L’abito nuovo della Signora Teresa Pescia

La Signora Pescia ha l’abito nuovo.
Come dite? Davvero non avete mai sentito parlare di lei?
Eppure tutti noi dovremmo avere memoria di lei e di quel suo figlio, Carlo, imprenditore di successo e cuoco raffinato, proprietario di diversi ristoranti e di una celebre trattoria nei pressi del Carlo Felice.
E poi aveva una fede politica, un ideale nel quale credeva fermamente.

Carlo Pescia

Generoso e altruista, ai tavoli del suo ristorante ospitò spesso proprio alcuni mazziniani che, a causa dei rovesci della fortuna, versavano in difficoltà economiche.
Ed erano proprio tempi diversi dai nostri, nel suo testamento Carlo nominò erede universale del suo patrimonio il Comune di Genova, perché lui era genovese per nascita e per sentimento.
E volle che i suoi denari fossero utilizzati per certi restauri nella sua città.
E ora chi si ricorda più di Carlo Pescia?
Eppure grazie al suo lascito venne restaurato un tratto delle mura di Genova.
Salendo da Piazza Dante verso porta Soprana osservate verso la vostra sinistra, verso Via Del Colle, si deve a Carlo Pescia il recupero di questa parte delle mura.

Mura

E se vi avvicinate vedrete una lapide, a dire il vero poco leggibile.

Lapide Carlo Pescia

QUESTO TRATTO DELLE
MURA DEL 1155
E L’ATTIGUA TORRE DELLA PORTA
SONO STATE RESTAURATI
DAL COMUNE CON IL CONTRIBUTO
DI CARLINO PESCIA NELL’ANNO 1938

Carlo Pescia riposa a Staglieno, non distante da Giuseppe Mazzini.
Dorme il suo sonno eterno sotto lo sguardo vigile e amorevole di sua madre Teresa, colei gli aveva insegnato i valori più preziosi.

Teresa Pescia

E come vi dicevo, la Signora Pescia ha l’abito nuovo, sapete?
Donna dall’aspetto dolcemente severo, dalla corporatura robusta e i lineamenti marcati, Teresa Risso Vedova Pescia è stata effigiata dallo scultore Lorenzo Orengo, autore di una delle statue più famose di Staglieno, quella di Caterina Campodonico meglio nota come la Signora delle Noccioline,  qui  c’è il mo articolo dedicato alla sua bella storia.
E fino a poco tempo fa, se foste andati a visitare la tomba di Teresa, l’avreste trovata così.

Teresa Pescia (3)

E adesso? Oh, adesso la Signora ha l’abito nuovo, ve l’ho detto!
Un accurato restauro ha restituito all’intero momumento tutto il suo originario splendore.

Teresa Pescia (4)

E la Signora Pescia se ne sta seduta accanto alla grande croce, sobria e al contempo elegante nel suo abito così finemente rifinito.

Teresa Pescia (5)
Stretto in vita, secondo la moda della sua epoca.

Teresa Pescia (6)
E’ una signora di altri tempi la nostra Teresa.
Sorregge un libricino, credo di preghiere.
E indossa guanti raffinati, le maniche del suo vestito sono orlate di pizzo.
Eh, anche a una certa età non si rinuncia a certi vezzi femminili!

Teresa Pescia (7)

E inoltre ha una complicata acconciatura, impreziosita da pizzi e fiocchi.

Teresa Pescia (8)

E’ così che andrebbe tutelato questo nostro immenso patrimonio, lungo i viali di Staglieno ci sono opere d’arte di grande valore artistico, molte di esse necessiterebbero di cure e di restauri.
Ormai lo sapete, c’è una persona che ha a cuore questa nostra ricchezza, è il mio caro amico Eugenio, lui è unico e particolare, la sua dedizione a questo luogo è anche vero affetto verso le persone che qui riposano, presto vi parlerò ancora della sua Associazione Per Staglieno e di come si occupi della salvaguardia del nostro Cimitero Monumentale.
Se andrete lassù, sotto l’ombra degli alberi frondosi, la Signora Pescia vi accoglierà con il suo abito nuovo, nel bianco marmo scolpito da Lorenzo Orengo.
E sono certa che suo figlio Carlo, benefattore di questa città, sia contento di vedere che per una volta i suoi concittadini si sono ricordati di lui e di sua madre.
Lei ci osserva con il suo sguardo benevolo, nella pace e nel silenzio di Staglieno.

Teresa Pescia (2)

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44 pensieri su “L’abito nuovo della Signora Teresa Pescia

  1. Brava Miss, hai scelto la giornata adatta per ricordare uno dei personaggi generosi e amante della nostra città.
    Il restauro, finalmente rende un minimo di giustizia a questo signore praticamente ignorato dalle istitizioni pe quasi un secolo.
    L’ottimo lavoro è stato fatto da due restauratrici, che sono socie della nostra associazione e quando possono vengono a Staglieno per darci una mano nelle pulizie.
    Sono in programma altri restauri, che partiranno a breve, speriamo che questo trend non si fermi.
    Voglio ricordare che pochi giorni or sono è mancato il Prof. Franco Sborgi, mio carissimo amico, e che amava il nostro patrimonio, a lui si devono iniziative importanti tra cui il bellissimo volume “STAGLIENO”.
    Eugenio

    • Grazie Eugenio, queste parole dette da te sono sempre un grande onore per me, tu lo sai.
      Era da tanto che desideravo dedicare uno spazio a Carlo e a Teresa Pescia, oggi è il giorno perfetto.
      Anche io come spero che i restauri continuino, è una gioia vedere le lapidi tornare a nuova vita.
      Mi unisco al tuo ricordo del professor Sborgi, abbiamo perso una grande personalità della cultura.
      Un abbraccio grande a te, caro Eugenio, spero di vederti presto!

  2. Ma che bello questo post sulla signora Pescia e sul restauro del suo abito! Staglieno è un luogo magico ma credo che da quando ne scrivi tu i suoi visitatori siano persino aumentati, attirati dal tuo bel garbo nel raccontare le storie che si nascondono in ogni monumento. Un applauso! 🙂

    • Grazie cara Viv, era davvero tanto che volevo scrivere di lei.
      Mi hai scritto parole che è una gioia leggere, spero davvero che questi post facciano venire il desiderio di conoscere storie e vite passate lungi i viali di Staglieno.
      Un bacio grande a te!

  3. Davvero bella la statua della Teresa. Han fatto bene a restaurarla, se non altro per gratitudine verso la generosità del figlio Carlo.
    Sei una vera Genoa detective, Miss! Ancora una volta grazie della visita guidata (senza muoversi dalla scrivania) 🙂

  4. Proprio bello il pizzo e il cappellino della sciura Teresa.
    Però qui lo dico, prendete nota delle mie ultime volontà:
    Non voglio una tomba con la statua di Miss Moka che mi guarda con il soppraciglio accigliato a perenne rimprovero per qualcosa che potrei aver fatto. No no non la voglio.

    • Haha, mi hai fatto ridere!
      Pensa, Miss Moka che ti guarda storto per i secoli dei secoli, per l’eternità…potresti finire su qualche blog del futuro, ci hai pensato 🙂 ?
      Baci, grazie anche da parte della Scià Teresa, così si dice a Zena!

  5. Chissà se la signora Pescia avesse mai pensato che tantissime persone l’avrebbero ricordata anche dopo morta. Meno male che è uscita di casa tutta agghindata e a modino, se no sai che figura…

  6. Come nella “Signora delle Noccioline” mi colpisce moltissimo la resa scultorea dei merletti del suo abito. No “mea culpa” ignoravo questa storia… grazie di aver colmato questa lacuna 😉

  7. La posizione, lo sguardo, la figura…sono impressionanti Miss, impressionanti. Hai descritto bene il suo aspetto “dolcemente severo”, non potevi usare termini migliori. Questo post è molto bello. Mi hai fatto venire in mente il Prof. Sborgi, del quale mio marito mi ha parlato tanto in questi giorni. Era il suo professore all’Università. E, inoltre, mi ha promesso che un giorno mi porterà finalmente a visitare Staglieno che dal vivo, non ho mai visto. Un bacione Miss, buona domenica.

  8. Io scialo da morire (oh, si addice al luogo) quando ammiro queste splendide statue funebri, così pregiate e ricche di dettagli particolari.
    Ma certo che Carlino è stato ben generoso. E chi dice che i genovesi sono un pò…tirchi rimarrà sconcertato 🙂
    Un baciotto Susanna

  9. ti ho pensato e non sapevo come raggiungerti l’altra domenica quando Daverio a Paspartout ha mandato in onda una puntata sul monumentale di Milano e su Staglieno, La ho seguita comprendendo tutto e conoscendo quasi tutto grazie a te.
    Ci vorrebbero tante Miss, ma tante, per la cultura e la conoscenza elementi essenziali per arginare degrado ed ignoranza.
    Post bellissimo e più si conosce e più ci si innamora della tua meravigliosa Zena.
    un bacione

    • Carissima Strega,
      sempre generosa e gentile, come sempre mi hai scritto cose bellissime delle quali non so come ringraziarti.
      Mi piace molto Daverio, una volta ho visto una sua trasmissione su Staglieno, tempo fa, lo aveva presentato in maniera sublime.
      Un abbraccio a te!

  10. Grazie Miss per questa tua nuova storia,avevo visto la statua un po’ di tempo fa e mi aveva messo tanta tristezza vederla cosi’ mal ridotta,ora e’ davvero splendida,e il suo sguardo assorto sembra ancora vivo,e i particolari dell’abbigliamento sono bellissimi,una vera signora genovese del tempo…

  11. Io e la mia socia abbiamo passato più di due mesi in compagnia della Sig.ra Teresa. Il degrado era molto avanzato ed il restauro, finanziato dal Comune di Genova, è stato complesso. La difficoltà è stata accentuata dalle condizioni climatiche avverse del periodo di esecuzione, che a causa della posizione della scultura ci faceva ogni mattina dannare per ripulire da foglie e terriccio ciò che il giorno prima era già parzialmente pulito..e la signora Teresa ci controllava di sottecchi: a volte ci sembrava proprio di scorgere un sorrisetto beffardo sulla sua bocca, ma era solo un’impressione..

    • Sì, Emilia, era solo un’impressione, sono certa che il sorriso della Signora Teresa fosse di gratitudine per lo splendido lavoro che avete fatto!
      Grazie, sono contenta che tu abbia lasciato questo commento, un caro saluto a te!

  12. carissima, e tanto che non scrivo più, ma ho fatto un trasloco e sono tornata nella mia terra, e ora qui ho avuto tanto da fare, però il pensiero più di una volta è andato a te, infatti le mie mail sono piene dei tuoi dolci post, e finalmente mi sono presa la briga di scriverti….perdona il mio silenzio, ti mando un caro abbraccio, e bel post ancora, con la signora teresa tutta agghindata e suo figlio che ha fatto un dolce gesto nei confronti della sua terra….baci forti forti

  13. Oggi mi prendi dal lato del cuore, Miss, e così la commozione continua… splendido articolo e di grande valore storico e artistico per la nostra città, ma soprattutto denso di poesia, quella che sgorga spontanea dal tuo cuore… ❤

  14. Pingback: Pierino Beccari, il bambino con la cartella | Dear Miss Fletcher

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