Le due margheritine che volevano vedere le cose del mondo

C’era una volta un verde prato.
La vita scorreva lenta seguendo il ritmo della natura, le api ronzavano, gli uccelli planavano in volo giù dagli alberi, le farfalle svolazzavano di corolla in corolla.
– Mi annoio! – Così languì una giovane margheritina appena sbocciata.
– Eh, non me lo dire! – Le rispose tra i sospiri una delle sue sorelle – Qui non succede mai niente, mai un’emozione, mai una novità. Io vorrei vedere le cose del mondo, vorrei conoscere altri fiori!
E fu così che tutto ebbe inizio.
Passarono ore ed ore a fantasticare, si immaginavano che là fuori, nel mondo, avrebbero potuto fare chissà quali entusiasmanti esperienze.
E così senza dir nulla a nessuno, un bel giorno lasciarono il prato e si misero in cammino verso l’ignoto.

Fontanigorda

Al margine del bosco passarono sotto ad un’ anziana quercia nota a tutti per la sua secolare saggezza e costei, nel vedere quelle due piccoline tutte sole, subito si premurò di metterle in guardia:
– Dove ve ne andate così di buon mattino?
– A vedere le cose del mondo! – Risposero all’unisono le margheritine.
– Fate attenzione! – Ammonì la quercia – Il falco è arrivato oltre la radura, oltre il fiume e al di là del ponte. C’è una città, rumorosa e vasta, non è posto per voi quello!
I due arditi fiorellini però non vollero sentir ragioni e proseguirono il loro viaggio.
E cammina, cammina, cammina, giunsero infine in una grande metropoli.
E cosa potevano fare due margheritine in città?

Margherita

Certo non era un’impresa facile ma, armate di grande entusiasmo si misero in cerca di nuovi amici.
– Dove staranno i fiori secondo te? – Domandò una delle due.
– Non saprei! – Rispose l’altra con tono sconsolato – E’ tutto grigio qui! Oh, guarda! Vedo dell’erba!
E affrettandosi nell’attraversare la strada rischiarono di finire spiaccicate sotto le ruote di una macchina, era davvero arduo per loro destreggiarsi tra i pericoli della città.
E finalmente furono lì, davanti a un’aiuola.
E non era esattamente un luogo incantevole, c’erano delle primule mezze appassite, cartacce e foglie cadute.
Le due margheritine erano piuttosto avvilite, non avevano certo lasciato il loro bel prato per finire in quella maniera!
– No, no! Andiamo via di qui! Presto! – Disse una all’altra.
Ah, la città!
Era tutto un altro mondo ma le due margheritine non si persero d’animo e così cercarono di attaccar bottone con una violetta che se ne stava dentro a un vaso.
La tempestarono di domande ma quella pareva imperturbabile, non dava cenno di vita.
E insomma, le due sorelle venivano dalla campagna e non avevano mai visto dei fiori finti, quella era la prima volta e così se la presero con l’incolpevole violetta:
– Voi di città siete proprio strani! Volevamo solo qualche informazione, ci rivolgeremo altrove.
E via, ripartirono in cerca di più loquaci interlocutori.
E fu allora che lo videro,  finalmente un angolo do paradiso, era il piccolo chiosco di un fioraio e uno accanto all’altro c’erano i più bei fiori che si possano immaginare!
E quanti!
C’erano delle signorine petulanti che parlavano solo in francese, erano orchidee e si davano un sacco di arie, lì vicino dei rassegnati girasoli dai petali gialli sopportavano pazientemente.

Girasole

Le rose, per parte loro, erano numerosissime e di diverse qualità, quelle rosse erano particolarmente vanitose, quelle bianche erano ingenue e timidissime, le rose gialle invece erano un po’ diffidenti e se ne stavano per conto loro.
E le piante di edera? Uh, quelle chiacchieravano con tutti!
E le due margheritine potevano sentirle ciarlare con  due cactus, dei tipi dai quali era meglio star ben lontano, s’intende.

Cactus

Quella era davvero l’alta società, c’erano dei tulipani che vantavano origini olandesi e non facevano altro che narrare le bellezze della terra dei mulini.
Le tuberose erano eleganti e leziose, i gladioli avevano un fare a dir poco cerimonioso, per non dire degli iris che parevano davvero regali!
E mentre le due sorelle stavano rimirando i loro nobili parenti si sentirono afferrare da una mano che le sollevò.
– E voi due come siete finite qui?  – Disse la fioraia e rapida mise le margherite in un vaso.
E le due poverine non ebbero nemmeno il tempo di capire cosa fosse successo, scese la sera, la fioraia ritirò tutti i vasi dentro al gabbiotto e abbassò la serranda.
E giunse la notte, l’oscurità calò sulle titubanze di quelle due anime ingenue e speranzose.
– Dove sono le stelle? Dov’è la luna? E’ tutto buio qui! – Esclamò una delle due margherite impaurita e tremante.
– E perché non si sente la civetta? – Le fece eco l’altra.
– Ragazze, un po’ di silenzio! – brontolò l’ortensia – Qui c’è gente che vuole dormire!

Ortensia

Sì, fu una lunga notte e quando giunse il mattino le due sorelle videro di nuovo la luce del giorno.
Era davvero un altro mondo e non era il loro, attorno non c’era l’erba madida di rugiada, non si udiva il gallo far chicchiricchì e nemmeno il canto gioioso degli uccellini.
E sapete, la vita a volte prende una piega imprevista, può succedere anche a due piccole margherite.
E quel che accadde quel giorno finì sulle prime pagine di tutti giornali, una cosa del genere non si era mai vista, ne parlarono tutti.
E negli anni a venire tutti ricordarono di quell’evento memorabile: un falco, fiero e possente, era sceso in picchiata sulla città, aveva preso nel becco due margherite e si era librato alto nell’azzurro fino a scomparire all’orizzonte.
A volte alcuni sono più sapienti, come una certa quercia, piuttosto anziana e nota a tutti per la sua secolare saggezza.
A volte il luogo al quale apparteniamo racchiude in sé tutte le meraviglie che ricerchiamo altrove.
Il falco volò al di là del ponte, oltre il fiume, oltre la radura.
Planò sul prato e delicatamente depose le due margheritine tra l’erba, avevano molto da raccontare e tutti si mostrarono interessati alle loro avventure, loro avevano visto le cose del mondo.
E lì, su quel prato, vissero felici e contente.

Margherita (2)

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35 pensieri su “Le due margheritine che volevano vedere le cose del mondo

  1. chissà perché andiamo a cercare la felicita altrove quando già la possediamo!! bella la favola nel giorno della Befana accontenta i piccoli che guardano la vita con incantata meraviglia e i …meno giovani che la vita già la conoscono e sanno dare il vero senso alla fiaba . oggi c’ e’ il sole mia cara Miss il cielo e’ terso e viene proprio voglia di prati di fiori di primavera, e’ come se oggi fosse il primo giorno dell’anno ..con tanta speranza e gioia nel cuore .Che miracolo può fare la luce del sole !! bacione

  2. Se le margherite non avessero lasciato il loro prato non avrebbero mai saputo quanto era bello il loro mondo………………………..l’avventura è il sale della vita….questa è la morale che leggo nella tua bellissima fiaba.
    Ciao buona notte

  3. Bella storia.
    Scritta in modo stupendo, sembrava quasi di veverla, leggendo.
    Brava
    Si potrebbe quaisi dire che siano Margherite della via Gluck. 😉
    Quanto sarebbe bello tornare a vivere in campagna.
    Io ci sono stato fino all’età di dieci anni, i miei nonni erano contadini.
    Quanti bei ricordi di quei tempi.

  4. favoletta cesellata assai bene, Miss… molti ritornano al paese natio di buon grado, ma non per restarci… invece i vegetali sono particolarmente attaccati alla terra dove nascono…

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