La magia del patchwork e l’arte di Fabia Delise

Metti una piovosa mattina d’ottobre immersa in un cupo grigiore, metti che ti trovi a Palazzo Ducale dove ha sede l’Associazione Culturale Artelier.
Qui ha il suo studio Fabia Delise, triestina di nascita e genovese d’adozione, quilter e raffinata artista, profonda conoscitrice delle tecniche del patchwork.
Una passione che diviene respiro quotidiano, davanti a questa finestra che è già poesia per me.

Patchwork (2)

Com’è lo studio di una vera artista?
Ci sono gli attrezzi del mestiere, le opere appese al muro, i manifesti delle mostre alle quali Fabia ha partecipato.

Patchwork (3)

Metti di trovarti lì e tu del patchwork non ne sai proprio nulla, riesci però a cogliere armonia in ogni dettaglio.
Lo scorcio di una cornice, i cartellini con il nome di lei, tutto è curato con amorevole presenza.

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Poi ci sono i contenitori e le stoffe che si usano per il patchwork, quante saranno?
Tante, colorate e bellissime.

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Tutte le sfumature del batik e la potenza della fantasia.

Patchwork (7)

Fili, fili, fili che scivolano tra le dita sapienti di Fabia.

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Manualità, precisione ed estro rendono unici i suoi lavori, da quanto ho visto credo che lei ami sperimentare.
L’ho immaginata davanti alle sue stoffe, in un gioco di accostamenti e di contrasti.

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Lei con pazienza mi ha spiegato le tecniche del patchwork, non sapevo che è composto di tre differenti strati.

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Fabia Delise espone i suoi lavori anche al di fuori dell’Italia, la Francia è uno dei paesi nei quali il patchwork è molto apprezzato.
E poi tiene dei corsi nei quali svela i segreti di quest’arte alle sue allieve, si possono fare cose meravigliose con una macchina da cucire, si può scrivere a questa maniera ad esempio.

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Metti di trovarti nello studio di Fabia e d’un tratto lei apre sul tavolo una delle sue meraviglie, realizzata cucendo insieme decine di esagoni di ogni colore.
Bianco, grigio e tutte le declinazioni del rosso.

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E ogni opera ha il suo nome, naturalmente.

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Questi esagoni sono realizzati con l’ausilio di piccole sagome di cartone, immaginate quanto tempo occorre e quale dedizione sia necessaria per portare a compimento un quilt come questo.
E come per il punto croce,  prova a rovesciare il lavoro e ad osservare il retro: è perfetto.

Patchwork (14)

Questa magia di nero, grigio e antracite ha un nome fantastico e sognante, Supernova.

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E ancora rosa, lampone, rosso.
E righe, fiori e disegni, in armonia assoluta.

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E ancora, le sfumature della notte, piccole lune e stelle scintillanti, i tessuti usati per questo quilt appartengono alla Collezione Nocturne di Janet Clare, variazioni di blu e celeste in una notte lucente.

Patchwork (17)

Patchwork

Metti di trovarti nello studio di Fabia Delise,  la terra e il cielo sono vicini, nei colori di sabbia e ocra e negli azzurri freddi di certe giornate invernali.

Patchwork (19)

E poi guarda, lei realizza disegni sulla stoffa con una tecnica complessa che certo richiede molto esercizio.

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E poi, all’arte e al colore aggiungi parole scritte dai poeti.

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E poi, metti che lei ami tanto Walt Whitman e allora da quelle stoffe e da quei versi nasceranno delle cartoline speciali.

Patchwork (22)

E poi? Se invece diventassero dei piccoli quadri?

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Doni della fantasia e della creatività, doti di che sa vedere e immaginare oltre la materia.
E allora metti che in un giorno d’ottobre ti trovi nello studio di una vera artista.
E il tuo sguardo trova un quilt, ti sembra di distinguere confusamente frasi e sensazioni.
Sembra.
C’è un filo rosso, circonda due sole parole.
E tutto il resto è un turbine, come le emozioni, come le cose che non sai dire, come i pensieri che si accavallano lasciando emergere solo ciò che è più importante.
Doti di che sa vedere e immaginare oltre la materia.

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31 pensieri su “La magia del patchwork e l’arte di Fabia Delise

    • Eh, pure io. Io mi diletto con il punto croce ma una cosa del genere la trovo davvero notevole, quei piccoli esagoni, che lavoro e quanta precisione!
      Sono lavori bellissimi!
      Buon sabato Katia, grazie.

      • Queste tue foto mi hanno ricordato un film, Gli anni dei ricordi, con Winona Ryder e Anne Bancroft. La Ryder trascorre le vacanze a casa della nonna, prima di sposarsi, e si trova ad ascoltare i racconti nostalgici delle donne riunite per cucirle una trapunta per le nozze. Ognuna cucirà un pezzo della sua vita sulla coperta… Un film altamente sentimentale

  1. Bellissimi lavori che richiedono grande impegno,particolarmente apprezzati da me che coltivo l’hobby del cucito da quando avevo sette anni e mia Nonna mi insegnò ad usare ago e filo.Ancor oggi,vista permettendo ,il mio tempo libero,lo dedico al bridge,alla lettura e al cucito .In passato ho realizzato anch’io con la tecnica patchwork sicuramente meno raffinata di quella presentata da lei, delle piacevoli borse.

    • La creatività è una gran cosa, piacerebbe anche a me saper cucire, io mi dedico solo al ricamo che trovo piacevole e rilassante.
      Farsi delle borse con le proprie mani deve essere davvero una bella soddisfazione, è vero?
      Grazie Nicla, a presto.

  2. Carissima amica, metti che mi sono avvicinata al patchwork anni fa ed ho capito come la cura e la diligenza assolute, il rigore, la fantasia ed il buongusto siano elementi fondamentali. E che ho pasticciato pensando di creare chissà cosa, per poi essere ripresa e redarguita dalla maestra canadese che sottolineava le troppe imprecisioni.
    Ma la Signora Fabia è davvero magistrale nella realizzazione di quegli splendidi lavori!
    Mi inchino con ossequio e…mi perdo tra le scatole di cotonine ed i filati multicolori che ci hai mostrato.
    Che bello!
    Un abbraccio Susanna

    • Cara Susa, ti aspettavo! Non sapevo che tu avessi fatto esperimenti con il patchwork, da quel che ho potuto vedere credo anch’io che sia una faccenda complicata. Lei è veramente un talento, sì, senza ombra di dubbio! Ti assicuro che davanti a quelle meraviglie fatte con gli esagono sono rimasta attonita, sono spettacolari. Un bacio a te cara, buona serata!

  3. eccomi di nuovo a Genova, dopo due mesi a fare la mamma, nonna, figlia, badante ecc.ecc. in giro per l’ltalia……eccomi a casa, eccomi seduta per un momento di relax, eccomi a cercarti e leggerti ( domani mi berrò questi due mesi…) e dirti che sono tornata! E che mi sei mancata!
    Il mio nipotino , che ora ha quasi due mesi, sta benissimo. Io sono stanca…….ma va bene così.
    un abbraccio grande grande
    Emanuela

    • Emanuela, bentornata cara ❤ Anche tu mi sei mancata e stavo cominciando a chiedermi se tu fossi ancora in giro per l'Italia! Eccoti qua, chissà che meraviglia è il tuo nipotino. Un abbraccio grande a te, buona serata Emanuela!

  4. Triestina di nascita… genovese d’adozione… Trieste e Genova sono le due più belle città d’Italia (e chi non è d’accordo… peste lo colga! 😉 )… quindi lei deve essere per forza una gran bella persona 🙂

  5. Appassionata di cucito, ricamo e quant’altro avevo già visitato il laboratorio di Fabia…crea poesia con grande abilità ed infinita pazienza…sarebbe una grandiosa insegnante. Grazie Miss Fletcher per questo post.

  6. E com’è che mi era sfuggita questa chicca? Davvero bellissimo il suo Atelier e i suoi lavori, ci vuole una passione e una precisione immensa per realizzarli. La cosa bella è che mi pare che quest’arte antica stia tornando di gran moda e sono moltissime le quilter in tutto il mondo. Bacioni!

    • Viv, credo che nel suo studio ti saresti parecchio divertita, un posto meraviglioso!
      E se c’è una che sarebbe in grado di creare meraviglie sei proprio tu, dovresti cimentarti con gli esagoni, Viv ❤
      Un bacione a te, buona giornata!

  7. Adoro il patchwork (e, da brava triestina, penso di sapere chi è Fabia), mi piacciono da impazzire i quilt anche se non ne ho mai cuciti perché di tempo libero ne ho tanto poco e l’idea di trascinarmi un lavoro per mesi mi agita parecchio!
    Un bacio 🙂

    • In effetti sono lavori impegnativi, io sono rimasta strabiliata dai quilt con gli esagoni che sono anche piuttosto grandi.
      Non mi stupisce che tu la conosca, lei ha vero talento e credo che sia giustamente famosa.
      Un bacio a te Tatiana, grazie.

  8. Pingback: Il mondo colorato di Rita Frizzera | Dear Miss Fletcher

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