I compiti delle vacanze

Oggi è il primo di giugno.
E in altri anni in questo periodo iniziava un impaziente conto alla rovescia verso le vacanze estive.
Promossi o rimandati? Io bocciata mai, per fortuna!
Eh, bisognava aspettare i quadri e in ogni caso c’era l’inesorabile seccatura dei compiti delle vacanze.
E a questo proposito, ve ne ricorderete tutti, c’erano due distinte correnti di pensiero: alcuni facevano i compiti all’inizio delle vacanze, altri tutti alla fine.
In entrambi i casi si cercava di togliersi il fastidio velocemente, in maniera indolore, in estate non si ha mica tempo per i paradigmi, le espressioni e  le letture noiose.
E soprattutto quest’ultime erano una vera tortura, io amo molto i libri ma alle medie e durante i primi anni del liceo certi classici li trovavo veramente letali, credo che fosse a causa della giovane età e della circostanza, leggere era un dovere e quindi il piacere di immergersi in una storia a volte passava in secondo piano.
Tanto per fare un banale esempio, come si può pensare che una quindicenne brami dal desiderio di trascorrere un pomeriggio estivo con Mastro Don Gesualdo tra le mani?
No, ecco, parliamone.
Era estate e là fuori c’era un mondo intero: il baretto sulla spiaggia, la rete per giocare a pallavolo, lo scoglio più alto dal quale fare i tuffi.
E l’olio solare al cocco, i banchetti del mercato, il cono gelato a metà pomeriggio e il bagno alla sera tarda quando  in acqua non c’è più nessuno.
Quello là, il Verga, era veramente di troppo.
Compiti delle vacanze ed esami di riparazione, ahi ahi, anche con il solleone si era costretti a studiare!
Ma voi li avete ancora i quaderni di scuola? Io sì, che domande!
E sono riccamente corredati dai commenti lapidari della mia professoressa.

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Sì, quella roba in greco l’ho scritta io, non chiedetemi cosa caspita significhi perché non ne ho la più pallida idea, la lingua di Omero la ricordo davvero poco, anni fa mi era pure venuto in mente di provare a tradurre un versione.
Ecco, ho tirato fuori il leggendario Rocci e non vi dico la fatica, santo cielo, cosa mi viene in mente a volte!
E così in estate partivo per i miei luoghi di vacanza con libri e vocabolari.
E mettevo tutto nel mitico zainetto Invicta rosso e blu, un must di quegli anni.
Ho un preciso ricordo di me, nella mia casa del mare, seduta al tavolo della sala alle prese con l’odiatissima matematica.
Avevo dei quaderni con le pagine verdi e gialle, a pensarci adesso quella era davvero una tinta faticosa per la vista!
Non bastavano quei maledetti numeri, mi andavo pure a cercare ulteriori difficoltà.
L’ho scritto nel primo post comparso su questo blog: i libri di fisica e matematica sono gli unici che abbia buttato con estrema soddisfazione nel bidone della spazzatura.
Li ho fatti proprio a pezzi, un lavoro certosino!
E insomma, avevo la certezza che non mi sarebbe mai venuto per la mente di ripassare le radici quadrate e le leggi della termodinamica ed infatti così è stato.
Io e i numeri ci guardiamo con reciproca e rispettosa diffidenza, non ci frequentiamo volentieri.
E comunque è da un po’ che non faccio i compiti delle vacanze e no, in realtà non  mi mancano, per carità.
E solo a guardare cifre e calcoli, per di più scritti da me, vi assicuro che mi viene mal di testa.
A ripensarci, però, i miei quaderni con le pagine colorate non erano proprio niente male.

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41 pensieri su “I compiti delle vacanze

  1. oh quanti ricordi davvero.. che sensazioni a volte devastanti a volte divertenti e creativi nel fare i compiti.. adoro i diarii, adoro i quaderni..io adoravo holli hobbie—- buon mese dolce miss
    ciao
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  2. Che flash…. quanti ricordi…. meravigliosi (ora… allora una tragedia). Il Rocci è un pezzo di cuore, mi hanno chiesto se lo vendevo tempo fa…. il Rocci???? Nooooo il Rocci è un pezzo di cuore, non lo uso più ma sta lì a ricordo del mio passato di sudate…. delle fatiche della mia giovinezza (pensa che l’ho anche rilegato di nuovo alla fine del liceo)…. invece i libri di fisica e matematica hanno fatto la stessa fine dei tuoi strappati e bruciati nel camino di Alpe (io che considero i libri sacri…. quelli non li consideravo nemmeno libri e distruggerli era un atto liberatorio ;))
    P.S. io per le vacanze mi facevo dei programmini scritti minuziosi in cui gestivo con oculatezza compiti e ripassi…… ma poi finivo sempre all’ultimo 😉

    • Ma infatti, il Rocci è un pezzo di cuore, nel mio caso non è nepppure mio ma di mia sorella e in ogni caso una volta mi è stato chiesto in prestito e sinceramente no, non ho avuto il coraggio di farlo uscire di casa.
      E poi, cara Francesca, davvero hai bruciato i libri nel camino 🙂 ? Ma fai, fantastica! Pensa se ci fossimo conosciute allora, avremmo potuto fare un bel falò insieme e tanti saluti!
      Un bacione cara, buona domenica!

  3. Anni fa ho scoperto che il Rocci è “fuori produzione”…mamma mia che ricordi, quelle scrittine piccole piccole tutte uguali, dove cercare l’ago nel pagliaio! Quanto ai compiti io di solito partivo piena di entusiasmo cercando di eliminarne la gran parte e poi il solleone vinceva la mia tempra e mi ritrovavo a settembre a completare in tutta fretta quello che avevo rimandato. Le vacanze italiane sono troppo lunghe, almeno così dicono gli studiosi riguardo agli intervalli ottimali tra studio e riposo, ma caricare di compiti in modo eccessivo e indiscriminato non ha nessun senso… Bellissimo post 🙂 bacioni!

    • Come sarebbe? Fuori produzione? Capita, Viv, allora abbiamo dei pezzi di antiquariato!
      E’ vero che le vacanze sono lunghe, questo sì, però come tu dici troppi compiti non hanno senso e soprattutto bisognerebbe far leggere romanzi piacevoli e stimolanti. Grazie Viv, un bacio grande!

  4. quei quaderni colorati sono fighissimi 🙂
    le mie estati delle superiori erano sempre scandite dai libri che ci assegnava la prof d’inglese da leggere (ma rigorosamente in italiano :D), e dalle versioni di latino e greco da tradurre … mi è rimasta particolarmente impressa l’estate in cui la prof d’inglese ci fece leggere “tenera è la notte”, e quella fu anche l’estate della mia prima cotta.

  5. Le vacanze non sono mai troppo lunghe, ma sempre troppo corte.
    Quanti ricordi anche per me, quante cose incredibilmente in comune: non sai come ho desiderato lanciare dalla finestra del liceo il libro di fisica dopo l’orale di maturità! Io i compiti li facevo tutti alla fine e un po’ “ad cacchium”; e non parlarmi delle letture: le odiavo. Certo che Mastro don Gesualdo con una quindicenne… non farmi andare oltre. Hai visto che prof? 😉

  6. Me li ricordo anch’io quei quaderni colorati… erano una novità degli anni ’80. Li avevo anch’io. Non ho un brutto ricordo dei compiti delle vacanze perchè, mi sembra, i nostri professori non erano ossessivi in merito. Oggi è peggio perchè c’è anche chi per le vacanze dà parti del programma non svolto, tipicamente di storia e geografia.
    Comunque mia sorella in prima media (professoressa teutonica) ha dovuto leggere Il gattopardo e farne le prime 10 pagine di analisi grammaticale e logica. E’ stato un lavoro che ha coinvolto tutta la famiglia: mio padre ha letto il libro e gli altri sono intervenuti a vario titolo nell’interminabile analisi… 🙂
    Noi Miss siamo state ancora fortunate: non ricordo letture assolutamente obbligatorie con compito in classe iniziale a settembre (adesso fanno così perchè i riassunti ci sono in internet).

    • Ah, questa del Gattopardo non la sapevo, fantastica! Tutta la famiglia all’opera 🙂
      Certo, a quanto leggo le delizie dei tempi della scuola di adesso a noi non sono toccate, questo no.
      L’hai riconsciuta la calligrafia della mitica prof, vero?
      Bacioni Rita!

  7. Ciao Miss, tu sei proprio portata a farci venire la nostalgia eh? Non dei compiti sia ben chiaro bensì dei periodi spensierati della nostra gioventù. In questo caso mi hai fatto ripensare all’ambiente scolastico che poi non era tanto male, ai compagni, a quaderni e diari pieni di dediche e scritte “romantiche”…eh cara amica ricordi ancora vivi ed indimenticabili. Le bamboline Holly Hobbie erano un cult allora. Troppo forte il commento della professoressa al tuo scritto in greco, sembra quasi una battuta…
    un abbraccione per una domenica serena, io provo ad andare in spiaggia.

    • Belle quelle bamboline, direi che sono sparite dalla circolazione, io avevo quaderni e carta da lettere con quei disegni, mi piacevano un sacco.
      Un bacione cara, buon pomeriggio in spiaggia!

  8. Ma sai che non avevo assolutamente dubbi che tu fossi una vera gran secchiona, Miss Fletcher? Però di quelle simpatiche: casinista e ribelle, non la cocca ottusa dei prof, così mi ti immagino al liceo.
    E adesso dimmi cosa non andava bene della tua calligrafia in greco: caspita scrivevano certi sgorbi! Io però ero maniacale nello scrivere bene in greco, proprio fissata, anche se poi nelle traduzioni ero un pò troppo poco…”aderente al testo e creativa”! Vogliamo dire così? 😉
    E i compiti estivi non certo graditi. Io leggevo tantissimo, anche i classici ma certo che alcuni suggeriti forzatamente dai professori erano un vero tormento.
    Un abbraccio Susanna

    PS: proprio in queste sere ho potuto ascoltare con piacevole interesse letture dell’Odissea in tv: strepitose!

  9. Sai che io li ho rimossi invece i ricordi dei compiti delle vacanze? Senz’altro li facevo, ma è il buio. Quest’anno però li riaffronterò con mia figlia, in prima elementare. 80 pagine di libro… Già so che sarà dura

  10. Ho sempre pensato che, per chi ha scelto di studiare le materie umanistiche,la matematica sia sempre stata uno scoglio ostico da superare. Per me è stato così, ancora oggi non ho la “forma mentis” per i calcoli. Vivevo i compiti delle vacanze come una penitenza, i libri da leggere obbligatoriamente ancor peggio. Ma sapete che vi dico? Che li ricordo ancora adesso, come le poesie delle elementari…

  11. per me non c’era tregua, regolarmente rimandato almeno di tre materie, dovevo studiare durante l’estate, ricordo benissimo un’estate con greco, latino, matematica e scienze

  12. ciao miss.sai anche io ho tenuto tutti i mie vecchi quaderni specialmente di chimica e fisica,anche io di matematica andavo così così,e certe volte nel rileggerli mi viene in mente non le formule ma le mattinate passate ai parchi di nervi magari cercando di attaccare discorso con qualche ragazza anche lei”evasa da scuola”ciao e buon 2 giugno

  13. Zerzura : la scuola per me è’ un ricordo un po’ lontano , ma potrei chiederle da brava ignorante cos’è il Rocci suppongo sia un libro potrei avere i dati per esteso sosi lo recupero.grazie da affezionata lettrice

    • Benvenuta Nicoletta, sono felicissima quando le affezionate lettrici si manifestano, è bello poter parlare con voi!
      Ah, il Rocci è il vocabolario di greco che si usava al classico, non certo una lettura divertente 🙂
      Mi sono permessa di rimuovere il tuo indirizzo di casa dal tuo commento, altrimenti sarebbe uscito pubblicato qui e magari non ti fa piacere.
      Per commentare è sufficiente che tu scriva la tua mail nella apposita casella e nella riga sotto il nome, basta non occorre niente altro, neanche l’indicazione del sito.
      A presto, Nicoletta, grazie e buona serata!

  14. Anche questa volta siamo venuti con te aggrappati al filo dei tuoi ricordi per ritrovare quello dei nostri e ne è venuto fuori proprio un bel gomitolo, direi… 😉

  15. Io di compiti delle vacanze ricordo solo quelli delle elementari e delle medie, e non erano traumatici. Al ginnasio e al liceo forse non ce ne davano? Mah!
    Non ricordo nemmeno libri obbligatori da leggere: o non ce li davano oppure ho davvero rimosso tutto.
    In compenso, ricordo che sui 15 anni, in una sola estate, a Fontanarossa, ho letto Guerra e pace (saltando ovviamente tutte le minuziosissime descrizioni delle battaglie) e poi Anna Karenina: ho passato l’estate in Russia, e mi è piaciuto tantissimo!

  16. I quaderni colorati li ho avuti anche io, che credo di essere anche più vecchia di te. E ricordo addirittura le penne biro profumate.
    Per quanto riguarda le letture estive io sono stata fortunata perchè ne avevamo veramente poche, ma ricordo ancora che per leggere Il Fu Mattia Pascal ci misi parecchi mesi. E nemmeno da grande mi è mai venuto in mente di riaprirlo per vedere che effetto potrebbe farmi ora. E’ certo che i professori, se vogliono avvicinare i ragazzi alla lettura, dovrebbero proporre libri meno pesanti; ricordo tre anni fa mia figlia, in prima liceo, alle prese con La Colonna Infame, del suocero del Manzoni se non sbaglio. Una pesantezza allucinante….inutile sottolineare che non è riuscita a leggerne nemmeno la metà.

    • Esatto Anna Maria, ai ragazzi bisogna proporre letture affascinanti e coinvolgenti, altrimenti si rischia che finiscano per odiare i libri.
      Le penne colorate e profumate le avevo anch’io, che bellezza!
      Grazie, buona serata a te!

  17. Miss, molto bello questo post, come del resto, i tanti commenti… anche oltreoceano esistevano gli odiati compiti delle vacanze… ma divagando un po’, io non conservo nulla del mio periodo scolastico… al momento di lasciare l’Argentina, le cose ritenute degne di finire nei bauli erano troppe e, a mia insaputa, ci hanno rimesso i miei libri e quaderni… ciò che più mi dispiace di aver perso sono i quaderni delle elementari, soprattutto quelli di prima e seconda, classi che ho frequentato nel 51 e 52, anni in cui furoreggiava il Peronismo… nel 52 era morta Evita e nel quaderno c’era traccia della sua tragica fine, cioè una sua foto ritagliata e listata a lutto e più di un Dettato in suo onore… al bambino che ero, era dispiaciuta molto la sua morte… insomma quei quaderni erano documenti di un’epoca…

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