Archivio di Stato di Genova: tutti i genovesi del mondo

C’è un luogo, a Genova, dove potrete scoprire la storia di tutte le storie, vi troverete la grandezza di tempi lontani e tutto ciò che testimonia la gloriosa potenza della Superba.
L’Archivio di Stato di Genova si trova in Carignano, nell’antico complesso di Sant’Ignazio in Santa Maria in Via Lata, già solo la bellezza del luogo vale una visita.

Archivio di Stato (2)

E se vorrete consultare i faldoni che contengono antichi documenti vi accomoderete nella sala di lettura.

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Di recente ho avuto modo di fare una visita speciale, a tal proposito ringrazio la Dottoressa Giustina Olgiati per il tempo che mi ha dedicato e per i suoi racconti appassionati.
E allora vi porto là, alla mia maniera semplice e piana, lascio la complessità e gli approfondimenti agli esperti del settore, se andrete all’Archivio di Stato anche voi potrete ascoltare le narrazioni della Dottoressa Olgiati, fino al 5 Dicembre è allestita una mostra a ingresso gratuito che vi porta a conoscere Tutti i Genovesi del Mondo.

Archivio di Stato

Oltre a ciò io ho veduto altri documenti che non sono parte dell’esposizione e voglio dirvi che ho tenuto tra le mani una carta con la firma di una Papa.

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E poi ho sfiorato un documento vergato da un imperatore, si tratta di carte antiche che risalgono all’incirca all’anno 1000.

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E poi ho potuto aprire due piccoli volumi, contengono i regolamenti e gli statuti della Compagnia dei Caravana: nata nel XIV secolo, era l’associazione dei lavoratori del porto, la maggior parte di essi provenivano dalla zona di Bergamo.
E sapete?
La compagnia aveva dei posti letto riservati ai propri membri presso l’Ospedale di Santa Maria Maddalena e nel libretto c’è l’inventario di ciò che era di loro appartenenza: cuscini e materassi, camicioni e trapunte, un’organizzazione davvero perfetta.

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Il libro che vedete nell’immagine sovrastante risale al 1340, quello che potete ammirare nella foto che segue è invece del 1400.

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E non si può descrivere la raffinatezza di certi particolari.

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E poi sul tavolo sono stati posti dei cartoncini, sono stati usati per racchiudere le filze.
E come potete notare sono rifasciati: all’epoca, nel ‘500, si usavano vecchie carte, se non ricordo male in questo caso si tratta di carta da musica del ‘300.

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E poi ancora, ho visto un documento risalente al 958 con il quale Berengario e Adalberto confermano agli abitanti di Genova il riconoscimento dei loro beni con la proibizione per i rappresentanti regi di esigere diritti fiscali.

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E poi ho visitato la mostra Tutti i Genovesi dei Mondo: l’esposizione mette in evidenza la straordinaria capacità mercantile dei nostri predecessori, l’abilità diplomatica, il talento nella navigazione e nei commerci.

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E là incontrerete suggestioni che vi faranno rivivere emozioni inusitate, tempi lontani ed eroici.
Vi fermerete davanti a una teca dove è esposto il primo documento: La Bonna Parolla, anche detta Portolano Sacro.
E’ la preghiera della gente di mare, tutti coloro che si trovano su una nave al momento della partenza si uniscono in una devota preghiera corale, si rivolgono a Dio e ai Santi perché concedano la loro protezione in favore della nave, degli uomini e della mercanzia.
Ci si affida alla Madonna e a San Giuliano, patrono della gente di mare.
Questi viaggi sono lunghi e pericolosi, così nel Portolano Sacro sono citati tutti i Santi delle località percorse dai mercanti genovesi durante la navigazione, sono citati i Santi che proteggono coste, promontori e città costiere.

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Un viaggio nel passato ti permette incontrare anche la gente comune.
Andate a cercare Raffaellino, aveva solo nove anni quando venne affidato al cartografo Battista Beccari, così iniziò il suo apprendistato, come testimonia questo documento del 1427.

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E poi cercate questa carta del 1210, riguarda le nozze tra Manuele, figlio di Nicolò Doria e Iurga, figlia di Comita II, giudice di Torres.
Un matrimonio combinato, come spesso accadeva per tutelare certi interessi, io mi sono chiesta se poi Iurga abbia avuto una vita felice.

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E poi ancora, come l’avrà presa Alarame Salvago?
L’ufficio di San Giorgio ha predisposto il sequestro della merce trasportata sulla sua nave come pagamento di una certa tassa da lui dovuta.
Il carico comprendeva panni di lana, cuoi di vitello e merletti e guardate un po’, sul documento ci sono dei segni, venivano apposti sugli involucri ed erano i segni distintivi di ogni mercante.

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Questo è lo statuto concesso nel 1251 da Ferdinando III di Castiglia, si permette così ai genovesi di commerciare a Siviglia.

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E poi, dieci anni dopo, Alfonso X concede ai genovesi un quartiere in quella stessa città di Siviglia dove si facevano fiorenti affari.

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Vedrete un volume molto prezioso, a parte questo ne esiste solo un altro.
E’ del Caffaro, questa è la sua narrazione della conquista di Almeria e Tortosa risalente al 1147-1148.

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Il cronista delle imprese dei Crociati, questa è la magia del suo scritto.

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Questi sono solo alcuni dei documenti che potete ammirare a questa mostra, troverete accordi di pace e libri dei conti dei genovesi che fecero affari in terre lontane.
Mercanti, gente di mare, persone che sapevano come far girare i soldi.
E tutto qui, all’Archivio di Stato, dove si conservano documenti fragili a volte usurati dai secoli, carte di valore inestimabile che devono essere protette e salvate.
Vi segnalo anche il link della mostra con gli orari, lo trovate qui, come già vi ho detto è a ingresso libero e sono possibili visite guidate gratuite.
Le righe che seguono sono la parte più importante del mio articolo, le scrivo per farvi sapere che ognuno di noi può dare un piccolo contributo per tutelare e difendere le preziose carte dell’Archivio di Stato, ci sono diversi modi per diventare parte attiva nella tutela del patrimonio cittadino.
Si può adottare un documento e provvedere al suo restauro, nel luogo dove si conserva la storia di tutte le storie.

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Venite qui e cercate la vostra Anna.
Provate a darle un volto, a immaginare le sue fatiche e a rivivere le sue speranze.
Anna.
Chi sarà mai costei?
Anna era una schiava bulgara che ottenne la libertà e con essa forse una vita felice, almeno spero.
E basta davvero poco per lasciare il proprio segno e per tenere in vita la memoria di Anna e di tutti coloro che sono venuti prima di noi.

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35 pensieri su “Archivio di Stato di Genova: tutti i genovesi del mondo

  1. Unna mostra che acconseggiæ à tutti, pe vedde e ammiâ de persoña di papê che contan de unna Zena e de unna Liguria do passou ch’en existie pe in davei (çertidun son in zeneise, comme l’accòrdio con o Khan di Tartai, quello fra o Antögno di Grimadi e o re de Tunexi ò a preghea da quæ t’æ parlou à l’incomenso). Da no perde!

    • Grazie Michela, ho provato a raccontarlo alla mia maniera e spero che questo susciti la curiosità e l’interesse di coloro che ancora non conoscono le meraviglie dell’Archivio di Stato. Buona giornata!

  2. Non ci sono mai stata…..ma il tuo post mi ha incuriosita e invogliata a vedere di persona queste meraviglie. Grazie Miss e buona giornata.

  3. Che emozione!!! ogni volta che tengo o sfioro oggetti d’altri tempi mi sembra che passino sensazioni, emozioni e atmosfere di quel periodo. Altro luogo dove non uscirei mai: minuti, ore, giorni, settimane…
    Buona giornata carissima

  4. Luogo incomparabile, scrigno che racchiude meraviglie. Grazie per questo interessantissimo post. Mi ha fatto ricordare tra l’altro che, durante un viaggio a Siviglia, mi sono imbattuta sulle tracce dei mercanti genovesi!
    Grazie Miss, quando (e se) potrò venire a Genova andrò sicuramente in Carignano! Ciao cara Miss!

    • Anna, che bello trovare all’estero le tracce dei nostri avventurosi mercanti, immagino la tua emozione.
      E quando passerai da Genova ti piacerà visitare l’Archivio di Stato, ne sono sicura.
      Ciao cara, un abbraccio a te.

    • Cara Marina, sono contenta che tu e Joe apprezziata e sai un cosa? Ho pensato che potresti diffondere questa iniziativa in Canada, nella tua Università, chissà magari i nostri documenti potrebbero trovare qualcuno che li adotta al di là dell’Oceano, cosa ne pensi? Un bacione cara!

  5. Mia cara miss,
    non so come ringraziarti per quello che hai scritto sull’Archivio e sul nostro meraviglioso patrimonio. Davvero, se potessi, ti nominerei archivista ad honorem! Grazie anche per aver raccontato la storia di Anna, testimonial della nostra iniziativa di restauro. Forse la incontrerò di nuovo in altri documenti e forse, come mi è capitato con altre schiave liberate, potrò raccontarne la storia. Ora posso dirti, e spero che possa farti piacere, che ho fatto in modo che Anna tornasse in qualche modo nella sua terra d’origine: su mia segnalazione, il documento che parla della sua liberazione è stato adottato da un giovane studioso bulgaro che cerca nel nostro archivio proprio le testimonianze degli schiavi provenienti dal suo paese. Perché russi, ucraini, bulgari, polacchi, circassi, abkhazi, turchi, arabi e talvolta anche cinesi vengono a studiare la loro storia attraverso i documenti del nostro archivio, ahimè più famoso all’estero che in Italia ed a Genova. Simeon, il giovane studioso bulgaro, è un ragazzo bruno, sui 25 anni, con gli occhi attenti e svegli, che ha letteralmente gridato di entusiasmo, con l’italiano un po’ incerto della sua mail, all’idea di poter adottare il documento di Anna ed al pensiero di legare il suo nome alla testimonianza di una sua connazionale di 600 anni fa. Spero che anche tanti genovesi si lascino affascinare dall’idea di adottare un genovese del passato. Simeon trascriverà e studierà il documento e lo racconterà nella sua lingua agli studiosi del suo paese. E sarà come se Anna fosse ritornata a casa.

    • Grazie Giustina, è bellissimo poter conoscere le ricchezze dell’Archivio di Stato ed è un onore poter diffondere questa iniziativa.
      E leggere dell’emozione e della commozione di Simeon commuove anche me, credo davvero che questo sia un ritorno a casa per Anna: seicento anni dopo la sua memoria è ancora viva e presente, spero anch’io che siano in molti a seguire l’esempio di questo giovane studioso.
      Tornerò presto all’Archivio, bgrazie ancora di tutto!

  6. E brava che ti gh’ê anæta! A dotoressa Olgiati a l’à ’na pascion travolgente. T’æ fæto ’na bèlla publicitæ a l’Archivio, che no-o conosce guæi nisciun.

    E brava che ci sei andata! La dottoressa Olgiati ha una passione travolgente. Hai fatto una bella pubblicità all’Archivio, non lo conosce quasi nessuno.

  7. Brava Miss, questo luogo che contiene una montagna di notizie, mi manca tanto, quando lo frequentavo, ho fatto centinaia di fotocopie, e oggi che vivo in campagna mi diletto leggendole.
    Spero sempre di poterci tornare, ho passato dieci anni bellissimi, tutti i giorni mi immergevo in quelle filze, e facevo scoperte interessantissime.
    Grazie del bel articolo.
    Eugenio

    • Grazie a te carissimo, so bene quanto tu abbia nel cuore questo luogo e le sue ricchezze, queste testimonianze della nostra storia meritano l’attenzione di tutti noi.
      E immagino quante scoperte durante le tue ore all’Archivio di Stato, nel mio piccolo come sai anche io ho trovato notizie e documenti interessanti.
      Un abbraccio grande a te!

  8. Wow!! Che altro dire? Il passato è un luogo affascinante.
    Io che al liceo non studiavo storia (e oggi la insegno, guarda un po’ il contrappasso…) mi ritrovo a perdermi tra carte parole e lettere scritte secoli fa e resto incantata. Quando sono stata all’Archivio di Stato di Milano per recuperare i fogli matricolari dei miei avi, ero di fretta e sono passata solo dagli uffici; ma solo sapere di essere lì, dove sono custoditi migliaia di documenti della storia di tutti mi emozionava.
    Sempre belle le tue foto e il tuo sguardo che cattura i particolari migliori…
    Buona giornata, Miss 🙂

  9. Questo Post che hai fatto e ci hai così offerto è fuori classifica….è troppo troppo bello e di valore immenso tutto completo….hai evidenziato dei documenti di una unicità e importanza storica grandiosa che solo tu con la tua grande preparazione e cultura potevi evidenziare….Berengario in primis e tutti tutti gli altri…..complimenti e grazie Miss un caro saluto!!!

    • Grazie carissimo, ho potuto scrivere questo articolo con questa ricchezza di informazioni grazie alla Dottoressa Olgiati che con pazienza mi ha raccontato mondi tutti da scoprire, la mostra è meravigliosa, Pino!

  10. Pingback: Genova, 3 Ottobre 1273: il prezzo della virtù | Dear Miss Fletcher

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