Libri e stupori dei viaggiatori

Il tempo del viaggio e le sue emozioni.
Partire solo per cambiar aria o per interessi culturali, per concedersi il meritato riposo o per andare in cerca di avventure, ci sono viaggi per tutte le tasche.
Pensiamo a noi e ai viaggiatori di un altro tempo, cosa ci distingue da loro?
Naturalmente noi possiamo usufruire di ogni tipo di mezzo di trasporto e un viaggio in treno nell’Ottocento era certo ben altra cosa.
E poi, quale significato ha il viaggio?
Ecco le parole di una figura autorevole:

The use of travelling is to regulate imagination by reality, and, instead of thinking how things may be, to see them as they are.

L’uso dei viaggi è di regolare l’immaginazione con la realtà, e, invece di pensare come possono essere le cose, vederle come esse sono.

Samuel Johnson

Vedere le cose come esse sono.
Eppure, in qualche modo, noi abbiamo già veduto tutto, abbiamo negli occhi luoghi nei quali non siamo mai stati e forse non ci andremo mai ma nella nostra mente ci sono le immagini di posti sconosciuti e questo naturalmente accade grazie all’ingegno dell’uomo e alle sue invenzioni.
Tutti conosciamo le cascate del Niagara, le distese di lavanda in Provenza e i deserti africani.

Lavanda

E forse non ci siamo nemmeno mai stati.
E’ una grande conquista, senza alcuna ombra di dubbio.
E d’altra parte viaggiare è sempre un’esperienza preziosa: esci fuori e vai a vedere le cose come  sono, proprio come dice il dottor Johnson.
Il mondo non è una fotografia, l’inquadratura di una webcam o un documentario, il mondo è fatto di profumi, voci, rumori e colori.
Il mondo è fuori e nessuno potrà mai raccontartelo in maniera tanto realistica, devi vederlo con i tuoi occhi.
Noi però abbiamo già visto tutto, ricordate?
Eppure.
Eppure mi viene da pensare a coloro che vennero prima di noi.
C’era quello che non aveva mai visto il mare.
Esempio banale, eh.
E l’altro, gli avevano raccontato com’era la neve ma la prima volta che la vide comprese cosa fosse.
E noi? Noi possiamo ancora stupirci e provare un tale senso di meraviglia?
Non so neanche se siamo capaci di calarci nei panni di queste persone, il nostro modo di vivere è molto distante dal loro.
E così, mentre ragionavo su questi argomenti, ho pensato di andare a sbirciare tra le pagine di alcuni miei libri, sono dei piccoli volumetti dedicati ai viaggi e risalgono alla prima metà dell’Ottocento, un’eredità di famiglia che ha trovato spazio sul ripiano di un comodino.

Libri

Ci sono i viaggi dell’esploratore Cook ed altri libri meno celebri, sono sempre testimonianze preziose e leggerne anche solo dei brani è una curiosa esperienza.
E ogni tanto mi diletto a cercare impressioni di viaggio, eccoci nel Nord Europa, agli inizi dell’Ottocento insieme all’illustre Leopoldo di Buch.

Una slitta mi fece attraversare il lago di Goesness. Questo modo di viaggiare è realmente il più spedito né la sinuosità della strada, né le salite, né le discese non ritardano affatto il cammino.

Libro

Ah che viaggio avventuroso!
A renderlo pericoloso sono i tanti lupi che si acquattano sul ghiaccio in attesa della loro preda, il nostro povero Leopoldo e il giovane conduttore della slitta, un ragazzino di appena otto anni, si perdono in una paurosa oscurità.
Il bambino però sa il fatto suo e porta il nostro a destinazione.
E poi cosa fa il nostro viaggiatore?
Come tutti noi racconta parla anche del cibo locale e in particolare di un certo pane di scorza.
Ecco, dice Leopoldo che viene preparato con una sorta di farina ricavata dalla scorza dei pini, con questa si preparano certe focacce che sembrano inventate da un cattivo genio per far insulto alla umanità.
Lieta di non averle mai assaggiate, tutto sommato.
Viaggi e memorie, stupore per ciò che si è veduto.
Corre l’anno 1788 e il Signor Chantreau approda in Inghilterra.

Libro (2)

E cosa lo colpisce? Tra le altre cose i mercanti di birra che vendono alle osterie la loro preziosa bevanda in pesanti mastelli.
Ogni oste svuota il proprio mastello e poi lo mette fuori dalla porta, in attesa che venga ritirato.
E su ogni conca è scritto il nome dell’oste al quale è destinato, questo allo scopo di prevenire i furti.
E cosa scrive il nostro Chantreau?

Ma pel forestiere tanti mastelli di stagno abbandonati sulle strade più frequentate senza guardiano sono uno spettacolo almeno per le prime volte che ha del meraviglioso.

Uno spettacolo. Meraviglioso.  Almeno per le prime volte. La scoperta, lo stupore di un uomo di un altro tempo.
Vi racconterò altre storie tratte da questi libri e lo farò presto.
Questo articolo è stato ispirato da un post della mia amica Giovy, Libri di Viaggio: le guide di Bradshaw, lo sguardo insolito di un insolito viaggiatore che anch’io avrei voluto conoscere.
Ed è così che bisogna guardare il mondo, sempre.
Con la meraviglia di uno che non ha mai veduto il mare e se lo trova davanti per la prima volta.

Libri (2)

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20 pensieri su “Libri e stupori dei viaggiatori

  1. E certo che per una abituata alla focaccia genovese quella di farina di scorza di pino deve sembrare sì un insulto all’umanità 🙂 splendidi i tuoi libri e i tuoi racconti! Buon week end!

    • Hahaha, questa è bella Viv!
      E comunque io non ne sapevo niente del pane di scorza, l’ho scoperto su questo volumetto.
      Sono belli questi libri, ci sono tante cose strane e imprevedibili.
      Un bacione cara, grazie!

  2. Che meraviglia Miss. Sai che io di viaggi, almeno quelli piccoli e quotidiani, me ne intendo, ma come vorrei essere una turista dell’800 per viaggiare come si faceva allora, con mesi di tempo, pace, tranquillità, itinerari e… finanze

    • Con quel ritmo, quella lentezza, i treni sferraglianti.
      E un bel gruzzoletto, sì, allora viaggiare era davvero privilegio di pochi.
      Felice che ti sia piaciuto questo articolo Katia, grazie delle tue parole.

  3. viaggiare con il cuore puro e lo sguardo dei bambini, che spalancano la bocca in Ohhh…di meraviglia di fronte ad ogni cosa, anche la più piccola, anche la lucciola vista la prima volta, anche un tramonto particolare di nuvole rosse,anche le prime gemme sugli alberi, che non avevano mai visto prima.
    Viaggiare anche a piedi, percorrendo gli stessi passi di sempre. Ma ogni giorno con uno sguardo nuovo. Con la curiosità per la vita. Sempre.
    siamo noi che creiamo i viaggi. Con lo sferragliare del treno. Con le nostre scarpe da tennis. Con i vecchi libri.
    un grande abbraccio Emanuela

  4. L’argomento dei viaggi, è sempre molto affascinante, io che sono un terribile appasionato di libri, sono stato colpito da questo tesoro che possiedi, di grandissimo valore non solo culturale ma anche economico.
    Solo i 4 volumi di DI BUCH costano 500 euro e non sono facili da trovare.
    Complimenti per questo argomento interessantissimo.
    Eugenio

    • Ma davvero Eugenio? Non so mica se ci sono tutti e quattro, ora vado a vedere e poi ti scrivo!
      Ti mando anche l’elenco degli altri titoli, così per curiosità, questi libri sono in casa da sempre.
      Grazie carissimo, un abbraccio grande a te!

  5. Tu…quei libri…occhio eh? Perché io sono passato al digitale e seguo una confort ineccepibile ma sono anche capace di compiere furti a scopo culturale.

  6. Che bel racconto e che eredità preziosa quei tuoi volumetti!
    Sai che Pasolini, quando faceva il maestro elementare in Friuli, portava i bambini in bicicletta a vedere il mare? quei bambini ce l’avevano non molto lontano da casa, ma non l’avevano mai visto e il mare non si può spiegare, bisogna vederlo.
    Buon pomeriggio, Miss, di viaggi letterari e reali…

  7. Scusa se non mi soffermo sui viaggi Miss Fletcher ma sono rimasta letteralmente rapita alla vista di quei preziosi antichi volumi: caspita che bel dono hai nella tua biblioteca di famiglia!
    Un abbraccio Susanna

  8. Miss, tutto mondo è paese, ma paese che vai, usanze che trovi… certo, però, che lo stupore di un uomo di un altro tempo davanti a ciò che vede per la prima volta, è solo una delle tante innocenze che abbiamo perso…

  9. Viaggiare,anche solo che con la fantasia,é il modo migliore di spendere tempo e denaro.Ma io non reputo un viaggio completo se non ho parlato con la gente del posto,se non ho assaggiato i loro cibi,cercato di capire almeno qualcosa della loro vita.Ricordo un pomeriggio in un ospedale missionario in Kenya passato a far da cavia alle piccole ricoverate che si divertivano ad intrecciarmi i capelli,solo per loro così lisci;una mattina dialogando in gran parte a gesti arrostendo pannocchie sulla brace con due donne kikuyu.Oppure la volta che una nonna sarda mi ha ammesso a preparare con lei il carasau o quella in cui ho incontrato Chiara Vigo,l’ultima maestra del bisso del mediterraneo:incontri che danno senso profondo al viaggio e ci riportano alla nostra umanità.Detesto i viaggi organizzati .
    La tua raccolta di vecchie guide é preziosa,perche ti fa viaggiare anche nella dimensione del tempo..te la invidio un po’

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