Da un diario genovese del passato, moda e stili nella Superba

Tornano i ricordi del passato scritti da Francesco Dufour nelle pagine del suo diario, qui trovate gli  articoli precedenti.
Nel descrivere la moda e gli stili di altre epoche, il nostro amico narra di strettissimi busti con le stecche di balene, di gentildonne che quando li indossavano si vedevano costrette persino a rinunciare a mangiare.
Eh, che sacrifici per avere un vitino di vespa!
E poi il racconto prosegue con altri dettagli, alcuni di essi sono piuttosto curiosi, buona lettura a voi!

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Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Le signore, allora, portavano sempre il cappello e d’inverno la pelliccia, si distinguevano perciò nettamente dal ceto popolare.
Le signore portavano la veletta, anche mia sorella Maria Luisa la portava.
Le signore portavano il manicotto molto comodo per il freddo.
Le signore non portavano mai un pacco, se un acquisto non stava nella borsetta veniva recapitato a casa.
Ricordo lo scandalo quando la madre di un compagno dell’Arecco era entrata da Sacco, oggi Ripamonti, per comprare un etto di prosciutto.
La nonna andava da Romanengo e il signor Pedrin le diceva:
– Signora, assaggi un po’ questi – E le porgeva un vassoio di pralines.

Romanengo (50)

A quell’epoca Romanengo era un salotto.

Romanengo (40)

Nessuna signora, se non le più spregiudicate, sarebbe entrata in un negozio di alimentari.
Tutti si servivano negli stessi negozi di fiducia: Pastore per le pellicce, Migone per le telerie.
Quando ero bambino papà e gli altri signori all’antica portavano sempre il colletto da smoking con la cravatta normale, come abito da cerimonia c’era la redingote, poi c’era l’antenato del tait chiamato “floc”. Questi abiti si portavano al mattino specialmente per i matrimoni, si portavano sempre con il cilindro come i vestiti da sera.
Quando ero un giovanotto le signore facevano la parata nelle strade, Via Luccoli era chiamato il salotto di Genova.

Via Luccoli (12)
I giovanotti si sedevano sui “ferri della posta” così era chiamata quella ringhiera che si trova in cima a Via Luccoli, verso via Carlo Felice.

Piazza Fontane Marose

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Un’altra parata era  in Via Roma, i bellimbusti facevano la posta davanti al Mangini.
E circolava questa freddura: sai la differenza fra il negozio di Mangini e quello di Sacco il salumiere? Da Sacco i salami stanno dentro e da Mangini fuori!

Mangini

Mangini

Via XX Settembre era considerata una strada poco chic perché si diceva percorsa dagli impiegati; scendendo, mai si sarebbe passati dal lato destro e dal sinistro si passava sul marciapiede fuori delle arcate.

Via XX Settembre (2)

 Se ci si fermava per strada a parlare con una signora non si faceva il baciamano con il guanto ma gli appassionati baciavano il polso fuori del guanto.
L’etichetta imponeva di gettar via subito la sigaretta e qualche volta, se questa era appena accesa, per un giovanottino era un piccolo dolor di cuore.
In tutta questa epoca ebbe molta importanza il cappello, nessun uomo poteva uscire senza, questo valeva anche per i bambini.
Al tempo della prima guerra io solitamente venivo mandato a comprare il Corriere Mercantile dal giornalaio di fronte.
Una volta sono uscito senza cappello; quando, trovandomi sul marciapiede di fronte me ne sono accorto, rimasi sbigottito, non sapevo come fare a nascondermi.
Erano usanze tanto radicate che diventavano una seconda natura.

Ecco, sapete cosa vi dico?
Tra le tante consolidate abitudini una mi trova particolarmente concorde, questa faccenda che le signore non debbano portare i pacchi mi sembra più che giusta!

Piazza Corvetto

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

27 pensieri su “Da un diario genovese del passato, moda e stili nella Superba

  1. Questa puntata, tra tutte, è quella che mi incuriosisce maggiormente. Sai che da piccina avevo anche io un manicotto di pelliccia? Credo di averlo usato tre volte in tutto…chissà perché me l’avevano comprato se poi non volevano che lo usassi… E poi sui pacchetti mi trovi assolutamente d’accordo 🙂 Bacioni

    • E appunto, ristabiliamo le usanze, trovo estremamente sconveniente caricarsi di pacchi e sacchetti della spesa! Ci sono altre pagine dedicate alla moda, con altre curiosità. Un bacione cara, buona giornata e grazie.

  2. Quando vengo a Genova, mi dovrò ricordare di passare dal lato sinistro di via XX e fuori dalle arcate! E la spesa la farò online, così non ho pacchetti da portare!
    Divertente Miss😊

  3. Che bello non doversi caricare di sacchi della spesa ! Bisognerebbe ristabilire questa usanza……..sai quanta fatica in meno !! Ciao cara Miss.

  4. O Sciou Checcou o l’è un grande…. o l’ha appuntou insciù seu diariou di momenti e situazion de vitta che niatri nou se l’immaginaimou mancou pe’ ninte……Che belle descriscion da vitta de Scignoue Aristoucratiche che douveivan rispeta-a l’etichetta pe nou ese screditae into’ seu blasoun e cuscì ascì i ommi de longo cou capellou inta testa(mae Poe ou gh’è n’avei trei un o lea un Borsalin mi gh’è zugava ai Coboi da figgeu) e dapeu Via Luccoli e Mangini comme leughi de caccia pe i Pivelli blasonee e via Vinti ch’à lea un via de segoundou cian…..ghè son arretsou de stuccou……tutto bellisimou meraviggiousou…. Sciou Checco ciusà quante sigarette t’ae dovou imbelina via into baxia e man(a de otte o porsou….) de belle Scignoue!!!:-))) Grassie pe’ sti bellou regalli che ti ne fae con i teu scriti caou Sciou Checcou e grassie ascì a ti Miss che t’è a seu Musa!!!:-))) Ciaou Miss un caou saluo e un abbrassou!!!:-)))

    • Pino, quella di Via XX l’ho scoperta anch’io sul diario di Sciou Checco, mica lo sapevo, è fantastica! E davvero, chissà quante sigarette ha dovuto buttare via pure lui, questi racconti sono una meraviglia, sullo stile e la moda dei gentiluomini ci sono ancora parecchie pagine, arriveranno presto qui! Grazie carissimo, un forte abbraccio, addirittura Musa, sei troppo buono Pino!

    • Grazie cara Gemma, merito di questa persona così speciale che ci ha lasciato un diario indimenticabile!
      Firmi anche tu la petizione: mai più pacchi per le signore 🙂 ?
      Un abbraccio e buon pomeriggio a te!

  5. Ciao Miss ci fai morire di divertimento con il diario dou Sciou Checcou Dufour personaggio eccezionale,grazie come al solito eccellente lavoro il tuo con cartoline d’epoca ad hoc aspetto il prossimo con ansia….a proposito di Mangini un caro amico Giorgio Turbi una mattina prestissimo treno 5.30 da Roma mi ha offerto la colazione da Mangini alle 6. eravamo soli mi ha fatto sedere spalle al muro a un tavolo……finita la colazione mi ha detto di girarmi verso il muro cera su una mattonella di marmo con la dicitura posto preferito dal presidente Pertini rimasi di stucco dalla meraviglia e contentezza…..ciao Miss che onore Giorgio è tremendo per queste improvvisate….un caro saluto e un abbraccio!!!:-)))

    • Ma che bella sorpresa ti ha fatto il tuo amico Pino, avrei voluto vedere la tua faccia! Eh, questo diario è tutto una chicca, io l’ho già letto più di una volta e quando rileggo certi brani sorrido sempre! Abbracci grandi a te, buona serata Pino!

  6. Bello questo diario, mi ha fatto ricordare quando negli anni ’60 andavo a Messa con la veletta e i guanti di cotone in estate, e le mezze maniche, oppure il bolero, sopra l’abito troppo scollato…..ma le quindicenni di oggi sapranno cos’è il bolero?

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