Staglieno e un incanto di luce

A volte si è testimoni di momenti imponderabili, velati di quel mistero incomprensibile che avvolge certi luoghi.
Istanti che non sai capire e ancor meno spiegare.
Staglieno e la luce.
E il monumento del Dottor Cristoforo Tomati, opera dello scultore Giovanni Battista Villa.
Una statua avvolta in un’aura di misticismo, il Cristo solenne a braccia aperte, una mano è sospesa sul volto di colui che non è più, l’altra sul capo della figlia di lui, inginocchiata e assorta in una silenziosa preghiera.
E la luce.
Mi aveva colpita l’ombra del porticato che faceva da cornice alla figura di Gesù.
Cercavo quella curvatura perfetta, quel braccio teso illuminato dal sole, il volto del figlio di Dio solo parzialmente visibile.

Monumento Tomati (2)

E solo più tardi, tornata a casa, ho veduto cosa era rimasto in questa fotografia.
La luce e un altro monumento.
Le ali dell’angelo spiegate e quel gesto aggraziato, per una fortuita coincidenza l’ombra di quella mano aggraziata si posa proprio sui fiori gialli.
Una simmetria di movimenti, uno di quegli istanti che non sai capire e non sai spiegare.
E’ già accaduto, tempo fa.
Allora vidi tutto, mentre accadeva, sotto i miei occhi.
Temevo che l’attimo fatale fuggisse via improvviso e mi affrettai a scattare un’immagine, la trovate qui.
Tutto muta così rapidamente in un breve istante.
Quel braccio teso, quella luce e le ali dell’angelo.

25 pensieri su “Staglieno e un incanto di luce

  1. Le ali dell’ombra sono state la prima cosa che ho notato nella foto… la tua spiegazione della statua e dell’attimo che hai colto sono davvero un valore aggiunto ad una cosa già così magica e bella!
    Buona giornata!

  2. Incantata. Hai sempre saputo porgerci Staglieno con una grazia ed una bellezza…che non si può non rimanere rapiti. Questa coincidenza poi…neanche l’avresti potuta immaginare con Photoshop:)
    Bacino Susanna

  3. Bellissima foto, davvero! E ogni volta che guardo le statue di Staglieno mi meraviglio di come il risultato faccia completamente dimenticare la fatica di scolpire il marmo, la pesantezza dei colpi di martello sulla materia, anch’essa pesantissima: il risultato è leggerezza pura.

  4. L’immagine scattata nel momento giusto, ci fa apparire il capolavoro del Villa in un modo insolito ma speciale, questi sono gli effetti che ci dona la natura.
    Il Villa è uno scultore che mi piace molto, e mi ha sempre commosso, per la sua triste vita, ha sofferto molto prima di raggiungere il successo.
    Figlio di Filippo un armaiolo che di tutto si occupava meno che della povera moglie Angela Lotier e dei suoi cinque figli, di cui il nostro Giovanni era il maggiore.
    Da subito Giovanni capisce che deve prendersi cura lui della famiglia, e così farà sempre, era un uomo dolce, e proprio a causa della povertà sofferta da giovane, era sempre disponibile ad aiutare chi era in difficoltà.
    Malgrado le suo oltre cento opere sparse in tutto il mondo finì povero al punto di essere sfrattato proprio negli ultimi mesi di vita, mentre era costretto su un seggiolone a causa di una nefrite e di vari problemi cardiaci, all’ultimo era assistito dalla seconda moglie che lo adorava.
    Alla sua morte ci fù una grande partecipazione di popolo, e il comune gli assegnò un loculo nel Porticato Semicircolare loculo n°604.
    Ci sarebbe da scrivere pe due ore su questo grande personagio.
    Ti trascivo solo il testo breve di una lettera che gli mandò Arrigo Boito in occasione di un album di foto che il Villa gli fece pervenire.
    Gentilissimo Signore,
    Da mezz’ora possiedo lo splendido regalo ch’ella mi presenta per mezzo dell’egregio Architetto Pagès. Da mezz’ora sto ammirando, e lo ammiro ancora col pensiero mentre Le scrivo.
    Il monumento al Tomati è un CREDO in marmo.
    Se la pratica delle Arti del disegno non mi fosse negata, Le saprei forse dire il perchè della mia ammirazione e il perchè di quell’augusta serenità sparsa in tutte le linee di quella scultura, ma devo rassegnarmi ad esprimere solo il mio sentimento senza nessun argomento di critica o d’analisi.
    Le offro col mio applauso la mia riconoscenza vivissima, e ritorno a contemplare le tavole che illustrano l’opera Sua.
    Suo devotissimo
    Arrigo Boito Milano, 17 Novembre 1882
    Eugenio

    • Caro Eugenio, io stasera mi sono commossa, grazie di aver condiviso la storia di Villa con me e con i miei lettori, da te imparo sempre e tutto ciò che mi racconti lo tengo da parte, è un regalo prezioso.
      La lettera di Arrigo Boito è da brividi, un omaggio alla grandezza di questo grande artista.
      Grazie di cuore, a questo punto devo andare a trovare Giovanni Battista Villa, sì.
      Un abbraccio grande a te Eugenio!

  5. Cara miss F. davvero complimenti per questo blog così completo e soprattutto competente, da buon genovese amante dei suoi tesori troppo spesso nascosti come nel caso del Nostro unico cimitero monumentale, ti faccio i miei complimenti. da poco ho iniziato a vedere il nostro cimitero anche come un vero e proprio museo a cielo aperto e ogni volta lascia scoprire di se qualcosa di nuovo. Anche vedendo una statua già vista e rivista.
    A presto e buon Natale a te e tutti i followers

    • Benvenuto Andrea, grazie di cuore delle tue bellissime parole, mi fanno veramente piacere!
      Genova è così bella e davvero ricca di tante bellezze, alcune delle quali poco note agli stessi genovesi.
      E Staglieno è uno dei luoghi più ricchi di fascino che io conosca, sorprende e stupisce e regala spettacoli come questo, una vera magia.
      Buon Natale a te, a presto!

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