Santo Stefano, la chiesa millenaria di Fontanarossa

La vita, mistero fitto ed oscuro.
E ci sono luoghi che ispirano pensieri e riflessioni, luoghi densi di misticismo e di suggestioni.
E a volte sono vicini a noi, non occorre andar lontano per trovarli.
In alta Val Trebbia, a Fontanarossa, c’è un piccolo cimitero di campagna.
Silenzioso, appartato, ordinato.
Qui si trova la chiesa di Santo Stefano, una costruzione che risale all’anno Mille, per alcune sue particolarità si reputa che sia stata edificata dai saraceni che dal mare si spinsero fino a questa valle.
Ed è per questa ragione che Santo Stefano è nota come la chiesa saracena.

S. Stefano (2)
Un’antica chiesa millenaria, una grande croce nera che tutto sovrasta, su di essa i simboli della Passione di Cristo.

S. Stefano (3)

E poi le lapidi di marmo bianco sul muro della chiesa.
La vita è mistero fitto e oscuro, il tempo torna indietro, verso altri anni, verso altri secoli.
E allora ti pare quasi di sentire una litania, una preghiera sommessa.

S. Stefano (4)
Il rintocco della campana richiama i fedeli.
E la devozione si manifesta con quelle parole appena sussurrate, con timidezza, quasi con timore.
Suona la campana, i devoti si avvicinano e c’è chi alza lo sguardo verso il campanile.

S. Stefano (5)

Una chiesa di solida pietra, qui dove le estati sono calde e gli inverni rigidi.
Con la stagione fredda tutto si copre di neve bianca.
Da secoli, ormai.

S. Stefano (6)

C’è chi affida al divino le proprie speranze.
Anno Mille, in Liguria.
E sguardo di uomo, di donna o di fanciullo si alza verso il luogo che accoglie miserie e tormenti.
Una preghiera, in silenzio, per la vita che è mistero fitto e oscuro, nell’anno mille e nei nostri anni.

S. Stefano (7)

E una piccola processione di gente varca quella soglia.

S. Stefano (8)
E tutto attorno ancora adesso è mistero, mistero grande e immenso.
La vita e la sua fine, così vicine.

S. Stefano (9)
Una piccola croce si staglia contro il cielo, così terso e rasserenante.

S. Stefano (10)
Scorrono le geometrie delle lapidi, scorrono i nomi del passato.

S. Stefano (11)
E allora ti soffermi a leggere, immagini sguardi, sorrisi, cerchi di indovinare volti e profili.

S. Stefano (12)
Il mistero fitto e oscuro a volte trova la sua dimensione.
Non sappiamo spiegare nulla, sappiamo solo rimanere muti.

S. Stefano (13)

Camminiamo intorno all’edificio, in silenzio, come si conviene a un luogo come questo.

S. Stefano (14)

E tutto pare avere un’armonia che si addice al mondo che circonda questo fazzoletto di terra che ospita un’antica chiesa e un cimitero.

S. Stefano (15)

Una statua, una pacifica quiete.

S. Stefano (16)
E ancora altre vite da raccontare, altri misteri da rivelare.

S. Stefano (17)
E mentre osservavo in silenzio mi sono posta una domanda.
Quanti conoscono questo luogo così ricco di fascino e di misticismo antico?
Una passeggiata a Fontanarossa merita per molte ragioni, per il cielo e le montagne, per i prati verdi e l’aria pulita.
E per visitare questo luogo così unico, un tesoro da difendere e da tutelare.

S. Stefano (18)
La luce proietta le sagome degli alberi sulla facciata dell’edificio.

S. Stefano (19)

Alle spalle dell’antica chiesa millenaria, un altro tempo ancora tra noi.
Ed il silenzio è rotto solo dal cinguettio allegro di un uccellino che canta, la vita è questo mistero fitto e oscuro ma ha queste voci liete che ci ricordano il senso della nostra esistenza.

S. Stefano (20)

E tutto intorno è quiete.
La luce è intensa, calda e viva, accende il cielo di turchese vivace.
E accarezza le pietre e i marmi, nella pace infinita del cimitero di Fontanarossa.

S. Stefano (21)

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44 pensieri su “Santo Stefano, la chiesa millenaria di Fontanarossa

  1. Oh cara Miss Fletcher anche questa una vera chicca! Trapela un senso di benessere e di pace che solo questi luoghi emanano e mi ricorda tanto uno scorcio della bella Irlanda, con queste croci e lapidi in marmo.
    Buon proseguimento di vacanze!
    A presto Susanna

  2. Grazie anche per questo regalo!
    Nelle tue bellissime foto il cimitero somiglia a quello dei miei ricordi, però quando ci torno adesso (ci sono le tombe di tante persone che ho conosciuto) vedo anche le muraglie di colombari e cappelle che ora lo circondano…….
    Per secoli il poco terreno attorno alla chiesa è bastato ad accogliere via via le spoglie degli abitanti, che erano senza dubbio molto più numerosi di adesso, ora non accettiamo più di essere restituiti alla terra e vogliamo i nostri metri cubi di cemento perpetui: mah!

    • Grazie a te, Isabella.
      I piccoli cimiteri come questo sono certo più intimi, questo in particolare è un vero tesoro, sono contenta che tu abbia apprezzato l’articolo.
      Ti abbraccio cara, a presto!

  3. Dimenticavo: la chiesa di Santo Stefano, o chiesa vecchia, è tra i Luoghi del Cuore del FAI, insieme con il palazzo Doria e il mulino di Fontanarossa.

  4. Cara Miss, argomento interessante sotto il profilo della conservazione delle lapidi, che sono dei veri e propri documenti storici, che trasferiscono alle nuove generazioni dei dati a volte difficili da recuperare.
    Il lapidario che hanno collocato in questo cimitero corrisponde alle normative previste dalla legge 39 del 1939 e sue modifiche.
    Purtroppo non tutti i comuni si attengono alle norme, e così ogni anno valanghe di lapidi antiche vanno distrutte, io da anni fotografo le lapidi che trovo nei cimiteri di campagna, e poi le segnalo al comune di competenza, questo metodo blocca la distruzione, gli amministratori quando si rendono conto che qualcuno ha documentato il tutto, hanno paura e si fermano, sanno benissimo che le sanzioni sono fortissime, io suggerisco a tutti di operare in questo modo, quando vedete qualcosa di questo genere fotografate e inviate una comunicazione al Sindaco, con un piccolo gesto salvate una parte importante del patrimonio.
    Eugenio

    • Eugenio caro, tu sei sempre lungimirante e attento, se tutti noi avessimo la cura che hai tu per le ricchezze che ci circondano i nostri tesori sarebbero meglio tutelati.
      Grazie di questo prezioso consiglio, è davvero una utile per tutti noi.
      Ti abbraccio, a presto e grazie!

  5. Fantastica! una descrizione minuziosa e dettagliata, ricca di spunti e di richiami storici. Ora speriamo che i lavori che la Soprintendenza ha in corso, una volta conclusi, consentano la riapertura al pubblico e che la visita a questo gioiello arricchisca ancora di più l’attrattività di Fontanarossa

    • Grazie caro Roberto, è sempre un piacere immenso leggere i tuoi apprezzamenti.
      E anch’io spero di poter entrare presto nella splendida chiesa e di poter aprezzare le sue ricchezze.
      Un bene che merita tutela e grande risalto, è una chiesa meravigliosa!

    • Al prossimo giro in Liguria potresti fare tappa a Fontanarossa, se vieni in primavera vedrai anche la fioritura dei narcisi, in una certa zona in questi dintorni.
      Bellissimo davvero!
      Bacioni a te Tiptoe, a prestissimo!

  6. grazie x aver scoperto cose che la nostra amministrazione è da tempo che cerca fondi x valorizzare e conservare antiche memorie-presto, con l’aiuto della FONDAZIONE CARIGE e della soprintendenza concluderemo i lavori
    IL SINDACO DI GORRETO

  7. Persone appassionate del loro territorio come il Sindaco di Gorreto Sergio Capelli sono preziose perchè coinvolgono l’attenzione di tanti sui beni a volte nascosti delle nostre valli e contribuiscono a farli conoscere e valorizzarli

  8. La chiamano chiesa saracena perché pare che sia stata costruita dai saraceni come costruzione strategica di difesa ovviamente senza campanile in origine e poi è stata convertita in chiesa nel corso dei secoli quando ormai i saraceni non erano più d’istanza qui. Per secoli è stata l’unica chiesa cui afferivano i fontanarossini. Poi, narra la leggenda, che una ricca signora della zona una volta si fosse offesa perché il prete non l’aveva aspettata per cominciare la funzione e quindi lei, offesa, avesse deciso di costruirsi da sola una chiesa per sé, imponente. Fu così che venne costruita la chiesa della Beata Vergine Addolorata nella piazza principale del paese di Fontanarossa, con tanto di pavimenti mosaicati, statue, affreschi e lampadari straordinari per un paesino così piccolo e isolato. Una vera gemma.

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