Mrs Bentley & Mr Whitehead

Oggi vi presento due persone particolari.
La signora Julia Bentley e il suo distinto consorte, l’Ingegner Benjamin Whitehead, provengono dalle Isole Britanniche.
Inglesi, in terra di Liguria.
Inglesi, certamente avranno apprezzato il clima di questa regione come tanti loro compatrioti.
Inglesi, a Genova.
Oh, ma che sbadata!
Ancora non ve li ho presentati!
Gentili lettori, la signora Julia Morison Bentley e il signor Whitehead.

Bentley Whitehead (3)

Li trovate lungo il viale ombreggiato del Cimitero Protestante a Staglieno.
Effigiati nel marmo dallo scultore Lorenzo Orengo, i loro monumenti vivono una nuova stagione di splendore grazie a Walter Arnold, un generoso mecenate statunitense che ne ha finanziato il restauro.
Opere di grande valore artistico riconosciuto anche oltreoceano.
Non sono le sole statue ad essere state restituite di recente alla loro originaria bellezza, altri momumenti sono stati restaurati, sono tornate lucenti di bianco anche la tomba del celebre fotografo Alfred Noack e quella di Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde.
Un museo sotto al cielo, questo è Staglieno.
E lì sì trovano anche il la Signora Bentley e il suo illustre consorte.

Bentley Whitehead (2)

In occasione del restauro del loro monumento sono state rese note alcune notizie in merito a questa bella coppia che scelse la Superba quale propria dimora.
E allora immaginateli, a bordo di una nave, nel lontano 1856: il futuro li attende, il futuro è l’Italia.
E’ in quell’anno che giunsero da queste parti e vennero ad abitare in Spianata Castelletto.
Là, dove ci si affaccia da una ringhiera e si vede il mare e la distesa infinita dei tetti d’ardesia, la città è ai vostri piedi.

Genova

E se vi foste trovati lì, in quelle serate dal clima tiepido, avreste potuto incontrare Julia Bentley a passeggio.
Tra le mani stringe quell’ombrellino vezzoso e indossa un abito sofisticato, adorno di pizzi e merletti.

Bentley Whitehead (5)Il suo vestito ha le maniche così lavorate, i bottoni tondi e grandi, il fiocco che le pende sul petto, il colletto così ricco.   E che pettinatura complicata!

Bentley Whitehead (4)

Che dire poi del suo amato?
Oh, lui era un ingegnere!
E viene qui ritratto accanto al suo banco da lavoro.

Bentley Whitehead (8)

E sulla tomba c’è scolpita una macchina a vapore che certo il signor Whitehead avrà usato.

Bentley Whitehead

E poi dovete sapere che Julia aveva ben 11 anni più di Benjamin, doveva essere davvero una donna di grande fascino!
Sapete, in realtà si conosce poco o nulla della loro vita.
Inglesi, a Genova.
Io sono certa che avranno conservato certe loro gradite abitudini, una tazza di té e i tramezzini al cetriolo per riscaldarsi dall’infido vento di tramontana che qui spira potente.
E sono certa che siano andati a passeggiare insieme sul lungomare di Nervi, quando il mare si infuria e solleva le onde contro la scogliera.

Nervi Mareggiata (14)

E poi ci sono alcuni segreti che fanno parte della vita di ognuno, sono i pensieri, le speranze, i sogni, i sentimenti.
Li teniamo con noi, li portiamo con noi.
E sono nostri, solo nostri.
Il destino fu beffardo con Julia, sebbene avesse un marito molto più giovane dei lei, lui se ne andò per primo.

Bentley Whitehead (7)

E fu Julia a volere che fosse Lorenzo Orengo a scolpire queste due statue, fu lei che scelse come essere ricordata.
Rimase qui, nella città che aveva scelto insieme al suo Benjamin.

Bentley Whitehead (6)
Ci sono alcuni segreti che fanno parte della vita di ognuno.
I sentimenti, i rimpianti, i ricordi.
Restò Julia, in Spianata Castelletto, davanti al mare e ai tetti di Genova.
Restò con quei suoi segreti che erano suoi, soltanto suoi.

Bentley Whitehead

 

43 pensieri su “Mrs Bentley & Mr Whitehead

  1. è proprio vero che i nostri cimiteri nascondono delle vere e proprie opere d’arte. Sono rimasta affascinata dall’abito femminile scolpito…. sembra veramente di tornare indietro nel tempo. interessante!

    • Staglieno è davvero un museo a cielo aperto.
      C’è un mondo nel mondo, camminare lungo quei viali è semplicemente affascinante e io qui ne ho scritto spesso, non solo per le storie incredibili che testimonia, anche per la bellezza delle sue statue, per quei dettagli che tu hai notato, gli abiti, i gioielli e le pettinature.
      Grazie del tuo commento, benvenuta qui!

  2. Carissima, da genoano quale sono, direi che i coniugi inglesi che descrivi erano all’epoca, a Genova, in folta compagnia di altri illustri compatrioti, quali – citando wikipedia: ” Charles De Grave Sells, S. Green, George Blake, W. Rilley, George Dormer Fawcus, H.M. Sandys, E. De Thierry, Johnathan Summerhill sr. e Johnathan Summerhill jr., e soprattutto Charles Alfred Payton, baronetto dell’Impero Britannico e Console Generale di S.M. la Regina Vittoria d’Inghilterra a Genova”. Ovverosia i fondatori del Genoa Cricket and Football Club, nel lontano e glorioso 7 settembre 1893, in via Palestro. Senza dimenticare i più illustri di tutti, cioè le prime grande glorie del Genoa: James Richardson Spensley “che fu il vero artefice della nascita del Genoa” – sempre citando wikipedia – nonché William Garbutt, il primo “Mister” in assoluto.
    Né dimentichiamo che il Genoa è rossoblu in onore della Union Jack e in omaggio di Queen Victoria appena defunta dopo un lunghissimo regno, a partire dal 25 gennaio 1901.
    Insomma, Genova – e soprattutto il Genoa – e gli Inglesi hanno un’affinità elettiva senz’altro peculiare.
    Hai fatto bene, quindi, a ricordarla, mediante il ricordo dei coniugi in oggetto.

    • Ho come il sospetto che tu sia genoano, chissà come mai!
      Beh, sappi che io a Staglieno vado con un guida eccezionale, il mio amico Eugenio che conosce ogni angolo del cimitero.
      E mi ha mostrato le tombre di alcuni celebri calciatori del Genoa, ti sarebbe piacuto quel giretto!
      Grazie Roberto, un abbraccio!

  3. Molto piacere di fare la conoscenza dei coniugi Bentley cara Miss e non ho dubbi che costoro abbiano scialato nella tua splendida Genova; è sempre meraviglioso passeggiare per Staglieno ed ammirare con te queste statue così ricche di preziosi dettagli
    Buon inizio di settimana
    Susanna

  4. Che meraviglia vedere citati i capolavori di Staglieno!
    Queste due statue inoltre sono davvero una testimonianza del costume del secolo… che belli gli abiti!
    Personalmente ho una passione per le statue che rappresentano gli angeli, prima tra tutte l’Angelo di Monteverde che è davvero affascinante con la sua aurea di sensualità e ambiguità… 😉 andate tutti a vederlo!

    Il legame tra l’Inghilterra e Genova è ben più antico della fondazione del Genoa, basti pensare che praticamente la Repubblica Genovese “vendette” la bandiera all’Inghilterra (sempre wikipedia citando :)):
    “Nel 1190 Londra e l’Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale.”

    Scusa se ho fatto un commento lunghissimo… ma i tuoi post sono sempre pieni di notizie interessanti delle quali si potrebbe parlare per ore!!!

  5. Complimenti per l’articolo, delicato e piacevole come sempre. Sarebbe molto interessante poter sapere qualcosa di più sui precisi luoghi di sepoltura di tanti fra i fondatori del Genoa CFC e del football italiano.

  6. Se e’ molto che non vado a Staglieno, mai ho visitato la sua sezione protestante. Davvero belle le statue, soprattutto quella di Julia, col bottone che tira sul petto, soffice nonostante il marmo!

  7. Splendido! Staglieno non finisce mai di stupire. Che tu sappia il cimitero di Staglieno è sotto il patrocinio delle Belle Arti? Il restauro è stato curato dal Comune? Hai ragione tu è davvero un museo a cielo aperto! Bacionissimi

    • Sì, il Comune sta cercando di valorizzare questo immenso patrimonio che abbiamo.
      E’ un luogo da difendere, ricco di infinite storie che vorrei conoscere.
      E questa è proprio romantica, a suo modo.
      Baci a te Viv!

  8. Miss…mi pare che questo Ingegnere sia stato anche da queste parti…farò una piccola indagine e ti farò sapere…

    Intanto devo dire che queste statue sono stupende, particolarissime…e il cimitero di Staglieno è proprio un museo a cielo aperto!

    grazie di questo post!
    a presto
    .marta

  9. Cara Miss, vedo che qualcuno ha scritto un’articolo come Eugenio, quello non sono io.
    Complimenti per l’articolo su quelle meravigliose statue, la cosa importante è che questi sponsor continuino, il mese scorso ho incontrato il signor Arnold che come saprai è un grande scultore, basta guardare il suo sito pieno di capolavori, mi ha confermato che a breve partiranno altri due restauri, la Tomba Baur Bocciardo di Leonardo Bistolfi e il monumento a Berthe Bonin (moglie di Orlando Grosso), un’opera di Eugenio Baroni.
    Per quanto riguarda i calciatori Genoani, conosco esattamente dove sono sepolti, se pensi che per anni durante la commemorazione dei defunti, legavo sulle loro tombe un nastrino rosso e blu, e spero di poterlo fare anche quest’anno.
    Tra gli inglesi famosi vi è anche il grande Geo Davidson, amante del ciclismo, e intimo amico di Spensley, fu lui a prestargli il suo velodromo di Pontecarrega per giocare le prime partite regolari di campionato.
    Eugenio

    • E’ un altro Eugenio, sì! E comunque io ti riconosco subito, sai! Ti ricordi che mi hai mostrato alcune tombe dei calciatori? Dobbiamo tornare a vederle insieme, qui ci sono tanti genoani a quanto pare.
      Sono immensamente grata al Signor Arnold che ha preso a cuore il nostro cimitero e a tutto coloro che come lui se ne interessano, è importante per Genova.
      Un abbraccio carissimo, spero di vederti presto!

  10. Mi chiedo quante sorprese ancora ha in serbo per noi Staglieno grazie a te Miss. E quante personalità illustri ha ospitato Zena! Non finisci mai di stupirmi. Carina la cosa che fu Julia a decidere come essere ricordata in questa città. A vedere la sua statua sembra proprio una Signora con la S maiuscola. Un baciotto Miss.

  11. I particolari di queste statue sono accurati, ben fatti. Sembrano vere. Affascina poi la vita di due inglesi a Genova ma che si debba lasciare a mecenate stranieri l’onere e l’onore di restaurare il nostro patrimonio artistico, rattrista davvero

  12. Proprio oggi ho visto le tombe restaurate dopo un certo tempo che non venivo a Staglieno e ne sono stato felicemente stupito. Oggi in effetti dovevo andare a trovar mia madre e i nonni e come sempre, essendo loro al campo 48 passo davanti al cimitero evangelico e come mi aveva insegnato proprio la mamma faccio attenzione a queste tombe di persone e personaggi che per il solo fatto di esserci rendono ancor più bella la mia città. Ho scoperto così da tempo la tomba di Noack, fotografo che lavorò molto per il Comune e che ci ha lasciato istantanee notevoli, ma non solo tante altre tombe come quella della moglie di Oscar Wilde e giustappunto quelle dei coniugi Whitehead. Son però curioso di sapere se l’ingeniere avesse lavorato a Genova, o se vi avesse solo soggiornato. Guarderò ancora in rete per cercare una risposta. Per quanto riguarda Staglieno, spero che questi restauri rappresentino un’inversione di tendenza contro la decadenza di questo nostro grande ricordo. Quand’ero bambino il cimitero non era ancora abbruttito dai fumi della città e da altri problemi. A parte tutto è anche di grande interesse turistico e anche solo per questo dovrebbe essere rimesso all’onor del mondo. Grazie a chi intanto fa qualcosa, ma muoviamoci sennò il caro estinto sarà il cimitero stesso. Pietro Berti

    • Benvenuto Pietro, per me è una gioia trovare un estimatore di Staglieno, il nostro cimitero è un vero museo che sta vivendo una fase di restauri e di questo sono davvero contenta.
      Anch’io vorrei sapere se l’ingegnere ha lavorato a Zena, ma a quanto mi risulta non si sa nulla in merito.
      Attendo come te l’inversione di tendenza, sarebbe bello che Staglieno avesse il risalto che merita!
      Grazie, a presto!

  13. Pingback: Eugenio e il prezioso volontariato Per Staglieno | Dear Miss Fletcher

  14. Pingback: La tomba Strickland Fletcher e il candore dell’angelo | Dear Miss Fletcher

  15. Cara miss,questa sera mi sono riletta gran parte dei tuoi post su Staglieno e mi dico che non é certamente un caso che Nanda Pivano,traduttrice dell’Antologia di Spoon River,sia genovese…

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