Via di Scurreria, sulle tracce dei patrioti

Genova dai mille sguardi che amorosi e benevoli si posano su di voi, sguardi di Santi e di Madonne ritratti nelle statue collocate nelle molte edicole del centro storico.
Ci sono poi altri sguardi che appartengono alla storia e alla nazione intera, richiamano alla mente gesta eroiche che a volte paiono distanti nel tempo ed estranee al nostro quotidiano.
Evocano una parola caduta in disuso, negletta e quasi dimenticata: patria, una parola perduta che non si pronuncia quasi più.
Orgoglio dell’Italia e di Genova i nomi di coloro che si sacrificarono in nome di alti ideali, nella città di Mazzini, Savi e Ruffini troverete spesso tracce risorgimentali, i muri di Genova ancora raccontano quelle giornate.

Il tricolore - Genova

E se andrete in Via di Scurreria lasciate che su di voi si posi uno di questi sguardi, appartiene a una figura femminile graziosa ed armoniosa, la trovate proprio sopra ad una delle vetrine di un celebre negozio di abbigliamento, salendo la vedrete alla vostra sinistra.

Via di Scurreria

Ritta tra due cornucopie dalle quali fuoriescono frutti profumati e gustosi,  la fanciulla scolpita su quel marmo è circondata dall’abbondanza.
Lei indossa un manto che copre le sue fattezze, questa giovane donna fiera è una figura allegorica e rappresenta l’Italia Turrita, così detta perché  porta sul capo  una corona muraria con tanto di torri.
Fanciulla amata dai patrioti, l’Italia.

Via di Scurreria (3)

Con una mano regge il tricolore sul marmo potrete leggere questa frase: Italia libera, Iddio lo vuole e lo sarà.
Queste parole, come scrive lo studioso Leo Morabito, richiamano il motto delle Crociate, Dio lo vuole.
L’altorilievo risale al 1847, a giorni di furore, in quell’anno si vide una moltitudine di genovesi salire in corteo verso il Santuario di Oregina.
Era il 10 dicembre, era l’anniversario della cacciata degli Austriaci, alla testa di quel corteo c’era un giovane, Goffredo Mameli, trovate qui il racconto di quella epica giornata.
Tra i vessilli condotti dagli uomini in marcia, il giovane Mameli intona il Canto degli Italiani, destinato a divenire il nostro inno nazionale.
In nome dell’unità, in nome di un ideale per il quale egli sacrificò la sua vita.
In nome dell’Italia, colei che potete vedere nella strada un tempo percorsa dai patrioti.

Via di Scurreria (2)

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41 pensieri su “Via di Scurreria, sulle tracce dei patrioti

  1. Io adoro la lingua italiana, la cultura italiana eppure non mi sento affatto italiana o meglio, l’Italia che vorrei è troppo lontana da quella che ho sotto gli occhi per identificarmici. Potrei identificarmi con un patriota solo se significasse riportare la legalità, l’onestà e la cultura in questo paese devastato dalla mediocrità e dal familismo. Un abbraccio cara!

  2. IL patriottismo in Italia non esiste più. C’è l’amore per la propria terra, la cultura, le origini, ma non si parla più di patriottismo. Non che ne senta la mancanza. È un termine che troppo lego a conflitti, invasioni, difesa della patria, appunto

    • Oggi mi sbilancio ma forse sarebbe tempo di essere meno patriottici e di cominciare a guardare i confini con altri occhi e più lungimiranza. Il mondo è uno e gli stati sono poco più che i quartieri di una città, dipende dalla distanza da cui si guarda.

      • Sono d’accordo, anche se poi non è così facile viverci cittadini del mondo. Bisogna fare delle distinzioni tematiche. Mi spiego: ci sono questioni trasversali (accoglienza, ecologia, legislazione…) e questioni particolari (modelli e modi di vita, cultura…).

    • Leggi la parola in maniera diversa da me, per me patria è la tua casa ed il luogo dal quale provieni, è un termine certo più amato e tenuto caro da coloro che si sono battuti perché esistesse l’Italia, mi riferisco naturalmente ancora al Risorgimento e agli uomini di quell’epoca.
      A loro credo che dobbiamo gratitudine e rispetto, questo è il mio pensiero.

      • Assolutamente sì! Non volevo sminuire il termine è nemmeno chi, ha lottato per la patria, per casa propria, nostra, Anche in eventi storici più vicini a noi come la Resistenza. Sia mai! Dico solo che spero non si debbano ripresentare mai situazioni come quelle che implichino un ritorno di “quel” sentimento di patriottismo che è tanto più forte perché la Patria è in pericolo

  3. Grazie per questo post. Guarda caso pubblicato proprio il 2 di ottobre, giorno del compleanno di mio papà. E tu sai che ciò che scrivi lo avrebbe apprezzato. E molto. Baci.

  4. Quanti tesori grandi e piccoli ci sono a Genova che non conoscevo.Chissa’quante volte da ragazza mi sono fermata a guardare le vetrine del famoso negozio sottostante senza apprezzare quella testimonianza risorgimentale che doveva in seguito avere importanza per me,laureata in Lettere con una tesi in Storia del Risorgimento.Grazie a lei apprezziamo sempre qualcosa che ci era sfuggito.

  5. ecco, come Stravy io non mi sento italiano. Da tempo mi professo europeo e un tizio di Firenze mi ha detto: “Curioso…detto da un veneto è molto curioso”

  6. “Ahò brava Nicla de Roma” condivido perfettamente il tuo pensiero e ribadisco che quando si cammina nel centro storico di Genova bisogna spesso e volentieri alzare lo sguardo….c’è sempre qualcosa da scoprire nei magici Carruggi….tornando all’ Alto rilievo patriottico oltre alla sua bellezza artistica la dice lunga sul patriottismo di noi Genovesi….io se potessi rifarei il Risorgimento
    subito….sono nato a Quarto ed Elementari a Villa Garibaldi….comunque cara Miss il tuo Post mi ha fatto felice e commosso …un abbraccio!!!

  7. Ciao Miss e Buona Serata…..comincio ad essere geloso della concorrenza…..ahahahah !;-)……..Miss con tutti questi amici/amiche Roma ti aspetta…..a presto per una immersione totale nella Città Eterna dove è ancora(sigh) Sindaco uno che ha studiato dai Maristi !!!

  8. Miss, penso che i patrioti che hanno dato la vita per l’Unità d’Italia siano incolpevoli di ciò che poi è diventato il loro italico ideale… ma indipendentemente da quanto ci si senta italiani, l’altorilievo in questione mi pare bellissimo

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