Open

Questa è la storia di un figlio del deserto, una vita intera narrata in quasi 500 pagine, una lettura che va via in un soffio, chiuderete il libro e avrete il desiderio di ricominciarlo dall’inizio.
Open è la celebre biografia del tennista Andre Agassi, un libro brillante, di forte impatto emotivo e sapientemente cinematografico, un libro scritto con l’importante e decisiva collaborazione del premio Pulitzer J.R. Moehringer.
Ed io sono una di quelle ragazzine che guardava Agassi in TV, era lui il mio tennista preferito.
Un libro sul tennis o un libro sulla vita?
Il figlio del deserto ha un padre dispotico e ambizioso, vuole che Andre  diventi un campione e così fin da bambino il futuro atleta si allena con una sorta di macchina lanciapalle, il drago, un nemico da battere con tutte le forze, colpo su colpo.
Che cos’è il tennis secondo Agassi?

Il tennis è lo sport in cui parli da solo.

Nel tennis sei su un’isola.

Ambizione, delusione, trionfo e caduta, ricerca del proprio sé, c’è tutto questo e molto altro tra le pagine di Open, c’è il desiderio di essere compreso da quel padre così esigente che nulla risparmia al giovane talento.

Non capisce che sono la creatura più indifesa in questo deserto dimenticato da Dio. Ma se lo capisse, mi chiedo, mi tratterebbe in maniera diversa?

Cuore, corpo e cervello di un tennista.
Si segue la sua formazione alla scuola di Nick Bollettieri, dalla nativa Las Vegas la vita condurrà Andre sui campi di Wimbledon e del Roland Garros, lui diventerà il numero uno del tennis mondiale.
Ma che cos’è il tennis secondo Agassi?

E’ soprattutto, uno straziante, eccitante, orribile, sorprendente vortice.

Il tennis è la ritualità, la ricerca spasmodica della perfezione, la lotta con se stessi e con certi avversari temibili, uno di questi è Pete Sampras.
E la vita che ti costringe su un isola va addolcita in qualche maniera, Andre si circonda di un entourage che non è soltanto funzionale al suo sport ma anche al suo mondo interiore, quella parte fragile di lui che a volte lui stesso non sa affrontare.
Che cos’è il tennis secondo Agassi?

La borsa da tennis assomiglia molto al tuo cuore: devi sapere in ogni momento cosa c’è dentro.

E nessuno può toccare la borsa di Andre, è un suo scaramantico rito.
Il figlio del deserto è un tipo sopra le righe, scende in campo con i calzoncini di jeans e ha i capelli a cresta con le mèches.
E quei capelli che cadono saranno per lui fonte di profondo disagio, se ancora non conoscete i dettagli li scoprirete leggendo il libro.
Andre ha un’immagine e un ruolo ma davvero lui è ciò che appare?
E’ appena diciottenne e sembra davvero solo sopra quell’isola.

Se avessi tempo, e una maggiore autocoscienza, direi ai giornalisti che sto cercando di capire chi sono, ma intanto ho un’idea abbastanza precisa di chi non sono. Non sono ciò che indosso. Di certo non sono il mio gioco. Non sono niente di quello che pensa di me il pubblico.

Un’esistenza dal ritmo vorticoso, senza sfumature, il racconto di quei giorni da campione assume tratti puramente cinematrografici.
E accanto ad Agassi per un periodo c’è un’icona del cinema, l’attrice Brooke Shields che sarà la sua prima moglie.
Leggi il libro e vedi un film, le esaltanti vittorie e le cocenti sconfitte, lui e lei, due mondi che paiono sfiorarsi ma poi si allontanano.
Vite brillanti, per certi aspetti privilegiate eppure malgrado lo scintillio da jet set resta una sorta di insondabile insoddisfazione, la ricerca della felicità è una faccenda complicata anche se ti chiami Andre Agassi e sei il numero uno.
Anzi, forse soprattutto in quel caso.
E che cos’è la vita secondo Agassi?

Se solo, quando nasciamo, potessimo dare un’occhiata al nostro sorteggio nella vita, progettare il nostro cammino per la finale.

Incertezza.
Il figlio del deserto è un lottatore, uno che non si arrende mai davanti al dolore, la sua è una storia di  odio e amore per il tennis, una storia di tenacia e caparbietà.
E’ anche una storia di altruismo, Agassi ha fondato una scuola, nella sua Las Vegas.
E accanto a lui ora c’è una stella dello sport, Andre ha sposato la tennista tedesca Steffi Graf dalla quale ha avuto due figli.
Per quanto mi riguarda tra le varie sorprese di questa biografia c’è proprio il ritratto di lei.
L’ho sempre apprezzata come tennista ma non ha mai suscitato in me particolare simpatia, invece dalle pagine di questo libro emerge un profilo di donna che conosce sia dolcezza che fermezza, una creatura dalle doti rare ed eccelse.
Fatevi un regalo, se ancora non lo avete letto compratevi Open, è un libro che lascia il segno.
Fotogramma dopo fotogramma, il film della vita di un campione.
Ed è una la scena che mi è rimasta nel cuore, l’ho veduta proprio come se fossi lì.
Una gara, così per gioco, una corsa a perdifiato sulla spiaggia, a competere sono proprio Andre e Steffi.
E lei è veloce come una gazzella, lo batterà?
Li vedi ridere, guardarsi, abbracciarsi.
Complici, amanti, amici, fratelli.
E’ il senso della vita, la felicità.
Game, set, match.

E’ più facile essere liberi e sciolti, essere se stessi, dopo aver riso con le persone che ami.

21 pensieri su “Open

  1. anche io ho giocato a tennis da piccolo. Avevo una racchetta Maxima Deluxe e al centro c’erano delle belle tenniste. Però in sé è uno sport stupido, no?

  2. Come lo descrivi Tu mi fai venire subito il desiderio di comprare il libro Open, io non sono un tifosissimo del Tennis, ma Agassi merita tutto il rispetto, come Uomo e Atleta, ha incontrato mostri sacri come lui McEnroe,Backer è sempre stato nella top ten anche a 1° posto……ciao e grazie cara Miss!!!:)))

    • Io non possi certo definirmi un’esperta di tennis ma questo libro è davvero molto di più, prova a leggerlo, sono sicura che lo troverai a dir poco appassionante.
      Grazie a te carissimo, un abbraccio!

  3. Ne hai fatto un quadro davvero appassionante -e come dubitarne?- e sono davvero felice che ti sia piaciuto, anche io l’ho divorato pur non avendo mai avuto una passione specifica per il tennis. In questi giorni sono andata a cercarmi un paio di libri di Moehringer, se scrive sempre in modo così avvincente merita che si legga qualcosa di esclusivamente suo. Bacione 🙂

    • Ho fatto il tuo stesso pensiero Viv, certamente Moeheringer merita un approfondimento, Open mi ha davvero conquistata, sono contenta che ti sia piaciuta la mia recensione, grazie carissima, un bacione a te!

  4. E’ vero cara Miss Fletcher che quasi sempre dietro questi campioni sportivi c’è stato un padre volitivo e prepotente che ha forzato “dolcemente” il proprio figliolo perchè diventasse un asso in quella disciplina.
    E così si assiste alla stessa cosa per i ciclisti in erba, o per le ginnaste stressate sin da piccole, da ore di massacranti esercizi in palestra.
    Ma dopo sono campioni. Però…c’è il rovescio della medaglia, appunto.
    Bacetti Susanna

  5. non ‘ho letto, ma mi hai incuriosita, nonostante a pelle Agassi non mi abbia mai fatto grande simpatia (buffo dirlo, considerando che di tennis non capisco un tubo :).
    tra l’altro restando in argomento di tennis & vita, mi ha colpito moltissimo il saggio di Foster Wallace all’interno di “Tennis, trigonometria …”

  6. Non ho mai amato gli sport che ti fanno diventare un’isola. No al tennis,no al nuoto, no alla ginnastica artistica. Diventare maniaco della perfezione di un gesto atletico che riesci fare solo tu meglio di chiunque altro, ti estrania, ti fa credere migliore e superiore agli altri. Non mi piace. Perchè quando perdi o quando non vinci crollano tutte le tue certezze interiori che tutto il tuo entourage ti ha costruito intorno.
    Amo di piu’ gli sport di squadra, dove oltre al bel gesto tecnico che finalizza, esiste anche l’assist altrettanto bello. Anzi per mio conto l’assist speciale che fa segnare facile il tuo compagno è il miglior gesto sportivo e appagante che un atleta possa fare.

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