Io e il Duca Bianco

Il mio era un blocco di carta riciclata, a quadretti grandi.
Scrivevo lì sopra i testi delle canzoni per poi tradurli.
Lo avete fatto tutti, ammettetelo.
E d’altra parte a che serve studiare l’inglese se non a questo?
Il mio era un blocco di carta riciclata, a quadretti grandi.
E sì, c’erano anche le canzoni del Duca Bianco.
Oltre il tempo, oltre gli stili e le mode, misterioso, intrigante e particolare.
E la sua voce, la voce di David Bowie è inconfondibile.
Le sue canzoni erano nel mio stereo e sullo schermo del cinema, le ascoltavo, le ballavo e le trascrivevo.
E sì, ho ancora le sue cassette, avevate dei dubbi?
Ricordo un celebre film, Il Bacio della Pantera, l’interprete era la splendida Nastassja Kinski.
Lei era torbida, carnale, trasudava sensualità ad ogni respiro e le sue movenze sinuose erano accompagnate da musiche composte da Giorgio Moroder.
E c’era quella canzone, Cat People: inizia piano, quasi lenta, poi la voce di Bowie esplode e pervade la vostra testa, è una voce che vi batte nel petto.
Ricordo le mie serate in discoteca, io che in realtà non ho mai amato tanto andarci.
Let’s dance, Golden years, China girl: ragazza fortunata, a me è toccata quella musica lì.
David Bowie può portarti ovunque, con le sue note e la sua musica, può portarti persino nello spazio, la sua Space Oddity è straniante, suscita una sorta di inquietudine interiore.
E risale al 1969, eppure è moderna, innovativa, fuori dal tempo come è lui.
E poi ricordo me, a Londra, ai tempi dell’università.
Su e giù per King’s Road, infinite volte.
Stravaccati per terra, intorno a un lampione, un gruppo di punk con la divisa d’ordinanza: chiodo, anfibi, cresta colorata.
E io ero assolutamente certa che avrei incontrato Boy George.
Sì, proprio lui, ne ero sicura.
Sono entrata in tutti i negozi, compresi quelli che vendevano abiti decisamente improbabili, almeno per me.
E ricordo quella ragazza che mi venne incontro con un sorriso luminoso.
Mi diede un volantino, lavorava per un celebre coiffeur e mi fece questa proposta:
– Saresti interessata a fare da modella per noi?
Parrucchiere? Forbici? Non scherziamo!
Capelli lunghi fino alla vita, non si toccano!
Ecco, a ripensarci adesso forse avrei dovuto accettare, il volantino comunque ce l’ho ancora, questo è ovvio!
E comunque stavo cercando Boy George, su e giù per King’s Road.
Eh, lui non si fece vedere, eppure ero così sicura di incontrarlo!
Tornai a casa a cambiarmi, quella stessa sera mi attendeva una discoteca londinese.
L’ho detto, io non sono mai stata tanto appassionata di locali.
Ma ero a Londra, era ben diverso caspita!
E così eccomi lì, calze nere coprenti, scarpe con la zeppa, minigonna nera, giacca nera.
In una discoteca di Londra, a Chelsea.
Confusione, rumore, luci, musica e birra.
Musica.
E d’un tratto, una visione.
Tra la folla.
Tra tutta quella gente.
E mi sembrò davvero strano che Ziggy Stardust fosse lì, a pochi passi da me.
Ground Control to Major Tom
Quella sera avevo anche conosciuto un ragazzo che per un caso del destino si chiamava David, solo che lì davanti a me c’era David Bowie.
E questo fece tutta la differenza.
E no, non mi venne in mente di avvicinare il Duca Bianco, rimasi incantata a guardarlo.
Io che ero certa che avrei incontrato Boy George.
Era come se intorno non ci fosse più nessuno.
Confusione, rumore, luci, musica e birra.
Qualche istante, con una visione dentro agli occhi.
L’ho seguito con lo sguardo allontanarsi e svanire tra la folla.
Il mio era un blocco di carta riciclata, a quadretti grandi.
Su quelle pagine avevo scritto queste parole.

Though nothing, nothing will keep us together
We can beat them, forever and ever
We can be heroes, just for one day.

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42 pensieri su “Io e il Duca Bianco

  1. Che tempi cara Miss, e che meraviglia i ricordi e gli entusiasmi di quella giovane età.A me Londra di quel periodo manca,era un’altra la capitale europea verso la quale ogni anno correvo, ma quanti quaderni conservati con le traduzioni delle canzoni che mi hanno accompaganata ragazzina e stamani mi hai fatto ricordare l’estate di Girl dei The Beatles, tormentone di tutti i night e locali a mare…
    Non mi piacciono i paragoni, ma i tormentoni di adesso hanno parole e musica come allora? o sono io che vedo cadute da tutte le parti?

  2. Un incontro davvero eccezionale. Purtroppo non ho mai avuto quaderni bianchi per tradurre canzoni. Non ho ai studiato inglese, ci credi?! Mi sono sempre accontentata della sonorità, non capendo i testi e mai mi ci sono messa. Ho perso molto, lo so, ma posso sempre recuperare

  3. Cribbio Miss che storia avvincente ed appassionante!
    E che ricordo fantastico. Bowie non era il mio preferito…nè ero una discotecara ad oltranza. Fammi pensare…il massimo del cantante noto che ho incontrato? Domenico Modugno,
    Ok. Sono out. Vado in un angolino e mi nascondo 🙂
    Bacetti Susanna

  4. il duca sì ma boy george…boy george??? Che poi dicono che ora si è messo a dieta ed è tornato ad essere un figurino.
    Meno male che alla festa hai trovato Bowie, non so se avresti scritto del secondo.

  5. Come ti capisco Miss !! Ho vissuto in pieno esperienze come la tua .. ora che l’inglese lo mastico tutti i giorni ( ho sposato un americano ) quasi mi viene da ridere ogni volta che ascolto i bellissimi testi delle musiche degli anni 70 e 80 ( che ora comprendo in pieno ) e che paragono le sensazioni di anni fa in cui mi sembravano solo dei suoni che avevo imparato a memoria !!! Londra e’ sempre bellissima …per me la unica vera MELA , dopo New York . A 16 / 18 anni andare li e’ pura magia …io che a quell’epoca ero tutta per Robert Smith …ebbene si ero una pura ” dark ” e fare tappa alla “mecca” londinese era indispensabile . Ho ancora i guanti di pizzo senza le dita , i teschi – orecchini e un altro completo di orecchini comprati a Londra : da un lato la bara e dall’altro uno scheletrino ..capolavoro di precisione !! Grazie ad un viaggio a Londra mi innamorai del gotico visto in alcune chiese …e’ forse da li..da quegli anni ..che tiro fuori ora lo stile con cui creo la mia bigiotteria “medioevale ” .. baricentro del mio blog … 🙂

  6. Penso di essere come dire… ehm, di qualche anno dopo rispetto a te, ma ho sempre adorato il film “Labyrinth-dove tutto è possibile” con David Bowie… le musiche sono fantastiche!!!
    Le sue canzoni le ho sempre trovate bellissime, anche se non sono un intenditrice…

    Ho letto qualche commento più su un po’ di accanimento contro Boy George… ma perché???
    Karma Chameleon è una delle mie canzoni preferite di sempre!

    • Cara Kikimika, sì sei di qualche anno dopo, decisamente 🙂 !
      E mi fa anche più piacere che tu legga questo blog, lo sai? E anche che ti piaccia David Bowie, meraviglioso lui!
      Davvero ti piace la canzone di Boy George? Quanto l’ho ballata! E riguardo a Pani, lui scherza sempre sai?
      Un bacione a te cara, grazie!

  7. a parte la pubblicazione di uno dei miei più grandi miti…io ricordo quanto adorassi comprare i cd per mettermi a leggere i testi (e a volte, quando presenti, le traduzioni!)…è una poesia che è andata perdendosi con l’era della musica scaricata…

  8. Oddio, io mi sarei gettata ai suoi piedi al grido “prendimi e fa’ di me tutto quello che vuoi” 😀
    Comunque mi hai ricordato che avevo anch’io un piccolo quaderno dove scrivevo i testi, ma senza tradurli, li scrivevo e basta. Chissà se ce l’ho ancora, da qualche parte.
    Un bacio, Miss.

  9. Non sapevo ti piacesse David Miss, ma un quaderno di carta ce l’avevo anch’io. Non per l’inglese però…ci scrivevo canzoni in italiano. Più o meno è la stessa cosa però no? Abitudini familiari… 🙂 Bel post Miss, sembra sempre di guardare la scena di un film. Un bacione.

  10. “a che serve studiare l’inglese se non a questo?” bé tu miss, l’inglese l’hai imparato proprio così, altro che groupie 🙂
    ah, io sarei morta se l’avessi visto così, lì a un palmo

  11. Bellissimo. Ho ripercorso il tuo racconto con emozione, l’emozione che avevo anche io negli anni ’80, adolescente e molto, molto pop. Adoravo i Duran Duran. Ma quello che hai fatto tu, io non l’ho fatto perchè per i miei genitori ero ancora troppo piccola per volare a Londra ed anche per vedere i concerti… sob… Tuttavia conservo bellissimi ricordi di quel periodo.
    Ho iniziato a studiare inlgese alle superiori, alberghiero, settore uffici turistici, non avevo grandi insegnanti di lingua inglese ma grazie alla passione per la musica straniera ho approfondito le mie conoscenze linguistiche.
    Apprezzavo ed apprezzo tutto lo scibile musicale degli anni ’70 e ’80. Ultimamente mi sono appassionata anche a quella degli anni ’60, garage, beat generation e rock & roll, un po’ trasportata dalla nostalgia di quei tempi anche se non realmente vissuti ma che ricordano quanto in Europa, in Italia si stesse meglio. Il boom economico ed industriale, il sorriso dei giovani stampato sulle labbra.
    Anche negli anni ’70 si stava ancora bene. Gli anni ’80 sono stati un po’ il lento preludio a quella che è la situazione attuale, ma la cultura, soprattutto quella musicale era ancora viva. C’era il vivace strascico del punk e del glam rock che condizionò quella bizzarra moda che si sfoggiava con sfrontatezza.

    Ma che bei tempi erano quelli??? Accidenti…..

    • E hai ragione, che bei tempi erano quelli, davvero belli Enza.
      Anche io amavo i Duran Duran, in particolare John Taylor, che bello era!
      Te lo ricordi con il kilt rosso a Sanremo? Una vita fa!
      Un bacione cara Enza!

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