Piazza De Ferrari, un giorno del 1920

Oggi vi porto nel centro di Genova, faremo insieme una passeggiata particolare resa possibile da un amico, Stefano Finauri, appassionato collezionista di cartoline antiche e a lui va il mio ringraziamento, le sue immagini dal passato svelano un mondo.
E come è già accaduto in un’altra occasione Stefano mi ha inviato una cartolina in grandi dimensioni ed io mi sono dilettata a ritagliarla e ad estrarne i dettagli, c’è un mondo in un’immagine, davvero.
E allora andiamo a quel 1920, nella piazza centrale della Superba c’è un gran baillamme.
E che succede? La cuccagna dei Camions? Stefano mi ha detto che in quei giorni c’era lo sciopero dei tram e così si prese questa decisione, come mezzi pubblici vennero usati i camions.

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Osserviamo l’immagine con attenzione.
Quelli siamo noi, in un giorno del secolo scorso.
E a dire il vero, a ben guardare, l’atmosfera sembra piuttosto lieta, sul camion si possono notare diversi gentiluomini in giacca e cravatta e con il capo debitamente coperto, due signore sfoggiano fastosi cappellini, cose chic di altri tempi.

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E colei che nell’immagine sottostante potete vedere chinata al lato estremo del camion indossa un abito con un ricco colletto e un cappello scuro a tesa larga, che eleganza!

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Chi sono queste persone?
Un istante di quotidianità fissato in una cartolina.
Una signora porta uno svolazzante soprabito scuro e regge una capiente borsa, accanto a lei un’altra genovese, entrambe osservano quasi divertite il camion carico di passeggeri, anche le due signore dovranno andare da qualche parte!
Caspita, secondo me hanno dovuto aspettare un altro mezzo!
E guardate sullo sfondo, alle spalle di quella folla in attesa si notano degli alberelli, in Piazza De Ferrari.

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E poi ancora, ecco altra gente.
Il giovane uomo al centro dell’immagine sembra avere una certa fretta, si aggiusta la cravatta,  getta uno sguardo perplesso alle persone assiepate lì accanto, probabilmente lui può permettersi di andare a piedi.
L’altro signore all’estrema destra dell’immagine tiene qualcosa in mano, di che si tratta?
Un quotidiano? Sembra piuttosto voluminoso, chissà!

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C’è un mondo in un’immagine, c’è un tipo dalla corporatura imponente che si volta indietro a guardare, è una situazione anomala questa!
E lì, alle spalle di lui, osservate bene.
Lei indossa un abito chiaro, chiare sono le calze e le scarpe.
E poi ha una maglia a righe, secondo lo stile dell’epoca.

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Diamo uno sguardo all’arredo urbano, osservate i lampioni della pubblica illuminazione.

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Mi sembrano proprio gli stessi che ci sono ora, voi che ne dite? Guardate la foto scattata da me.

Piazza De Ferrari

Sì, siamo proprio noi quelli, ancora camminiamo in questa piazza.
E alcune persone mi colpiscono più di altre.
C’è un tizio che passa e intanto porta la sigaretta alla bocca, lui va dritto per la sua strada.
E in primo piano una donna, pare avere una certa età.
Ha un grembiule, i capelli raccolti in una crocchia, si direbbe una popolana, tiene una mano sul fianco e con l’altra regge un fagotto che pare piuttosto pesante.
Ed è una figura che racconta molto, non si vede il suo volto ma a me pare piuttosto facile indovinare i suoi pensieri.
E la immagino ripetere tra sé e sé in una litania cantilenata, in genovese stretto, certe frasi che da piccola sentivo pronunciare da mia nonna.
Sì, proprio quelle frasi!
Ma guarda un po’, cose del genere ai miei tempi non succedevano!
E via discorrendo, ho in testa tutto un repertorio di mugugni che ho sentito tante volte e sono certa che questa signora, da lassù, ancora scuote la testa sconcertata per quel che vide nel giorno dello sciopero dei tram!

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Quelli siamo noi, in un giorno del secolo scorso.
E c’è chi si diverte, tra i passeggeri del camion c’è una giovane donna e sembra quasi che stia partendo per una scampagnata, guardate come se la ride!

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Ogni volta che osservo immagini come queste mi chiedo se qualche fortunato riesce a riconoscere i suoi antenati.
Tra i tanti c’è anche un militare col berretto calato sugli occhi.
Che ne sarà stato di lui?
Lui e tutti gli altri non sapevano che in pochi anni un nuovo conflitto mondiale si sarebbe abbattuto sulla nostra nazione, quale sarà stato il loro destino?

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C’è un mondo in un’immagine, ci sono domande che non possono trovare risposta.
Ci sono volti che non hanno un nome, storie, sentimenti e lotte quotidiane.
Ci sono pensieri e sensazioni simili a quelli che proviamo noi, quelli siamo noi.
E tra tante persone una in particolare ha suscitato il mio interesse sebbene ovviamente non sappia nulla di lei.
Cammina, incurante di ciò che accade in Piazza De Ferrari.
Osservate la sua borsa, così raffinata e particolare, le scarpe con il fiocco, il cappello.
Osservate il suo sguardo, assorto e distante.
Qualcosa la attende, forse un amore tormentato, forse una discussione dai toni accesi e concitati, un futuro da immaginare e da costruire.
Lei non c’è, è altrove, non le importa nulla di ciò che sta succedendo attorno a lei.

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E ancora si potrebbe fantasticare sui volti della vita della Genova del passato.
Una sola immagine, un istante che ognuno di noi potrebbe aver vissuto.
Era  un giorno del 1920, in Piazza De Ferrari.

Piazza De Ferrari (2)

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35 pensieri su “Piazza De Ferrari, un giorno del 1920

  1. Che bello, che bella ricostruzione. Sono affascinanti le storie degli altri, le lotte quotidiane di chi ci passa accanto o di chi ci ha preceduto. Complimenti per l’analisi psicologica dei volti.
    🙂

  2. Certo che Tu cara Miss sai cogliere da una semplice e normale foto(cartolina) le situazioni e gli aspetti più veritieri e affascinanti del Ns. essere nella quotidianità, di qualunque momento storico od attuale si tratti…….Bellisssimo e intrigante nello stesso tempo.Grazie un abbraccio!!!:)))

    • Grazie Pino, le tue parole mi fanno felice.
      Osservare queste persone e perdersi ad immaginare le loro vite è un bel gioco, vorrei davvero sapere tutto di loro.
      Un abbraccio da Zena e da De Ferrari, caro Pino!

  3. Quante riflessioni hanno stimolato queste immagini… I tuoi post riescono sempre a farmi viaggiare con la fantasia e questa foto ne ha di elementi per cercare di immaginare la vita dei genovesi di un secolo fa!
    La cosa che mi stupisce è che quasi la totalità degli attori coinvolti in questa immagine è vestita elegantemente.
    Al giorno d’oggi ci si mette il cappello ed un abito particolarmente elegante soltanto se si partecipa ad un evento importante…. Pertanto, un secolo fa, ogni giorno era caratterizzato da un evento importante?!

    • E’ vero Enza, hai fatto una giusta osservazione, E pur non sapendo nulla di queste persone ci si perde a osservare i dettagli, quella figura femminile in primo piano, vestita di nero, è speciale, quanto mi piacerebbe sapere chi era!
      Ciao Enza, un abbraccio!

  4. Hai saputo volare davvero alto in questa splendida, tenera, incantevole ricostruzione! Direi che hai battuto la Miss Fletcher che conosciamo perché in te vive l’animo del poeta e il tuo magnifico testo (e che ricchezza di immagini analizzate in dettagli osservati con il microscopio dell’anima innamorata della nostra Zena!) è una delicata poesia! GRANDE! ❤

  5. E’ quello che penso ogni volta che volo o che vedo un aereo. Quante storie diverse di chi sta sotto di noi o sopra di noi. Ognuno con i propri pensieri, la propria storia, il proprio passato. Ionon conosco nessuno di loro ma mi immagino storie diverse a volte tragiche. Il mio andare prosegue e chissà se mai incontrerò uno di questi e se anche così fosse non saprei di averlo immaginato e pensato.

  6. Che splendido racconto che hai saputo trarre da questa cartolina. Già nel suo insieme era bellissima e nei particolari sembra prendere vita grazie alle tue parole. Eh sì, chissà se qualche lettore genovese riconoscerà un suo antenato nascosto tra quei volti sorridenti e festosi.
    Complimenti a Stefano Finauri per la sua collezione e un grazie speciale per la sua gentilezza nel mostrarcela. 🙂

    • Mi sono persa a guardare, i lampioni, le piante, le persone, i visi, gli sguardi.
      E c’è davvero un mondo, grazie Viv del tuo apprezzamento.
      Stefano è un grande, ha una splendida collezione e la condivide con chi ama queste immagini.
      Un bacione carissima, buona serata!

  7. Quella foto storica ricorda a chi ancora non era nato, gli stravolgimenti con scioperi di massa che coinvolsero quasi tutti i cantieri, a cominciare dagli Odero della foce all’officina Allestimento navi, e tutto il trasporto pubblico.
    Dal 1920 che è il periodo della cartolina, cominciarono gli attacchi a tutte le sedi di coloro che avevano a che fare con la sinistra, eravamo in un periodo in cui le due parti in causa tentavano di istaurare un regime, la sinistra forte della rivoluzione Russa del 1917 sperava di esportarla anche quì, dall’altra parte i fascisti con Mussolini che era uscito dal partito socialista voleva attuare la sua rivoluzione, cosa che gli riuscì.
    Eugenio

    • Eugenio, grandissimo! Come sempre arricchisci io mio post con notizie precise e puntuali, che periodi duri abbiamo vissuto nel nostro passato.
      Un abbraccio grande a te, grazie caro Eugenio!

  8. Ciao Miss Fletcher,
    sono una tua ammiratrice, ogni giorno leggo i tuoi post e tutte le volte mi colpisce la tua passione e la magia con cui rendi speciali le piccole cose.
    Tra qualche mese mi sposo e visto che, sia io, che il mio fidanzato, amiamo la nostra città e spesso ce ne andiamo a zonzo come se fossimo turisti, ho pensato di inserire nel il tableau de marriage i nomi delle piazze e delle vie che a Genova non esistono più. La maggior parte degli invitati è genovese e nessuno ha la minima idea di come fosseroo un tempo o come si chiamassero alcune piazze. Ho pensato poi , di mettere su ogni tavolo una spiegazione di poche righe e la fotografia di come è oggi.
    Ho le foto di Piazza S. Domenico,Via Madre di Dio, Piazza Pamattone, Via Giulia, tutte risalgono agli inizi del 1900. Mancherebbe Campopisano e forse tu mi potresti aiutare a trovare una cartolina antica o immagine che renda l’idea di com’era 100 anni fa, mi piacerebbe scrivere il perché si chiama cosi citando la battaglia della Meloria. Vorrei che tutti capissero di quanta storia ha Genova, di quanta magia c’è a camminare nei vicoli , vorrei che tutti quelli che dicono.. ‘ ‘Odio Genova’ o I vicoli mi mettono tristezza ‘ vorrei che capissero che le loro frasi sono dettate dal fatto di non conoscere e, chi non conosce qualcosa non può apprezzarlo.
    Grazie per l’attenzione
    Un cordiale saluto
    Sposina 79

    • Benvenuta Tatiana, mi scrivi parole bellissime, è una gioia vera leggere commenti come il tuo, sapessi quanto mi piace parlare con voi!
      Hai avuto una splendida idea per il tuo matrimonio, suggestiva e originale.
      Io purtroppo non saprei come aiutarti per l’immagine che cerchi, ti dirò che non mi ricordo neppure di aver mai visto immagini antiche di Campopisano.
      Inoltre nessuna delle cartoline antiche che compaiono su questo sito è di mia proprietà e pertanto dovresti eventualmente chiedere a qualche collezionista.
      Sono felice che anche tu ami la magia dei nostri caruggi, è la vera anima di Genova per me.
      Grazie di aver lasciato questo commento, spero che tornerai a scrivere qui! Buona giornata Tatiana!

  9. Era luglio, e tutti erano molto coperti: faceva meno caldo o sopportavano di più? E poi è vero, erano tutti molto eleganti: adesso, anche se magari abbiamo speso un mucchio di soldi, al confronto sembriamo un po’ straccioni.

    • Hai proprio ragione cara Isabella, non abbiamo più quello stile!
      Io non sono certa che la foto sia stata scattata nel mese di luglio, è vero che a penna c’è scritto così ma alcune persone sembrano davvero troppo coperte, ad esempio la giovane donna vestita di nero. Magari la scritta è stata apposta da chi ha spedito la cartolina? Chissà!
      Un abbraccio Isabella, a presto!

  10. E’ meraviglioso il tuo soffermarsi sui dettagli. Riesci ad esaltare qualsiasi piccolo particolare e a renderlo ancora più prezioso ai nostri occhi.
    Certo che l’eleganza era ovunque, allora 🙂
    Ciao Susanna

  11. A giudicare dalla luce, e soprattutto dalle ombre a terra, il sole era quasi sulla verticale, quindi è probabile che fosse luglio e anche nelle ore centrali della giornata.

  12. Non trovo parole per eprimere la mia gioia nel vedere e nel leggere la tua fantastica descrizione.se possibile qualcosa di Sampierdarena mia città natale tantissimi auguri.

  13. Miss, l’unica persona dimessa è quella che definisci “popolana” e sta proprio pensando quello che tu dici, anche perchè molto probabilmente lo sciopero del tram di quel giorno, non ha intaccato le sue abitudini… lei cammina molto, non perchè faccia bene al cuore, ma perchè fa bene al suo misero reddito… (la qualità dell foto è strepitosa.

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