Salita Emanuele Cavallo e Salita Accinelli, storie di creuze

Non tutte le creuze sono uguali, talune precipitano verso il mare e terminano davanti agli scogli battuti dalle onde, altre paiono salire all’infinito.
Passeggiando in Via Domenico Chiodo in un soleggiato giorno d’autunno la luce rimbalza sulla strada.

Genova

E davanti a te c’è il panorama immenso di Genova.

Genova (2)

Non tutte le creuze sono uguali, certe sono dedicate a personaggi che si distinsero per il loro valore, di Emanuele Cavallo tornerò a parlarvi.

Salita Cavallo (2)

Sale la creuza e pochi forse rammentano che questa viuzza ripida e caratteristica ha un sinistro passato.
Gradino dopo gradino conduce lassù, verso le Mura delle Chiappe e di Sant’Erasmo.

Salita Cavallo (3)

Io ho percorso l’altro tratto che scende e la collega a Salita Accinelli, ho camminato tra le case rischiarate dal sole e nulla svela ciò che vi accadde in altri secoli.

Salita Cavallo (4)

Come narra Amedeo Pescio un tempo questa via ariosa era denominata Salita dell’Agonia in quanto veniva percorsa dai condannati a morte che trovavano la fine sulle forche rizzate al Castellaccio.

Salita Cavallo (5)

Lunga e faticosa era la strada verso il supplizio finale, ai nostri giorni è svanita la memoria di quegli anni cupi e Salita Emanuele Cavallo si perde nel blu del cielo sereno.

Salita Cavallo (6)

L’autunno sulle creuze ha i colori dei boschi e della pioggia.

Salita Cavallo (7)

E ha muraglioni rivestiti di foglie.

Salita Cavallo (8)

E non c’è vento, resta immobile sospeso nell’aria un ramo arrossato dal tempo.

Salita Cavallo (9)

E trovi sempre qualcuno che cerca il suo posto al sole.

Salita Cavallo (10)

Un portone, i vasi con le piante grasse.

Salita Cavallo (11)

I colori di una stagione che muta, nei tronchi degli alberi, nelle case, nei mattoni.

Salita Cavallo (12)

Salita Cavallo (13)

E foglie vivaci contro il turchese del cielo.

Salita Cavallo (14)

Terrazzi, portoni e laggiù l’orizzonte del nostro mare.

Salita Cavallo (15)

E l’autunno avanza, trova il suo modo per manifestarsi nella bella creuza dal tragico passato.

Salita Cavallo (16)

C’è un tratto dove la via si biforca, alla vostra destra si imbocca Salita Accinelli.

Salita Accinelli (2)

Non tutte le creuze sono uguali, se tu guardi indietro alcune paiono non finire mai.

Salita Accinelli (3)

E anche la salita dedicata allo studioso Francesco Maria Accinelli ha un tetro passato, un tempo era detta Montà da Morte, era la strada che si usava per riportare giù i cadaveri di coloro che erano stati giustiziati al Castellaccio, quegli stessi uomini dolenti che con fatica erano andati incontro al loro destino percorrendo Salita Emanuele Cavallo.

Salita Accinelli

Il tempo cancella le memorie e posa un velo sulla nostra storia lontana, in Salita Accinelli fioriscono i ciclamini e le piantine poste nei vasi fissati al muro.

Salita Accinelli (5)

E poi d’un tratto, tra le case, emerge il profilo delle alture perduto in certe nuvole vaghe.

Salita Accinelli (6)

Salita, scalini e cielo.

Salita Accinelli (7)

C’è ancora un tratto di Salita Accinelli che scende verso Castelletto, ho percorso tante volte i gradini di questa creuza, mi ricordano gli anni della mia prima adolescenza.

Salita Accinelli (8)

E mi rammentano corse a perdifiato con le amiche di allora, festicciole dove c’era sempre qualcuno che suonava la chitarra e canzoni di Lucio Battisti cantate a squarciagola.

Salita Accinelli (11)
Non tutte le creuze sono uguali, alcune le percorri sul filo delle tue memorie.

Salita Accinelli (9)

E poi ti volti indietro e sai che i posti che per te hanno un significato possono essere nulla per gli altri.
I ricordi sono come le foglie cadute sulla creuza, basta un soffio di vento e tornano a turbinare.

Salita Accinelli (10)

E restano nei luoghi ai quali appartengono, luoghi che nel passato lontano sono stati scenario di tetre inquietudini.
E il tempo posa il suo velo sottile sopra ogni istante trascorso, mentre continuano a ad arrossarsi le foglie sulla creuza.

Salita Accinelli (12)

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46 pensieri su “Salita Emanuele Cavallo e Salita Accinelli, storie di creuze

  1. Talvolta il velo del passato si squarcia e mostra uno spiraglio, grazie a persone come te! Bellissime foto Miss, anche in autunno Genova è un incanto.

  2. E Creuze de Zena son tipiche da nostra Cittae ditae ascì “Rigademouin”….a Zena ghè ne pe’ tutti i gusti e dappertuttou,con i scaen e senza,coun o senza couriman e coun de montae douiscime…..mi son nasciou in te na’ creuza tra Qartou e Paiscion via dou Ciappa-a e ne soun onuou……Ste doue che ti ne fae vedde son belliscime con a rigademouin in to mezou e i risseu a fiancou….Ciaou Miss e viva tutte e Creuze de Zena!!!

  3. le strade della memoria sono dolci anche in salita. Un bellissimo post pieno di immagini, non solo fotografiche, ricche di colori. Peccato non ci siano riferimenti storici, anche se capisco che a nessuno piaccia ricordare certi eventi

  4. Grazie Miss………davvero sarebbe un grande onore e piacere vederti….però sei tu l’artefice generatrice di sentimenti di così tanto amore e passione per la nostra Città unica, con questi tuoi insuperabili e impareggiabili Post con immagini favolose….grandissimo abbraccio Grandissima!!!

  5. Anche per me quelle creuze, e altre della zona, sono piene di ricordi dell’adolescenza, con le canzoni di Battisti cantate tutti insieme. Bastava una chitarra …

  6. in questi giorni di azzurro, luce intensa e tramontana camminare per certe zone di Genova è una magia, in certe creuse si incontrano solo gatti…..o ragazzine che, a passo spedito, raggiungono gli amici su qualche muretto, in Spianata.Corsi e ricorsi della ….storia, in questa luce fatata e in questa città che rapisce.
    un abbraccio
    Emanuela

  7. Che meraviglia la scenografia della tua adolescenza… che invidia per i tuoi ricordi rimasti in luoghi tanto belli. I miei invece me li porto sempre appresso, perché non voglio lasciarli nello scenario un po’ insignificante dove sono cresciuta…
    Un abbraccio e buona domenica e buon novembre che inizia 🙂

  8. Le mie strade, che percorro quasi giornalmente, in compagnia del bau . Un tuffo in una Genova nascosta ai più, ancora “antica”, con alcune case che recano memorie sacre, con scorci di minuscoli cortili, con le mattonate faticose, invase da erbacce, ma incantevoli lo stesso. Adoro quel silenzio, rotto solo dal vento e da qualche rara voce, che esce da finestre nascoste.

  9. E’ tanto tempo che non ci passo più e che mi riprometto di farlo per ricordare gli anni più spensierati della mia infanzia e grazie a te,anche se solo virtualmente, ci sono tornata.La foto n°20 è quella con la finestra della mia cameretta di bambina.Ci ho abitato per 8 anni,dall’asilo delle suore di S.Gerolamo alle elementari della Mazzini;poi mi sono spostata non molto lontano perchè sono sempre in zona ma che struggente ricordo qeste foto grazie grazie grazie

    • Benvenuta qui Patrizia! Sono felice di averti regalato un’emozione felice, su queste pagine capita spesso che qualcuno riconosca luoghi del cuore, oggi è la tua finestra della cameretta che avevi da piccola, che bella cosa.
      Grazie a te e buona giornata!

  10. Miss, “agonia & morte”, denominazioni che definirei poco turistiche… però un post che mi è piaciuto molto, con le giuste dosi di malinconico patos per i condannati e di affettuosa perorazione per il presente…. il tempo, cessando il primitivo uso di quelle creuze, ha mutato loro il nome… e a proposito di ciò direi che in groppa a uno di quei due cognomi, raggiungere la forca sarebbe stato, se non più allegro, sicuramente meno faticoso…

    • Come al solito hai ragione, le precedenti denominazioni non erano esattamente invitanti, se ci aggiungi che sono delle salite niente male, oltre tutto… Comunque bellissime e panoramiche, meritano di essere scoperte, magari in discesa, molto meno faticoso!

  11. Cara Miss come al solito non resisto alle tue meravigliose descrizioni… ci andrò proprio oggi vista la magnifica giornata novembrina, partendo da Castelletto su per salita S. Gerolamo fin dove il fiato me lo consentirà;-)

  12. Le mie crose?salita Granarolo,ripida e lunghissima,una vera”direttissima,Salita san Francesco da Paola,Salita Gesù e Maria,Salita della bella Giovanna,Passo del Cardellino,Passo della Chiassaiuola….ora le farei con fatica,ma sempre con immutato piacere

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