Un terrazzino in Vico di Coccagna

Accadono cose strane e belle, a volte.
Taluni sono lettori silenziosi, frequentano queste pagine senza manifestarsi.
E tra loro c’era anche lei, Daniela.
E poi un bel giorno Miss Fletcher ha svelato il suo nome e così Daniela ha scoperto che questo blog lo scrive una persona che lei conosce bene, da tanto tempo.
Compagne di liceo e di università.
Ve l’ho detto, accadono cose strane e belle, a volte.
E lei legge, legge che amo andar per terrazzini, lassù dove si vedono i tetti e le ardesie.
E mi porta lassù, su quel terrazzino che circonda la sua casa, in una parte di caruggi che amo particolarmente, a ridosso di Via Ravecca.
Due amiche, i ricordi di scuola, una giornata di sole e una tazza di caffé.
Qui, su un terrazzino di caruggi.

1

E tutto attorno la città che amo, che è così vicina eppure silenziosa.
Lassù, nel regno dei gabbiani che volteggiano in cielo e compiono parabole infinite, seguirle è un gioco della mente.

2

Tetti spioventi, finestre e piante grasse.
E la linea perfetta, il mare.

3

Cammino tra i fiori, sopra la città.
Osservo, scopro cose mai vedute, mutando punto di osservazione la città si svela e mostra i suoi segreti.

4

E volano quassù gli uccellini, c’è un angolino tutto per loro.
A volte la vita sa essere dolce, è vero?
Qui, su un terrazzino in Vico dei Coccagna.

5

Un terrazzino? No, due!
Una scaletta che porta in alto, sopra le ardesie, davanti ai comignoli.
Un tavolino, una sdraio, i gerani.
E un orizzonte infinito, tutto intorno.

6

E lassù, su un terrazzino di caruggi, puoi persino avere un piccolo orto!

7

Le case, abbarbicate sulle alture della città in salita.

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Storie di caruggi e campanili, voi genovesi li riconoscete?
Da sinistra verso destra si notano San Silvestro, Sant’Agostino e Santa Maria in Passione.

9

Storie di una città ogni giorno da scoprire, il suo bianco teatro e le cupole del Palazzo della Borsa.

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La misteriosa Torre dei Maruffo, quando cammini per le strade di Genova non la vedi, è chiusa tra le case di Canneto, nascosta ed invisibile da certe prospettive.
Eppure è così alta, ogni volta vederla è un’emozione!

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E’ una mia debolezza cercare le superbe torri della Superba, se guardate gli antichi quadri Genova ne era disseminata.
E sono ancora la testimonianza della sua grandezza, dell’orgoglio di Genova e dei suoi abitanti.
Chissà se un giorno riuscirò a salire sulla Torre degli Embriaci!
Continuo a scriverlo nella speranza che il desiderio si avveri.

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Sì, io cerco le antiche torri.

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Lassù, sul terrazzino sul tetto, si guarda giù, verso altri tetti e verso l’altro terrazzino che ci attende al termine della scaletta.

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La città è di vetro, a volte.
Di vetro e specchi, specchi che per me hanno solo un pregio, riflettono le antiche case della città vecchia.

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Di vetro e acciaio davanti a Santa Maria in Passione.

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Io in posti come questo mi perdo.
Mi perdo nella profondità del vicolo, a seguire le curve gentili della mia città.

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Ad ammirare chiese e campanili, non puoi vederli in questa maniera da nessun’altra parte, solo su un terrazzino di carruggi.

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Sì, la vita è dolce quando hai un’amaca per dondolarti al sole.

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E quando hai un tavolo di ferro e quattro sedie, i vasi con le piante e il silenzio che ti regala l’altezza.

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E per me è ancor più dolce quando riesco ad andare lassù, sopra le ardesie calde di sole.

21

La vita è dolce quando si conserva il desiderio di sorprenderci di ciò che conosciamo bene, quando sappiamo trovare gioia nel nostro quotidiano, quando sappiamo scoprire la bellezza attorno a noi.

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Quando dalla finestra della tua cucina vedi i tetti e la città.

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E quando ti affacci e davanti ai tuoi occhi trovi il mare calmo e azzurro.

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Ringrazio la mia meravigliosa amica per avermi aperto la sua splendida casa, tornerò qui a guardare un tramonto o un cielo denso di nubi cupe e minacciose cariche di pioggia, ho immaginato i lampi squarciare le nuvole e il tuono rimbombare in lontananza.
Ho immaginato questo, mentre ero lassù,  in una giornata limpida e tersa.

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41 pensieri su “Un terrazzino in Vico di Coccagna

  1. La prima foto (ed il terrazzino) e tanto bello da sentirsi male..
    Grazie per questa carrellata magnifica di verde, tetti, guglie e azzurro mare

  2. Ah, il mondo come è piccolo. E’ proprio bello riincontrarsi. Anime divise da chissà quali eventi ma pronte a riconoscersi e riconoscersi quando accadono le sensazioni, emozioni e sentimenti di felicità generati dalle cose belle.

  3. Mamma mia quanti angolini deliziosi ha saputo creare la tua amica Daniela lassù. Ci credo che vuoi tornarci, dev’essere un vero spettacolo godersi quel panorama. E poi, al di là, della mega bellezza di Genova, anche le verdure ordinatamente piantate nei vasi. Incredibile! Zena la si può dividere in tre strati, come i tre strati principali della nostra pelle (che ci avvolge): tre mondi uniti ma ben distinti -i tetti, i carrugi, i sotterranei-.Tanti complimenti a tutte e due. Un bacione Miss.

  4. … ma perché mai dovremmo chiederci se esiste una città più ricca di meraviglie così superbe.. proprio no. Ad ogni sguardo Miss Fletcher apre per noi una “finestra” smaliante di luce e di colori. con prospettive sempre sorprendenti.

  5. Ecco un’altra persona che ti ha aperto casa e ti ha lasciato godere delle meraviglie aeree di Genova. Ma quando poi, scopri trattarsi di una compagna di liceo….che bello Miss Fletcher!
    Chissà che pomeriggio piacevole su quelle due terrazze fiorite e con orto in vaso. Sarà stato piacevolissimo ritrovarsi e ricordare.
    Un abbraccio Susanna

  6. Pingback: Sul campanile di Sant’Agostino | Dear Miss Fletcher

  7. Miss, vien proprio da pensare che Fossati non sia mai stato sul meraviglioso terrazzino della tua ex compagna di scuola… dato che, oltre a vedersi Genova perfettamente e oltre ai gerani, c’e pure l’insalatina…

  8. Grazie per avermi fatto fare un meraviglioso viaggio nella nostra bellissima Genova di cui, dal basso, non si riesce a cogliere la grandezza.

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