Cose che si leggono su un’antica cartolina di Zena

Viaggi, viaggiatori e memorie.
E ricordi del proprio soggiorno, una volta si usava inviare le cartoline.
E c’è stato un tempo nel quale le immagini erano più rare e venivano precedute dalle parole.
Si tornava a casa e si raccontava, ai bravi narratori bastano le parole e sanno farti vedere una strada, una piazza o una prospettiva.
Viaggi e viaggiatori, non sempre si hanno buone impressioni.
E allora immagino la scena e mi figuro certi discorsi.
Oh! Vedessi che scempio in quella città! Sì, da non credere, proprio a Genova, sono davvero inorridito!
E poi un bel giorno il nostro visitatore insoddisfatto torna nella Superba, compra una cartolina e la spedisce al suo interlocutore.
E il tempo scorre, passano gli anni, la cartolina finisce nell’archivio di Stefano Finauri, l’appassionato collezionista che tutti voi ben conoscete.
Ed è lì che ho trovato questa immagine, ero intenzionata ad inserirla nel mio articolo sugli antichi lavatoi di Salita di Coccagna, avrebbe reso l’idea di una certa atmosfera perduta.
E poi, d’un tratto mi sono accorta di quella scrittura vergata con la stilografica.
Oh, caspita! Ho persino chiesto conferma a Stefano Finauri, c’è proprio scritto così!
Certo, solo il viaggiatore saprebbe spiegare in maniera esauriente a cosa si riferiscano quelle sue parole.
Eh, che disdetta, sarà difficile ricevere delucidazioni!
Eppure io un’idea me la sono fatta, sapete?
Una cartolina, i caruggi, i truogoli di Santa Brigida.

Truogoli di Santa Brigida

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Avete letto?
L’indecenza di Genova!
Eh, la mia è un’opinione fantasiosa e del tutto personale, non è detto che corrisponda alla realtà,  io credo proprio che quelle parole si riferiscano ai lenzuoli, ai panni stesi che sventolano all’aria fresca in questa bella piazza.
E insomma, l’altro giorno mentre gironzolavo dalle parti di Prè ho pensato a lui, a quel viaggiatore che venne qui e acquistò proprio quella cartolina.
Caro visitatore, i casi della vita ci hanno purtroppo impedito di incontrarci, non so dirle quanto mi dispiaccia!
L’indecenza di Genova!
Ah, Se potessi portarla con me sono certa che vedrebbe ben altro, ne sono sicura.
Ho un piccolo pensiero per lei: un filo da stendere, un caruggio e un cielo azzurro.
E’ una cartolina ancora da scrivere, con parole diverse.

Caruggi

Annunci

33 pensieri su “Cose che si leggono su un’antica cartolina di Zena

  1. Le lenzuola stese al vento mi piacciono molto in campagna e se devo dire la verità nelle tue foto sono sempre splendide anche in città. Spesso nella realtà non è proprio così perché si accompagnano ad un degrado generale in cui non amerei vivere. Almeno qui a Milano purtroppo è così. Verrò a Genova per verificare coi miei occhi! 🙂 un bacione carissima

  2. …da sempre i panni stesi mi danno un senso di malinconia, e…non vedo nulla di bello nel loro sventolare…quindi concordo con l’antico turista della Superba…

  3. Io non penso sia solo per i panni stesi, guardiamo le case e i bimbi, c’è povertà, traspare la miseria, purtroppo in certi quartieri di Genova ancora oggi esiste il degrado e non è un bel vedere, fa folclore certo ma non lascia un bel ricordo, però il ns visitatore non ha guardato il resto della città, parliamo di via Garibaldi per esempio o di Castelletto, o di P.zza Corvetto, chi non ha occhi per vedere non ha cuore per amare….

    • Ci ho pensato anch’io a questa ipotesi, sai? Non ne sono comunque sicura, tutto è possibile, non so!
      Mi sono fatta l’idea tutta personale che si riferisse ai panni stesi, poi chissà, bisognerebbe chiederlo a lui.
      Un saluto a te!

  4. Prima di leggere l’intervento di mariagiulia, cercavo un articolo, che purtroppo come al solito non trovo, ma posso riassumere in poche parole ciò che scrisse Edoardo Michele Chiozza bravo giornalista di fine ottocento.
    Il tema da lui trattato era proprio sull’indecenza che si vedeva nelle strade di certi quartieri genovesi, e si riferiva se non ricordo male alla zona d via Madre di Dio e Ponticello, due tipiche zone popolari, il suo articolo era improntato sull’abbandono nelle strade dei ragazzi, che vivevano tutto il giorno in un ambiente dove non si imparava niente di buono, questi ragazzi facevano pena, per il loro vestiario tutto a brandelli, e il linguaggio scurrile correva alla grande sulle loro labbra, i gesti violenti anche contro i passanti erano all’ordine del giorno.
    Il suo scrivere critico era rivolto all’autorità cittadina ( il Sindaco) perchè a suo dire non affrontava questo terribile problema.
    Questo credo abbia visto il nostro turista, se poi vogliamo averne una prova ancora più certa della situazione dei ragazzi a Genova è sufficiente ricordare l’opera benefica voluta da quel filantropo, che fu il grande Nicolò Garaventa.
    Eugenio

    • Come dicevo a Maria Giulia, pur avendo privilegiato una diversa interpretazione più romantica e del tutto personale, anch’io ho pensato a questa vostra ipotesi.
      A dire il vero però i bambini ritratti in questa cartolina non mi sembrano così malconci, ma questa è proprio soltanto una mia impressione ed è vero che in certi quartieri c’era un forte abbandono, questo sì!
      Grazie Eugenio, un abbraccio a te!

  5. 🙂 che fascino hanno le cartoline antiche!!! Miss.. siamo sicuri che l’indecenza fosse riferita ai panni stesi? Perchè nella mia testolina è baluginata l’idea che riguardasse qualche scena serale con le “signorine generose”.. potrebbe essere?

  6. ho guardato questa bella cartolina, indubbiamente i panni stesi non sono eleganti ma , mia sempre cara Miss,hai notato come e’ pulita la strada? sono peggio i panni stesi o le cacche dei cani , o le automobili sui marciapiedi , o le buche sempre sui marciapiedi? io credo che stendere al sole noi che lo abbiamo sia una sana abitudine l’ho sempre amata e difesa .quando nel mio peregrinare mi trovavo in altre citta dove era vietata dal condominio ,e con varie astuzie la esercitavo .il nostro sole la nostra tramontana rendono i panni bianchi e profumati ma come fanno a capirlo chi vive nella nebbia e nel gelo!!

  7. Premesso che a me i panni stesi sulla “taggia” trasmettono in genere vitalità (la Piazzetta così come si presenta ora, sgombra da essi e con le facciate dei palazzi di colore”plasticoso” ed artefatto è molto più triste di allora), ricordo che altre persone la cui arroganza e prepotenza durò giusto un ventennio, si scandalizzarono di questa bellissima e squisitamente popolare usanza.
    Eugenio, è forse questo l’articolo che non trovavi?
    http://digilander.libero.it/alguas/periodici.html

  8. I panni ad asciugare mi han sempre dato un senso di vitalita’e allegria tutta mediterranea e tutta italiana. Chi vive all’estero, nel profondo nord, come me, dove questa usanza e” bandita, perche’vista come qualcosa per l’apounto di “indecente” e scostumato, ne sente la mancanza. Il troppo ordine, se da un lato aiuta, dall’altro toglie allegria e umanita’ al volto di una citta’! Per me i panni stesi parlan di pulito, di profumo di bucato, di mamme e donne dedite alla famiglia, di condivisione…
    Ho trovato un bellissimo passo da un racconto di De Crescenzo sui panni stesi al sole e vorrei condividerlo con voi: rende bene l’idea!

    …”dice Saverio – del mio quartiere so tutto.
    E per forza, perché a Napoli ci sono le corde tese da palazzo a palazzo per stendere i panni, e su queste corde le notizie corrono e si diffondono – dice Bellavista.
    E già perchè, se ci pensate bene un momento, per stendere una corda tra il terzo piano di un palazzo ed il terzo piano di un altro palazzo è necessario che le signore inquiline dei suddetti appartamenti; si siano parlate, si siano messe d’accordo: «Signò, adesso facciamo una bella cosa, mettiamo una corda fra noi e voi, così ci appendiamo il bucato tutt’e due.
    Voi il bucato quando lo fate? Il martedì? Brava, allora vuoi dire che noi lo faremo il giovedì che così non ci possiamo, tozzare».
    E nato il colloquio ed è nato l’amore.
    I panni stesi al sole sono tutti belli – dice Luigino.
    lo da piccolino pensavo che i panni si stendevano al sole per festeggiare qualcosa, come se fossere bandiere. E ancora oggi tutti questi panni mi danno allegria.
    Non ho mai capito perché in certi quartieri signorili è proibito stendere i panni all’esterno.
    Il fatto poi che a Napoli queste corde legano tutte le case l’una con l’altra è una cosa veramente importante; ma voi ci pensate?
    Immaginate per un momento che il padreterno volesse portarsi in cielo una casa di Napoli.
    Con sua grande meraviglia si accorgerebbe che piano piano, tutte le altre case di Napoli, come se fossero un enorme gran-pavese, se ne vengono dietro alla prima, una dietro l’altra, case corde e panni.”

    Questa poesia proviene da: Racconti di Luciano De Crescenzo – Panni al sole a Napoli | Racconti per Bambini | Racconti – Poesie Report On Line http://www.poesie.reportonline.it/racconti-per-bambini/racconti-di-napoli-luciano-de-crescenzo-panni-al-sole-a-napoli.html#ixzz3EypI5Hi7

    • Io adoro i panni stesi, sono colore, vita e allegria, girando qui ne troverai parecchi, sai? Grazie di questo brano, in un certo senso penso che Napoli e Genova si assomiglino, non credi? Buona giornata!

  9. miss, coi panni stesi sei insuperabile: “tuoi” i vicoli e “tuoi” pure i panni stesi…
    fortuna che non sei parsimoniosa nel “prestarceli”…
    il para-sonetto che segue me l’ha ispirato un’opinionista, che sui panni in questione, sembra marcarti stretto…

    me li sognavo di notte…
    così, mi son data un nome inglese
    e in un blog di parole dotte,
    racconto di loro, salite e discese…

    direi che per ognuno stravedo
    e perdermi nel loro intrico,
    è come ritrovarmi, e credo
    che se me ne facessi uno amico,

    ma di un affetto corrisposto,
    senza brutte sorprese al risveglio,
    un affetto sempre disposto

    a essere bello vispo e sveglio,
    me lo porterei a casa di nascosto,
    e se ha i panni stesi, meglio!

    5/2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.