con le stagioni, un quadro ogni giorno diverso.
E allora sono lenzuola candide e un’antica colonna, in Scurreria Vecchia.

Via di Scurreria Vecchia

E’ il sacro e il profano che così spesso convive in queste strade.

Via San Pietro della Porta

E’ un bagliore di luce, di rosso e turchese.

Vicoli - panni stesi (2)

Ed è tutte le sfumature dell’arcobaleno sotto le persiane ocra di Piazza del Ferro.

Piazza del Ferro

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E alcuni di questi caruggi li avete già veduti in quest’altra storia di caruggi e panni stesi.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E sono tante piccole poesie ed io so dove trovarle.
E quando percorro Via Garibaldi il mio sguardo lascia sempre quella prospettiva di palazzi regali per cercare la bellezza di quegli antichi caruggi che portano giù, verso la Maddalena.
E sempre guardo in alto, verso il cielo, in Vico del Duca.

Vico del Duca

Sono i miei caruggi.
I caruggi stretti, angusti e spesso ombrosi della mia Genova.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E so che basta un unico  raggio di sole e tutto muta e si veste di luce dorata.

Vicoli - panni stesi - Copia

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36 pensieri su “Estate, caruggi e panni stesi

  1. Devo ammettere di non amare le periferie milanesi dove il dato del degrado é proprio nella distesa di panni fuori dalle finestre ma le immagini dei tuoi caruggi sono tutt’altro che malinconiche. La terza foto ha dei colori splendidi. Bacioni

    • Benvenuta Gabriella! Ti ho riconosciuta subito, mi ricordo che su twitter mi hai già scritto che non ti piacciono i panni stesi.
      E invece per me sono uno spettacolo ogni volta diverso. Buona giornata!

  2. che fantasia che hai, riuscire a notare e vedere la poesia anche nei panni,… mi ricordo di quando doveva venire berlusconi ( se nn erro) e misero l’ordinanza di non stendere dalle finestre le mutande………….x decoro – no che lui meritasse tutte queste attenzioni…ma questo è un altro discorso… ahhha…ciao carissima e buona settimana

  3. Questa volta debbo dire, che la poesia sta nel tuo guardare e nel tuo dire…tutto è bello (anche panni stesi senza armionia) se vist e fotografati con gli occhi dell’amore.
    Un abbraccio mia cara amica.
    La streghetta Miriam…

  4. Miss Fletcher, con questi scorci e picagge mi ispiri questa canzone di Natalino Otto:

    Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a…
    Gh’è ûn fràvego , ûn speçiâ , a gexa , ûn lattonê ,
    ûn gatto ch’e o l’aggueita co o müro in t ‘ ûn pappê .
    Zù da o Portello, sciù da Sozeia, gente ch’a passa , mattin e sèia…
    ….e o sê , fra ûn teito e l’atro dedäto …..a i fûmmaiêu,
    o destende s’o pêu, ‘na piccaggia de blêu.
    Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a…
    Chi orti no gh’è n’è, s’ inventan i versò,
    de lamme de tomate con drento o baxaicò
    Pè poeì ammiâli bezêugna giâse, basta stâ attenti a no ingambâse..
    …..e o sê, fra ûn teito e l’atro dedäto……. a-i fûmmaiêu,
    o destende, s’o pêu, ‘na piccaggia de blêu.
    Madaenn-a… Madaenn-a…Madaenn-a… Madaenn-a…
    Gh’ è a gexa, o caroggio, a via da Madenn-a.
    Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a… Madaenn-a…

  5. Che meraviglia l’arcobaleno di Piazza del Ferro! Hai ragione, come sempre: questa è pura poesia. La poesia del colore, della semplicità. La poesia che si nasconde e si esibisce allo stesso tempo. Vado a leggermi l’altra storia di caruggi e panni stesi…

  6. Che bello! Mi sembra di essere li con lo sguardo in alto a guardare i panni stesi! Vita vissuta, vita raccontata, vita trasmessa con gioia e bellezza ! Grazie anche io ho vissuto leggendo il tuo amore per Genova! Federica

  7. E’ proprio bella Zena,anche con i panni stesi un po’ “alla ti me riesci”,e tu sei bravissima,riesci a fare di un’immagine una poesia che pervade e ti fa tornare bambino,e sembra di sentire il silenzio dei caruggi e solo un leggero rumore di passi di chi li percorre e li vede con occhi diversi dalla distrazione della nostra fretta quotidiana,grazie Miss,mi sento sempre a casa con le tue parole..

  8. Anche se non erano caruggi… mi hai fatto ricordare di quando, da piccola, osservavo mia nonna stendere i panni sul filo di ferro. L’odore del metallo bagnato, e quel plic, plic, plic delle gocce che cadevano per un po’, finché il sole non aveva la meglio… grazie!

    … la mia preferita è quella del vico dietro il coro di San Cosimo. Mi fa immaginare il momento in cui, appena vi si sono trasferiti, lei ha chiesto a lui
    “e dove stenderemo i nostri panni, in questo vicolo?!”
    spingendolo ad escogitare una cordata degna del Gran Zebrù… 😉

    • Benvenuta! I panni stesi hanno per me grande fascino, sulle corde da stendere sono scritte vere e proprie poesie.
      E poi nei caruggi ci sono queste incredibili soluzioni che rendono i vicoli ancor più belli.
      Grazie a te, buona giornata!

  9. Pingback: Caruggi, fili da stendere e campanili | Dear Miss Fletcher

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