Un antico portone in Via San Bernardo

Via San Bernardo, uno dei caruggi di Genova dove più amo camminare.
Varca una soglia e troverai gli indizi di epoche antiche e lontane, spesso mi domando se anche altri si fermino ad osservare ciò che colpisce me.
E mi sono ricordata di aver fatto certe foto, sono passati più di due anni, tuttavia ha poca importanza che sia trascorso così tanto tempo, ogni cosa è immutata in questi luoghi, così era ieri questo portone.

Via San Bernardo (8)

E quindi torno a quel giorno, cammino, mi fermo, osservo.
E c’è una signora, abita lì, in quel palazzo.
Trovo sempre qualcuno con cui parlare, si sa.
Un antico edificio dei caruggi, la signora mi apre il portone con un gesto compiuto migliaia di volte da altre persone prima di lei.
Entro, non passa nessuno in Via San Bernardo.

Via San Bernardo (2)

Io mi fermo, osservo.
Le dico che qui mi capita spesso di vagare senza meta, lasciando spazio alla fantasia.
Chi visse qui?
Forse una gentildonna con la sua fantesca, un uomo di mare e di molte avventure, un copista, forse uno speziale che conosceva formule segrete, un traditore, un cantastorie, una fanciulla che ogni sera recitava le sue preghiere.
Lei, la signora, mi mostra le colonne di marmo e i gradini scuri, parla anche di una statua che ormai non c’è più, non rammento bene di cosa si trattasse.

Via San Bernardo (3)

Le dico che a me affascina la traccia del tempo.
La ruggine, i chiodi grandi e pesanti, i rattoppi ben visibili sul portone.
E le serrature, tante, tutte diverse.
E mani di uomini che dalle tasche estraggono grandi chiavi, nel secolo scorso, in quello prima, in un tempo che non conosciamo.

Via San Bernardo (4)

E in un tempo perduto lavorò la sapiente mano di un artigiano, con la sua opera sistemò un danno presente su questo portone.
Ha fatto un bel lavoro, in qualche modo dura ancora adesso, nel tempo delle cose labili che deperiscono in fretta.

Via San Bernardo (5)

L’anima dei luoghi ha una voce inafferrabile, a volte è forte e chiara, espressione di ricchezza ed opulenza di certi antichi abitanti, ne è un esempio un palazzo che si trova a breve distanza da qui, appartenne a Marc’Antonio Sauli e se vi capita vi consiglio di entrarci come ho fatto io, qui trovate ciò che potrete ammirare in quel mirabile edificio.
L’anima dei luoghi può avere la delicata sfumatura di un affresco, la perfezione di una scultura, l’armonia di alcuni dettagli che conferiscono rara unicità.
Oppure può essere sussurrata e sommessa, la senti soltanto se ti fermi a riflettere su ciò che è stato e che non puoi più vedere.
Dieci, cento pesanti chiavi per altrettante serrature.
Dieci, cento mani, tremanti o sicure.
Dieci, cento respiri e vite da ricordare.

Via San Bernardo (6)

Fermati, osserva.
I luoghi hanno un’anima e hanno anche una voce.
Ascolta.

Via San Bernardo (7)

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31 pensieri su “Un antico portone in Via San Bernardo

  1. Qualche tempo fa una signora stava aprendo un portone simile in una vecchia casa davanti al Parco e mi sei venuta in mente tu. Chissà se ti avrebbe mostrato la corte interna o avrebbe visto in te il palo di una prossima rapina…mi sembra che le signore genovesi siano più fiduciose e meno prevenute. Comunque sia fortunati noi, l’interno è davvero suggestivo! Baci

    • Uh, cara, io forse sono fortunata, qui sembra che tutti comprendano le mie buone intenzioni e meno male che è così.
      Facciamo così, quando verrò a trovarti andremo a cercare la signora della quale mi parli, per la serie Miss Fletcher va in trasferta, ora sono curiosissima di vedere questa corte.
      Un bacione Viv, grazie!

  2. Ascolto il chiacchiericcio proveniente dalla strada, ascolto la pace all’interno, ascolto il rispetto della servitù, ascolto i sogni della dama. Semplicemente ascolto…
    Grazie infinite e buona giornata

  3. che bello quando, passeggiando per vicoli, si vede un portone che si apre…..un portone vecchio, consumato dagli anni……si sbircia all’interno e…si compie il miracolo! Marmo, colonne, ardesia, il fascino nascosto che, a volte, non si riesce neppure ad immaginare. E gli occhi ed il cuore si riempiono di stupore e meraviglia. Emanuela

    • E io sono quella che si infila sempre su per le scale e non può evitare di sbirciare ovunque, di affacciarsi alla finestra e di scoprire nuove meraviglie.
      L’ho fatto anche oggi, giornata bellissima Emanuela!
      Un abbraccio!

  4. Ma Miss stou “porton”chi l’an faeto quande gh’ea ancon o Guglie’ Embriaco “testa de maggiou”!!!…….e ti tiè annaeta a troualo,alluoa gh’ò raxion mi che diggou che ti conouxi Zena megio da to’ borsetta!!! Ciao grande l’è tuttou bellescimo un abbrasso!!!:)

    • Ma davvero, dev’essere antichissimo, che fascino queste toppe e questo lavoro fatto da mani sapienti, amo molto Via San Bernardo, è ricca di tesori sconosciuto.
      Un abbraccio a te Pino, buona giornata!

  5. Sono affascinato da questi antichi reperti, una volta se ne vedevano molti nel centro storico, adesso ogni volta che ristrutturano le case vengono tolti, come se si vergognassero.
    Mentre chi ancora ne possiede uno (come in questo caso) fà bene a conservarlo, sono portoni in legno, rivestiti di lamiera e assimilabili alle nostre attuali porte blindate, in più erano anche protette da eventuali incendi.
    Osservando attentamente questo portone si nota la grande capacità degli antichi artigiani, che con grande professionalità sapevano rivestire la struttura portante, rinforzano le parti piu deboli con piccoli e precisi pezzi di lamiera tagliati su misura, quasi si trattasse di un bel vestito.
    Eugenio

    • E no, invece vanno conservati come veri tesori, questo è veramente particolare e dev’essere molto antico.
      Le toppe poi, hai ragione caro Eugenio, sono tagliate ad arte proprio come se fosse il raffinato lavoro di un sarto.
      Buona serata Eugenio, grazie a te!

  6. Miss, questo portone è davvero speciale… ma zonzeggiando per i caruggi, ricordo di averne visti di portoni vissuti ed intriganti… d’altra parte, essendo Giano il dio delle porte, Zena non poteva che avere un bel porto e dei bellissimi portoni…

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