26 Febbraio 1799, l’omicidio di Sebastiano Biagini

Oggi vi porto nel passato, al 26 Febbraio 1799, giorno nel quale accadde un fatto di cronaca che fece molto scalpore.
E’ il tempo della Repubblica Democratica e una riunione del Consiglio dei Sessanta sfocia presto in un drammatico scontro tra diverse parti politiche, uno dei protagonisti è Sebastiano Biagini, appassionato patriota, giornalista e giacobino.
Si tratta di votare il rinnovo delle cariche assegnate ai membri dei consiglio: Biagini, rappresentante del popolo, è favorevole ad un ricambio e accusa coloro che lo avversano di voler mantenere certe posizioni di privilegio.
Volano parole grosse, i toni si fanno accesi e concitati, la tensione è palpabile.
Il più acerrimo avversario del Biagini è un certo Domenico Queirolo, definito nei testi del tempo un maestro nell’arte dell’intrigo.
Terminata la seduta Biagini si concede un pranzo in trattoria e nel pomeriggio si reca in un tipico ritrovo di giacobini dove era solito incontrare i suoi sodali e far proseliti: una farmacia.
Questo non deve stupire, le farmacie in altri tempi furono spesso luogo d’incontro per coloro che erano impegnati in politica, quel giorno Sebastiano Biagini varcò la soglia della farmacia Odero, ai nostri giorni si trova in Via San Lorenzo ed è nota come Farmacia Papa.

Farmacia Papa

Questa è stata la sua sede fin dal lontano 1630 ed è tornata ad esserlo.
Per un lungo periodo la farmacia ha avuto una diversa collocazione: a partire dal 1700 venne trasferita in Piazza Nuova, l’attuale Piazza Matteotti, come attesta quest’antica cartolina che proviene dalla ricca collezione del mio caro amico Eugenio al quale va il mio consueto ringraziamento.

Farmacia Papa (3)

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E proprio lì si reca il protagonista di questa vicenda, seguiamo Sebastiano Biagini mentre va incontro al suo destino.
Sebastiano apre la porta, in farmacia trova il deputato Mangini che condivide le sue stesse idee politiche.
Dopo breve tempo giunge anche il Queirolo, vuole farsi le sue ragioni e continuare l’accesa discussione iniziata in Consiglio.
Biagini lo saluta con cortesia e tenta un confronto civile, Queirolo invece si dimostra subito aggressivo, nella discussione interviene anche il Mangini.
Il diverbio verbale si fa subito serrato, Queirolo afferra Mangini per la gola e sfodera un affilato coltello con il quale tenta di colpire il suo avversario ma Sebastiano Biagini si mette in mezzo e cerca di fermare la mano armata di Queirolo.
E in questo instante Queirolo sferra un colpo mortale che trapassa il fianco del povero Biagini.
Il vigore della vita lentamente abbandona Sebastiano, prima di crollare a terra egli tenta di sorreggersi a una colonna sulla quale è posato un mortaio.
Quella colonna ancora si trova esposta nella farmacia Papa, potete vederla nella lunetta che sovrasta la porta di ingresso.

Farmacia Papa (2)

Farmacia Papa (6)

Sebastiano Biagini resta a terra e pronuncia parole di perdono per il suo assalitore.
Presto si diffonde la tragica notizia, il popolo è sdegnato e sgomento.
Attorno al ferito c’è gran concitazione, il farmacista Odero lo soccorre prontamente, Biagini viene condotto all’Ospedale di Pammatone dove morirà la mattina successiva.
Domenico Queirolo si rifugia a Palazzo Ducale ma viene catturato e portato in carcere, sarà processato con estrema celerità, il popolo reclama giustizia per Sebastiano Biagini.
La condanna non tarda ad arrivare, il 2 di marzo Domenico Queirolo viene fucilato sulla Piazza della Cava.

Farmacia Papa (4)La colonna con il mortaio – ritratta sul resto della cartolina
appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Riguardo a questa vicenda ci sono ulteriori dettagli che meritano di essere ricordati in quanto il funerale del Biagini fu celebrato in maniera piuttosto inconsueta.
Il suo corpo viene imbalsamato, per dare l’ultimo saluto a Biagini si allestisce una cerimonia funebre dai toni cupamente macabri.
Sfila per la città un lungo corteo funebre formato da militari e da ufficiali della Guardia Nazionale, i loro passi sono accompagnati dai rulli dei tamburi, sono ben tre le bande che suonano per Sebastiano Biagini.
La marcia è scandita dai colpi di cannone, ne viene sparato uno ogni dieci minuti, quel suono ricorda ai genovesi che è un giorno triste per la città.
In fondo al corteo c’è un carro trainato da cavalli bianchi con le bardature a lutto, su quel carro è posta una sedia sulla quale è assisa la salma del Biagini attorniata da figure allegoriche che richiamano la sua virtù e la scelleratezza del suo omicida.
Ma il cielo non è clemente, come narrano le cronache, sul corteo di scatena una potente grandinata che danneggia il carro sul quale si trova il Biagini.
Il Corteo si dirige infine verso la Chiesa di Carignano dove si terrà il funerale.

Chiesa di Carignano

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E lì è posto un catafalco sul quale viene messo a sedere Sebastiano Biagini, l’eroe al quale tutti rendono onore ha tra le mani una copia della Costituzione.
Il mausoleo è imponente, sul piedistallo sono incise parole in onore del Biagini che è attorniato da statue, ci sono la Storia e l’Eternità, la Fama è scolpita nel gesto di suonare a tromba in onore del defunto.
La cerimonia è insolita, lugubre e tetra.
Sebastiano Biagini, nativo di Lerici, lasciò questo mondo all’età di 44 anni per mano di un assassino.
Il suo omicidio avvenne esattamente 215 anni fa, era il 26 Febbraio del 1799.
Accadde nella Farmacia Odero, oggi nota come Farmacia Papa.
Laggiù c’è ancora la colonnina con il mortaio alla quale Sebastiano Biagini tentò di sorreggersi mentre cercava di aggrapparsi alla vita.

Farmacia Papa (5)

20 pensieri su “26 Febbraio 1799, l’omicidio di Sebastiano Biagini

  1. Sebastiano Biagini, bella figura di democratico che meriterebbe di essere più conosciuta. Fondò anche il giornale “Il Censore italiano”, su cui scrisse anche Giacomo Mazzini, padre di Giuseppe Mazzini. Il titolo “Censore ITALIANO”, evidenziava la dimensione “unitaria” del progetto politico dei democratici genovesi, già alla fine del 18° secolo.

    • Buongiorno Dottoressa Milan, mi onora che lei abbia letto il mio articolo, era da tanto che volevo scriverlo e la quantità di notizie è davvero notevole, storia complicata ma molto avvincente.
      Il suo commento aggiunge particolari importanti al mio post, Biagini è davvero una figura poco ricordata, ho voluto scrivere di lui proprio in questo giorno nel quale ricorre l’anniversario del suo omicidio.
      La ringrazio e le auguro buona giornata, sono felice di avere sempre la sua attenzione.

      • E infatti, mi sembrava di ricordarlo.
        Lo sa, professoressa Milan? Ho un timore reverenziale per quel preziosissimo diarioe per la figura Niccolò Corsi e immensa stima per il lavoro che lei ha fatto.
        Sto cercando il modo di scrivere di lui in una maniera che sia gradita sia a lui che a lei che ha dedicato così tanto lavoro alle sue memorie.
        E’ un libro unico!

  2. Complimenti, mia signora in giallo! Magnifica minuziosa ricostruzione! Per me davvero sconvolgente il rituale del funerale! 😉

  3. Terribile rituale molto irrituale. Capisco che si trattasse di un personaggio di spicco ma in questo campo non faccio molte concessioni al cattivo gusto. Coraggioso da parte tua stendere una relazione precisa e storicamente dettagliata. Buona giornata carissima, qui siamo nuovamente sotto la pioggia…

  4. Carissima, hai fatto un lavoro magistrale, una sintesi perfetta, da oggi molti genovesi passando in piazza Matteotti ex piazza dei morti ammazzati (Umbero I-Ettore Muti-G.Matteotti), potranno guardare le vetrine della farmacia con la famosa colonna.
    Brava.
    Eugenio

    • Eugenio carissimo, detto da te è un vero onore, lo sai.
      Storia complicata e difficile, ma sono contenta di averla scritta, è una pagina importante non così spesso ricordata.
      Grazie di cuore Eugenio, un abbraccio grande!

  5. che storia interessante Miss! la prima parte mi sembra rispecchiare un mondo attuale l’ altra parte mi fa riflettere che la violenza c’è sempre stata …forse di assolutamente diverso : che i processi si facevano subito e le pene inflitte erano veramente dure . ci passo spesso da via San Lorenzo alzerò gli occhi per vedere il mortaio… ma allo sguardo unirò il cuore . grazie Miss .

    • Sì, cara Gabriella, le tue osservazioni sono entrambe corrette.
      E ora quando alzerai lo sguardo verso il sovraporta della farmacia Papa penserai al povero Sebastiano Biagini, la sua storia meritava davvero di essere ricordata.
      Un abbraccio!

  6. Miss, triste fine quella del povero Biagini, e che macabro rituale! non so quale sia il giusto etimo di “mortaio”, certo è che la prima cosa che fa venire in mente è la Nera Signora e, del resto, anche nell’accezione di “pezzo d’artiglieria”, la procura… insomma “mortaio”, a parte il ligure pesto, non sembra portare a nulla di buono…

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