La ragazzina con le trecce

Voi la conoscete la ragazzina con le trecce?
Io l’ho cercata per tanto tempo, almeno per due anni, senza mai trovarla.
Avevo visto la sua foto sul sito di un amico e così ho chiesto a lui:
– Dimmi, dov’è la ragazzina con le trecce?
Niente da fare, lui non ha saputo fornirmi indicazioni precise.
E così io ho continuato a cercarla, senza mai trovarla.
E poi è giunto quel giorno di novembre e per un caso del destino io e lei ci siamo incontrate.
E’ apparsa così, nella sua leggiadra giovinezza, in questo marmo chiaro nel quale sono scolpiti i suoi tratti e la sua persona.

Rina (2)

Sì, questo è Staglieno ed io oggi desidero solo ricordare la ragazzina con le trecce.
Lei è Caterina, affettuosamente chiamata Rina, la statua che la ritrae è particolare.
Se la osservate con attenzione noterete che l’artista non ha seguito i consueti canoni di bellezza, questo viso non ha i tratti eterei di certi angeli tante volte replicati in diverse sculture, in questi lineamenti si scorge una precisa personalità.
Forse allo scultore era stato chiesto di restituire in maniera fedele la reale immagine di questa ragazzina ed io credo che questo fosse il vero volto di lei.

Rina (3)

Lilium inter lilia, giglio tra i gigli, così si legge sul basamento che regge la sua figura.

Rina (4)

Gioiosa, curiosa, vivace come tutti gli adolescenti.
Regge un fiore tra le dita e un grande fiocco le scende sul petto, tra le trecce, sulle sue labbra affiora appena un sorriso.
E ha lo sguardo luminoso e intelligente, doveva essere una ragazzina sveglia, la Rina.

Rina (5)

La Rina aveva 13 anni quando se ne andò, nel 1934.
E mi sono chiesta: come sarà stato il suo albero di Natale?
Forse come quello che c’era in casa di mia nonna, mi ricordo quei suoi racconti sull’abete decorato con le noci e i mandarini.
E poi? Quali i regali per la Rina?
Un romanzo illustrato con la copertina di cartone rigido, una corda per saltare, un nastro colorato.
Un piccolo pettine, uno specchietto, una sciarpa di lana lavorata ai ferri dalla zia.
Un regalo per lei, il giglio di casa.

Rina (6)

Un amico di recente mi ha detto parole che condivido, si riferiva alle vite e alle storie che emergono da certi antichi e polverosi faldoni, secondo lui aprire quei volumi e raccontare quelle vicende è un modo per riportare la luce su volti e vite perdute.
Io credo che sia vero e penso che sia così anche per lei, per la Rina.

Rina
Ho cercato notizie di lei sui giornali del tempo, in realtà non ho trovato nulla di significativo, soltanto l’ultimo saluto fattole dalla sua famiglia.
Lei lasciò le cose del mondo il 26 Dicembre 1934.
Forse sarà un caso, ma io la cercavo da tanto tempo e l’ho trovata proprio nel mese che precede queste feste, sono passati ottant’anni dall’ultimo Natale della Rina.
E così quest’anno un pensiero andrà anche a lei e sono sicura che anche voi lettori glielo rivolgerete.
Ovunque tu sia, buon Natale anche a te, Rina, dolce ragazzina con le trecce.

Rina (7)

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54 pensieri su “La ragazzina con le trecce

  1. Questa mattina mi hai fatto veramente commuovere Miss. Tu hai un grande dono, quello di far rivivere con le tue parole le persone comuni, quelle che il tempo sembra portare via per sempre, in un soffio di vento, quelle di cui sembra non rimanere nessuna traccia. Ma tu questa traccia sai trovarla ed eccole per sempre nel nostro ricordo grazie a te.

    • Sai, cara Anna, a volte non ci sono storie intricate o avventurose da ricordare, a volte si tratta solo di piccole semplici viti eppure ognuna merita di essere narrata, in qualche modo.
      E così sono contenta di aver ricordato la Rina e sono contenta che tu abbia letto con emozione questo piccolo tributo.
      Un abbraccio a te cara, grazie delle tue belle parole.

  2. E’ vero quello che scrive Anna. Fai rivivere persone ignote, come se davvero le avessi conosciute intimamente. Riesci ad empatizzare in un modo fuori dal comune. E povera Rina, che sventurata però. Così giovane. Le trecce, caratteristiche dell’infanzia, sembrano cozzare con il suo aspetto maturo, da adulta, ben ritratto dall’autore della statua.
    Un abbraccio e buon inizio di settimana cara Miss Fletcher
    Susanna

    • Credo di vedere in lei i tratti tipici di certi genovesi ed è una fanciulla acerba, non più bambina e ancora con le trecce.
      Grazie di cuore Susanna, un abbraccio e un bacio grande a te amica mia!

  3. Sai che appena ho letto il titolo del post ho pensato a Staglieno? Sembra incredibile che anche a te che ne conosci ogni angolo questa fanciulla dia potuta sfuggire per tanto tempo. Chissà quali altre meraviglie nasconde…

  4. Ecco, conosco quella Galleria di Staglieno, è molto bella: ci sono, oltre a quella di Rina, statue di grande delicatezza.Tu hai aggiunto la delicatezza delle tue parole.Grazie per l’emozione.
    Ps.Pure io, appena letto il titolo del post ho pensato alla piccola Rina (non ricordavo il nome, ma avevo ben presenti le sue trecce..sarà perché ho una treccina anch’io, una sola, però).

    • E’ vero, è una galleria speciale, con statue anche più recenti rispetto ad altre.
      Sono contenta che tu conosca la Rina Riyueren, si tratta di una ragazzona speciale per me.
      Un abbraccio e grazie a te!

  5. Felice di essere arrivata qui , a quanto pare ci sarà molto da leggere, grazie per l’emozione, post di normale bellezza, la vera, quella mai appariscente

  6. Cosa posso aggiungere, se non che pure io mi sono commossa, e che non posso non pensare a Rina, alla sua storia spezzata tanto tempo fa che si addolcisce in quel sorriso senza fine…Non ho mai incontrato il suo volto così vero, pur conoscendo discretamente le tante presenze di Staglieno. Forse un giorno capiterà! Grazie Miss, per come dai parole a certe emozioni inafferrabili che popolano i luoghi e la memoria.
    Patrizia

  7. Che bella e triste storia! Con le tue parole hai fatto rivivere quella dolce ragazzina di tanto tempo fa…..non mi vergogno a dire che ho pianto per lei.CIao Miss e grazie…

  8. come sempre sai far rivivere, con le tue parole, le storie di persone lontane.
    E così, grazie a te, anche il marmo prende vita. E ci ritroviamo tutti a pensare ed a mandare un augurio a Caterina, fanciullina ancora con le trecce, che si affacciava al mondo.
    Grazie, miss, come sempre e con l’affetto di sempre. Emanuela

  9. Leggo i tuoi racconti di vita passata con la stessa ingordigia e brama di sapere con cui si legge un romanzo giallo, avvincente, incalzante, che, pagina dopo pagina, parola dopo parola, ti rapisce e ti fa vivere la storia in prima persona, ti spinge ad arrivare alla fine, per sapere come si conclude e, nel contempo, non si vorrebbe mai finirlo, perché, alla fine, sei costretto ad abbandonare quelle vite, a cui ti sei affezionato e alle quali hai partecipato con passione.
    Grazie.

  10. Prima di finire la lettura ho pensato anch’io alla ricerca di notizie su di lei (sarà una deformazione da genealogista dilettante?). Potresti provare in parrocchia, partendo dall’atto di morte (dove magari è scritta la causa) e poi vedere se c’è qualcosa sugli “Stati delle anime”, che dici?
    Certo che dispiace quando si vedono le tombe di ragazzini così giovani. Di recente, di fianco alla tomba di un mio avo, ho trovato quella di un sedicenne morto sul Carso: ci mancava poco che mi commuovessi…

    • Eh, cara, nell’atto di morte e negli stati delle anime non ci sono mai queste informazioni, altrimenti sarebbe tutto semplice.
      Ci si mette poco a commuoversi davanti a certi monumenti, ti capisco bene Tiptoe.

  11. Ciao carissima Miss,
    In questo periodo sto proprio scoprendo le bellezze di Staglieno, facendo visite sabatali e tante foto, ispirata anche dalle tue bellissime immagini (splendide quelle delle mani) e mi piacerebbe proprio andare anche da Rina, ma non l’ho ancora rintracciata! Potresti darmi un’indicazione della galleria dove si trova? Te ne sarei grata!
    grazie mille in anticipo e buona giornata
    Olga

    • Buongiorno a te cara Olga,
      provo a spiegarti dove si trova Rina.
      Dall’ingresso dei fioristi, dopo il tempio laico e prima di accedere al viale che porta al cimitero degli inglesi gira alla tua sinistra, c’è un porticato, per intenderci è quello che conduce anche alla tomba di Fabrizio De André.
      Arrivi in fondo poi svolti alla tua destra, nel porticato interno, lei ci trova all’incirca a metà, sempre sulla destra.
      Se per caso non riesci a trovarla prova a chiedere all’ingresso, loro hanno il dettaglio e la collocazione precisa.
      Grazie a te Olga, felice che questo blog ti faccia il desiderio di visitare Staglieno.

      • Ti ringrazio tantissimo dell’indicazione. Proprio ieri grazie alle tue spiegazioni sono riuscita ad “incontrare ” Rina, dolicssima proprio come l’hai fotografata tu!
        Ho anche visitato l’antico cimitero ebraico, in condizioni purtroppo davvero deplorevoli; non so quanti siano a conoscenza che li, nascosta dietro al muro che separa il piccolo cimitero ebraico dal resto di Staglieno, c’è anche la tomba di Emanuele Luzzati.
        grazie ancora!
        Olga

      • Ciao Olga, sono contenta che tu abbia trovato la Rina!
        E sì, hai ragione, l’antico cimitero ebraico non è tenuto bene, hai visto quanti sassi sulla tomba di Luzzati? Ci sono stata di recente, quella parte del cimitero è particolarmente suggestiva per me.
        A presto,ti auguro buona serata!

  12. Sì, ho visto i tantissimi sassi e sono andata a cercarne il significato. Sapevo che per gli ebrei sono un omaggio pari ai fiori che portiano i cattolici, ma non che questo risalisse alla vicenda di Mosè e alla fuga dall’Egitto. Non si smette davvero mai di imparare!
    buona serata anche a te!
    Olga

  13. anche io cercavo da tempo questa tomba. E’ stato per me un vero “regalo di Natale” Ho conosciuto bambina la mamma di questa ragazza. Raccontava sempre di questa figliola persa tantissimo tempo prima e che aveva voluto eternare il ricordo e l’immagine della figlia nel marmo con quella frase “giglio tra i gigli” . Erano contadini del Lagaccio, ma la tomba della figlia così sontuosa era per loro la volontà e l’impegno che Caterina rimanesse nei secoli come quando era volata in cielo.

    • Grazie di cuore, carissima Doretta, io non ho parole per ringraziarti di aver lasciato qui questo ricordo di una bambina davvero speciale.
      E adesso so che questo è davvero il suo viso, prooprio come io pensavo.
      Un abbraccio e un caro augurio a te, Doretta.

  14. ero stato a Staglieno nel 66, durante il servizio militare perché un commilitone genovese mi ci aveva portato… e che fosse una necropoli da pelle d’oca mi era stato facile capirlo,,, certo, il commento di Doretta è una specie di ciliegina sulla torta (se è lecito usare una tale locuzione che, in certo qual modo, esprime festosità)… Miss, potenza del tuo Blog e degli argomenti che tratti!

  15. Articolo semplicemente stupendo, sono diverse le ragazzine con le trecce a Staglieno, forse a volte è quì la confusione nel cercare la ragazza con le trecce.
    Ce ne era una bellissima nel campo trentennale sotto il Pantheon, era un’opera di Roncallo, lo scultore che abitava a Molassana, forse c’è ancora.
    Eugenio

    • Carissimo, ora devo cercarla, non sono certa di aver capito di quale statua parli, sono certa che saprai darmi tutte le indicazioni.
      Stasera ho avuto la conferma che questo è proprio il visetto della Rina e questo mi commuove proprio tanto.
      Un grande abbraccio a te, caro Eugenio.

  16. Grazie grazie e ancora grazie ! Ho sempre sentito tanti racconti su mia zia e tante cose scritte nell articolo sono assolutamente vere. I miei nonni adoravano (come tutti i genitori ) ad creatura così precocemente strappata alla vita. Le sarò sempre grata perché se io esisto è anche “grazie”a lei e alla sua prematura scomparsa …. dopo qs tragedia i miei nonni hanno deciso di avere il mio papà ….e oggi da quel che racconta mia mamma ho una bimba che assomiglia in tantissime cose a lei .Grazie zia Rina e grazie a qs articolo che mi ha fatto commuovere , piangere ,ridere e soprattutto che mi ha fatto sentire che qs zia mai conosciuta rivive in mia figlia che proprio domani fa gli anni . Per me qs scoperta casuale è un segno di Dio.

    • Barbara, oggi è una giornata di intense emozioni anche per me, non avrei mai pensato di trovare una persona della sua famiglia eppure proprio stasera ne parlavo con un caro amico.
      E poi sei stata tu a trovare me, si vede che la Rina deve essere ricordata.
      E la tua storia, la tua storia è commovente davvero.
      Grazie di cuore Barbara, sono contenta che nel ritratto che ho delineato di lei tu riveda caratteristiche reali di lei, spero che mi racconterai la sua storia.

  17. Povera, dolce Rina. Spero tanto che sia felice, non solo di non essere stata dimenticata, ma di aver trovato tanti nuovi amici. E tutto questo grazie a te, Dear Miss Fletcher.

  18. Miss, siccome la storia della ragazzina con le trecce mi garba assai, sono tornato sul post, scoprendo un fior di seguito, cioè, il commento di Barbara, addirittura, nipote di Rina… per cui, se il commento di Doretta lo avevo considerato una ciliegina sulla torta, questo di Barbara, non posso che definirlo un ciliegione… di questo passo, non mi sorprenderei se domani, la Rina, in persona, intervenisse nel post, ringraziandoti per il ricordo, ma pure informandoti sui regali che aveva ricevuto in quel suo ultimo Natale, nel caso, l’elenco da te immaginato, non fosse corretto…

    • Sergio, qua continuo a sorprendermi, sapessi che emozione trovare il commento di Barbara e le sue parole così dolci!
      E anche quest’anno abbiamo ricordato la Rina, ancora meglio dello scorso Natale… ne sono felice, davvero.

  19. Probabilmente Miss,Rina è scesa giu’ dal cielo,e ti ha sussurato all’orecchio la sua storia.Ha fatto in modo che ,tramite te,tanta gente abbia conosciuto la sua storia.Che qualcuno della sua famiglia tornasse in contatto con lei.E’ vero,queste cose esistono:l’energia che lasciamo nell’aria quando ce ne andiamo,è viva e si nutre di luce propria.E in certi momenti viene in contatto con qualcuno di noi,per poter essere ricordata.Splendidamente splendido!

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