In alto, con la funicolare Zecca Righi

Oggi vi porto su, in alto.
Come si percorre la città in salita?
In certi casi con la funicolare e oggi la prenderemo insieme, se verrete a Genova questa è un’esperienza da non perdere.
La funicolare Zecca Righi collega il centro città con le alture di Genova, vi si accede con un normale biglietto dell’autobus ed è anche il mio mezzo di trasporto preferito, per noi affezionati utenti è semplicemente la funi.
Con la funi si va a scuola, al lavoro, in dieci minuti sei nei caruggi.
Le corse che ho fatto con lo zainetto sulle spalle per non perderla!
Sulla funi ci conosciamo tutti, questo è chiaro.
E allora andiamo? Si parte da qui dalla Zecca!

Funicolare

Eccola, rossa e fiammante, saliamo a bordo!

Funicolare (2)

Dall’altro capolinea del Righi parte l’altra vettura, noi invece imbocchiamo la prima delle due gallerie, la funicolare farà due soste all’interno di esse, corrispondono alle fermate dell’altra vettura che sta scendendo.

Funicolare (3)

A Carbonara c’è una piccola edicola dedicata alla Madonna, in anni difficili queste gallerie servirono da rifugio e riparo per molti.

Funicolare (4)

E si sale, si giunge alla stazione di San Nicola, qui le due vetture si incontrano.

Funicolare (5)

E questi sono i binari visti dall’altra prospettiva.

Funicolare (6)

La gloriosa funicolare che porta al Castellaccio ha una storia antica, il primo tratto tra il Righi e San Nicola venne inaugurato nel lontano 1895, due anni dopo fu la volta del secondo tratto, dalla Zecca a San Nicola.
Le vetture sono cambiate nel corso degli anni, il fascino di un viaggio in funicolare è rimasto immutato.

Funicolare (7)

Si sale, da qui in su tenete gli occhi bene aperti.
E ricordate i versi del poeta Giorgio Caproni nelle sue Stanze della funicolare:

E all’improvviso una brezza che apre, allo sbocco del tunnel.

Funicolare (8)

La fermata della Madonnetta e la chiesa laggiù.

Funicolare (9)

E il mare e la Lanterna, si inizia a vedere la città dall’alto.

Funicolare (10)

E via, ancora più su, l’intero percorso dura solo 12 minuti.

Funicolare (11)

E se vuoi conoscere la vertigine di Genova guarda i binari della funicolare mentre sali verso il Righi, questa è la fermata di Via Mario Preve.

Funicolare (12)

San Simone, ancora un breve tratto e saremo arrivati.

Funicolare (13)

E finalmente siamo a destinazione.

Funicolare (14)

Oggi come ieri, questa è la stazione del Righi in una suggestiva immagine del passato.

Funicolare (15)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Lassù si gode di una vista spettacolare sulla città, c’è il Parco del Peralto, ci sono gli antichi forti della Superba e queste sono certo altre attrattive da tenere in considerazione.
E poi ringhiere dalle quali affacciarsi, sulla vastità del mare di Genova.

Funicolare (16)

E dopo  aver gironzolato all’ombra degli alberi verrà il tempo di ritornare.
Giù, nel centro di Genova, con la funicolare.
Sta arrivando!

Funicolare (17)

E si scende e davanti a voi c’è tutta la bellezza della mia città.

Funicolare (18)

E si scende in un’ebbrezza di aria, di luce e cielo azzurro.

Funicolare (19)

Eccola la funicolare, alla stazione di San Simone.
Noi che abitiamo su queste alture siamo affezionati alla nostra funi, sulla funi si chiacchiera e il viaggio non è mai noioso, c’è sempre qualcuno che conosci con il quale scambiare due parole.
La funi è casa, è casa mia.
Funicolare (21)

Oggi come ieri, quando certi bimbi aspettavano di vederla arrivare.
E anch’io sono stata una di loro, alla fermata ad aspettare.

Funicolare (22)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

 In alto, lassù, guardando Genova dalla funicolare.

Funicolare (23)p

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45 pensieri su “In alto, con la funicolare Zecca Righi

  1. Son nasciua in San Scimon e pe mi a stasion do Righi, ancon de legno, a le ligaa a-o aregordo de ‘na biteghetta che gh’ea lì, dove m’acatavan çerte bestiete de legno, picinn-e picinn-e, che no n’ò nai ciù visto de paege!

  2. Ma che bello tutto questo e che ricordi grazie cara Miss!!! Anch’io la prendevo Zecca-Carbonara per andare da mia zia Emma in via Pertinace n.4 a pranzo dal VEII dove studiavo e nel pomeriggio avevamo ancora lezione, poi ci ho portato anche mia moglie e mia figlia, a Roma non ci sono, bellissimo fino al Righi! Ora il materiale rotabile è nuovo moderno allora aveva qualche lustro, ciao un caro saluto!!!:)))

    • Ma dai, che bello! Anche tu sei stato un bimbo che aspettava la funicolare come me!
      La nostra funi, che bellezza prenderla, io qui non saprei farne a meno.
      Un abbraccio grande a te, buona domenica!

  3. Le peculiarità di Genova non finiscono mai di trasmetterci felicità e amore per Lei, un abbraccio grande e buona domenica anche a Te

  4. nel ’45 con la mia mamma siamo andate in via Pertinace per comprare due matarassi .io bambina ricordo ancora quel viaggio ‘ la vastità del mare lo trovavo naturale , ma quel tram che saliva all’indietro mi desto tanta meraviglia che non l’ho piu dimenticato ! ci crederesti Miss che ho riprovato la stessa sensazione qualche tempo fa ripercorrendo lo stesso tragitto dopo anni e anni? Genova e’ una citta con sorprese nascoste in ogni angolo,volendo scoprire, trovi dei gioielli,vuoi le colline, vuoi il mare ,vuoi gli astretti vicoli riesci a regalare delle cartoline incantevoli ! noi abbiamo la fortuna di avere te nostra Musa .grazie e un abbraccio

    • Sì che ci credo, i luoghi del cuore suscitano sempre grandi emozioni e poi davvero dalla funi Genova è una meraviglia vera, dodici minuti di viaggio verso la bellezza, in un senso e nell’altro.
      Uh, Musa…grazie Gabriella, un bacione a te!

  5. Bellissimo reportage! Adoro la funicolare, anche se la mia quella che prendevo spesso era quella Principe/Granarolo, ti invito a fare prima o poi un servizio anche su quella con la tua solita maestria… ❤

  6. One of my favorite places to walk is Righi and I always take the funicular. Really enjoyed seeing the old postcards!
    Would love to be hiking the hills now!

  7. Ma che bello Miss Fletcher!!!!
    Per favore…mi sottotitoli la signora Isabella che Google non mi aiuta nella traduzione?
    Bacini Susanna

  8. Che fascino le funicolari…modernità d’altri tempi! Una volta ne presi una ripidissima in Spagna per accedere a un Santuario…che emozione 🙂 hai fatto bene a tradurre il commento della signora Isabella, qui tutti siamo ammiratori ma non tutti siamo Genovesi! 😀 bacioni

  9. Pingback: In villeggiatura al glorioso Hotel Righi | Dear Miss Fletcher

  10. Mi aggiungo allo stuolo di ammiratori delle mitiche funicolari. Noi lombardi di solito abbiamo preso quella di Bergamo, per accedere alla parte antica della città. Forse c’è anche per salire al Sacro Monte di Varese, ma non sono sicura… La tua, però, mi sa che resta insuperabile!!
    Ciao Miss!

  11. Non la conoscevo, pur essendo stata a Genova, anche se forse un po’ di corsa, ma sono certa che sarebbe la felicità di mio figlio e di mio marito… quindi prendo nota per il prossimo giretto in camper!
    Ciao, Tatiana

  12. Pingback: Alla fermata della Funicolare | Dear Miss Fletcher

  13. Affascinante viaggio sia all’andata che al ritorno.Io l’ho fatto pochissime volte ,ero un’abituee di quella di corso Magenta.Questa è molto più panoramica..Il fascino della nostra Genova è indistruttibile anche se negli anni hanno fatto molto per distruggerlo…Buona funi! Nicla

  14. Pingback: La Funicolare Sant’Anna | Dear Miss Fletcher

  15. Miss, le Funicolari rivaleggiano con le Creuze… le prime vanno su e giù, a pagamento, le seconde vanno giù e su, a gratis…

  16. Che bella la funi… Ricordo ancora la prima volta che percorsi il tragitto Zecca-Righi. Avrò avuto sei o sette anni, metà anni ‘60. Al momento della partenza una suora seduta davanti a me si fece il segno della croce (cosa stava mai per succedere?); poi l’ingresso in galleria, lo sferragliare insopportabile che entrava dai finestrini mezzo aperti (che paura!), e quella interminabile ed inspiegabile sosta al buio (perché?). Solo un attimo di luce a Carbonara, altra galleria ed altra sosta, e, finalmente, San Nicola (una liberazione). Poi le case, il verde, i panorami mai immaginati ed infine quella ripidissima salita, che mi sembrò quasi verticale, lentissima, da trattenere il respiro, prima del Righi. Quando scesi mi tremavano un po’ le gambe. Forse mi portarono a prendere una cioccolata calda al Montallegro, ma questo particolare non lo ricordo.

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