Una Piazzetta per i Tintori

E’ una piccola piazzetta di caruggi e non sono certa che sia così nota.
Una piazzetta per un antico mestiere, narra lo storico Luigi Tommaso Belgrano che a Genova l’arte di tingere le stoffe ha origine molto antica, se ne ha notizia fin dal XIII secolo.
Un’arte tramandata di padre in figlio, a leggere i resoconti di certi autori si apprende che le raffinate tecniche di questo mestiere erano racchiuse tra certe pagine, il libro dei secreti, solo il proprietario conosceva i dettagli.
E a sfogliare certi antichi libri si trovano strane ed elaborate “ricette”, come ad esempio quella del nero di Genova per velluti, un lavoro complicatissimo!
L’antica Superba pullulava di setaiuoli, tessitori, lanaiuoli e tintori, a quest’ultima categoria di artigiani appartenne anche lo sfortunato protagonista di un’avventurosa vicenda che vale la pena di ricordare: è Paolo da Novi, ho già avuto modo di narrarvi la sua storia, la trovate qui, lui è il tintore che divenne Doge.
E appunto all’arte di tingere le stoffe ai giorni nostri è dedicata questa piazzetta.

Piazzetta dei Tintori (3)

Non la troverete sfogliando le antiche cartine, piuttosto vi imbatterete in Vico dei Tintori che era situato in quella parte di Portoria ormai perduta e abbattuta dai picconi e dalle ruspe.
Ripide scale, persiane, salita, Genova mai veduta, Genova che non posso raccontare se non immaginandola e guardandola nelle antiche cartoline.
Qui, dove un tempo c’erano botteghe e case dei tintori.

Vico dei Tintori

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E invece posso narrarvi della Piazzetta, anche se non ho tante notizie.
L’ho trovata per caso, era una mattina d’ottobre e stavo gironzolando dalle parti di Prè, era uno di questi giorni, con questo cielo.

Vico Primo dello Scalo

E poi ho imboccato uno dei caruggi che conduce verso Via Balbi, ero diretta verso Vico San Cristoforo.
E d’un tratto mi sono ritrovata in una piazzetta con le belle case restaurate, facciate dipinte con colori vividi, tutto tirato a lucido.
E intanto tra me e me pensavo: Piazzetta dei Tintori, non l’ho mai sentita nominare, ma che strano!
E come mai?

Piazzetta dei Tintori (2)

E indovinate un po’ chi ha svelato l’arcano?
Ovvio, un’anziana signora che guarda caso era alla finestra!
Ve l’ho detto, c’è sempre qualcuno in vena di conversazioni affacciato al davanzale, di sotto c’è sempre qualcun altro che pone domande e cioè la Miss, naturalmente!
E così la signora mi ha raccontato che questa piazzetta è sorta di recente, per questo non si trova nei vecchi libri!
Un tempo qui c’era un edificio che a quanto pare è stato demolito, non so di che palazzo si trattasse, spero che non fosse di qualche pregio, io sono sempre a favore del recupero e della conservazione, tuttavia so che purtroppo non è sempre possibile e a quanto ho capito il palazzo versava in pessime condizioni.
Molti caruggi intorno a Prè sono stati oggetti di restauri nell’ambito di un piano di  riqualificazione  urbanistica, presumo che questa zona sia stata inclusa in questo progetto.
E così sarebbe nata Piazzetta dei Tintori, in effetti se guardate la prospettiva sembra proprio lo spazio di un singolo edificio di caruggi.

Piazzetta dei Tintori (4)

Mi affido così alla memoria di un’abitante dei caruggi, non saprei dirvi altro di questo fazzoletto di Genova racchiuso tra le case alte.
Una cosa è certa, i Tintori della Superba saranno soddisfatti, non credete?
Avevano perso il loro vicolo ma hanno guadagnato una colorata piazzetta sotto il cielo blu in memoria di quella loro antica arte segreta che li rese celebri.

Piazzetta dei Tintori

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25 pensieri su “Una Piazzetta per i Tintori

  1. oh, che storia quella di Paolo da Novi, mamma mia non la conoscevo e non pensavo fosse un uomo del popolo e che divenne doge, ho sempre pensato fosse un nobile… quanta ignoranza,povera me, grazie per queste perle preziose ♥ buon fine settimana kiss ed un abbraccio

  2. E tu trovi sempre qualche genovese doc disposto a svelare qualche notizia che i libri non riportano. Tra un po’ il tuo blog sarà il baedeker per genovesi e turisti in cerca di dettagli ormai dimenticati dai più 😉

    • La signora in questione poi sembrava davvero conoscere tantissime storie, sarei rimasta ad ascoltarla per ore!
      E comunque un commento come il tuo è uno splendido buongiorno, eh…baci cara, grazie!

  3. ogni volta che leggo ciò che scrivi, ogni volta che mi perdo nelle tue fotografie – perchè mi accorgo che non le guardo, no…mi ci perdo- capisco cosa ” fa la differenza”: tu non cammini con gambe e piedi….cammini con il cuore! Ecco il perchè di tante meraviglie! Emanuela

  4. I tuoi post su Genova sono sempre molto interessanti, sono andata a leggere anche quello su Paolo da Novi, bellissimo post….e io che credevo fosse stato un …santo, un monaco….

  5. Bello Miss da Piccapria a Prè megio de cuscì no se poeiva,se no fuse che o vero caruggio di Tintoui l’han demoliou da 50anni e ciù in to scempio de Piccapria,ma ti con e teu sperlengoeuie da Miss ti nou fae rivedde e un po’ ascì rivive!!! 1960 ea proprio un bardasciamme,g’annavo da figgeu a fa de viscite pe’ tonsille a Pammaton con a mutua di portuali,che se trattavan allua megio de oua,regordi ormai annebbie dai anni!!! Grassie Miss ti me reso felise un abbrasso!!!:)))

    • Oh, caro, ma grazie a te, sapessi come mi piacerebbe ascoltare i tuoi ricordi di Portoria e Piccapietra.
      Scrivendo questo post mi sono domandata se su questa piazzetta per caso c’è qualcosa su quel libro riguardante Prè del quale mi parlasti tempo fa, devo procurarmelo!
      Un abbraccio a te, buona domenica!

  6. Bravissima che memoria!!!!….adesso guarderò più a fondo e ti saprò dire e documentare,per il libro”Prè ritrovata” ora ti mando tutte le indicazioni editoriali interne in Dm ciao a dopo!!!:) e Buona Domenica!!!

  7. La piazzetta… sì mi ricordo dell’altro post ed è stato un piacere andarlo di nuovo a leggere. Certo che sei brava a mettere a loro agio le persone e così raccontano, raccontano e raccontano ancora tanti aneddoti che poi diligentemente ce li fai conoscere. Un grazie enorme a te e alla vecchina

  8. Pingback: Conversazioni sotto le finestre dei caruggi | Dear Miss Fletcher

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