Il Calendario Rivoluzionario Francese

Le grandi rivoluzioni tendono a voler modificare il quotidiano dei popoli allo scopo di creare un nuovo modo di vivere e di pensare ed è in quest’ottica che si inserisce la nascita del Calendario Rivoluzionario Francese.
Una diversa maniera di contare i giorni, nomi e parole dal fascino suggestivo.
E così oggi andiamo a quel tempo, apriamo un libro che ci conduce a quell’epoca di furore, Cittadini di Simon Schama, un testo che consiglio a chiunque ami questo periodo storico.
Innanzi tutto, per quale ragione era necessario avere un nuovo calendario?
L’autore spiega che all’epoca si sentiva il bisogno di discostarsi da tutto ciò che in qualche maniera era legato alla vecchia Francia e serviva un nuovo immaginario nel quale potersi rispecchiare, esaltando l’aspetto rurale e contadino della Francia di quegli anni.
E così studiosi e scienziati si misero all’opera e inventarono un calendario del tutto innovativo.
Ho in casa un serie di antichi libri preziosi, la Storia Universale di Cesare Cantù, su uno di questi volumi ci sono tabelle e chiare spiegazioni su Calendario Rivoluzionario e così vi si legge:

Col 22 settembre 1792, in cui fu proclamata detta Repubblica, si promulgò una nuova era che fu poi abolita col primo gennaio 1806. Contava gli anni da esso 1792, cominciandoli la mezzanotte del giorno che succede all’equinozio vero d’Autunno per l’Osservatorio di Parigi.

Cantù spiega che ci sono 12 mesi, ognuno è di 30 giorni, per un totale di 360 giorni.
E così a fine anno sono previsti 5 giorni aggiuntivi oppure 6 nel caso dei mesi bisestili, questi giorni erano dedicati a certe feste particolari dedicate a precise virtù, Schama nomina ad esempio il talento, l’industriosità e le imprese eroiche.
Ogni mese è diviso in 3 decadi e i giorni si chiamano: primidì, duodì, tridì, quartidì e così via fino al decadì.
In pratica non esisteva più la settimana.
A parte questa complessa questione numerica veniamo ai nomi dei mesi e questi per me sono davvero poetici e particolari, indicherò per ognuno la traduzione suggerita da Cesare Cantù.
Dunque, l’anno inizia il 22 settembre, è il mese del vino e dell’uva e viene così denominato Vendemmiaio.

Uva (5)

E continua l’autunno con il tempo della nebbia, tra ottobre e novembre sono i giorni di Brumaio.

Nebbia

E poi arriva il freddo e con esso è il tempo di Glaciale.
Incombe l’inverno e il 21 di Dicembre inizia Nevoso, sarà poi la volta di Piovoso e Ventoso.

Foglie

E quindi sboccia e rinasce la natura ed è tempo di primavera, la linfa vitale  regala il nome ai giorni tra marzo e aprile, Germile o anche detto Germinale, parola nota agli amanti della letteratura francese perché così si intitola un celebre romanzo di Zola.
E poi sbocciano le corolle gentili ed è tempo di Fiorile.

Fiori rosa  (3)

Gli succede un periodo ancor più lieto, è allegro e spensierato Pratile, corrisponde a questi giorni dell’anno, il mese inizia nell’ultima decade di maggio e termina il 18 o 19 giugno.

Foppiano (16)

E infine arriva l’estate, il tempo delle spighe e dei campi di grano, è il tempo delle messi generose, tra giugno e luglio c’è Messidoro.Pietranera (3)

E poi il caldo si fa più forte e potente, l’epoca del solleone è Termidoro.
Da ultimo il tempo dei frutti, tra la fine di agosto e settembre  gli alberi sono carichi di doni e questo è Fruttidoro.

mele[1]

Oltre a ciò, Simon Schama spiega che ogni giorno di ogni mese era associato a un dono della natura come fiori, frutti, piante o a un animale o ad un attrezzo agricolo, è la massima esaltazione della vita agreste e rurale.
Questo era il tempo al tempo della Rivoluzione, in epoche assai lontane dalla nostra.
Siamo in pieno Pratile, attendiamo che giunga dorato di luce Messidoro.

30 pensieri su “Il Calendario Rivoluzionario Francese

  1. In fondo altre culture, come quelle orientali già scandiscono l’anno secondo consuetudini differenti. Attendo dunque Fruttidoro che ha un nome che evoca le fiabe dell’infanzia. Buona giornata! 🙂

  2. Bellissima e chiarissima la spiegazione dei nomi dei mesi….dovevi fare l’insegnante….riesci a rendere tutto interessante! Nessun insegnate di storia o di francese mi hai spiegato in maniera così semplice…il calendario della Rivoluzione Francese….

  3. Qualcuno dei mesi lo conoscevo, ma gli altri no. Se io sono nata ad aprile, sono di Fiorile o di Germinale? I nomi sono veramente poetici, Messidoro mi piace un sacco. Ma, che tu sappia, ci sarà un calendario da appendere fatto così? Magari in Francia? 😉

    • Dipende dal giorno, fiorile inizia il 20 o il 21 Aprile!
      Anche a me piace tantissimo questo calendario, sono certa che in Francia sia possibile comprarlo. Cara Tiptoe, ci tocca andare a Parigi 😉
      Un bacione!

  4. Mi sono un pò persa all’inizio, ma davvero è così poetico definire i mesi con quei bellissimi e poetici nomi!
    Buona domenica Miss Fletcher
    Susanna

  5. Comunque li definiamo la felicità del sole e della bella stagione resta, non è vero grande e splendida Miss Fletcher? 😉 Comunque sì la tua anima è quella della Maestra intesa come maestra di vita e quindi molto più che insegnante! ❤

  6. La Rivoluzione di Mau ha fatto qualcosa di simile: l’anno si articola con Acciugaio, Pestaio, Trofieio, Zenaio, Pigataio, Pansottaio, Pasqulinaio, Sacripantinaio, Sanlorenzeio, Caruggiao, Focacciaio, Baccalaio ….

  7. Nomi poetici,aderenti alla natura,alcuni soffici ma palpabili,sembrerebbe quasi che i mesi cosi chiamati,scorrano piu veloci,in punta di piedi,portando con abbondanza, gioia e serenità…e intanto la ghigliottina tagliava le teste .Forse i condannati chiedevano di morire nel mese di Fiorile ,o Glaciale,o nello spensierato mese di Pratile? A pensarci bene noi uomini siamo strani,incoerenti certamente ! cara mia Miss belle le foto e grazie per aver rispolverato questi nomi li avevo studiati a scuola ma ne ricordavo solo due o tre un abbraccio

  8. ciao, Miss, intervengo poco, ma ti seguo sempre con diletto, e mi ha fatto piacere che tu abbia riproposto questo tuo Post… perchè sono andato a rileggermi l’altro tuo appassionato Post: “Etienne Lantier, l’eroe di Germinal”, del 22 novembre 2011… i poetici e originali nomi dei mesi li conoscevo già, assai meno le altre designazioni… per ciò che riguarda i mesi, io preferisco Germinal per almeno un paio di motivi… il primo motivo lo definirei “obbligatorio”: sono nato un 11 di aprile; il secondo motivo, si chiama Etienne Lantier… mi spiego meglio: sul finire degli anni 80, regalai all’avida lettrice quattordicenne, che mi era figlia e continua ad esserlo, il relativo romanzo di Zola… e mentre lei lo leggeva l’ho vista e sentita piangere… e sono state quelle sue lacrime ad indurmi a leggerlo… e, Miss, che voglia di redenzione e di poter essere Etienne che m’era venuta! (anche se, in verità, una qualsiasi finestra chiusa, già tende a indurmi claustrofobia). buona giornata…

    • Caro Sergio, Etienne è una figura epica, incontrarlo da ragazzine è una fortuna immensa, ti permette di amare i libri e le loro suggestioni.
      Grazie a te di aver condiviso questo bel ricordo, buona giornata.

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