Table Talk, Oscar Wilde racconta

Table Talk, Oscar Wilde racconta, un libro di Thomas Wright che non può mancare nella libreria degli estimatori dello scrittore irlandese.
Il poeta che narra storie incantevoli, così fu definito Oscar a Parigi e così si legge nel pregevole testo di Wright, una raccolta dei racconti orali di Wilde suddivisi in aneddoti, favole e racconti biblici.
E si ritrova in queste pagine il raffinato affabulatore che amava inventare storie e poi narrarle ai suoi amici durante certe serate mondane, a quei fortunati che lo conobbero Wilde era solito raccontare anche le sue favole e le trame delle sue commedie.
Creava arguti gioielli della parola dalla struttura perfetta per poi presentarli al suo pubblico con garbo, con una certa teatralità e con la giusta modulazione della voce.
E allora immaginiamo di essere in uno di quei salotti mentre Oscar racconta Il ballo della Zia Jane.
Zia Jane vive nella sua grande casa nella contea di Tipperary e se ne sta per conto suo, con gli anni è diventata schiva, ma sapete cosa accade?
Un bel giorno arrivano i ricchi signori Ryan che sono diventati proprietari di una dimora sulla collina e intendono dare una fastosa festa.
E credete che Zia Jane possa tollerare una simile onta? No di certo, ma il finale del racconto non  è affatto scontato e non vi svelo nulla per non privarvi del piacere di scoprirlo.
C’è la vicenda dello scienziato e della sua palla magica, la favola della calamita e del mucchietto di limatura di ferro, con i granelli che parlano e borbottano.
E Wright ricorda quanto Oscar Wilde amasse inventare favole per i suoi bambini che rimanevano a bocca aperta ad ascoltarlo, viene citata la storia di certe fate che abitavano nelle bottiglie di un farmacista e davvero c’è da credere che i più piccoli potessero divertirsi un mondo ad ascoltare Oscar!
Il libro è una vera miniera di curiosi aneddoti, Thomas Wright correda ogni racconto di una breve introduzione e con grande abilità conduce il lettore al cospetto di Wilde.
E narra che i racconti di Oscar erano considerati talmente memorabili che sugli inviti alle cene veniva specificata la seguente frase: per conoscere Oscar Wilde e ascoltarlo raccontare una nuova storia.
Arguto e dissacrante, Oscar a volte proponeva alcune sue riletture personali di passi biblici e di celebri episodi della vita di Gesù.
Con il suo genio e il suo talento incantava, affascinava, riusciva persino a far sorridere coloro che avevano appena avuto un lutto, alcuni dei suoi ascoltatori annotavano ogni sua parola, altri si affidavano alla buona memoria, tra coloro che erano ammaliati dalle sue storie c’era anche André Gide che per Oscar nutriva una profonda ammirazione.
E Oscar stupiva il suo pubblico con le sue storie di spettri e fantasmi.
Una serata speciale, Oscar è ospite nella dimora dell’artista Arthur Hughes, tra gli invitati pare che ci fossero Charles Darwin e Dante Gabriel Rossetti, un parterre di gran pregio davanti al quale l’autore irlandese narra una storia, Il giovane pittore.
Un artista e i suoi dipinti, purtroppo le sue opere sembrano quasi prive di estro.
Il giovane possiede un pianoforte a coda dal quale un giorno, d’improvviso, si diffonde una musica sublime e che quadri escono dai pennelli del pittore con quelle note in sottofondo!
Ma chi sarà mai a suonare?
E che cos’è quella musica?
Il racconto viene pubblicato per la prima volta in questo volume e questo rende certo il libro ancor più attraente e accattivante per gli amanti di Wilde.
La grandezza del talento e le sue molte sfaccettature, Wilde una volta raccontò la vicenda di Narciso invitando i presenti ad ascoltare con gli occhi.
Ascoltare con gli occhi la magia delle parole, l’incanto dell’immaginazione del genio di Oscar Wilde.

Lots of people act well, but very few people talk well, which shows that talking is much the more difficult thing of the two, and much the finer thing also.

 Molte persone agiscono bene, ma sono molto poche quelle che parlano bene, questo ci dimostra che il saper parlare è la cosa più difficile tra le due ed è anche la più sottile.

(Oscar Wilde – The devoted friend)

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17 pensieri su “Table Talk, Oscar Wilde racconta

  1. Adoro la letteratura che parla di letteratura, gli scrittori che raccontano altri scrittori. Questo libro pare proprio un gioiellino! E la citazione che hai scelto per chiudere è geniale (in puro “stile Oscar”, come lo chiami confidenzialmente tu…).
    Buona giornata.

    • Lo è, proprio un gioiellino!
      Confidenzalmente Oscar in quanto io e lui ci frequentiamo da parecchio tempo, Tiptoe.
      E quella citazione è davvero perfetta per questo libro, sono contenta che tu abbia apprezzato!
      Buona giornata a te!

  2. Grazie della segnalazione sono una fan di Oscar, soprattutto delle sue favole ero una bambina e nel libro di lettura c’era la storia del Principe felice (mi pare che questo sia il titolo) non so quante volte l’ho letto e da allora se mi capita una storia sua la leggo sicura che e’ un capolavoro di genialità. Anche i suoi fantasmi sono adorabili, inizierò l’ anno con Oscar Wilde, genio e sregolatezza? io posso permettermi di abbracciare il genio… ciao cara Misss ma si tre S ci stanno bene! buon Anno! un 2014 carico di tuoi desideri realizzati, un abbraccio

  3. Oscar, è stato un grandissimo personaggio, e tu come al solito hai scelto bene, sei anche un’ottima promotrice, chi legge i tui post come Stefy correrà a comprare il libro.
    Sei eccezzionale veramente come dice il bravo Abatantuono.
    Eugenio

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