Il mare delle Cinque Terre

Sono tornata là, nel tratto di costa più spettacolare della Liguria, in un giorno di marzo, nel silenzio e nella pace delle Cinque Terre.
Vi porterò su per le scale, su per i gradini alti della bella Vernazza, così ripida e impervia, con le sue case colorate abbarbicate alla roccia, con i sentieri che si snodano tra i vigneti e le coltivazioni.
E poi ancora ci attende Corniglia, da lì il mare lo si vede dall’alto ed è uno spettacolo che leva il fiato.
Questa è l’essenza di quella parte di Liguria, l’incontro tra la terra e il mare, quelle rocce scoscese lambite dall’acqua e la distesa infinita dell’abisso.
La costa sinuosa, da Monterosso.

Monterosso

E quando sei lì, puoi perderti davanti all’immensità.
C’era qualche nuvola, erano i primi di ottobre.

Monterosso (2)

Adesso, alle soglie della primavera, il mare delle Cinque Terre ha un colore ancor più intenso e vivido.
C’è l’infinito davanti a Vernazza, lucido e lucente, profondo blu che sfuma sull’orizzonte.

Vernazza

Passa un gabbiano, scende in picchiata, laggiù in lontananza ancora le case e la spiaggia di Monterosso.

Monterosso da Vernazza (2)

Un terrazzino davanti all’azzurro di Vernazza.

Vernazza (3)

E i fiori che sbocciano e si accedono di giallo, protesi verso il sole e la vita.

Vernazza (7)

Tu vastità,
riscattavi anche il patire dei sassi.

Così scrive il poeta Eugenio Montale, questa è maestà del mare, mediterraneo brillante di luce e neppure un soffio di vento a turbare il silenzio della bellezza.
Una ringhiera, ombre di Liguria, in una calda mattina di marzo.

Vernazza (6)

E rosso e foglie vive assetate di luce.

Vernazza (5)

Il profilo delle rocce e l’acqua così turchese.

Vernazza (8)

Affacciati, guarda giù, verso la trasparenza cristallina.
Affacciati, potresti quasi contare i sassi uno ad uno.

Vernazza (12)

La costa, l’immagine della vera armonia delle Cinque Terre.

Vernazza (10)

E l’onda lieve che batte piano sulla riva, leviga i sassi e poi si ritrae evanescente, con quel suo suono incantato.

Vernazza (11)

E ancora, questa è la vista dall’ultima delle Cinque Terre, Riomaggiore.

Riomaggiore

Arriverai a Corniglia e non ti parrà quasi di essere in una stazione ferroviaria.
Quel binario davanti al mare e la grandezza dell’infinito, non se ne intravede il confine.

Corniglia

E poi si sale, Corniglia è l’unica delle Cinque Terre a non essere sulla costa.
Vi si trova una terrazza panoramica dalla quale lo sguardo si perde nelle insenature e in quel susseguirsi armonioso di promontori e rocce.
E incastonata come un gioiello, sopra l’abisso profondo, vedrai Manarola e le sue case raccolte.

Manarola

E dall’altro lato lo sguardo trova ancora Vernazza e Monterosso.

Corniglia (2)

Liguria di bagliori e luce che scintilla, Liguria di muretti e piante grasse.

Corniglia (3)

E poi affacciati di nuovo, ancora guarda giù.
Vertigine.
E giallo e viola e riflessi del sole, un’esplosione di vita e di colori.

Corniglia (4)

E rocce bianche e fondali marini, la limpida perfezione d’azzurro, così nitido e cristallino.

Corniglia (5)

Un chiarore, uno schianto di luce e aria che inebria di freschi profumi e di purezza.
E’ l’aria del mare delle Cinque Terre.

Corniglia (6)

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33 pensieri su “Il mare delle Cinque Terre

  1. Non trovo parole! Bellissime foto accompagnate da frasi altrettanto curate. Un vero privilegio avere luoghi così incantevoli a portata di mano! Vien voglia di respirare a pieni polmoni e offrire il viso ai raggi del sole 🙂 Bravissima!

  2. Grazie di cuore per questa magnifica gita così magistralmente realizzata con la musica delle tue parole e delle tue immagini… ❤

  3. Signùr, Signùr.. che posti meravigliosi. Ma come si fa poi a mettersi sulla statale e guidare sull’asfalto grigio per 45 minuti? No.. che robe!
    Un abbraccione! 🙂

  4. Cinque Terre aspettatemi, appena posso arrivo!!!! Dopo questo meraviglioso Post non si può aggiungere altro!!!!:)))) Ciao Miss!!!

  5. Miss, in una giornata calda come l’odierna, l’aver riproposto “a gratis”, un simile Post rinfrescante, mi è parsa una generosa opera di bene, da ricambiare con i quattordici versi che seguono…

    a picco sul mare,
    vigneti di un’uva gagliarda
    e casupole ignare
    di quanto stupiscan chi guarda…

    cinque terre e un mare soltanto,
    che le frusta e le culla.
    cinque paesetti da nulla,
    che, a dir poco, sono un incanto.

    in quella costa d’azzurro dipinta
    e di più roccia che zolle,
    sapere chi sia prima e sia quinta,

    è un rebus che in testa mi bolle…
    ma a chi darla vinta,
    se perfino natura dirlo mai volle?

    10/2004

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