Sotto i Portici di De Ferrari agli inizi del ‘900

Adesso c’è un semaforo, c’è un attraversamento pedonale e si sente il frastuono del traffico in sottofondo.
I suoni marcano il fluire del tempo e lo accompagnano, seguono gli istanti e i respiri, i tacchi battono sul selciato e sembrano quasi seguire un ritmo preciso.

De Ferrari

In altri anni, sotto a quei portici, c’era una fila di colonnine.
E altri suoni, una città che ancora conosciamo sullo sfondo e altre vie che non si possono più percorrere.
E ciò che era ieri è ancora adesso oppure non è più, a seconda del punto di vista.

1

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Un tramestio di passi, gli ombrelli in caso di pioggia, il cappello calcato sulla testa.
La fretta, il tempo che va via, i secondi e i minuti che scivolano rapidi.

2

Una donna dall’andatura decisa.
Avrà avuto uno di quei nomi che non si usano più, avrà conosciuto fatiche a noi estranee.
Come ti chiami? Battistina, Metilde o forse Fanny?

3

Passa il tram e gli uomini d’affari vanno coi pensieri alle loro faccende importanti: cose molto terrene e evanescenti se vogliamo, al momento sembrano vitali, a dire il vero.
Si discute, appoggiati alla colonna.

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E poi, tra queste persone che camminano nel centro di Genova,  alcune si distinguono dalle altre.
Un’elegante signorina incede svelta e davanti a lei, fermi quasi in posa, ci sono due ragazzini.
Uno di loro ha un sorriso che è il marchio della sfrontatezza della gioventù: eccolo lì, gambe larghe, mani in tasca, atteggiamento sicuro.
Quello con la giacca più chiara, invece, si direbbe che indossi una divisa, parrebbe un fattorino.

5

La vita che ti aspetta è sconosciuta.
Tu stai lì, sotto i Portici di De Ferrari, con la giacchetta sotto il braccio e una mano sul fianco.
E mica lo sai come sarà il destino che ti attende, poi passano gli anni e a vedere certi volti verrebbe il desiderio di saperlo.
Dimmi un po’, è stata generosa la vita con te?
Ti ha portato un amore, una schiera di figli, una casa da curare e un fine da perseguire?
Dimmi, come è stato per te che te ne stai lì, sotto i Portici tappezzati di pubblicità?

6

No, non lo sai come sarà il destino che ti attende.
Ti appoggi lì, alla colonnina e guardi verso il fotografo con un atteggiamento esitante ed incerto, dev’essere perché non sai come sarà la vita che ti attende.
E magari abiti in una quelle stradine di Portoria che oggi hanno lasciato spazio a edifici moderni e non sarò certo io a dirti che quelle vie non ci sono più e che della tua casa non è rimasta traccia.
Tu però dimmi, come è stata la vita per te che te ne stai lì, sotto i Portici?

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Le immagini magnifiche appartengono all’amico Stefano Finauri che come sempre ringrazio, si tratta di ritagli ricavati da due diverse cartoline.
Sapete, io mi chiedo sempre quale esperienza sarebbe camminare in quella Genova che non conosco, provo in qualche modo a capirlo eppure mi sembra che sia quasi impossibile.
E altre volte mi domando cosa direbbero tutti coloro che vediamo in queste antiche fotografie, come potremmo spiegare loro come è cambiata adesso la loro città.
Come dicevo, ciò che era ieri a volte rimane, a volte non è più, a seconda del punto di vista.

8

Cammini, attraversi il tuo tratto di mondo e magari non ti guardi neppure intorno.
Pensi al futuro, ai tuoi impegni, al fluire del tuo quotidiano.

De Ferrari (2)

Cammini, attraversi il tuo tratto di mondo e non ti soffermi a pensare che qualcuno l’ha percorso prima di te.

9

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

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20 pensieri su “Sotto i Portici di De Ferrari agli inizi del ‘900

  1. Bellissime immagini cara Miss Fletcher. E mi piace molto questa comparazione della stessa veduta: quella attuale e quella del tempo che fu. Ma la fretta, il calpestio, la gente che corre con sollecitudine, ognuno con i propri affari ed urgenze…tutto pare ricorrere, se pur nelle varie epoche.
    E qui a quest’ora della mattina siamo a -3° Brrrr..buon inizio di settimana
    Susanna

    • Da una parte tutto sembra immutato, dall’altra pare tutto così diverso, queste cartoline mi fanno sempre riflettere, cara Susanna.
      Un bacio grande a te, grazie e buon inizio di settimana, gelido a quanto leggo!

  2. “e magari abiti in una di quelle stradine di Portoria che oggi hanno lasciato spazio a edifici moderni e non sarò certo io a dirti che quelle vie non ci sono più e che della tua casa non è rimasta traccia”…

    Miss, le cartoline tacciono, ma c’è chi le interpreta a meraviglia…

    • Grazie caro Sergio, a volte guardando queste persone mi viene da divagare, semplicemente penso a quanto siano cambiate certe cose, alcune strade, le prospettive di Genova.
      E davvero, chissà cosa ne direbbero loro.
      Buon pomeriggio a te!

  3. Post bellissimo che mi fa pensare alla fragilità umana e allo scorrere del tempo che cancella troppe cose.Splendide, come sempre, le cartoline. Ciao cara Miss.

    • Grazie cara! Il grande merito di questi post è soprattutto di Stefano che mi presta le sue cartoline, senza queste immagini sarebbe impossibile tentare di raccontare ciò che non ho veduto.
      E uso quel verbo, tentare, perché queste sono proprio mie divagazioni e miei pensieri.
      Un caro saluto, Orietta, buon pomeriggio!

  4. Che dirti Miss! Hai superato te stessa con questo stupendo post. Il fluire del tempo, il destino dell’uomo, le cose che passano e non tornano più! Bellissimo, poetico e malinconico. Come diceva Victor Hugo” la malinconia è la felicità di essere triste”. E tu e le foto del signor Stefano, questa felicità ce l’avete regalata!

    • Grazie carissima, a volte i miei racconti sono fatti solo di sensazioni e delle emozioni che mi suscitano queste persone.
      Accade spesso, con immagini così semplici eppure meravigliose, Stefano fa un gran regalo a tutti noi.
      Un abbraccio Anna, grazie.

  5. Mi piace molto come dai vita alle fotografie d’epoca e come le confronti con la città di oggi. Tra un secolo o due una Miss Fletcher del futuro aggiungerà la sua visione ai tuoi post

  6. Mi ricordo che sotto questi portici quando ero adolescente mi hanno più volte fotografato in compagnia di mia Madre o di mio fratello,foto in bianco e nero che ti riprendevano a tradimento con le espressioni più strane.Cinquant’anni fa una fotografia era ancora una cosa rara che ti faceva piacere conservare.E infatti le ho conservate e mentre le guardo rifletto che adesso lo so come è andata la vita ,e nonostante i dolori e le lacrime la stringo ancora a me con la gioia del possesso e l’angoscia di perderla,e i suoi post mi comunicano una nostalgia profonda della mia città quasi potessi ritrovarvi ,tornandovi quella Mamma e quel fratello della fotografia per strada,sotto i portici di Piazza De Ferrari.. Nicla

    • Carissima Nicla, il suo commento mi ha talmente commossa che davvero non trovo le parole per risponderle.
      E comunque sono certa che in quelle foto in bianco e nero lei sia bellissima, ci giurerei.
      Un affettuoso abbraccio da parte mia!

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