Nel cortile del Liceo Classico Colombo

Ditemi, siete mai più tornati nel vostro liceo?
Certo, quelli tra voi che hanno figli adolescenti magari avranno avuto modo di ritornare nella loro scuola in veste di genitori, io non andavo al Colombo dai tempi della maturità.
E trovarmi di nuovo nella mia scuola è stato un bellissimo turbine di emozioni, mi è venuto spontaneo voltarmi indietro per vedere se c’erano i miei compagni.
E c’erano eccome, tutti.

Liceo Colombo (2)

Salivamo le scale e ci accoglievano i versi che ogni studente del Colombo rammenta a memoria: sol nella libertà l’anima è intera.
Adesso si entra da un’altra parte e così quei gradini non ho potuto salirli e neanche vedere la famosa lapide.
Toh, guarda, da una di quelle finestre ricordo di aver lanciato le penne e le matite della mia compagna di banco, povera Rita!

Liceo Colombo (3)

E dunque, eccomi nel cortile della mia scuola.
Muretto, chiacchiere e il prode Cristoforo seduto e pensoso.

Liceo Colombo (4)

E a proposito di nostalgia ovviamente io ho conservato anche l’annuario della scuola, che ve lo dico a fare!

Liceo Colombo (5)

Il porticato, il posto dei quadri, tutto sembra davvero immutato.

Liceo Colombo (5a)

C’è qualche novità, ci sono le lapidi in memoria degli studenti illustri.

Liceo Colombo (6)

Ed una ricorda uno stimato professore.

Liceo Colombo (7)

Al liceo Colombo studiò anche un uomo perbene che tutti voi conoscete.

Liceo Colombo (8)

La foto di classe, ricordate?
Noi la facevamo qui.
Una prima fila di studenti accucciati, gli altri dietro, in piedi.
Sorridi.
E hai un ricordo dei tuoi anni di scuola.
Si fa ancora la foto di classe?
Non ditemelo, non voglio saperlo.

Liceo Colombo (10)

Pochi passi, apro la porta.
Naturalmente i professori pensano che io sia la mamma di uno studente venuta a chiedere conto di qualche votaccio.
Eh no, io sono qui per altre ragioni!
Salgo anche al piano di sopra, vado davanti alla mia classe, sento la voce cristallina di un’insegnante.
Emozione!
E ridiscendo ancora, nel corridoio.
E tutto è rimasto come allora.

Liceo Colombo (9)

E sì, alcune lapidi c’erano già a quei tempi anche se all’epoca proprio non ci facevo caso.

Liceo Colombo (11)

E ancora si scorrono le pagine del passato, in questa scuola passò un celebrato poeta.

Liceo Colombo (12)

E un artista molto apprezzato per le sue opere variopinte.

Liceo Colombo (13)

E frequentò il Liceo Colombo colui che diede voce all’anima di questa città con note e parole, anche lui è uno dei nostri poeti.

Liceo Colombo (14)

La porta dell’Aula Magna è socchiusa e come potrei non sbirciare?
I banchi, la lavagna, il cancellino e il gesso che ci impolverava le mani.
E quanto erano pesanti quei vocabolari.
E anche se avevi 4 di greco non importa, hai imparato molto comunque, a parte gli aoristi.
Memorie scritte per sempre.

Liceo Colombo (15)

E ancora, la biblioteca è stata intitolata a uno stimato docente di latino e greco, ai tempi molto temuto, non è stato tra i miei insegnanti ma di lui mi ricordo molto bene.

Liceo Colombo (16)

E poi il tempo passa e le cose cambiano, ho visto una macchinetta per le bevande e le merendine.
Eh no, noi studenti degli anni ’80 compravamo la striscia di focaccia dai bidelli, quella era la nostra splendida ricreazione!
Ecco, la si prendeva qui, presso questo tavolo.

Liceo Colombo (17)

Non tornavo qui da quei tempi.
E per un attimo ho avuto il timore di trovarmi davanti la prof di matematica e fisica.
Sarà meglio andare, non vorrei che mi interrogassero sulla forza di Coriolis e sulle leggi della termodinamica, quella roba non è mai stata nelle mie corde e tuttora è così!
E da un momento all’altro potrebbe suonare la campanella!

Liceo Colombo (18)

Attraverso il cortile, sotto il cielo azzurro.
Mi siedo a cavalcioni sul muretto e penso.
Penso che niente si perde.
Tutto resta, da qualche parte, in qualche modo.
E tu sei sempre tu, anche se è trascorso tanto tempo.

Liceo Colombo (19)

E sei ciò sei anche grazie a quei giorni di scuola e alle fatiche dello studio, agli amici ritrovati e a quelli che sono sempre rimasti.
E pure grazie ad Euripide, Kant e Platone, anche se allora non ti sembravano tanto comprensibili.
E sei ciò che sei anche se quella volta ti hanno dato un certo voto e ne meritavi uno più alto, anche se la tua pagella non era immacolata e non eri proprio uno studente modello.
Tutto resta, da qualche parte, in qualche modo.
Ciao Colombo, nulla si perde.

Liceo Colombo (20)

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86 pensieri su “Nel cortile del Liceo Classico Colombo

    • …Mi è venuto un il ” magone ” a rivedere quelle mura e quegli ambienti…bellissimi ricordi…i primi innamoramenti…una bocciatura…la focaccia e una professoressa oggi ultracentenaria …la Fasiani…e la compagna che mi è rimasta nel cuore…Patrizia.

  1. Continuo…se l’ipad è d’accordo 😉
    Non ho nessuna foto di classe del liceo, non le facevamo e poi eravamo una decina di alunne…ho qualche foto delle gite di classe ma ho contati con pochissime persone, a contarle due o tre.

  2. Finisco…sgrunt, poi ti spiego cosa accade stamattina coi commenti… Insomma, ora nel mio liceo si è trasferito un altro liceo e credo che abbiano cambiato alcune cose perché si tratta di una scuola maschile. Magari un giorno passo a dare un’occhiata. Bacioni! Ps. Ce l’ho fatta!!!

    • Ecco, ce l’hai fatta!
      Eh sì, ad entrare nella propria scuola ci si sente davvero sempre studenti.
      Sai che io ricordo il momento della foto di classe come un istante sacro?
      Con il timore di non restarci bene!
      Che bei ricordi… un bacione a te cara, grazie!

  3. Anch’io ho studiato in questo Liceo.Ho studiato tanto,all’epoca si usava,era molto prima che ci studiasse lei gentile Miss Fletcher.Io ho preso la maturita’ nel 1960 e sono stata la prima d’Italia.De Andre’ era allora uno scapestrato studente avanti a me di un anno,ma credo ripetente e proveniente dal Liceo Doria. Nel luogo da lei fotografato dove venivano esposti i”quadri”il giorno che andai a vedere i risultati della maturità c’era un piccolo cappannello di studenti che diceva:”guarda quella” e quella ero io.Credo di non aver mai provato una soddisfazione più grande.Mi ha emozionato vedere il mio Liceo vuoto nelle foto da lei scelte.Lo avevo sempre visto in grande fermento.

    • Carissima Nicla,
      bellissimo leggere il tuo commento e queste tue memorie così vivide, il ricordo dello studente scapestrato è una piccola deliziosa perla.
      E poi, guarda quella? E quella eri tu! Momenti che non si dimenticano davvero.
      Sai, anch’io ho sempre visto cortile e corridoio affollati di gente, per questioni di correttezza e di privacy non posso mettere foto degli studenti sul blog, come comprenderai.
      Però se guardi bene quel gruppetto di studenti davanti ai quadri e uno sta dicendo: guarda quella!
      Un abbraccio e buona giornata a Nicla, grazie.

  4. Bellissimo il tuo liceo. La mia scuola era un edificio fascista per le ragazze madri. Negli anni l’ho rifrequentato perchè è diventato sede di uffici provinciali. Ci ho fatto i corsi di catalogazione da bibliotecaria. Sempre un’emozione rientrare in quei luoghi

  5. Bhè un Liceo molto bello! Sembra un’Università. Le emozioni si sprecano ovviamente e quanti personaggi importanti! Io guardo con bella nostalgia le mie elementari invece, ho tanti bei ricordi, anche perchè al centro del paese, si usava il loro cortile anche per giocare tra noi al pomeriggio. Un bacione.

  6. Gentile Miss Fletcher, ho visto che nel vetusto cortile del Liceo,al cospetto dell’austero Colombo,ha trovato posto una rete per giocare penso a palla-volo.Ai miei tempi i ragazzi giocavano a palla nei dieci minuti della ricreazione,sebbene fossero vestiti di tutto punto con giacca e cravatta(obbligatoria all’epoca).Una volta al termine della ricreazione,nell’ora di religione,alcuni alunni della mia classe continuavano a passarsi la palla in classe.Il professore di religione,un sacerdote pazientissimo e comprensivo,spazientitosi disse:”ragazzi,adesso basta,o esce la palla o esco io”.Una voce anonima dal fondo disse.”la palla resta”.

  7. Io capisco quel Colombo così pensieroso, assorto…quante deve averne viste con voi! E finalmente conosco il liceo dove hai fatto danni, cara la mia “teppistella” di una Miss…e Rita ha tutta la mia solidarietà!
    E’ dolcemente nostalgico poter calpestare le stesse scale e corridoi vissuti decenni prima da ginnasiali.
    Eeehhh (sospirone) Qualcosa di greco però ricordo ancora 😉
    Baciotto Susanna

    • Ecco, povera Rita davvero 🙂 !
      Devo dire che io non ero un tipo tanto tranquillo eh? E va bene così Susa.
      Io di greco mi ricordo ben poco, che dici ripassiamo gli aoristi?
      Un bacione a te cara!

  8. sai che non ho mai più messo piede nel mio liceo? Abitavo allora nel levante cittadino ed ho frequentato il Doria.Anche io ricordo la focaccia comprata durante la ricreazione; da noi veniva a venderla, fuori dal cancello del cortile, un signore che aveva il negozio poco distante: focaccia, pizzette, tramezzini e, come iniziava la bella stagione….i ghiaccioli!Il trucco per prendere la focaccia migliore era quello di aspettare che prima si servissero i più affamati…..sì, perchè il nostro ” ometto” sopra metteva le strisce del giorno precedente, leggermente riscaldate…..
    Mamma mia quanti hanno sono passati…..
    Al Colombo sono entrata come mamma delle ragazze ed è stato buffissimo; c’era anche il loro papà, anche lui ex del Colombo, che ad un certo punto si è sentito dire ” Oddio, sei di nuovo qua!!!!”
    ciao miss, un grande abbraccio Emanuela
    PS….e per ben due volte mi sono ripassata tutta la grammatica greca e latina, ti rendi conto?

    • Il Doria, storico liceo antagonista del Colombo!
      E voi avevate addirittura i ghiaccioli? Ma pensa un po’!
      La scenetta di tutti voi che entrate al Colombo è proprio bella, lo sai?
      E solidarietà per il doppio ripasso di greco e latino, a questo punto sei anche tu una prof, cara Emanuela.
      Un abbraccio a te.

  9. …. ecco questo me lo ha preso…. uffa…. va beh ci riprovoooo….. dicevooo…. Grazieeeeeee eh!!!! Mi hai fatta piangere come una fontana!!!! Prima mi hai causato delle specie di tuffi al cuore con le immagini e poi mi hai dato la stoccata finale con le tue bellissime parole. Sono stati 5 anni intensi…. di emozioni fortissime e contrastanti, di gioie, soddisfazioni e delusioni….
    Oggi, con la percezione attuale dello scorrere del tempo, 5 anni non sono nulla, passano in un soffio…. 😦 …. allora 5 anni erano UNA VITA!!!! Grazie

    • Evviva Francesca, ce l’hai fatta!
      Io cerco di non essere troppo nostalgica ma quando si parla di questi argomenti non riesco davvero a farne a meno, sai?
      E sì, allora 5 anni erano una vita intera, hai proprio ragione cara.
      Un bacione a te!

  10. Da quattro anni ci sono di nuovo di casa, al Colombo, appresso al figliolo…
    Sono anche entrata nella nostra aula del ginnasio (brrr in tutti i sensi), quella in fondo al cortile, e ho di nuovo provato il terrore di veder comparire la Monti (tanto per non fare cognomi) in arrivo col grembiulone nero svolazzante, pronta a piombare in classe a chiederci dei Banverdi.. te li ricordi i Banverdi della Monti? Per me quella sarà sempre l’aula dei Banverdi!

  11. Carissime ex Colombine..vi devo dare una brutta notizia .ieri è mancata la prof Mazzarello ..ve la ricordate?Io ero nella E sezione terribile anno di maturità 1973.sono ritornata al Colombo come mamma dei miei due figli…e ora sto tentando di imparare greco moderno..sempre al Colombo.non mi è bastato quello antico!Un abbraccio

  12. Cara Miss Fletcher,mi dimenticavo di dirle che negli anni sessanta avevamo al Colombo un giornalino redatto in latino maccheronico pubblicato settimanalmente con un direttore responsabile e giornalisti volontari il cui titolo era “PItecantropus ” .Non esistevano generi di conforto se non quelli che ci portavamo da casa o dal fornaio attiguo alla Chiesa del Carmine. A risentirci…

    • Uh, del giornalino non so nulla! Cara Nicla sei una miniera di informazioni preziose tu…e io volevo chiederti una cosa, per caso ricordi una ragazza di nome Maria Vittoria Ribatto detta Ia? Era mia zia, ha poi fatto l’insegnante di lingue e anche lei aveva fatto il Colombo, nei tuoi stessi anni credo…ti dice nulla il suo nome?

      • In caso vi interessasse, anche oggi esiste un giornalino e il suo nome è Kolumbus, da parecchi anni ormai. Fui in redazione nel corso dei miei (piuttosto recenti) anni da liceale lì. Veniva distribuito per 50 centesimi per coprire le spese di stampa e cancelleria e riuscivamo a venderlo a quasi metà del liceo.

      • Benvenuta qui Ellie, quindi tu sei una colombina giovane, questo post è riuscito a portare qui diverse generazioni, che bella cosa!
        Grazie della segnalazione, non sapevo davvero che esistesse questo giornalino, bravi voi ad occuparvene, complimenti davvero per l’iniziativa.

  13. Se vuoi su Coriolis e termodinamica ti interrogo io, da buon fisico 😉

    Battute a parte, sai che ti invidio? Io nel “mio” liceo non posso tornare.
    Cioè, lo Scientifico Leonardo da Vinci esiste ancora ed è bello vitale e sano… ma ha cambiato edificio, ha traslocato.
    Se ci andassi, a parte il nome, nulla mi “parlerebbe”, non avrei nessun ricordo.

    Peccato.

    • Il Leonardo, è vero, ha cambiato sede.
      E’ un’emozione grande tornare nella propria scuola, davvero Mauro, sono felice di averlo fatto.
      Per la questione della forza di Coriolis soprassiediamo eh, non ho la più pallida idea di cosa sia, ecco 🙂 !

      • Se vuoi ti interrogo su qualche altra legge fisica 😉
        Del vecchio Leonardo rimarranno sempre Caronte (il bidello all’ingresso) e il Braccio della Morte (un corridoio con un paio di classi talmente lontano dall’ingresso da metterci dieci minuti ad arrivarci).
        Tutte fatti che si perdono nella nuova sede e “andranno perduti nel tempo,
        come lacrime nella pioggia” (vediamo se cogli la citazione 😉 ).

      • No, no, guarda tutto ciò che è fisica e matematica te lo lascio, non fa per me!
        Uhm…la citazione l’ho trovata grazie a Google, non conosco così bene quel film, mio caro.

  14. che gioia Miss ,vedere finalmente il liceo in cui si e’ maturato mio marito!! io non ci sono mai entrata ,pero’ ho amato questa scuola che tanto era piaciuta alla mia dolce meta ‘ L’aveva frequentata negli anni 46/47 molto tempo fa ,nella sua classe,c’era Anna Maria Menichetti che divenne una brava attrice di teatro ,e in t.v. quando si trasmettevano bellissimi romanzi ! conservo ancora le foto delle tre classi di liceo .Pensa Miss che il suo professore di scienze ,e poi diventato il mio preside nell’ istituto magistrale Manzoni . piccolo il mondo vero? grazie Miss

    • Che bello, cara Gabriella, sono felice che anche tuo marito abbia conservato un bel ricordo della nostra scuola.
      Eh sì, davvero il mondo è piccolo e poi Genova in fondo non è una grande città.
      Un abbraccio a te Gabriella, grazie!

  15. Sono dispiaciuta che il mio ultimo commento contenente uno stralcio del “pitecantropus” ed anche la risposta a proposito della Prof.ssa Maria Vittoria Ribatto che non ho conosciuta durante i miei anni di frequenza al Colombo sia andata perduta.Qualcosa di sbagliato devo averlo combinato,ma non so cosa.Anche il mio commento al nuovo articolo su Goldoni è andato perduto.Complimenti come sempre a Miss Fletcher per la scelta degli argomenti.

    • Cara Nicla, dispiace anche a me, chissà cosa è successo!
      Ecco, vedo però che adesso è tutto a posto e spero che tu non abbia ancora problemi in futuro con i commenti.
      Ah, ci speravo che tu avessi conosciuto mia zia, sai?
      E comunque il tuo commento precedente con quel fantastico finale – la palla resta – ha riscosso grande successo nella mia famiglia, meraviglioso!
      Buona serata Nicla, grazie di cuore.

  16. Il Pitecatropus era un giornalino di attualità e denuncia per esempio sui cinque canti delFurioso da leggere e commentare da un giorno all’altro oppure sul divieto di mangiare nel corridoio centrale su cui si affacciavano le nobili sezioni A e C.”adulescentes deambulavant per aulas alli Pitecantropus legentes,alli focacciam vel paninos manducantes,sic Petrus(leggendario bidello del Colombo dell’epoca)” baffis erectis,vehementer eos vituperabat.A proposito dei canti del Furioso o della Gerusalemme un giorno un nostro temerario compagno fece un conto approssimativo del numero di versi da leggere e commentare per il giorno dopo durante la ricreazione.Al termine il prof.Pierantozzi rientrò’ in classe per la lezione di latino e letta la protesta disse:”per domani aggiungete altri cinque canti”.
    Tali erano i metodi ,che ho vissuto di rendita durante tutta l’universita,facoltà di lettere andando come un treno e sono grata a quei professori severi ma bravissimi di cui s’e’ perso lo stampo.un affettuoso saluto Nicla

    • Ma che meraviglia, qui bisognerebbe trovarte una foto del Pitecantropus mia cara Nicla, sto di nuovo ridendo da sola!
      Anche la scenetta con il professor Pierantozzi, che forte…sai che io al ginnasio ho avuto sua figlia come professoressa? Anche lei era davvero brava, io non ero una studentessa modello ma dal Colombo ho imparato molte cose grazie ai professori che ho avuto.
      Un abbraccio e buona domenica a te cara, grazie!

  17. Ciao cara ex compagna di classe, è un po’ che non commento i tuoi articoli – il tempo tiranno! – però li ricevo e li leggiucchio tutti… e questo non potevo mancare di commentarlo!
    Devo dirti che al Colombo, al contrario di te, io sono tornato varie volte negli ultimi 20 anni, la prima volta per iscrivermi alla graduatoria interna degli aspiranti supplenti, quando ho avuto il piacere di ritrovare il bidello Silvano – te lo ricordi? era simpaticissimo! – che, pur dopo oltre 10 anni, mi ha riconosciuto e si ricordava persino il mio nome (in effetti ero il classico studente che lasciava il segno, specie per quanto concerne l’aspetto disciplinare). In seguito, ci sono tornato 5/6 anni dopo, per conoscere un collega che sarebbe venuto, nella qualità di docente ministeriale, a insegnare nella scuola italiana dove all’epoca insegnavo pure io, in Brasile, a Belo Horizonte.
    Poi ci sono tornato 3/4 anni fa, nel mio penultimo anno da precario, se non ricordo male, allorché le assegnazioni annuali delle cattedre le hanno indette proprio al Colombo e, pensa un po’, nella stessa aula dove ho fatto la terza liceo, laddove per giunta mi sono seduto nello stesso posto dello stesso banco dove avevo passato l’ultimo anno scolastico da studente!
    Devo dirti però che all’emozione di rivivere il passato, mi si è aggiunta subito una forte sensazione di amarezza e vero e proprio dolore.
    Intanto, ho ritrovato l’edificio molto fatiscente: praticamente da quando ci andavamo noi non hanno fatto più lavori di manutenzione! Anzi, mi pare di scorgerle anche nelle tue foto le reti metalliche che avevo visto nel cortile, finalizzate a proteggere le persone che vi transitano dalla probabile caduta di stucchi e intonaci vari. Non è così?
    Poi, in tutta franchezza, mi sono ricordato i molti episodi di vero e proprio classismo/razzismo che ho subito da parte di alcuni docenti, tra cui la bocciatura ingiusta che si sono inventati, con delle insufficienze che, nei miei ingenui calcoli di allora, non mi corrispondevano (ma all’epoca i voti non te li dichiaravano, te lo ricordi? Oggi un docente che non dichiarasse i voti rischia di finire in tribunale). Tra l’altro, senza acrimonia, ma con l’esperienza quasi ventennale che ormai ho maturato come docente io stesso, oggi posso dire che le docenti che mi bocciarono erano veramente mediocri (anche come persone) e, se inevitabilmente mi sono rimaste dentro, per fortuna vi sono rimaste come modelli professionali negativi.
    Infine, non ho potuto evitare nemmeno di ricordare il nostro compagno di classe che era stato mio caro amico e che ci ha lasciato troppo precocemente. Sai di chi parlo, ovviamente, tanto più che lo abbiamo già rievocato nelle nostre email.
    Nonostante tutto ciò, in ogni caso, l’emozione è prevalsa…
    Tra l’altro Currao, che tu evochi e citi, è stato mio prof ed è tra i pochi di cui ho un ottimo ricordo, come anche della Carbonetto e della Fabro, per quanto oggi, sempre con la citata esperienza, possa dire che non condivido i loro metodi di insegnamento, che comunque sono serviti a trasmettermi la passione per gli studi classici, che infatti in seguito ho continuato.
    Il ricordo più bello che ho degli anni del Colombo, però, te lo devo raccontare, perché tu non c’eri già più, ti eri già diplomata quando io frequentavo ancora la terza.
    Si tratta di quando io e altri 5 intrepidi ci siamo muniti di 6 uova e ci siamo vendicati dei gavettoni che ci lanciavano dallo scientifico – immagino che te li ricorderai! – lanciandole contro una delle loro finestre, quella da cui più piovevano i gavettoni.
    Tutti e sei abbiamo fatto centro, nel boato generale di gioia esploso dal nostro cortile durante la ricreazione, e da allora non ci sono stati più gavettoni, almeno per quell’anno!
    Con uno degli altri cinque mi sono rivisto per caso recentemente e insieme abbiamo riso di gioia ricordando l’episodio.
    A volte mi piacerebbe tornare a quei tempi, ma possibilmente con la testa che ho oggi, e lo so che dico un’ovvietà, anzi riproduco un leitmotiv letterario, ma non ho mai detto di essere un’eccezione…
    Un abbraccio!

    • E’ vero, la scuola avrebbe bisogno di maggiori restauri, penso che un po’ alla volta li stiano facendo.
      Io di quel periodo ho solo buoni ricordi, a parte la matematica e la fisica, naturalmente, quelle sono rimaste materie indigeste per me.
      Anche tu lanciatore di uova eh? Wuesta non la sapevo, fantastica, peccato non aver assistito a questa epica scena, i gavettoni dallo scientifico me li ricordo eccome 🙂
      All’inizio del post ho scritto questa frase: mi è venuto spontaneo voltarmi indietro per vedere se c’erano i miei compagni.
      E c’erano eccome, tutti.
      Intendevo davvero tutti, e tu sai a chi mi riferivo.
      Un abbraccio a te!

    • A noi le uova le tiravano quelli del Nautico da via Bellucci…eravamo la I D del 1977 e le nostre finestre sono quelle del primo piano più vicine alle scale immortalate nella foto…..

  18. io sono tornato nella mia scuola dopo 4-5 anni per frequentare un corso, e dopo qualche anno ancora, perché dalla segreteria mi chiamarono per andare a ritirare il diploma. Ad essere sinceri, fosse per me, quella scuola la farei sprofondare in una voragine 🙂

  19. Ciao!!! Anche io ex colombina!!!!😊. Quanti ricordi!!!!!!!…. Caprini, marchi , verdino….. Li ricordate?! Non sono più andata li dalla maturità ma a settembre tornerò con mio figlio per assistere ad un open day. Spero di non collassare per l’ emozione😨…

  20. Complimenti davvero per questo tuo blog…..il tempo passa cosi in fretta che, solo concedendosi un momento per leggerti ………
    si riesce a fermare. Tornare a quei meravigliosi momenti ,che all’epoca cosi meravigliosi non sembravano , ci danno un senso di appartenenza cosi forte che ti fa bene. Nel bene o nel male sono proprio quelli che hanno “costruito” le persone che siamo. Grazie prof, grazie Colombo e…. Grazie a te miss Fletcher😊😉

  21. Anch’io sono una ex alunna del liceo (5 anni di studio MATTO e disperatissimo…). Mi ritrovo nelle tue parole, come è naturale che sia, sebbene i miei ricordi siano decisamente più freschi, avendo frequentato il liceo dal 2001 al 2006.
    Sono entrata al Colombo qualche anno fa, approfittando del fatto che fosse aperto in quanto seggio elettorale! 🙂 Là dentro tutto sembra cristallizzato!

    • Eh, la nostra scuola, sono contenta che tu ti rispecchi nelle mie parole, malgrado la differenza di età evidentemente il Colombo ci ha lasciato ricordi e sensazioni simili.
      Ti ringrazio V, benvenuta tra queste pagine.

  22. Mi chiamo Viviana e ho frequentato il Colombo negli anni cinquanta! Da molti anni non abito più a Genova, ma i ricordi ci sono tutti …e invecchiando sono ancora più vividi. Leggendo questo meraviglioso blog (che mi è stato segnalato da una mia ex compagna di quei tempi), ho trovato con emozione e tristezza il nome della “Ia”, e riferito al passato.
    Abbiamo frequentato insieme le elementari. dove insegnava anche la cara sig ra Stronello. le medie (al Colombino) e finalmente il Colombo. Ci siamo lasciate all’Università,ma per un breve periodo siamo state colleghe nella stessa scuola.
    Il lavoro di mio marito ci ha portato vicino a Trieste e ho perso i contatti con i vecchi amici, ma ce ne sarebbero cose da raccontare …
    Vorrei tanto avere notizie, per piacere…

    Viviana Scotto

    • Cara Viviana, l’emozione di leggere questo commento è innanzi tutto mia.
      La cara Signora Stronello, insegnante elementare, era mia nonna e la Ia era la mia cara zietta, entrambe non ci sono più, mi piacerebbe conoscere i suoi ricordi di loro, se non le dispiace e se me lo consente vorrei scriverle alla sua mail che vedo qui.
      E alla zia ho dedicato un articolo, la zia Ia sempre sorridente era proprio così come l’ho descritta, sono certa che la riconoscerà anche lei in queste parole che le ho dedicato
      https://dearmissfletcher.wordpress.com/2014/07/03/al-mare-con-la-zia/
      Grazie Viviana, attendo sue notizie e se per lei va bene le scrivo come le ho detto!

  23. Cara Miss Fletcher,
    grazie per aver risposto con tanta sollecitudine al mio intervento. Però ti prego di darmi del tu, perché se fossi rimasta a Genova potrei essere anch’io una specie di zia per te. Avrei tante cose cose da raccontare che concordano con il tuo “ritratto” e qualcosa avrei anche da chiederti. Sarei ben felice che tu mi scrivessi all’e.mail che ti ho comunicato.
    A presto.
    Viviana

  24. Grazie mille per lo splendido tuffo nel passato! Mi sono diplomata nel 2001 e ancora oggi, ogni volta che entro al Colombo provo le emozioni che hai saputo descrivere in questo articolo! Ero nella sezione A (una delle prime classi sperimentali di inglese): anche io compravo la focaccia dai bidelli (sia a 500 lire che a 50centesimi con gli euro!) e il Kolumbus, ho assistito all’innovazione delle “macchinette del caffè”, ho vissuto tra la sede è la ” succursale” (in quegli anni eravamo talmente tanti iscritti che ci hanno smistato in un edificio in piazza Manin!), ho fatto il riscaldamento nell atrio intorno alla statua di Colombo (quando il cornicione non era pericolante!), ho avuto tanti professori in gamba che mi hanno fatto appassionare a materie che non tutti comprendono e che mi hanno permesso di diventare quella che sono..In più in quella scuola ho conosciuto l amore della mia vita che, con gli anni, e’ diventato mio marito!che dire?w il Colombo e grazie ancora per questo articolo!mi auguro che anche i nostri figli possano avere un ricordo così bello degli anni del liceo!

    • Solo a vedere il tuo nick ho capito quale post avevi commentato.
      Che bello leggere le tue parole e questo affettuoso entusiasmo, tu sei più giovane di me però vedo che l’attaccamento alla nostra scuola è davvero il medesimo, grazie davvero a te di esserti soffermata a condividere i tuoi ricordi, è davvero un piacere averli qui.
      Buona serata!

  25. Miss, un post delizioso e commenti uno più bello dell’altro! con l’Atlantico di mezzo, non ho mai potuto rivedere le scuole che hanno avuto l’ “onore” di ospitarmi… combinazione, una si chiamava proprio Cristoforo Colombo e non Cristòbal Colòn, perchè era una scuola italiana parificata, si trattava di un Corso Preparatorio alla Licenza Media in un anno, cosa non semplice per ragazzi che parlavano italiano solo in casa e non lo avevano mai scritto, per tacere del Latino che con i pochi termini italiani che conoscevamo, ci pareva micidiale… la norma era farcela in due anni e grazie a giudizi di manica larga…

  26. Ignoravo che anche Lele Luzzati fosse un colombino….fa essere orgogliosi!certo che la Monti ha lasciato un ottimo ricordo 😂😂😂😂😂

  27. Ricordo il prof. Salvatore Currao, mio professore di latino e greco, di una severità unica, ma il miglior insegnante che abbia mai avuto, le sue lezioni le ricordo ancora adesso dopo oltre 40 anni.

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