Madama Cinciallegra e gli schiamazzi di Piazza Ponticello

Conoscete Madama Cinciallegra?
E’ una genovese dalla parlantina sciolta e ci accompagnerà in un luogo di Genova perduta.
Mi sono imbattuta in lei per puro caso, ritrovandomi a leggere un componimento di Steva De Franchi, nobiluomo e poeta genovese vissuto nel ‘700, autore di rime scritte nel dialetto della Superba.
Ho condiviso questa mia scoperta con un caro amico che mi onora di leggere queste pagine, il suo nome è Pino e parla alla perfezione il genovese, ne è un vero maestro.
E da persona gentile e generosa si è offerto di tradurre per me questa poesia, Pino mi ha fatto uno splendido regalo del quale lo ringrazio di cuore.
E allora vi racconterò alla mia maniera questa poesia che offre un suggestivo spaccato di quotidianità genovese di un altro tempo, vi porterò là, nella piazza di Genova che non esiste più e che si trovava nella zona dell’attuale Piazza Dante.
Piazza di mercato e di popolo, piazza di gente semplice.

Piazza Ponticello (2)

Piazza Ponticello
Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E c’è anche Madama Cinciallegra che si confida con un’amica e narra cosa le tocchi sopportare ogni giorno, questi sono gli schiamazzi che sente Madama Cinciallegra sulla Piazza di Ponticello, ovvero Ri sciaratti che sente Madonna Parissoeua Sciu’ra Ciaçça de Pontexello, questo è il titolo della poesia.
Dunque, dovete sapere che la nostra Madama abita solo da qualche mese in Ponticello, prima stava alla Marina poi ha bisticciato con una vicina di casa e ha pensato bene di traslocare.
Non lo avesse mai fatto, si è andata a cacciare in un bel guaio!
E infatti si lamenta:

Figgia caa! nè dì, nè noeutte
chi no se peu ciù quietâ!

Figlia cara! né di giorno né di notte
qui non si può più quietare!

Di mattino presto ci si mette  quello del latte, a gran voce offre la sua bevanda che vende pura, rappresa, cotta o cruda.

Venditore di Latte

Venditore di latte
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E poi si levano i profumi, gli odori e i rumori dei forni, le voci tonanti dei bottegai della piazza che chiamano i clienti.
Castagnacci, cioccolata e sfogliatelle, ce n’è per tutti i gusti!

Castagnaccio

Panificio Sebastiano

E guardate un po’, lo vedete quell’ometto curvo? E’ un zembetto, un gobbetto, fa il merciaio, anche lui ha roba interessante da offrire.
E uno sbraita che ha crusca da vendere, l’altro urla che sa riparare le sedie, se qualcuno ha bisogno si faccia avanti!
E intanto c’è quello che chiama lo spazzino, Piazza Ponticello è un vero bailamme!

Piazza Ponticello

Piazza Ponticello
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Serve dell’aglio? Naturalmente qui ne troverete in abbondanza:

Pe oeutto sodi çento teste
Chi voeu l’aggio, vendo reste
Chi voeu l’aggio da pestâ?

Per otto soldi cento teste
Chi vuole l’aglio, vendo reste
Chi vuole l’aglio da pestare?

Aresu (16)

Polleria Aresu

E la besagni-na, la verduraia, con quel suo tono da litania pare quasi cantare mentre enumera i doni della terra che colmano le sue ceste: lattughetta, radicchio fresco e cetrioli.
Ponticello è un caravanserraglio di gente, uno strepito di voci, urla e grida.
E c’è tutto, stringhe e fibbie, aghi, pettini e calamai, uno espone il gioco dell’oca e il lunario con il calendario dell’anno che verrà.
C’è legna da ardere nel fuoco scoppiettante, ci sono ricotte bianche e morbide, vengono da ogni parte a vendere in Ponticello, laggiù c’è un villico di Albaro, lo vedete?

Piazza Ponticello (3)

Piazza Ponticello
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E tutto questo per la disperazione di Madama Cinciallegra, povera donna!
Non riesce più a sopportare quello con il violino, più che suonare sembra che torturi le corde, non ha il minimo talento!
Un ambaradan che non finisce mai, c’è un tipo nero nero, è lo spazzacamino e se non è lui a far confusione ci si mettono il falegname, lo scalpellino e il calderaio.
Per non dir dello speziale, batte con il pestello e fa tremare le finestre mentre un altro grida: formaggi, aringhe e baccalà!

Pesce

Mercato Orientale

E piano piano il giorno sta per terminare, forse adesso Madama Cinciallegra potrà starsene in santa pace?
Macché, sentite cosa dice:

Ve stimæ ch’a se finìa?
Pensate che sia finita?

Magari!
Passano i garzoni con asini carichi e muli, intanto il tavernaio urla a gran voce: la torta calda è pronta!
E certe donne invece vendono il sedano per l’insalata, e quando la povera Madama pensa di poter finalmente riposare le orecchie salta su quella che grida che ha le panisse belle pronte e fumanti!

I fritti

Friscieu,  panissa e latte brusco – Ristorante il Genovese

E il peggio deve ancora venire, con il buio dal fondaco viene un can can che non vi dico!
Gente che gioca alla morra per ingannare il tempo!
E poi:

 Spie, camalli e pellendoin
Che se dan pugni e pattoin

Spie, camalli e pelandroni
Che si danno pugni e schiaffoni.

E gli innamorati? Ah, violino, canti e chitarre, povera Madama Cincialliegra!
Quando la musica finisce  ecco che si ricomincia con ben altro, ahimè!
E attacca il fornaio e poi è il turno del pastaio, tutta queste persone fanno un rumore del diavolo e la nostra Madama non ne può davvero più!
E sapete cosa ha deciso?
Se ne andrà a stare al Castellaccio, sulle alture di Genova, ben lontana dai frastuoni di Piazza Ponticello.
E così terminano le disavventure di Madama Cinciallegra.
Io ho dei ringraziamenti da fare e sono rivolti a dei veri amici.
Grazie a Pino per la sua preziosa traduzione, senza di lui non credo che avrei compreso ogni parola di questa poesia.
Grazie a Eugenio Terzo e Stefano Finauri, come sempre le loro collezioni di cartoline mi permettono di vedere Genova scomparsa, è un regalo grande questo.
E infine ancora grazie all’illustre  Steva De Franchi, desidero includere anche lui tra i miei amici, lui che con le sue parole ha saputo farmi ascoltare gli schiamazzi di Piazza Ponticello.

Piazza Ponticello (4)

Piazza Ponticello
Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Annunci

31 pensieri su “Madama Cinciallegra e gli schiamazzi di Piazza Ponticello

  1. Certo che se si abitava a piazza Ponticello non c’ era bisogno di radio o tv per avere un po’ di compagnia ( anche troppa, a giudizio di madama Cinciallegra)!
    Bastava aprire le finestre! Bei tempi passati, quando la vita era vera e non reality! E grazie per averci fatto ascoltare i suoni di un’ epoca ormai lontana!

    • E infatti, sembra che ci fosse una certa confusione, questa poesia rende alla perfezione l’atmosfera di quella piazza, mi è piaciuto molto ascoltare queste voci, cara Anna!
      Un bacione e buona giornata a te.

  2. Ma Miss non trovo le parole per dirti quanto sei brava!!!Da una scarna traduzione di una rara poesia di de Franchi,dalle cartoline bellissime e uniche di Terzo e Finauri, ai fatto il soggetto e la sceneggiatura di un film,di più di un’opera teatrale, è bellissimo leggerla,è reale i personaggi li vedi gli schiamazzi li senti,vedi la piazza con le sue botteghe e attività,vedi Madonna Cinciallegra che sconsolata e afflitta dalla finestra guarda e sente tutto e tutti ma è impotente Piazza di Pontexello è questa!!!Miss la tua bravura è immensa,sei sempre brava ma stavolta ti sei superata!!! Grazie di cuore Miss un abbraccio!:)

    • Caro Pino, così mi commuovo eh! E la tua traduzione non è per niente scarna, anzi è semplicemente perfetta!
      Grazie di vero cuore, sono felice che tu abbia apprezzato questo racconto, mi sono divertita molto insieme a Madama Cinciallegra, un personaggio davvero notevole.
      Un abbraccio grande a te caro, amico, ancora mille volte grazie!

  3. Bel racconto sulla vita caotica ma allegra che si svolgeva in questa piazzetta di un altro tempo…….Grazie anche per le bellissime cartoline!

    • Grazie a te Orietta, i collezionisti sono generosi e condividono con noi dei veri tesori, senza queste immagini non sarebbe lo stesso, felice che tu abbia gradito questa passeggiata in Ponticello!
      Buon pomeriggio cara!

  4. Una scena che io immagino, sono le corde con il cestino che scendono dalle finestre per fare gli acquisti, questo sistema è sempre stato attivo, sopratutto nelle piazze dei mercati, era un ottimo sistema per evitare le scale, all’epoca non c’erano gli ascensori.
    Grazie a questi tuoi articoli, ( lezioni di storia documentata) si riesce a capire la vita di quella società, e nello stesso tempo con la nostra immaginazione la viviamo con immenso piacere.
    Eugenio

    • Ah, meraviglia il cestino che scende giù dalla finestra.
      Tempo fa go visto una scena del genere in Santa Brigida, si vede che la signora che ha calato la cesta non aveva nessuna voglia di fare le scale.
      Grazie di cuore Eugenio, per il tuo contributo sempre prezioso e per le tue parole, come sai mi rendono felice!
      Un abbraccio!

  5. Non ho parole per ringraziarti,io mi sono divertito a tradurre semplicemente ma tu sei il Genio che trasforma in oro tutto ciò che tocca,onorato di essere amico tuo Miss!!!:)

  6. Ecco il vero centro storico! Che meraviglia, Miss. Mi ha fatto tornare alla mente un lontanissimo ricordo, ma lontano davvero, perchè avrò avuto sì e no quattro anni e mi trovai ad andare con mio padre ( il motivo proprio non lo ricordo….) in via Madre di Dio. Ed ho questo lontano ricordo di panni stesi ovunque, voci che salivano in alto e che rimbombavano tra le pareti alte dei palazzi…..e mi sembrava tutto così bello, così particolare, rispetto alla via tranquilla in cui abitavo…
    Grazie come sempre Miss….ed ogni volta un pochino di più. Emanuela

    • Uh cara, tu l’hai vista Via Madre di Dio, io invece l’ho solo immaginata e non sai quanto mi piacerebbe poterla ricordare ma ero davvero troppo piccola quando quella zona è stata demolita.
      Grazie a te Emanuela, a Madama Cinciallegra ormai mi sono affezionata, felice che tu abbia gradito incontrarla!

  7. è un vero peccato che Piazza Ponticello non esista più,rasa al suolo nel 1930 se non sbaglio, oggi abbiamo Piazza Dante, rumori diversi, i rumori della gente che va a lavorare nei grattacieli e negli uffici in giacca e cravatta, il parcheggio delle moto e via D’annunzio..certo almeno non un orrore..come il Centro Direzionale dei Liguri..sotto Carignano dove c’era via Madre di Dio..ma certamente un’altra piazza..moderna e caotica..non caotica come Piazza Ponticello..il tuo articolo di oggi cade a fagiolo..preso da un altro momento di nostalgia ho camminato per Piazza Dante immaginandomi che il cielo azzurro di oggi..almeno quello, era lo stesso che proteggeva Piazza Ponticello..ma nessun cielo ha potuto proteggere Genova..e il sestiere di Portoria, dai picconi e dalle ruspe..che ci hanno privato di Ponticello..di Borgo Piccapietra..della Porta dei Doria..del Pammatone..di via dei servi..di Lanaiuoli e di Via Madre di Dio..ma le immagini in cartolina testimoniano quella grandezza tutta umana..tutta nostra..che seppur cancellata dalla speculazione edilizia..è un nostro patrimonio comunque

    Waler

    • E certo, resta un nostro patrimonio, sebbene abbiamo perdute certe belle zone dei nostri caruggi almeno le antiche cartoline ci permettono di immaginare luoghi che non possiamo più vedere.
      Grazie Walter, buona serata a te.

  8. Pingback: Brighella, il magnifico cagnetto del Serenissimo Doge | Dear Miss Fletcher

  9. Pingback: A far la spesa con le servette del 1882 | Dear Miss Fletcher

  10. Pingback: Le botteghe di Vico Dritto di Ponticello | Dear Miss Fletcher

  11. Pingback: Le tracce di Piazza Ponticello | Dear Miss Fletcher

  12. Miss, questo post è un vero capolavoro… e fa pensare che per decidere di demolire, sia il Vico Dritto che Piazza di Pontexello, bisognava proprio avere il pelo sullo stomaco…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.