Sul muretto

Sul muretto, in certe sere d’estate.
Sul muretto non si sta seduti tanto composti, anzi, in genere ci si mette a cavalcioni oppure con le gambe incrociate.
Sulla passeggiata a mare, naturalmente, da ligure non riesco a immaginare che possa esistere un luogo migliore per un muretto.
Ai tempi non era neppure una sosta, semplicemente ad un certo punto della serata ci si fermava sul muretto.
E quando ti siedi lì ti passa davanti il mondo intero: giovani donne che spingono il passeggino, bambini che corrono all’impazzata e poi inciampano, cadono e scoppiano in un pianto dirotto e disperato.
Te l’avevo detto di andare piano! Dai su, passa subito!
Me lo compri il gelato, mamma?
E poi ancora, quelle coppie di coniugi che hanno compiuto un lungo cammino insieme, ora vanno piano ma sempre fianco a fianco.
Il ragazzo sulle skate, ce n’è sempre uno che fa lo slalom tra i passanti, sinuoso, leggero, rapido, pare quasi sfiorare le persone e invece scivola via, come in una danza.
E nel frattempo passa un cameriere, regge il vassoio sul quale sono allineate le coppe al misto frutta.
Li avete mai osservati i camerieri che servono i turisti ai tavoli all’aperto sulla passeggiata a mare?
Anche loro vanno ad un’altra velocità, si muovono su un piano differente e non si accorgono di te che sei seduta sul muretto.
Le amiche che chiacchierano, le loro voci risuonano squillanti, vivaci, allegre.
Una di loro poi ride, ride forte, ride persino con gli occhi, gira la testa indietro, scuote i capelli e con la mano li raccoglie in una sorta di nodo che si scioglie all’istante così la chioma le cade di nuovo giù, sulla schiena.
E poi ancora, quello che guarda l’orologio e cammina, va avanti e indietro, senza sosta.
Parrebbe spazientito, guarda ancora le lancette che inesorabili segnano il tempo, sospira.
Forse vorrebbe andarsene, eppure non ce la fa.
Lei potrebbe ancora arrivare, probabilmente sarà solo un banale ritardo, vale la pena di attendere, ancora, ancora, ancora.
E intanto lui va avanti e indietro, ancora, ancora.
E quei minuti sembrano non trascorrere mai.
Quante cose accadono quando ci sediamo su certi muretti?
In realtà non esiste un ricordo preciso, piuttosto è un coacervo di memorie, fotogrammi di attimi vissuti.
Mi scriverai? Lo farò.
Si stringono amicizie che dureranno per sempre, naufragano amori che credevi sarebbero stati eterni, si scambiano parole, baci, sorrisi, indirizzi e promesse.
Seduti a gambe incrociate sul muretto.
E intanto ti passa davanti il mondo intero.

Muretto

Corso Italia, Genova

18 pensieri su “Sul muretto

  1. Questo post sa di estate che se ne va, perché queste soste al muretto sono tipiche dei mesi caldi quando anche alla sera si ha sempre voglia di fare un giro sul lungomare. Beh non certo qui da me in pianura padana 😉 bacioni cara!

  2. Da ragazzi eravamo così presi da noi che quel mondo che ci passava davanti non lo vedevamo proprio… per lo meno, io non lo vedevo. Vedevo solo gli amori, le amicizie, i ricordi, la nostalgia…
    Bel post, Miss 🙂

  3. A miaggetta al l’è delongo exitia, un po’ dappertutto,niatri gh’aveimo quella do ciassa-a da Gexia de de Quarto o anche dai treuggi,che a seia ean de niatri bardasciammi ean comme se fusan solo nostri, che belli tempi spensiere-e, Ciao cariscima ti sae delongo pesca-a in ti recordi ciù belli da nostra zuentù!!!:)))

  4. Quanti ricordi e che nostalgia! Abitavo a Nervi una vita fa e il tuo post mi ha riportato alla mente i bei momenti trascorsi con gli amici proprio sulla passeggiata a mare.Grazie Miss mi hai fatto sognare…..

  5. il mio muretto era il muretto invernale. Il muretto dei miei 16 anni…Ogni pomeriggio ci si vedeva lì, verso le 18, finiti i compiti. Il muretto e la latteria dove compravamo ” schifezze” di ogni genere. Il muretto e le parole, le chiacchiere e la voglia di stare assieme. Il muretto è il mio grande amore dei 16 anni.
    Non abito più in quel quartiere da 32 anni, anche i miei genitori non abitano più lì ed anche gli amici si sono sparsi un po’ dappertutto.Eppure lo sai che ogni tanto, se ho un paio di ore libere, ci torno? E per un po’ di giorni ho il cuore pieno di dolcezza. Emanuela

    • Come ti capisco, Emanuela.
      Ci sono luoghi che per noi hanno significato profondo e ogni volta che ci ritorniamo sono ancora i “nostri” posti, proprio come in certi altri giorni che non si dimenticano.
      Ciao cara, a presto e grazie!

  6. Splendido. Quanti muretti abbiamo vissuto e da ragazzi mica la guardavamo tutta quella vita che passava. Troppo impegnati a sognare la nostra. Bisognerebbe potersi sedere adesso su quei muretti. E si può

  7. I muretti migliori sono quelli bassi, un po’ tozzi… quelli che non puoi cadere. Te lo dice una che soffre di vertigini dalla nascita! E i muretti migliori sono anche quelli un po’ defilati dove i perdigiorno (e notte) non danno tanto nell’occhio! Qui da me è pieno… di muretti! Grazie Miss!

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