Piano quasi solo

Oggi questo spazio è dedicato alla musica e al talento di un artista genovese, lui si chiama Fabio Vernizzi, è pianista e compositore ed è un mio caro amico.
Da poco è uscito il suo nuovo CD, Piano quasi solo.
E così ho pensato di porre a Fabio qualche domanda, sarà lui a parlare di sé e a presentare la sua musica così originale e coinvolgente.
Per voi, Fabio Vernizzi e Piano quasi solo.

Tu e la musica, se dovessi raccontare chi sei quali parole useresti?

Non mi sono mai immaginato la mia vita senza musica, a volte provo anche a pensarci a cambiare lavoro, strada e vita ma credo che in ogni caso non potrei farne a meno, in qualche modo la musica ci sarebbe sempre e andrei a cercare un pianoforte.

Ognuno di noi ha i propri riti.
E per il Maestro Vernizzi qual è il luogo perfetto per comporre? E qual è l’ora del giorno che maggiormente ti ispira per dedicarti alla musica?

Non c’è un’ora in particolare, è l’entusiasmo a farti compiere il gesto creativo di comporre.
Il posto ideale sarebbe in cima a un monte, in uno studio completamente a vetri immerso nella natura con uno Steinway a coda.
In realtà mi capita di comporre in qualunque posto mi trovi.

Parlami del tuo nuovo CD, Piano quasi solo.

Il CD è la raccolta dei brani che eseguo in concerto per piano solo, chiaramente è la raccolta del momento, il piano solo è in continua evoluzione, non so se il prossimo anno sarà ancora così.
A parte una cover di Gismonti, i brani sono tutti miei e prevedono improvvisazioni ma sono composti con strutture vicine alle forme della musica classica.

I dodici brani del CD presentano sonorità diverse, alcuni sono struggenti e malinconici, altri allegri e vivaci.
In quale ti riconosci di più?

In questo momento della vita mi vedo nei brani allegri e vivaci ma sono tutte parti di me, pertanto alla fine mi riconosco in ognuno dei miei pezzi.

C’è anche un testo che accompagna il brano Ricordi.
Mi ha piacevolmente sorpresa questa armoniosa comunione di parole e note, mi racconti come è nata?

Dovevo in qualche modo giustificare il titolo Piano quasi solo per cui avevo previsto un assolo di una tromba, poi mi è venuta l’idea di provare a riempire lo spazio con delle parole invece che con uno strumento.
Ho chiesto a un amico poeta di scrivere un testo ma la sua poesia, per quanto bellissima, connotava troppo una precisa situazione mentre io pensavo a qualcosa di più onirico e musicale così come è il linguaggio stesso della musica e quindi ho provato a scrivere qualcosa io.
E così ho tentato di descrivere la malinconica emozione di un ricordo.

Piano quasi solo

Io ho assistito diverse volte ai tuoi concerti, chi osserva non sa immaginare cosa si provi e allora è proprio questa la domanda.
Tu, il pianoforte e il palcoscenico.
Quali sono le tue sensazioni?

All’inizio del concerto provo emozione ed agitazione, a poco a poco entro completamente nella musica, tendo ad isolarmi dal contesto e a suonare più profondamente possibile.

E tu che musica ami ascoltare?

Amo ascoltare musica che in qualche maniera mi trasmette qualcosa di nuovo, per me è essenziale che la musica abbia qualcosa di originale.
Credo che la musica colta e il jazz abbiano scavato così tanto che ai giorni nostri è difficile trovare qualcosa di innovativo, un bacino di originalità per noi europei è rappresentato dalla musica etnica e questo in qualche modo ci permette di ascoltare strumenti, sonorità e convenzioni per noi nuovi provenienti da ogni parte del mondo.

C’è un compositore che ti emoziona sempre e non smette mai di stupirti?

Ce ne sono veramente tanti per poter fare un elenco, io sono molto legato ai compositori ‘900 ed agli impressionisti francesi come Ravel e Debussy.
La musica strumentale in Italia è stata molto sottovalutata poiché siamo il paese del bel canto, ultimamente mi è capitato di lavorare su brani di Casella che trovo assolutamente geniali, purtroppo un certo tipo di mentalità post bellica ha ignorato grandi artisti come lui, come del resto è accaduto per il futurismo.

Genova e la musica.
Da genovese cosa ne pensi di come si suona in questa città? E come vorresti che fosse lo scenario musicale genovese?

Senza entrare nel luogo comune, peraltro vero, di Genova fucina di talenti non considerati dalla stessa città madre, credo che oggi il problema sia soprattutto italiano e non genovese, purtroppo il basso livello culturale medio rispetto per esempio a Francia, Germania, Belgio e Olanda fa sì che la richiesta di musica sia rivolta verso prodotti commerciali vicini a fenomeni di costume e non a contenuti artistici.
D’altronde considerando l’investimento di risorse nullo e i tagli alla cultura degli ultimi governi, la quasi assenza di un progetto educativo musicale nei programmi didattici delle scuole fa sì che il pubblico medio identifichi la musica solo nella canzone dell’ultimo vincitore del reality di turno.
Tornando a Genova: musica, dove?

E ancora Genova.
C’è un luogo, una strada, un angolo di questa città che ami in maniera particolare e che senti profondamente tuo?

Non c’è un luogo specifico che sento particolarmente mio c’è però un posto dove respiro la storia, il passato e il presente di Genova ed è Spianata Castelletto.

Un nuovo disco è un nuovo inizio, quali sono i tuoi progetti e i tuoi sogni nel cassetto?

A parte le numerose e diverse collaborazioni sto lavorando su due progetti, uno in particolare l’ho in mente da tanto ed è uno studio e la mia personale interpretazione di certe sonorità etniche che apprezzo.

La tua musica è estro, talento e fantasia.
E lascio a te l’ultima parola, che cos’è il talento per Fabio Vernizzi?

Il talento è capacità di comunicare attraverso la forma d’arte che hai scelto per esprimerti.

La musica è estro e fantasia e talento e nei brani di Fabio troverete tutto questo.
Qui trovate il suo sito, qui la sua pagina facebook e vi lascio all’ascolto delle sue note, Piano quasi solo.

9 pensieri su “Piano quasi solo

  1. Genova è una città di musica e grandi artisti, l’ho sempre saputo. Grazie per questo post ed allora mi permetto di segnalarti – anche se sicuramente già la conoscerai – una delle voci più belle di Genova e non solo.Esmeralda Sciascia.Poesia pura. un abbraccio Emanuela

    • Grazie a te Emanuela, contenta che tu abbia apprezzato.
      E’ vero, Esmeralda Sciascia è bravissima, ho avuto di ascoltarla e di assistere anche a uno spettacolo a teatro che aveva fatto proprio con Fabio Vernizzi.
      Un abbraccio grande a te!

  2. Pingback: Improvvisando sulle note di Bach | Dear Miss Fletcher

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