Via Prè, per botteghe e trattorie con Costanzo Carbone

Cessati gli urli delle venditrici ambulanti (da quella che vende pettini e bottoni a quelle che urlano le virtù delle loro mele e dei loro cavoli) in Via Prè, incominciano, verso l’ora di mezzogiorno, quelli delle sirene marinare.

Inizia così questa passeggiata gastronomica insieme ad una guida particolare, Costanzo Carbone, un genovese innamorato della sua città, poeta, scrittore, giornalista, commediografo che decantò Genova con i suoi scritti e con le sue canzoni dialettali.
Arrivano a noi certi libri nelle maniere più impreviste: i testi di Costanzo Carbone, e non solo quelli, li ho ricevuti in regalo da un caro amico, Vittorio Laura, appassionato cultore di storie genovesi e parente di Costanzo e qui lo ringrazio per la sua generosa gentilezza.
Via Prè non è più come la raccontava Carbone, non l’ho nemmeno conosciuta la città della quale lui scrive, anch’io però ho un ricordo nostalgico di questa strada, un fotogramma che risale a diversi anni fa.
Ai tempi della scuola per un certo periodo abbiamo usufruito di una palestra che era in quella zona e al termine delle lezioni io facevo una corsa forsennata giù per i caruggi seguendo il delizioso effluvio di focaccia che proveniva da un forno di Via Prè.
E’ uno dei miei ricordi cari, la mia agognata merenda comprata di fretta!

Caruggi

C’erano anche altre belle botteghe di alimentari con le vetrine ridondanti di bontà, alcune le rammento bene.
Non ho memoria di ciò che ho letto sui libri di Carbone, la sua scrittura è particolarmente evocativa, è fatta di suoni e di profumi, di odori e di voci.
E la passeggiata di oggi è tratta da un testo del 1934 dal titolo Con giardino e gioco da bocce.
E’ una giornata qualunque ed è quasi mezzogiorno in Via Prè.
Brucia la legna sotto i pentoloni dove bolle il brodo di trippa, dal salumiere si tagliano la mortadella, la soppressata e il salame.
E sono certa che Costanzo avrebbe apprezzato il formaggiaio di Via Prè, dove c’è sempre la gente in coda!

Formaggiaio di Via Prè

E’ varia la clientela, scrive il nostro autore, al mattino qui sciamano le massaie ma all’ora di pranzo arriva ben altra folla:

Basta che scocchi mezzogiorno che dai mille vicoli vengon fuori i lavoratori della Darsena e dei Bacini di Carenaggio. …mangiano così alla spicciolata, invadendo il tipico quartiere, diventato una bolgia incandescente di vivande.

E così prima si fa una puntata da uno dei tanti salumieri e dai panettieri, poi in tanti si riversano in certe cantine, come quella del Pinotto o il Fondaco di Vini dei Fratelli Marsano nei pressi della Commenda.

Via Prè (5)

Ci sono friggitorie e spacci di farinata.

C’è Cavanna che ha un negozio moderno, del genere, tutto lucente e nitido che sembra un salottino.

E poi ci sono certe piccole latterie dove si trovano sempre i biscotti del Lagaccio, celebri biscotti genovesi dei quali un giorno vi parlerò.
E sono certa che Costanzo Carbone abbia visto questa latteria!

Latteria di Via Prè

I posti più frequentati sono le osterie e le trattorie, una si trova in Vico Largo, c’è quella del Ghiotto e quella dell’Angelo, alla Trattoria Tre Stelle non hai ancora ordinato che già sei servito, sul tavolo c’è sempre un vasetto di fiori e una bottiglia di vino.
Il potere delle parole è una suggestione, a leggere certi brani viene l’acquolina in bocca e pare quasi di sentire quei deliziosi aromi di cucina:

Si gonfiano nella padella gorgogliante di olio i friscieu d’erba, i cuculli e i baccalà.

Poesia pura, fatta di aromi e di sensazioni tattili.
In estate scrive Carbone, la gente di mare va in giro a braccia scoperte ed esibisce diversi tipi di tatuaggi, la traccia dell’amore è scritta sulla pelle e c’è persino un tizio che sfoggia ben venti nomi di donna, ha già sei bambini e la moglie sta per regalargliene un altro.
Tipi umani descritti con sapiente abilità come indimenticabile la figura del gobbetto che ha un locale in Via Carlo Alberto, l’attuale Via Gramsci.
Un’osteria alla buona, dove si fa il conto a memoria, rigorosamente chiusa di domenica.
In quel giorno della settimana Via Prè perde la sua frenesia, gli alacri lavoratori sono a casa propria e le trattorie sono quasi tutte chiuse.
Costanzo Carbone con il suo sguardo innamorato ha dipinto indimenticabili cartoline di Genova, preziosa testimonianza del nostro passato.
E allora sembra quasi di trovarsi lì, seduti su una panca, come usavano fare alcuni di coloro che dimoravano nei piccoli alberghi della via.
In una domenica qualunque, in Via Prè.

si godono un mondo a sentire suonare a festa le campane di San Giovanni, a vedere i rari passanti e a sorridere se qualche viaggiatore, sceso dal treno dalla vicina stazione Principe, s’aggira un po’ spaesato, per Via Prè, in cerca di una trattoria.

Via Prè

35 pensieri su “Via Prè, per botteghe e trattorie con Costanzo Carbone

  1. Come cambiano le nostre città, alcune zone dopo solo qualche decennio sono irriconoscibili. Belle le descrizioni che hai ritrovato, restituiscono profumi e atmosfere di un altro tempo. Bacioni e buon week end

    • E infatti, non è nemmero trascorso tanto tempo, eppure è tutto cambiato.
      I libri di Carbone sono particolarmente suggestivi, la sua scrittura è davvero un inno alle bellezze di Genova, sono contenta di averli.
      Bacioni a te cara, grazie!

  2. Che c’è di meglio che tornare a casa a controllo effettuato e fare colazione in compagnia della Miss, in giro per botteghe? E che dire della latteria con il prospetto in carrara bianco ed il numero civico scalpellato? Con bugnature simili a quelle di antiche porte o boiserie ? Che delitto quell’alluminio che certamente ha sostituito pannelli in legno e cristalli con decori simili a quelli del marmo…. peccato! Ma dobbiamo farcene una ragione, spesso barattiamo il bello in cambio dell’utilità.
    Ecco il diaframma fra la Genova di Carbone e quella che guardi tu. rimane la poesia.

    • Il prospetto di quella bottega è un’aautentica meraviglia, come tu ben dici il tempo scorre e le cose cambiano, il termine diaframma mi sembra perfetto, cara Strga, come sempre hai centrato il punto.
      Un bacione grande a te, grazie!

  3. Via Prè ha il fascino di una bella popolana genovese, di un tempo passato che non tornerà mai più, ma noi c’è la godiamo anche così.Ciao buon fine settimana

  4. Ecco carissima Miss Fletcher, ritornare qui e leggere i tuoi post mi…fa sentire a mio agio, a casa di una amica che mi è mancata molto in questo ultimo mese!
    Fantastico questo girovagare tra botteghe, ora vado un pò a ritroso per gustare qualche altra chicca 😉
    Buona domenica Susanna

  5. ciao cara Miss e tanto tempo che non mi dedico piu a te, pero mi piaci sempre! ho lontani e nostalgici ricordi di via Pre .la percorrevo col mio papa’ che mi teneva stretta per mano temendo di perdermi .. la ricordo molto movimentata molto colorata , ricordo la merce fuori dei negozi che erano poco spaziosi un po bui con tanta roba messa cosi’ disordinata, ma erail profumo che ti attirava senza vedere entravi nel negozio giusto ! persino lo stoccafisso profumava !! poi da signorina , mentre mio papa’ comprava i semi per i suoi uccellini io nel negozio vicino sceglievo i costumi da mare! oggi tutto questo non l’ho piu ‘ pero ‘ questo lontano ricordo mi accompagna cosi ..piacevolmente .ciao Miss buona serata

  6. Mi ricordo che verso la fine degli anni 70 venivo a comperare i jeans,quanti negozi di jeans cerano,e poi i banchetti in mezzo alla strada che vendevano accendini i mitici ronson e poi audiocassette pirata e tutto il meglio dell’elettronica di allora e le macchine fotografiche,era una babele fantastica,ora non riesco piu a passare per via pre senza avere una botta di nostalgia,forse perchè avevo 18 anni oppure perche amo troppo genova ciao buona serata

    • Ne ho nostaglia anch’io, mi è semrpe piaciuta questa strada.
      E sono felice di avere questi libri di Costanzo Carbone che mi riportano a cose che non ho nemmeno mai veduto!
      Buona serata Roberto, grazie!

  7. In una delle fotografie si legge,all’ inizio di un caruggio: Vico delle Monachette. Forse non tutti lo sanno, ma è il vicolo più stretto di Genova: 79 cm.

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