Salita a Porta Chiappe, giù per la creuza

Come la racconti una creuza?
Percorrendola, passo dopo passo.
E questi non sono caruggi, non è centro storico, non è la città posata sull’acqua.
E’ il mio quartiere, è la città delle alture e delle salite, oggi vi porto lassù, in alto, da dove si vede Genova, il golfo ligure, le case e la costa.
Lassù, al Righi.

Genova (2)
Da queste parti c’è chi ha persino rigogliosi ulivi in giardino.

Genova (3)
E lì, a breve distanza, si trova una delle antiche porte di Genova, la porta delle Chiappe, toponimo che deriva dalle ciappe di ardesia della zona e così usate in questa città.
Della porta tornerò a parlarvi, da lì si snoda un’antica strada che passa tra le valli e i monti dell’entroterra, una strada che fu cammino di molti viaggiatori in epoche passate.
Cammino di Santi: la percorse Sant’Agostino con sua madre Santa Monica, nel 1346 mentre si recava a Roma in visita dal Papa passò di qui Santa Brigida insieme a Santa Cristina.
E qui Brigida rimirando la Superba fece un’inquietante predizione,  disse che un giorno la città sarebbe stata distrutta e i pellegrini e i viandanti, guardando il luogo dove un tempo si trovava, avrebbero pronunciato queste parole: là era Genova!
Ah, Santa Brigida! Meglio non pensare a lei e alla sua profezia!
Eccola la Superba, il suo porto, le navi e cielo chiaro.

Genova (4)

Qui, da queste alture, si può imboccare Salita a Porta Chiappe, una lunga mattonata che scende, scende giù.

Salita Porta Chiappe (2)

Come la racconti una creuza?
Una creuza è pendenza, aria, è il ritmo di un passo leggero, una creuza è sole a picco e un muro che fa ombra.

Salita Porta Chiappe (3)

Una creuza è curve ed è la linea dell’orizzonte di acqua di mare.

Salita Porta Chiappe (4)

Una creuza è mattoni rossi, tetti, panni stesi e scorci panoramici.

Salita Porta Chiappe (5)

Una creuza è una piccola conquista, è silenzio e luce.
Una creuza è un muro alto e invalicabile.
Una creuza è poesia e versi di Eugenio Montale.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Salita Porta Chiappe (6)

Una creuza a volte ti spezza il fiato e ti affatica, può essere la metafora di certe mete che appaiono irraggiungibili.

Salita Porta Chiappe

E poi è sempre questione di punti di vista, di salite o di discese.
E ancora, questa creuza è muretti, alberi, persiane e gradini, tanti, a non finire.

Salita Porta Chiappe (9)

Ed è ripida, scoscesa, impervia.

Salita Porta Chiappe (10)

Ma poi si apre su un belvedere e puoi sederti, restare, fermarti.

Salita Porta Chiappe (11) - Copia

E puoi seguire la costa, qui dove lo sguardo può arrivare molto lontano, oltre Genova e oltre le sue case.

Salita Porta Chiappe (13)

E ancora, una creuza a volte sembra proprio non terminare mai.
E tu scendi, scendi, scendi.
E quanto è lunga Salita a Porta Chiappe?
Passa vicino alle abitazioni, accanto ai giardini.

Salita Porta Chiappe (14)

E poi, in maniera del tutto inaspettata, una creuza può diventare improvvisamente pianeggiante e più agevole da percorrere.

Salita Porta Chiappe (18)

Ed è alberi, tetti, terrazzi inondati di luce, la vista sui corsi con i bei palazzi ottocenteschi, la Lanterna e il mare.

Salita Porta Chiappe (19)

Una creuza è un cancello intaccato dalla ruggine, è vasi di piante dalle foglie lucide.

Salita Porta Chiappe (15)

Ed è edera che quasi ricopre un’epigrafe di marmo che si trova proprio sopra quel cancello, un benvenuto a chi viene a portare un sorriso, chi ci vuole male non è gradito!

Salita Porta Chiappe (17)
OSTIUM NON HOSTIUM
ENTRATA NON DEI NEMICI

Una creuza è assi di legno, non pare quasi di essere in un grande centro urbano.

Salita Porta Chiappe (16)

Come la racconti una creuza?
A volte è davvero prospettive che sanno sorprenderti.

Salita Porta Chiappe (20)

E poi la vista si apre ancor di più, ai vostri piedi c’è Genova.

Salita Porta Chiappe (21)

Come la racconti una creuza?
Una creuza è corse infinite quando sei in ritardo per la scuola!
Ed è anche fatica, ma è una fatica bella e sana, ci si è abituati quando si nasce in una città che è tutta un saliscendi.
Le belle creuze di Genova, così dolcemente tortuose.

Salita Porta Chiappe (22)

Ed è rischiarata dalla luce d’argento di queste splendide giornate di novembre.

Salita Porta Chiappe (23)

Oppure può assumere toni più caldi, in certe mattine invernali e gelide.

Salita Porta Chiappe (24)

E laggiù c’è il Santuario della Madonnetta dove si può ammirare un suggestivo presepe, ve ne ho parlato qui, è unico e particolare perché ambientato nella città vecchia.
E lì termina Salita a Porta Chiappe e lì inizia ancora un’altra creuza.
E ancora curve, mattoni e discese.

Salita Porta Chiappe (26)

Come la racconti una creuza?
Percorrendola, passo dopo passo.
E soffermandoti sotto il cielo blu.

Salita Porta Chiappe (27)

Percorrendola da lassù, dal Righi, dove puoi vedere la luce che danza sui tetti delle case e sulla superficie del mare.

Genova (5)

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60 pensieri su “Salita a Porta Chiappe, giù per la creuza

    • Prendi la funicolare Zecca Righi, arrivi fino in cima e poi sali per un breve tratto.
      A un certo punto la strada si biforca, tu devi fermarti poco prima, alla tua sinistra troverai, parzialmente nascosta dalle macchine, una deviazione, Passo a Porta Chiappe.
      Da lì parte la bellla creuza che hai visto! E comunque se vuoi venire da queste parti fammi sapere eh? Un abbraccio!

  1. Belle foto….non so come fai a trovare tutte queste …meraviglie, e a fotografarle per noi, una curiosità…vai sempre sola? Io ho paura di tutto e non andrei mai in sentieri isolati….così mi perdo tante cose….dovresti organizzare qualche tuor per noi….
    Ciao, buona domenica.
    Gabriella

  2. Cara Miss, uno spettacolo sorprendente, ne abbiamo molte a Genova di queste bellezze, non tutte in perfette condizioni, comunque sono ancora tante.
    Grazie a te, molte persone possono gustarsi questi angoli di particolare bellezza, purtroppo la maggior parte delle persone o turisti che arrivano con le navi (li vediamo in gruppi a De Ferrari ) sono anziani e mai potrebbero arrivare a vedere la bellezza ti tutto questo patrimonio che possiede una grande e antica città.
    La tua descrizione storico poetica è sublime, riesci a farmi sognare e a tornare indietro all’epoca di S.Agostino.
    Eugenio

    • Carissimo Eugenio, che meraviglia leggere le tue parole, ogni volta con il tuo entusiasmo riesci a commuovermi, non sai quanto.
      Grazie di cuore, ti mando un abbraccio grande!
      Buona domenica Eugenio!

  3. Ohhhhh… E’ da un sacco di tempo che non capito da quelle parti. Appena la Pulce sarà più grandina… 😉
    Leggere il tuo post la domenica mattina è proprio rilassante, una coccola per me!

  4. Grazie per il tuo bellissimo blog…..hai smosso nella mia memoria tanti ricordi di belle passeggiate ai tempi ormai lontani in cui abitavo dalle tue parti e tu eri una vivace bimbetta, un abbraccio affettuoso

  5. Che bella creuza! Questa non l’ho mai fatta, ma la prossima volta che vengo non me la perdo. Belle le parole di Montale. E viene in mente anche De Andre’.
    Ma le sante andavano in pellegrinaggio assieme? E come mai? Venivano dallo stesso posto? O si davano un appuntamento?
    Grazie del posto e delle foto bellissime. Quanti bei ricordi!

  6. Profumo di casa! Come nei grandi amori, pensi di aver dimenticato…ma basta la suggestione di una fotografia scattata con occhi che vedono, e le emozioni tornano insieme al ricordo vivissimo del profumo del glicine che fioriva a primavera in questa magnifica creuza. Grazie!

    • Grazie Martinpescou!
      Sì, questa è prorpio casa, sono felice che consideri le mie foto scattate con occhi che vedono, mi hai scritto una cosa bellissima!
      Ah, il glicine, che dolce bellezza.
      Buona domenica!

  7. Al solito le foto che posti mi piacciono molto. Quella delle creuze è un mondo a me assolutamente sconosciuto. Da vedere dal vivo.. assolutamente 🙂

  8. Certo che ti sei fatta una bella arrampicata per prendere queste foto! Il fiato non ti manca oltre a tutte le altre qualità sopraffine che ti hanno già attribuito 🙂 un bacione carissima amica!

  9. A portare le proprie chiappe su e giu’ per la creuza fino a porta Chiappe ti vengono le chiappe d’ardesia.:-)
    Mi è piciuta molto l’iscrizione latina che non conoscevo.”Ostium non hostium”. Quasi qualsi la metto anche all’entrata del mio blog.

  10. E’ un posto bellissimo,l’ho fatta un paio di volte ed e’ veramente un incanto quando da lassu’ vedi il mare in mille schegge dorate,e grazie Miss anche per ostium non hostium,era forse la porta di un convento…?

  11. Una creuza e’ casa, e’ dove sono cresciuta, e’ dove ho corso a perdifiato, dove mi sono sbucciata le ginocchia. Ogni ciottolo parla di noi, gente di Genova, abituata a trovare le meraviglie nei tragitti impervi!

  12. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 18.11.13 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  13. come sono belle queste foto!! questa creusa l’ho percorsa una volta ricordo il male alle gambe del giorno dopo .io abitando vicino a Sturla frequentavo altre creuse, quelle che arrivavano al mare . profumavano di pini , di oleandri ,di erba asciugata al sole e ilprofumo del mare che imperava su tutto .mi piacerebbe rivivere solo per poco questi momenti e assaporare i profumi con la gioia nel cuore che avevo allora. ciao grande Miss

  14. Scusate, non voglio intromettermi in questo bellissimo lavoro che state facendo! Però, se mi è consentito, vorrei dire la mia a riguardo di quello che viene chiamato “Crosa”-“Creuza”! Credo di poter dire che da noi, a Genova e nel genovesato in generale, le strade che salgono e scendono sono “e Môntae” e non le “Creuze” o, almeno, così ricordo già da bambino e da ragazzo, nato e vissuto in Valbisagno, figlio di genovesi che avevamo la casa proprio: in cimma a-a Mônta! E si è sempre detto, e lo ricordo bene, in cimma a-a Munta da Guardia, Incimma a-a Munta de Staggien e, viceversa, in fundu a-a Mônta da Guardia, in fundu a-a Mônta de . . .ecc. per raggiungere, in alto o in basso, il luogo dove si incrociava la trasversale “Crueza”: annemmo sciù pe a Mônta e arriviemo in Cruxe de Vie; ti vegni in fundu a-a Mônta da Guardia e se vediemo a San Giaxu da a Crueza pe . . . ecc. Crosa/Croce-Crueza/Cruxe (croce, incrociare, crocicchio) strada di piano o di costa che incrocia altre strade siano esse Crueze o . . . Môntae, quelle strade in salita anche ripida con discese a rompicollo, faticose da farsi sia in salita che in discesa ma bellissime e che donano scorci ancora irripetibili in città e a riprova andate un po’ . . . sciù pe a Mônta da Madonna du Munte . . ., a tratti non pare di essere in uno dei più popolosi e mal fatti quartieri di Genova! E’ anche interessante notare che Mônta indica una strada in salita e a tratti talmente faticosa che per indicarne il punto di partenza a valle, non si dice in “fundu a a disciesa” ma in “fundu a a Mônta” perché Mônta era indicativo del tipo di strada: sai che sfiga partire per una “Crosa” e trovarsi su per una “Montata” (come la chiamavano “i foresti” che non la conoscevano a Mônta” o i genovesi che non conoscevano l’italiano della Crusca)? Queste erano le strade che percorrevo e questo era quello che che sentivo dire anche dai contadini che giornalmente venivano a vendere i loro prodotti in città ed altro ancora. Su quelle Môntae, quelle Creuze e quelle Muattee “quelle stradde cun e ciappe de traversu”, ho camminato, corso e giocato per tutta la mia infanzia prima che la modernità chiamasse in città! Non le dimenticherò mai e ricorderò sempre il modo con il quale venivano chiamate da chi le camminava. Ma il dialetto è un continuo morire e risorgere, arricchirsi e impoverirsi ma è modo molto razionale per esprimersi, gn

    • Benvenuto qui Gianfilippo!
      Come avrai potuto leggere il mio post racconta una mia passeggiata giù per una creuza.
      Riguardo a tutte le tue precise osservazioni ho un libro della Sagep dove si spiega come quelle che in origine si chiamavano montate sono state poi chiamate creuze, è un discorso lungo e complesso, io qui volevo raccontare le mie sensazioni e il mio modo di vivere certi luoghi.
      Grazie del tuo intervento, a presto!

    • Ma tu non hai scritto un’inesattezza, affatto.
      Semplicememente in quel libro c’è un paragrafo che spiega come a un certo punto si sia perso il termine montata.
      E’ una delle guide della Sagep dal titolo: andare per creuse, credo che tu la possa trovare nelle librerie di remainders, non è un libro nuovo, potrebbero averlo alla Mondini e Siccardi di Via Cairoli.

      • Grazie. Però occorre tornare a dare il giusto nome alle cose perché, ad esempio . . . Mônta sciú pe na mônta, no l’è comme anda pe creuze! E sono convinto che Miss Fletcher saprà aiutare questi ricomponimenti, gianfilippo noceti, consultore A Compagna.

  15. In salita a Porta delle Chiappe (al numero 42 della numerazione attiva al 1972), almeno fino al 1941, data del devastante bombardamento navale inglese, esisteva un convento delle Suore Crocefisse (o Crocifisse). Se non erro, in uno di quei bombardamenti, che avevano principalmente come obbiettivo il Porto di Genova, alcune granate raggiunsero le alture provocando anche la morte di qualche suora.
    Poi, di quel convento, se ne seppe più nulla e in “rete” non se ne trovano apparentemente tracce.
    Bel sito!

  16. Grazie di farci conoscere queste meraviglie. Sono di Genova e adoro Genova, poche città offrono spettacoli così belli. Purtroppo non conosco la mia città come vorrei, perciò ti ringrazio infinitamente di farmi partecipe di queste bellezze. Prima o poi riuscirò a vedermele di persona. Grazie.

  17. Miss, mi ha incuriosito la domanda di Rodixidor: “cosa significa Creuza?” e, avido di conoscere la tua risposta, sono andato a curiosare… la descrizione poetica ed illustrata che fai della Salita a Porta Chiappe, è semplicemente fantastica… non vien solo voglia di percorrerla, vien voglia di esserci nati, specialmente in quel tornantino mattonato con muretto che illustri…

    • Grazie caro Sergio, ho provato a raccontare la sensazione che suscitano le creuze, questa è particolarmente bella e scenografica, offre splendidi panorami.
      Buona giornata a te carissimo!

  18. Innanzitutto complimenti per il tuo blog, uno dei piú interessanti su Genova insieme a quello sui segreti dei vicoli.
    A proposito di Salita a Porta delle Chiappe hai qualche notizia su Villa Lertora? non riesco a trovare nulla a parte un documento del Comune che ne constata il suo interesse storico

  19. Proprio ieri ho letto questo bellissimo post, e proprio oggi, a quasi tre anni giusti da quello, mosso da ansiosa e curiosa meraviglia ho approfittato della pausa pranzo per questa gita “dentro porta”… Ho preso la funicolare dalla Zecca fino al Righi e poi, il resto: la porta con la via per i monti (quante volte, pensavo, i miei avi da Trensasco per venire a Genova da qui son passati, e immagino la loro meraviglia quando, oltrepassando la porta, si spalancava davanti a loro la Superba…mi sono ripromesso: una volta la farò anch’io quella strada!), poi la ripida discesa con tutte le sue sensazioni… il verde, i tetti, i cocci aguzzi di bottiglia… e poi giù giù fino alla Madonnetta, S. Nicola, e ancora giù Carbonara e poi il Carmine e la Zecca da dove sono partito…
    Una sola parola: meraviglia!
    Grazie Miss!

  20. ECCEZIONALE reportage di cosa è una creuza, dei sentimenti che suscita in noi liguri e da voglia di percorrere quelle stradine che salgono e scendono . Dear Miss perchè non organizza LEI un giretto per quelle creuze ? Sono sicura che avrebbe un gran seguito ! 🙂

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