San Giovanni Battista, il Patrono della Superba

E con l’inizio dell’estate giunge il giorno del patrono di questa città: il 24 giugno Genova celebra San Giovanni Battista.
Una festa religiosa molto sentita, San Giovanni è il Santo della Superba da molto tempo e le sue reliquie furono condotte qui diversi secoli fa.
La storia ci porta a tempi distanti, all’epoca del coraggio e all’epica delle Crociate, ai giorni segnati da Guglielmo Embriaco e dalle sue imprese, in quegli albori del tempo il fervore religioso e il mistico interesse per le reliquie era radicato e profondo, era assai diffusa l’usanza di portare in Occidente i sacri resti dei Santi.
E così nel 1098 i prodi genovesi giunsero nella città di Mira in cerca di certe reliquie, quelle di San Nicola.
Ahimé, qualcuno era arrivato prima di noi e i resti del Santo erano stati portati via dai baresi.
I genovesi tuttavia non si diedero per vinti, in un monastero rinvennero altre   sacre reliquie  e quando seppero che appartenevano a San Giovanni se ne impossessarono.
E narrano gli storici che per condurre a Genova le ceneri del Battista si decise di suddividerle su diverse navi.
Durante il viaggio il mare infido si infuriò, le onde si alzarono abbattendosi sugli scafi e l’abisso si calmò solamente quando le ceneri di San Giovanni furono riunite sulla Galea Capitana.
E   così da allora ci si rivolse al Santo per chiedere la sua protezione ogni volta che la violenza delle onde diveniva un’insidia per il porto e la città di Genova e si stabilì l’usanza di portare le ceneri del Battista davanti al mare.

Mare (9)

San Giovanni divenne Patrono di Genova nel 1327, da allora la città celebra il suo giorno con rituali coinvolgenti e suggestivi.
E così era in altri tempi, si accendevano fuochi e falò, le fiamme per il Battista ardevano nelle piazze e sulle alture dando un nuovo senso ad una tradizione  che vede le sue origini in certi riti pagani, un tempo era infatti usanza accendere i fuochi per tenere distanti le streghe.
E per il Battista a Genova  si accendevano lumini in fragili lanterne di carta, scoppiettavano per San Giovanni i fuochi d’artificio.
E ancora racconta lo storico Michelangelo Dolcino che in epoche lontane si credeva che la rugiada della notte di San Giovanni avesse virtù prodigiose e così, ad esempio, in certe località si esponevano i panni dei neonati per renderli immuni dalle malattie.
E sulla Piazza di San Lorenzo si vendevano le benedizioni, foglie di noci e di sambuco madide della miracolosa rugiada della notte del 24 Giugno.

sambuco[1]

Tuttora si accendono i fuochi e le fiamme rischiarano la notte di San Giovanni, tuttora si celebra con una solenne processione il Santo della città,  le ceneri del Santo vengono condotte davanti al mare e sono accompagnate dai rappresentanti delle Confraternite.
A rendere omaggio al Battista nei secoli passato vennero Papi e personalità di rilievo, venne persino il Barbarossa che donò una preziosa cassa d’argento conservata nel Museo dei Tesoro di San Lorenzo.
E parte dalla Cattedrale  la suggestiva processione, si inoltra per le strade della vecchia Genova e culmina con la benedizione del mare e della città.

San Lorenzo (2)

E imponente e maestosa la Cattedrale di Genova, è un luogo ricco di storia e suggestioni.
E come ho già avuto modo di raccontarvi in questo articolo dedicato a San Lorenzo, una leggenda narra che proprio nella notte che precede il 24 Giugno gli spiriti dei pittori, degli scultori, dei capomastri e degli artisti che costruirono la cattedrale si riuniscono in mistico silenzio nella navata centrale della chiesa, salgono fin sulla cupola per poi scomparire nel nulla.

San Lorenzo

Lungo la navata sinistra troverete una cappella rilucente di oro, è la cappella di San Giovanni Battista.

San Lorenzo (3)

E qui si conservano quelle  ceneri condotte a Genova dai valorosi crociati.

San Lorenzo (2)

E ancora, in San Lorenzo alcuni locali ospitano il Museo del Tesoro della Cattedrale dove sono raccolte opere d’arte e oggetti liturgici di inestimabile valore.
Troverete l’arca processionale con la quale si conducono per le vie di Genova le ceneri di San Giovanni in questo giorno a lui dedicato.
E’ preziosa e riccamente lavorata, è stata realizzata tra il 1438 e il 1445 ed ha l’aspetto di una piccola cattedrale, su di essa si riconoscono scene religiose di apostoli e profeti.

Arca Processionale

E’ esposto in questo museo un preziosissimo piatto, la tradizione vuole che sia stato usato per raccogliere la testa di San Giovanni Battista dopo la sua decapitazione.
Il piatto è  di calcedonio, è poi incorniciato di oro e arricchito di smalti e rubini, l’immagine della testa di San Giovanni risale  a un’epoca più recente.

Il piatto di San Giovanni Battista

Sotto un’altra teca vedrete un’altra opera di mirabile fattura, lo stipo delle ceneri del Battista.

Stipo delle ceneri

La fede ha alcuni suoi antichi riti che hanno origine in gesti e ritualità del passato, alcuni di essi restano nel solco della tradizione e ogni anno rivivono con la medesima partecipazione.
Passiamo spesso davanti alla Cattedrale, camminiamo di fronte alla sue antiche pietre e raramente il nostro pensiero va a quei crociati che da terre lontane portarono a noi le sacre reliquie.
E poi giunge il 24 Giugno e i genovesi si raccolgono davanti a San Lorenzo, in questo giorno si celebra San Giovanni Battista, il patrono della città.

Processione di San Giovanni Battista

Processione di San Giovanni Battista
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

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31 pensieri su “San Giovanni Battista, il Patrono della Superba

  1. Che bel racconto! Non so se ti ho mai detto che anche qui a Monza -e prima ancora a Sesto San Giovanni dove ho abitato tra il periodo milanese e quello monzese- si festeggia questa data. Per me ormai è una tradizione. Qui a Monza, poi, la sera del 24 al Parco fanno dei fuochi d’artificio in musica che attirano migliaia di persone. 🙂 buona giornata di San Giovanni!

  2. E buona festa di San Giovanni a te cara Miss Fletcher. Ma è Patrono anche della mia cittadina adottiva marchigiana, perciò festa pure da noi!
    Un baciotto Susanna

  3. io ho sempre conosciuto di più la versione popolare della festa: i falò lungo il Bisagno, ora vietati per motivi di sicurezza, ma tanto amati dai ragazzini della mia generazione, che iniziavano due mesi prima a raccogliere legni vecchi da bruciare e giravano con una lattina vuota a mo’ di salvadanaio per raccattare soldi necessari a comprare un po’ di fuochi d’artificio. Era l’evento dell’anno..

  4. Il mio essere è segnato come tanti genovesi dalla figura e storia del nostro Santo protettore S. Giovanni Battista.Sono nato,battezzato,comunicato e cresimato, nella parrocchia S. Giovanni Battista di Quarto, pertanto il 24 Giugno ovunque mi trovo,ho mi trovavo,il mio pensiero è sempre rivolto al Santo, a Quarto, a Genova e alla Festa che fa onore a Tutti noi Genovesi!!! Grazie Miss per questo tua bella memoria e presentazione della Festa e delle sue peculiarità, Buona Festa carissima!!!:)))

  5. Quanto mi è piaciuto questo tuo articolo e che belle foto hai scelto! Hai suscitato in me i più dolci ricordi zeneizi della mia infanzia! ❤

  6. La notte di San Giovanni era mitica, i falò, la rugiada che aveva i sui enigmi,specialmente per noi ragazze giovani,da marito, i fuochi , era la festa più sentita dell’anno, ci si lavorava e parlava per mesi, per noi di Quarto.La Chiesa di San Giovanni veniva tutta illuminava , nel campo sportivo si faceva la lotteria, la processione con il Cristo, a volte anche con quello della Castagna. Alla processione ho incontrato persone che sapevano di queste vecchie tradizioni e altre che non sapevano , abbiamo fatto un bel ritorno in un tempo che non c’è più ,è stato bello RACCONTARE……………………… per me ……..sporca tradizionalista.

  7. Negli anni 50 il falò era una grande occasione per tutti i ragazzi sopratutto della Valbisagno, ogni quartiere faceva il suo falò, Marassi, San Fruttuoso, Staglieno, Molassana e tanti altri, raccoglievamo la legna un mese prima, le persone approfittavano del falò per buttare via tutti i mobili vecchi e liberare le cantine, il mercato di piazza Romagnosi ci dava una grande quantità di cassette, tutto serviva.
    Poi la sera fatidica c’erano le squadre che partivano per incendiare i falò degli avversari, tutti cercavano di preservare il proprio per ultimo, in modo da attirare l’attenzione di tutta le gente che si spostava lungo il torrente.
    Nelle giornate precedenti una marea di ragazzi raccoglieva i soldi con delle scatole di latta, chiedendo un obolo per S.Giovanni Battista, con il ricavato compravamo i fuochi d’artificio, le persone rispondevano bene.
    Era una delle feste che aspettavamo tutti gli anni, il giorno dopo quando si andava al mare per bagnarsi, stavamo molto attenti, in quanto un vecchio detto diceva che San Giovanni Battista e San Pietro ne volevano uno per loro.
    Mi ricordo mia madre che non voleva assolutamente che andassi al mare quel giorno, la paura che potessimo annegare era tanta.
    Eugenio

  8. a me la festa di san Giovanni piaceva per tre motivi : finiva la scuola, si avvicinava il giorno in cui si cominciavano i bagni al mare, e poi perchè c’era la festa che ogni quartiere allestiva , la mia parrocchia era dedicata a San Rocco e quindi vivevo due feste estive pero il 24 giugno era speciale .Al Boschetto si faceva il falò i maschietti erano i piu attivi con i mortaretti e con le cerbottane ti sparavano le freccette fatte con i fogli dei quaderni che non servivano piu .
    i odiavo ho ancora il ricordo della risata e del viso simpatico del mio compagniuccio Guido che mi prendeva sempre come bersaglio anche se lo guardavo male non smetteva . Pero mi divertivo anch’io e quando terminava speravo passasse presto l’anno per ripetere quel bel momento . ricordi d’infanzia fatti di poco di profumi di amicizia di condivisione e….di zanzare . ciao Miss

    • Tutti abbiamo memoria di qualche bambino terribile che abbiamo conosciuto da piccoli, è vero?
      Gabriella, sono speciali questi frammenti di passato, ricordi bellissimi, grazie di averli scritti qui.
      Un abbraccio a te carissima!

  9. Miss, San Giovanni Battista è patrono di moltissime località… d’altra parte, è un grande Santo, lo conferma il fatto che nel mondo si venerano ben cinque sue teste…

  10. Pingback: Genova, 1899: le celebrazioni per San Giovanni Battista | Dear Miss Fletcher

  11. Due anni fa mi sono trovata a festeggiare San Giovanni a Calasetta ed é stato un viaggio nel tempo.Il falò il piazza,le donne che distribuivano frittelle(pe de porcu) e mazzetti di erbe magiche,le squadre di canto che si sfidavano intorno al fuoco cantando canzoni in tabarkino,quel genovese bizzarro dalla cantilena araba.nella magia del momento ho risentito cantare mio padre:uno dei canterini aveva la sua voce e il suo modo di cantare.Veramente san Giobatta mi ha fatto un regalo!

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