Una passeggiata all’Acquasola

Ancora vi porto con me: all’Acquasola, il luogo prediletto da certi miei concittadini per il passeggio.
Sono diverse le vicende storiche da raccontare in merito a questo posto, avrò presto modo di approfondire questo interessante argomento.
Oggi vi parlerò solo di loro, dei genovesi che vanno a spasso per i giardini dell’Acquasola: anche la gente comune è parte della grande storia, ognuno di noi ne scrive un riga.
E a volte il nostro tempo resta in un’immagine, un istante fissato per sempre.
Innanzi tutto, troveremo una panchina libera?
Occorre arrivare presto, tutti amano venir qui sotto alla frescura degli alberi!

Acquasola (1)

E le bimbe corrono felici con il loro cappellini sulla testa, le loro gonnelline ondeggiano leggere.
Sullo sfondo si staglia austera la figura di una donna, con lo sguardo segue quelle piccine.

Acquasola (1a)

Seduti sulle panchine di marmo, in un parco cittadino.

Acquasola (2)

Una giovane mamma tiene tra le mani l’estremità di una delle corde.
Gira, gira, gira.
Salta!
E loro, le piccoline, si divertono un mondo.
Hanno nomi antichi, nomi di famiglia: Teresa, Ida, Giulia, Lucia.
Salta, salta verso il tuo futuro e verso la vita che verrà.
Bambine, amiche che faranno un tratto di strada insieme.

Acquasola (3)

E poi ragazze, amiche che camminano fianco a fianco, le loro figure si scorgono sullo sfondo, incedono nell’attuale Viale IV Novembre.
Il passo deciso, l’abito alla moda, il cappellino sul capo.

Acquasola (4)

Andranno a far compere, questo è certo.
E il muro è tappezzato di manifesti di ogni genere, tra gli altri troneggia la pubblicità di certi profumi.
E certamente alle due signorine interessano molto gli articoli di Pastore, ventagli e ombrellini di ogni qualità!

Acquasola

Acquasola (5)

I muri raccontano sempre storie e narrano i nostri giorni e le nostre abitudini.

Acquasola (6)

All’Acquasola, nel centro della città.
E quel tratto di muro ora sgombro da manifesti è illuminato dal sole: guarda bene, le due giovani stanno passando proprio lì davanti.

Acquasola (7)

Tutto muta e tutto resta uguale, è sempre il nostro sguardo a fare la differenza.
Un’immagine, un gioco dell’immaginazione e ti trovi in un altro secolo.

Acquasola (8)Sopra alla pubblicità di un celebre Fernet c’è un’insegna stradale, oggi non più presente.
Vi si legge: Spianata della Acquasola.

Acquasola (9)

E scorre, fluisce e scivola via il tempo del quotidiano.
E ha un suono che si perde, il tempo che passa ha il ritmo dei passi di quelle donne che nell’immagine sottostante vedete di spalle.
Prima è più forte, poi diviene flebile e infine svanisce.
Ed è silenzio che lascia posto a un altro rumore.
Nel frattempo gli operai chini a terra lavorano con grande impegno a qualche opera pubblica utile a tutta la cittadinanza.
La storia la fanno anche queste persone, tutti coloro che rendono semplici le nostre vite.

Acquasola (10)

E intanto cosa accade all’Acquasola?
Corre il tempo come una palla che ruzzola in aria, poi ricade, rimbalza e rotola a terra.
C’è una bimbetta bionda, tutta ricci e fossette, colei che le è accanto sarà la mamma o la balia?
Ha lo sguardo dolce e paziente, indossa un abito deliziosamente grazioso e un ampio grembiule.

Acquasola (11)

Fugge il tempo, per ognuno è composto da istanti preziosi che restano nel cuore.
Ricordi, emozioni, uguali per ogni bambina che diventa donna.
Intanto sei lì, all’Acquasola.
E sei quella con l’abitino chiaro e il fiocco grande sulla schiena, sei una bambina che conosce solo la spensieratezza dell’infanzia.

Acquasola (12)

Oppure sei timida ed esitante, incerta e insicura.
Salta, dai!
Ancora un istante. Aspetta.
Il tempo, il tempo intanto fugge via, non puoi fermarlo.
Salta!

Acquasola (13)

Sullo sfondo, in lontananza, si scorgono altri gruppi di persone.
Tutti loro amano godere della bellezza dell’Acquasola.

Acquasola (14)

Quando io ero piccola il laghetto ospitava i cigni, il Comune ha in programma di riportarli all’Acquasola.
E io attendo che arrivi quel giorno.

Acquasola (15)

Tutto muta e tutto resta uguale.
Marito e moglie, a passeggio.
Pioverà? Lei ha l’ombrello sotto il braccio, è una signora previdente!

Acquasola (16)

E anche uno di loro ha il paracqua di ordinanza.
Tre generazioni di uomini.
Battista, Francesco, Girolamo. Nomi di un altro tempo.
I due adulti camminano con un certo sussiego, il ragazzino ha i pantaloni più corti.
Il tempo.
Il tempo ha il suono dei loro passi.
Forte dapprima, poi più fioco, un rumore lieve che si dilegua.

Acquasola (17)

Il tempo resta in ciò che sappiamo conservare, nelle immagini dei nostri nonni, nelle movenze giocose di bambini di un altro secolo.
Il tempo si lascia trattenere così, in qualche maniera.
Le immagini che avete veduto appartengono a Stefano Finauri, amico che sempre ringrazio per la sua generosità e per l’amore con il quale preserva tutto ciò che appartiene alla storia della nostra città.
Il tempo sa rimanere immobile, in una cartolina in bianco e nero.
E allora ti ritrovi anche tu là, a trascorrere un pomeriggio all’Acquasola.

Acquasola (18)

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30 pensieri su “Una passeggiata all’Acquasola

  1. Queste antiche cartoline sono davvero bellissime! Sarebbe stupendo poter tornare indietro nel tempo e passeggiare per quei giardini così come erano un tempo. Occhio ai cigni però, sono animali aggressivi malgrado la loro eleganza e ci mettono un attimo a dare una bella beccata. 🙂 buona giornata cara!

    • Eh cara, queste cartoline sono un sogno bellissimo! Regalano veri viaggi nel tempo e non smetto di stupirmi per i particolari.
      I cigni sono tanto belli quanto scorbutici, eh? All’Acquasola ci sono sempre stati, non vedo l’ora che ritornino!
      Un bacio Viv, grazie a te.

  2. Cara miss!! Hai analizzato le foto scrupolosamente, tanto che sembra quasi d’esser lì nei paraggi anche noi..Ah manca solo il sonoro! Chissà quali discorsi su quelle panchine, i gridetti dei bambini, le confidenze delle giovani ragazze.. Bellissimo articolo! Anche io aspetto cigni e papere!! Baci raf

  3. Che bel post nostalgico, Miss! Quanti ricordi hai risvegliato,andavo spesso a giocare all’Acquasola con mia sorella,eravamo inseparabili!! Grazie cara Miss.

  4. come per tutti, l’Acquasola è per me piena di ricordi.I cigni, che meraviglia. Glia alberi così alti.Il sole che filtrava tra le foglie.
    Ci sono stata io.
    Ci ho portato i miei figli.
    All’Acquasola, il 1° maggio del 1974 (….ma quante di voi erano già nate?) ragazzina – ina -ina,in una delle mie prime ( e rare) uscite serali ascoltai un meraviglioso concerto di Lucio Dalla.
    un abbraccio
    Emanuela

  5. Mi nou gh’aveiva beseugnou d’anna all’Acaseua da piccin e figgeu coun tutte e fascie che gh’ea in giou a mi…ho impreisou a annaghe da studente quande mae fuggiva a scheua e l’è alluoa che o scouvertou un scito belliscimou….l’ Acaseua appunto ou nostrou rifuggiou de studenti e studentesse ai primmi amoui….che belli tempi passae in tou baretto di Pittoui lazzù in foundou versou S.Vinsensou…Grassie Miss che belloou Post che ti n’aè serviou….un abbrassou!!!

  6. Pingback: Ramlösa Hälsobrunn | Un Italiano in Svezia

  7. Miss, proprio belle quelle bimbette che saltano la corda! mi sono sempre chiesto perchè fosse ritenuto un gioco da femmine, quando in realtà la corda per i pugili è un attrezzo fondamentale… dai Giardini dell’Acquasola ricordo di esserci passato qualche volta vestito da soldato, però dal 1966 in poi, si può dire che tutte le volte che ho frequentato Genova siano stati i caruggi ad accalappiarmi e naturalmente il Porto, però quando ospitava i grandi bastimenti…che nome antico, “bastimento”, no?

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