Bottaro, la Vetreria Artistica di Piazza delle Scuole Pie

Questa è una bellissima vicenda genovese, una storia che ci porta in una piazzetta raccolta dei caruggi, Piazza delle Scuole Pie.

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Qui ha la sua sede una bottega dalla storia molto antica: la Vetreria Artistica Bottaro.

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Cosa si cela dietro a questo affascinante vetro?

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Innanzi tutto una storia che risale a molto tempo fa e inizia in questo modo: c’era una volta un sarto.
Come un sarto, direte voi?
Proprio così, correva l’anno 1850 e a Genova aveva la sua bottega un certo Giuseppe Bottaro, lui confezionava lussuosi abiti per le dame della città, nel suo negozio c’erano nastri, velluti e preziosi damaschi.
Naturalmente per stare al passo con i tempi bisogna seguire i dettami della moda, così Giuseppe ebbe un’idea geniale: nel 1885 mandò suo figlio Angelo Edoardo a Parigi, nella Ville Lumière il giovane avrebbe potuto trarre nuove ispirazioni dai raffinati modelli francesi.
Angelo Edoardo, appena ventenne, rimase tuttavia affascinato da ben altro: si innamorò delle variopinte vetrate delle chiese della capitale francese.
E così, tornato a Genova, decise che quello era il suo destino e realizzò il suo sogno divenendo uno stimato vetraio di talento.

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Angelo Edoardo Bottaro

Aprì così la sua bottega in un vicolo ormai scomparso, nell’intrico di caruggi dell’antica Piccapietra.

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Là , in quel Vico dei Tintori che noi non possiamo più percorrere, possiamo solo ammirarlo nelle antiche immagini che lo ritraggono.

Vico dei Tintori

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

L’impresa di famiglia continuò la sua avventura con successo e passò nelle mani di Enrico, figlio di Angelo Edoardo.

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Ed egli raffinò ancor meglio la sua arte, frequentò l’Accademia delle Belle Arti e divenne disegnatore.

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Enrico Bottaro

Dai suoi albori questa bottega ha cambiato sede diverse volte: da Vico dei Tintori venne spostata nella zona di Piazza Marsala, poi fu trasferita in Piazza della Stampa, dal 1937 si trova nella sua attuale collocazione, in Piazza delle Scuole Pie, in un fondo antico con i soffitti a volta.

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E cosa potete trovare in un’antica vetreria?
Ci sono attrezzi costruiti dalle abili mani dei predecessori, sono questi due oggetti per me misteriosi: la pistola per smerigliare e la squadra per centrare il vetro, procedimento che mi è stato mostrato e che mi ha lasciata stupefatta.

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E poi ecco altri attrezzi come le rotelle diamantate.
Notate i manici, uno è di legno e uno è di avorio, sono proprio oggetti di un altro tempo.

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E ancora, le rotelle in acciaio temprato.

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Una di esse si apre ed ecco un piccolo cacciavite e le rotelle di ricambio.

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E poi squadre, compassi, oggetti di ogni genere tramandati di padre in figlio.

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Ecco un vetro dal disegno ottocentesco.

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E la tradizione continua, portata avanti con passione dall’ultima generazione di Bottaro, a raccontarmi con pazienza le storie di famiglia è stato Marco che ha seguito le orme del padre Ermanno e  dagli anni ’80 si dedica con autentico amore alla sua vetreria.

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E quali meraviglie ci sono in un negozio così?
Ci sono delle antiche sagome, ricordano la tecnica della stencil, si notano fiori, stemmi e decorazioni di diverso tipo.

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Ci sono i progetti, dietro ad ognuno c’è il nome del destinatario, questa vetrata era destinata a una casa di Milano, chissà se c’è ancora!

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E fiocchi, nastri e tinte delicate.

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E una vetrata antica, in puro stile Liberty, una vera bellezza.

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E ancora un disegno, questo è particolare per una precisa ragione: osservate bene i dettagli.

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Al centro, come vedete, c’è un decoro a fiori, forse il destinatario non era del tutto convinto di questo disegno e infatti gli venne proposta un’alternativa.

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Voltate il foglio e in quello stesso punto vedrete un pappagallo, osservando il progetto in controluce si può ammirare anche questa versione in tutta la sua completezza.
Ingegnoso, vero?

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E poi ancora, Marco ha estratto uno specchio.
Perdonate la cattiva qualità dell’immagine ma non ho saputo far di meglio e tuttavia ci tengo a mostrarvelo.
Sotto a questo specchio è stata riportata una fotografia che ritrae Enrico Bottaro a 4 anni nel 1900, questo lavoro risale a quell’anno ed è stato realizzato dal padre Angelo Edoardo.
Marco non sa quale tecnica sia stata usata, di preciso si sa che questo specchio è nato dall’ingegno di un grande artigiano.

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E poi ancora immagini che provengono dal passato recente, gli zii in laboratorio e con loro un giovane apprendista.

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E poi? Che altro c’è in un’antica vetreria genovese?

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C’è la storia della città e delle sue industrie, ci sono tracce tangibili del nostro passato.

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E c’è un’arte che continua, portata avanti con grande dedizione, questo vetro è della nostra epoca realizzato da Paola Bottaro, la sorella di Marco.

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Un continuo viaggio nel tempo, dal passato riemerge una prova di esame sostenuta da un aspirante legatore di vetrate.

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E ancora ecco i vetri smerigliati.

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E dall’intrigante passato di una bottega storica emergono queste mascherine, inutile dirvi che sono molto antiche e sono state fatte a mano, Marco mi ha spiegato il procedimento per realizzarle, una tecnica raffinata e davvero complessa.

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Ce ne sono tante e rappresentano l’armonia di un’arte semplicemente affascinante.

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Ai giorni nostri la Vetreria Artistica Bottaro ancora si occupa di produzione e restauro di vetrate artistiche, ma anche di riparazioni del vetro, di vetrine, di specchi e cristalli di ogni genere.
Ringrazio Marco per tutto il tempo che mi ha dedicato, la visita nella sua bottega è stata uno splendido viaggio nel tempo.

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E mentre ero nel suo negozio, intenta a fotografare e a guardarmi intorno, ho assistito a un continuo andirivieni di clienti.
E mi è parso che molti di loro portassero a riparare oggetti cari venati da malaugurati incidenti: cose di casa alle quali si è affezionati, dolci ricordi fragili come il vetro.

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Troveranno una nuova vita e nuovo splendore nella bottega dei caruggi dove si celano tutti i segreti di una meravigliosa arte, nella Vetreria Artistica della famiglia Bottaro.

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33 pensieri su “Bottaro, la Vetreria Artistica di Piazza delle Scuole Pie

  1. Ciao Miss! Molto interessante questo post e che lavori sopraffini! Vera arte e che meraviglia quei disegni liberty! È stata una fortuna che Edoardo sia stato folgorato dalle vetrate parigine anziché dai vestiti. Oggi non ci sarebbe traccia della loro bellissima attività. Baci grazie sempre, Raf

    • Carissima, questa storia inizia come una favola ed è un continuo sogno di bellezza, immaginare questo ragazzo che per le vie di Parigi si perde ad ammirare le vetrate è una grande emozione.
      Bacioni a te Raf, a prestissimo!

  2. Un lavoro da artisti, le vetrate sono una meraviglia e quello specchio con l’immagine impressa è davvero curioso, non ne ho mai visti di simili.
    Come sempre hai scovato qualcosa di prezioso ! Bacioni

    • Neppure io l’avevo mai visto, ho fatto una certa fatica a fotografarlo, essendo uno specchio ci rimaneva la mia immagine riflessa… guarda cosa si andavano a inventare a quei tempi, questo negozio è uno scrigno di continue meraviglie!
      Un bacione a te Viv, buona giornata!

  3. Ancora una meraviglia! Quanta storia e quanta ricchezza in una bottega artigianale. La fotografia sul vetro in realtà potrebbe essere un negativo, una tecnica messa a punto all’epoca per sostituire la carta (più facilmente deteriorabile) e ottenere immagini più nitide e dettagliate. Buon fine settimana.

    • Grazie Bianca, preziosa precisazione la tua, in questo negozio ci sono autentici splendori, c’è sempre da stupirsi a gironzalare per le Botteghe Storiche di Genova.
      Buon fine settimana a te cara!

  4. Sono rimasto stupefatto, attività come queste valorizzano non solo la città di Genova, ma tutto il paese, questi signori che con grande passione continuano la loro attività in un paese dove le tasse gli rendo sempre più difficile l’esistenza, sono dei veri eroi, persone così sono il vero capitale di una nazione.
    E’ questa mano d’opera specializzata che ci salverà,
    Io ho vissuto a Genova per sessant’anni, ho girato d’appertutto e non mi sono accorto di questo negozio, ma la prima volta che torno andro a vederlo.
    Complimenti al Signor Bottaro, e grazie a te per averci dato notizia di questo importante laboratorio Artistico.
    Eugenio

    • Hai ragione, Eugenio, sono dei veri eroi e il loro amore per il loro lavoro è così vero e percepibile.
      Quando verrai a Zena ci andremo insieme, carissimo!
      Un abbraccio a te e buon sabato.

  5. Bella storia di un negozio particolare. Sarebbe interessante capire il significato della parola ” Mussolinatura” presente nella carta intestata del negozio. Non sono riuscito a trovare nulla. Grazie

    • Ecco la risposta di Marco, è chiara e comprensibile: La mussolinatura è un termine mutuato dalla colorazione della stoffa con disegni ripetuti. Lo stampo a mussolina si effettua (nel vetro) tramite quegli stampi che si vedono nel post (con gigli ed altro). Antesignano, penso, della serigrafia.

  6. Ecco dove può portare una passione… splendido post perché adoro la lavorazione del vetro: sono sempre stata affascinata da quanta bellezza si possa ottenere partendo dal semplicissimo silicio 🙂
    Un abbraccio!

  7. Che bello quando ricostruisci le storie del passato e che belli quei vetri smerigliati! Ma che dico? Sono bellissimi tutti! Trovo poi commoventi le fotografie degli avi più lontani, ingrandite – forse – da quelle della carta d’identità o di qualche documento, perché riportano dei timbri. Una volta non passavano certo il tempo a farsi selfie!

    • Eh cara, le storie del passato hanno un fascino raro, questo negozio è un incanto.
      Domani sul mio blog ce ne sarà una speciale e spero che riuscirai a passare da queste parti.
      Un bacione a te!

  8. Miss, un post davvero affascinante perchè affascinante è la lavorazione del vetro… tanto di cappello ai Bottaro antichi e moderni che, malgrado lo lavorino, non hanno mai avuto la “schiena di vetro”…

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