La casa di Paganini e l’edicola della Madonna Immacolata

Ci furono mani che la raccolsero, la strinsero saldamente e la portarono in salvo.
Era sempre stata lì, protettrice benevola di quel vicolo scosceso e di quei mattoni rossi, dei muri e delle pietre sulle quali spirava l’aria che sale dal mare.
Custode silenziosa, tra le finestre dai vetri appannati, in Passo di Gatta Mora, dove nacque il celebre compositore Niccolò Paganini.
E lei, la Madonna Immacolata, vegliava sulla sua dimora, sul sospiro di quel genio nascente, sul respiro di tutti gli abitanti di quella parte della città vecchia.

Casa di Paganini

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ai suoi piedi c’era una lapide con incise queste parole:

ALTA VENTURA SORTITA AD UMILE LUOGO
IN QUESTA CASA
IL GIORNO XXVII DI OTTOBRE DELL’ANNO MDCCLXXXII
NACQUE
A DECORO DI GENOVA E DELIZIA DEL MONDO
NICOLÓ PAGANINI
NELLA DIVINA ARTE DEI SUONI INSUPERATO MAESTRO

Quel marmo, rimosso, è stato ricollocato in anni recenti nei Giardini Baltimora, sorti proprio in quella  zona dove un tempo si trovava la casa del celebre musicista, non saprei dire quanto ne sia contento Niccolò Paganini, il contesto è decisamente poco gradevole.
Delizia del mondo, nella divina arte dei suoni insuperato maestro.
La casa nella quale egli vide la luce venne rasa al suolo agli inizi degli anni ’70 insieme ad un intero quartiere, quel nugolo di strade vivaci intorno a Via Madre di Dio, qui trovate un mio articolo interamente dedicato a quella zona di Genova ormai perduta.
E lei? La Madonna Immacolata dal viso dolce e mite?
Ci furono mani che la raccolsero, la strinsero saldamente e la portarono in salvo.
Se ne occupò qualcuno della Soprintendenza alle Belle Arti, presumo.
E io quando l’ho veduta ho pensato a quelle mani, a colui che la prese e la mise al sicuro, consegnandola alla posterità.

Madonna Immacolata

Questa Madonnetta è esposta insieme a molte altre al Museo di Sant’Agostino dove troverete un percorso che vi condurrà per le vie del centro storico.
In quelle sale si poserà su di voi lo sguardo gentile di Maria scolpito nelle molte statue che un tempo si trovavano nelle edicole del centro storico, ai giorni nostri per le strade della città al posto delle opere originali sono state posizionate delle fedeli copie.
Camminare tra le Madonnette di Sant’Agostino suscita grande emozione, si ritorna nel passato della città, il pensiero va a coloro che rivolgevano suppliche e preghiere all’immagine di Maria.
Nel Museo accanto ad ogni statua è posta una scheda esplicativa sulla quale troverete notizie relative all’opera, vi è anche una fotografia dell’edicola nella quale la statua si trovava un tempo.
E’ quasi una maniera per riportare ogni Madonnetta alla sua sede originaria, ognuna torna ad essere in qualche modo una Madonnetta di caruggi.
Vi condurrò nelle sale di Sant’Agostino, tra quelle testimonianze dell’antica devozione, oggi questo spazio è dedicato interamente  a Lei, alla Madonna Immacolata sita un tempo sul muro della casa di Niccolò Paganini.

Madonna Immacolata (2)

L’edicola finemente decorata che la ospitava è ormai scomparsa, trascinata via dall’incuria degli uomini insieme all’edificio.
La statua risale ai primi del ‘600, ai piedi della Madonna era incisa questa scritta che richiama all’assenza del peccato originale:

ET MACULA NON EST IN TE
E NON C’E’ MACCHIA IN TE

Lei è avvolta nel morbido drappeggio del suo abito, tiene le mani giunte e pare avere gli occhi socchiusi, i suoi tratti sono morbidi e dolci.

Madonna Immacolata (3)

E lì, in Sant’Agostino, pare di rivederla nel luogo che per molti anni la ospitò, in quelle strade della città vecchia nelle quali non ho mai camminato, a condurmi laggiù,  sotto a quelle finestre, è solo il potere dell’immaginazione.

Casa di Paganini (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Un tempo anche a Lei, Madonna Immacolata, fu tributato l’omaggio dei fedeli sussurranti preghiere e speranze nascoste.
Un tempo un viaggiatore vide tutto questo per le strade di Genova vegliate dalle silenziose Madonnette dei caruggi.

Là, une autre poésie m’attendait, c’était celle de la religion italienne, c’était la poésie de la Madone.
A Gênes tout carrefour possède la sienne. J’en vis un grand nombre placées dans le hautes niches gracieusement scupltées.  D’immenses bouquets de fleurs, de ces bouquets comme seule sait en faire Gênes, la ville de fleurs, sont suspendus en offrande devant la saint effigie. A ses pieds brûlent de lampes d’argent. Pas un homme ne passe devant elle sans découvrir son front, pas une femme sans s’incliner et faire le signe du Christ.

Lì , un’altra poesia mi attendeva, era quella della  religione italiana, era la poesia della Madonna.
A Genova ogni incrocio ha la sua.
Ne ho viste un gran numero poste nelle alte nicchie graziosamente scolpite.
Dei grandi mazzi di fiori, di quei mazzi come sanno fare solo a Genova, la città dei fiori, sono posati in offerta davanti alla santa effigie.
Ai suoi piedi ardono delle lampade d’argento.
Non  c’è uomo che passi davanti a lei senza scoprirsi il capo, non c’è donna che non si inchini e non faccia il segno di Cristo.

(Joseph Autran, Italie et Semaine Sante a Rome – 1840)

Madonna Immacolata (4)

23 pensieri su “La casa di Paganini e l’edicola della Madonna Immacolata

  1. Io sono nata lì vicino in Via Dei Servi e quando leggo e vedo e ricordo le lacrime spuntano ancora, ne parlavo ad un’amica e a dei vigili l’ultima volta che sono stata a Genova i primi di Dicembre e mi felicitavo per la magnifica riqualificazione della Piazza Truogoli di S. Brigida… Grazie Miss per averne parlato e rinovellata la memoria anche a chi troppo giovane non sa o non vuol sentire… Magnifico articolo! Complimenti! ❤

    • Sono io a ringraziare te Anna Maria, io di quelle zone non ricordo nulla, ero troppo piccola, è un vero dispiacere aver perduto tanta ricchezza, adesso c’è una diversa attenzione per questa parte della città ed è vero ciò che tu dici, la Piazza dei Truogoli è tornata ad essere splendida.
      Un abbraccio!

  2. io sono nato in sarzano e ai tempi della”riqualificazione” della zona di via madre di dio,io direi scempio,avevo 13 anni e mi ricordo bene come venne abbattuta la casa di paganini,di notte ,forse vergognandosi come ladri per quello che stavano per fare,e mi sono sempre chiesto che fine avesse fatto la madonnetta che era li,.Mio nonno diceva che era sicuramente in casa di qualche politico di allora,ma mi fa piacere che sia in un museo insieme a molte altre madonnette;Quante edicole c’erano una volta nel centro storico,io me ne ricordo a decine.Speriamo che siano tutte insieme alla madonnetta della casa di paganini.ciao miss buonissima giornata.

    • Hai visto, Roberto? La tua Madonnetta è in salvo, se andrai a trovarla a Sant’Agostino ne rivedrai molte altre, a me emozionano e so che per te sarebbe lo stesso. Io non ricordo nulla di quella zona, ero troppo piccola, ma resta comunque un grande dispiacere.
      Un abbraccio Roberto, grazie delle tue parole!

  3. Non sono riuscita a capire le dimensioni di questa statua (la prima foto mi aveva ingannata, temo) ma devono essere piuttosto contenute se era allocata in un’edicola. Molto bella l’idea del percorso che rincolloca le statue nelle rispettive sedi di un tempo. Un bacione! 🙂

  4. She is a wonder in this wonderful museum that I must go back and visit and see for myself! Your story, as always gives me new information about the city that I love! Many thanks!

  5. Andava salvata tutta l’edicola con tutto il contorno floreale delle due finestre, la statua se non ricordo male venne trovata dopo anni nei magazzini dell’impresa che eseguì le demolizioni, infatti la seconda foto che hai postato è già senza la scultura, significa che la decisione di demolire la casa era già stata presa, altrimenti non si capisce per quale motivo toglierla, il crollo avvenne di notte, queste sono le solite metodologie che si usano per ottenere i risultati già decisi a tavolino.
    Il Comune di Genova e la Soprintendenza saranno per sempre i maggiori responsabili di questa perdita, se avessero voluto potevano impedire questo scempio, ricordo l’amarezza del caro Edward Neill, il grande musicologo mancato qualche anno fà, e che mi disse proprio a Palazzo Tursi prima di ricevere il Grifo Doro (la piu grande onorificenza del Comune) che mai avrebbe perdonato al Comune questo scempio.
    Edward aveva scritto alcuni libri su Paganini ed era uno dei piu grandi conoscitori del grande Nicolò.
    Eugenio

    • Che amarezza grande, caro Eugenio, quanto hai ragione, a pensarci vengono davvero i brividi, avrebbero dovuto salvare tutto l’edificio, una dimora con una valenza storica incomparabile.
      Ho comprato di recente l’Epistolario di Paganini, è proprio curato da Edward Neill, mi ricordo che mi avevi già parlato di questo episodio del quale mi riferisci.
      Un abbraccio caro Eugenio, grazie!

  6. Ottima la devota usanza dei genovesi di collocare la protettrice della citta’ all’angolo di ogni strada! Magari riscoprissimo la fede dei nostri antenati. A quando un post sulla Madonna della Guardia? Mi offro per accompagnarti sul monte Figogna!

    • A me fanno davvero tenerezza queste statue, tutte insieme poi sono ancora più suggestive.
      Alla Guardia andiamo quando vuoi cara Rita, è tanto che desidero andarci, mi piacerebbe moltissimo!
      E poi c’è anche la raccolta di ex voto, merita davvero.
      Un bacione!

  7. Sai che questo racconto è proprio bello? Mi piace molto l’immagine delle mani che hai usato per aprirlo e che poi riappare più avanti; e tutto l’inizio è davvero ben scritto, ben costruito.
    Bravissima Miss!!

    • Grazie Tiptoe, io sono davvero affezionate alle Madonnette di Genova, vederle tutte insieme è un’emozione grande e alcune di quelle statue davvero riportano a un certo passato e ad alcuni luoghi che non ci sono più.
      Buona giornata a te!

  8. Pingback: Le Madonnette di Genova, dai caruggi a Sant’Agostino | Dear Miss Fletcher

  9. Pingback: Gli amori appassionati di Niccolò Paganini | Dear Miss Fletcher

  10. Che bello deve essere stato camminare perle vie genovesi sotto lo sguardo dolce di qualche Madonna o di qualche Santo!!!Altri tempi, altra morale e ahimè altra umanità

  11. Miss, “occhio non vede, cuore non duole”, dice il proverbio… ma ci sono cuori che fanno eccezione, come per esempio, il tuo… d’altra parte, forse la casa non rientrava nei Rolli, ma c’era nato Paganini, un tale che sapeva suonare il violino “benino”…

  12. Pingback: Sui passi di Niccolò Paganini | Dear Miss Fletcher

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