8 Luglio 1822, San Terenzo e l’ultimo giorno di Percy Bisshe Shelley

E poi laggiù, il mare.
E lo sguardo di lei scruta, fissa nella mente il dolce declinare delle colline, la linea della costa accarezzata dalle onde.
Osserva, ricorda, non potrà mai dimenticare quel luogo, la baia di La Spezia.

The town of Lerici is situated on a the eastern point and in the depth of the smaller bay, which bears the name of this town, is the village of San Terenzo.

La città di Lerici è situata nel punto più ad oriente e nella profondità di una baia più piccola, che porta in nome di questa città, è il villaggio di San Terenzo.

San Terenzo

Queste parole e quelle che seguiranno sono tratte da Note on Poems of 1822, le scrisse Mary Wollstonecraft Godwin, celebre scrittrice e autrice di Frankenstein, moglie e compagna del poeta inglese Percy Bisshe Shelley.
A San Terenzo gli Shelley giungono nella primavera di quel 1822, lui ha 29 anni, Mary ne ha 24.
Era l’epoca del grand tour, i due erano stati in diversi luoghi d’Italia e da Pisa Shelley aveva raggiunto la Liguria in cerca di una dimora per un soggiorno.
Desiderava il mare, una barca, una casa.
La barca porta il nome di un personaggio di The Tempest di Shakespeare, Ariel, lo spirito dell’aria.
Il luogo prescelto è San Terenzo e la casa ha un fascino tutto particolare.

Our house, Casa Magni, was close to this village; the sea came up to the door, a steep hill sheltered it behind.
La nostra casa, Casa Magni, era vicina a questo villaggio; il mare giungeva davanti alla porta, una ripida collina la riparava da dietro.

San Terenzo (2)

Mary e Percy non sono soli, con loro vi sono alcuni amici, lo scrittore Edward John Trelawny, il tenente dei Dragoni Edward Williams e sua moglie Jane, c’è anche la sorellastra di Mary, Claire Clairmont, colei che ha avuto una bimba da George Byron.
Il luogo è incantevole, così lo descrive Mary:

The scene was indeed of unimaginable beauty.
… the varied forms of the precituous rocks that bound into the beach, over which there was only a winding rugged foothpath toward Lerici, and none on the other side ; the tideless sea leaving no sands nor shingle, formed a picture such as one sees in Salvator Rosa’s paintings.

Lo scenario era davvero di una bellezza inimmaginabile.
…le varie forme delle rocce scoscese che delimitano in spiaggia, sulla quale c’era solo un tortuoso sentiero accidentato verso Lerici e niente dall’altra parte; il mare senza maree che non lasciava né sabbia né ciottoli,  formavano uno scenario come se ne vedono nei dipinti di Salvator Rosa.

Lerici da San Terenzo

Lerici da San Terenzo

E poi l’onda e gli ulivi che si muovono al vento, eppure Mary non è felice in questo luogo da sogno, la attanaglia un fragile stato di salute che la costringe spesso a letto e Mary perderà anche il bambino che porta in grembo.
Gli abitanti di San Terenzo suscitano una strana curiosità in lei, Mary li trova selvatici e non riesce a entrare in sintonia con loro: le donne, scrive l’autrice, di sera giocano sulla spiaggia danzando fra le onde, gli uomini se ne stanno appoggiati alle rocce e cantano a voce alta.
Malgrado la bellezza del luogo San Terenzo non è il posto per Mary, quel paese quasi selvaggio suscita in lei una sorta di inquietudine, si sente felice solo quando può uscire in barca con il marito.
Allora posa la testa sulle ginocchia del suo Percy e si lascia cullare dal mare e dal suono  del vento.

San Terenzo (7)

Il poeta bello e irrequieto invece ama il mare e le sue suggestioni, a San Terenzo vive in una sorta di stato di grazia, fa diverse escursioni in barca e  quando è a bordo ha con sé i suoi fogli e compone alcune sue poesie mentre si fa cullare dalle onde.
E lui che ama così tanto il mare ha avuto sinistre premonizioni sul suo destino, quel mare diverrà il suo nemico infido.

San  Terenzo
Durante quella permanenza nel piccolo paesino della Liguria il poeta ribelle trova una sorta di dimensione ideale, la natura diviene il suo elemento.
E l’amore ha un volto e le fattezze dolci di Jane Williams, a lei Percy dona una chitarra, a lei dedica alcuni suoi versi, With a guitar, to Jane, con lei fa lunghe passeggiate nello splendore del verde di San Terenzo.

San Terenzo (4)

Lapide apposta su Villa Magni

A lovely house closed by the sea-side surrounded by the soft and sublime scenery of the bay of Lerici.
Una bella casa vicina al mare, circondata dal dolce e sublime scenario della baia di Lerici.

E lì, in questo tratto di Liguria, Shelley regala al mondo i suoi  Lines Written in the bay of Lerici, dal quale sono tratti questi versi:

And the scent of winged flowers,
And the coolness of the hours
Of dew, and sweet warmth left by day,
Were scatter’d o’er the twinkling bay.

E il profumo dei fiori alati
e la freschezza delle ore
della rugiada e il dolce calore lasciato dal giorno
erano sparsi sulla fulgida baia.

San Terenzo (10)

C’è un destino che lo attende, Percy Bisshe Shelley gli andrà incontro solcando quel mare.
Il primo luglio il poeta a bordo dell’Ariel con i suoi amici prende il largo in direzione di Livorno, ripartirà da questa città il giorno 8 di Luglio.
E Mary è là a Villa Magni e aspetta il suo ritorno.

San Terenzo (3)
Il mare impetuoso rovescia l’imbarcazione, i flutti sommergono le membra giovani di Percy Bisshe Shelley e con esse il suo genio inquieto.
Mary scrive di questa attesa angosciosa che ebbe fine dieci giorni dopo quando il mare restituì il corpo di Shelley e il poeta venne rinvenuto sulla spiaggia di Viareggio.

San Terenzo (8)
E ancora Mary scrive che le leggi dell’epoca, per timore di epidemie, non le consentirono di entrare  in possesso del corpo di lui, Shelley venne sepolto per alcuni giorni nella sabbia e in seguito il suo corpo fu arso su una pira.
A dare l’estremo addio a Shelley c’erano gli amici Hunt, Trelawny e Byron.
Le fiamme si alzarono alte verso il cielo, bruciarono l’incenso, il vino e l’olio versati sulla pira e resero all’aria i resti di uno spirito libero, il cuore di Shelley fu raccolto dalle mani amorevoli di Trelawny, riposto in un cofanetto e consegnato a Mary, così come le ceneri del poeta, si narra che Mary abbia tenuto sempre con sé il cuore di Percy.
Termina così, tragicamente, il soggiorno ligure degli Shelley, Mary lascerà Villa Magni e partirà con Byron alla volta di Genova.

San Terenzo (9)

Scrivono i biografi che molti anni dopo, alla morte di Mary, il cuore di Shelley venne ritrovato nella  scrivania di lei quasi ridotto in polvere tra le pagine di una copia del poema di Percy, Adonais.
Shelley fu sepolto nel cimitero Acattolico di Roma, vicino al suo amico John Keats.
La barca che lo condusse fra i flutti portava il nome di Ariel, creatura shakespeariana di The Tempest e sono di Ariel le parole incise sulla tomba di Percy Bisshe Shelley, il genio ribelle sommerso dalle onde l’8 luglio 1822.

Nothing of him that doth fade
But doth suffer a sea change
Into something rich and strange.

Niente di lui si dissolve
ma subisce una metamorfosi marina
per divenire qualcosa di ricco e strano.

San Terenzo (6)

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33 pensieri su “8 Luglio 1822, San Terenzo e l’ultimo giorno di Percy Bisshe Shelley

  1. Non riesco a riprendere fiato dopo la lettura di questo pezzo, Miss. Non c ‘è bisogno di aggiungere quanto questa lettura mi abbia emozionato e commosso fino alle lacrime.
    ” I fall upon the thorns of Life ! I bleed !”

    • Grazie mia cara Shanereel, sapendo quanto tu ami Shelley l’emozione è tutta mia nell’aver letto questo tuo commento.
      Ci ho messo tanto a scrivere questo post, oggi è il giorno perfetto.
      Un abbraccio grande a te!

  2. Ho letto trattenendo il respiro parola dopo parola… di un’intensità e di una bellezza senza pari! Splendido!!! ❤

  3. Tutte le volte che penso a quella casa penso a Mary e a tutto il male che ha ingoiato accanto ad un poeta che era un grande nel suo lavoro ma che forse era davvero un uomo piccolo.

    • Credo davvero che Mary non abbia avuto una vita semplice, lei però si è sempre dedicata alla grandezza del genio indubbio di Shelley, leggere quelle sue parole ti porta proprio laggiù, accanto a loro.

  4. mi sono così emozionata leggendoti, hai una capacità davvero unica nel trasformare storia, vita, emozioni, ricordi, luoghi , colori, profumi in lettere e parole. E mi sono emozionata vedendo la Villa bianca…….vado al mare a San Terenzo. Un abbraccio Emanuela
    PS. mi sto leggendo, giorno dopo giorno, tutto il tuo blog. Non sai la commozione del tuo post dedicato alla ” panchina di Castelletto”….mi hai reso l’adolescenza dei miei figli!

    • Buongiorno cara Emanuela, mi emoziono io a leggere le tue parole e anche tanto.
      Sulle panchine di Castelletto ci sono cresciuta anch’io, ogni sera lì, sembra ieri e invece sono passati molti anni.
      Quando andrai a San Terenzo porta il mio saluto al mare amato da Shelley, Emanuela.
      Un abbraccio grande a te!

      • Anch’io mi devo leggere tutto il tuo blog: cominciando dall’inizio ho trovato i biscornu: non li conoscevo!
        Stupendi!
        Chissà che altre meraviglie troverò andando avanti: grazie!!!!

  5. Conoscevo questa storia ma non tutti i dettagli, come il cuore di Percy conservato da Mary e i versi di Shakespeare incisi sulla lapide. Ho un libro, della serie “Liguria terra di poesia”, sul Golfo dei Poeti che riporta diversi testi interessanti.
    Mi domandavo… quando citi in inglese, le traduzioni sono tue?
    Ciao Miss e buona domenica 🙂

    • Sì,le traduzioni sono mie, cerco di essere fedele al testo, mi sembra giusto così.
      La storia di Shelley è tragica e affascinante, era da tanto che volevo scriverla. Un bacione a te cara!

  6. Pingback: Villa Negrotto e i sospiri di Mary Shelley | Dear Miss Fletcher

  7. Naturalmente tutti noi conoscevamo la tragica fine di Shelley fin dal tempo del ginnasio,una tragedia da cui nacque la sua leggenda romantica grazie alla quale divenne più famoso di quanto invece comportassero i suoi scritti che,per la sua giovane eta’ non avevano forse ancora raggiunto una piena maturità.
    Ma la narrazione fattane da lei,ha reso ancora piu patetica la figura di Mary Shelley e ci ha avvicinato al suo dramma che finora ci aveva solo sfiorato..
    Come sempre lei ha colto gli elementi essenziali che trasformano un fatto di cronaca in una vicenda umana dolorosa e sofferta cui il lettore partecipa pienamente e con umana simpatia. Tutto cio’ a maggior ragione per me visto che la mia Nonna materna era nata a S.Terenzo e mia Madre a Lerici.Congratulazioni!

    • Nicla, grazie di vero cuore, le sue parole sono una gioia per me, la fragilità umana appartiene a tutti, ai geni e alle persone comuni, la figura di lei mi ha sempre colpita, donna particolare Mary Shelley, basti pensare in che epoca ha scritto Frankenstein. Grazie Nicla, buon pomeriggio!

  8. Miss, “così nel mondo sua ventura ha ciascun dal dì che nasce”, cantava Petrarca.. e forse è vero… ma a Shelley la fama imperitura gliela concesse la sua tragica morte, con quel suo cuore che, rifiutando di bruciare, diventò polvere in un cofanetto che Mary tenne sempre con sè…

  9. Bellissimo post, uno dei miei preferiti… che Romanticismo! Condivido i commenti sulla tua capacità unica di trasformare emozioni in parole. Veramente hai una sensibilità sublime.

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