Via Orefici, la disavventura di Sant’Antonio da Padova

Questa è una vicenda poco nota ed è una storia che merita l’onore del ricordo, vi porterà in una zona dei caruggi quotidianamente percorsa da molti di noi, Via Orefici è un punto nevralgico del centro storico di Genova.

Via Orefici

Posta ad angolo, su un vetusto palazzo, c’è un’edicola dalla storia antica.
Il breve caruggio che qui inizia e termina in Vico Indoratori con il tempo ha perduto il suo nome.
È fragile la memoria, è affidata all’attenzione degli uomini e oggi forse quasi nessuno sa che quel tratto di vicolo, ora parte di Via dei Conservatori del Mare,  in anni lontani era dedicato a Sant’Antonio da Padova, colui che è effigiato nella statuetta posta nella nicchia.

Via Orefici (2)

Da lungo tempo Sant’Antonio posa il suo amorevole sguardo su coloro che attraversano Via Orefici, in altre epoche tra le sue braccia reggeva il Bambino Gesù e sotto alla sua immagine a metà del ‘700 c’era una piccola cassettina delle elemosine dove riporre monete destinate ai bisognosi della città.
A Sant’Antonio i genovesi confidavano speranze e preghiere ma un giorno accadde un fatto strano che fece molto scalpore in città.

Via Orefici (3)

Era il mese di giugno del 1864 e sotto l’edicola, proprio come oggi, c’era una bottega; fu proprio il solerte commerciante che là faceva i suoi affari ad avere un’idea alquanto balzana.
Costui desiderava che il suo locale fosse ben visibile a tutti i passanti e così, con il favore delle tenebre, fece sparire la statua e al suo posto mise su quell’angolo l’imponente insegna del suo negozio.

Via Orefici (4)

La notte coprì il suo misfatto, la luce del giorno lo svelò.
Il mattino successivo tutti gli altri negozianti si recarono presso le loro botteghe e con rammarico si accorsero che Sant’Antonio era scomparso.
Come si poteva osare tanto? Dov’era finito il Santo di Padova?
Un brusio neanche tanto sommesso percorse i vicoli, uno sdegno unanime si levò tra la gente dei caruggi.

Via Orefici (5)

In cotanto attonito stupore si fecero avanti anche i rappresentanti della Corporazione degli Orefici, d’altra parte la statua apparteneva a loro e certo non si intendeva soprassedere: la faccenda finì sui giornali e si fece ricorso alla pubblica autorità.
Come si può ben immaginare la sentenza fu a sfavore dell’incauto commerciante e in breve tempo questi fu obbligato a risistemare la nicchia e la statua.
Nella commozione generale, per la gioia di genovesi, Sant’Antonio da Padova tornò a vegliare su Via Orefici.

Via Orefici (6)

In queste strade della città vecchia portate con voi il senso del rispetto, cercate di riconoscervi in ciò che siamo stati e in quello che ci è stato lasciato.
Vedrete botteghe che non esistono più, sentirete l’eco di voci lontane perdute nei secoli e in giorni che non abbiamo vissuto.
La vedete quella folla?
Ci sono un cartaio e un giornaliere, una besagnina e un pescivendolo, un artigiano di pregiate filigrane discute animatamente con uno stimato argentiere.
Sì, sono tutti d’accordo, Sant’Antonio deve ritornare al suo posto!
Tra quelle persone ci siamo anche noi: siamo ciò che siamo stati, i nostri occhi si posano sul nostro passato e sul viso benevolo di Sant’Antonio da Padova ricondotto qui nella sua nicchia dall’amore della gente di Genova, in un giorno d’estate del 1864.

Via Orefici (7)

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28 pensieri su “Via Orefici, la disavventura di Sant’Antonio da Padova

  1. Insomma va bene farsi pubblicità ma arrivare addirittura a togliere l’edicola col santo mi sembra un tantino troppo… Fortuna che l’hanno rimesso al suo posto se no finiva che per farcelo conoscere dovevi impolverarti in qualche museo magari chiedendo pure l’aiuto di qualcuno per fotografarlo in favore di luce 😀 bacioni, intrepida ricercatrice di aneddoti!

    • Cara, grazie! La cosa fantastica è che non l’ho neppure cercato questo aneddoto, mi è capitato di trovarlo mentre cercavo ben altro, riesco sempre a meravigliarmi in questa città.
      E meno male che ci hanno pensato gli orefici, no?
      Un bacione Viv, buona giornata!

  2. Alla fine hanno prevalso la ragione e la fede: il Santo doveva assolutamente riprendere la sua postazione! Ma è inevitabile pensare intimamente che quel “Calzedonia” così vicino all’edicola…strida non poco. Evvabbè…è il progresso, non voglio fare la purista o la retrogada 🙂
    Un abbraccio e buon inizio di settimana, cara Miss Fletcher
    Susanna

  3. meravigliosa storia, Miss, ti speri ogni giorno.
    questa poi ha per me un sapore particolare….la mia nonna era molto devota proprio a questo Santo ed ogni anno si andava, almeno una volta, a Padova. Ed ora, passando in via orefici, so che avrò un’attenzione particolare.
    un abbraccio
    Emanuela

  4. Chissà quanti clienti ha perduto l’ingordo negoziante con la sua balzana ed irrispettosa idea. Io di certo non ci sarei più andata… roba da matti!
    Grazie per queste belle cronache dal passato.

    • E infatti, proprio roba da matti!
      Questo aneddoto è bellissimo per me, testimonia il grande amore dei genovesi per le immagini che vegliano sulla città in queste antiche strade.
      Grazie a te Bianca, buona giornata.

  5. Impudente e imprudente il negoziante. Non immaginava forse una sollevazione popolare? Una bella storia però, piccola, ma grande nella sua genuinità e tu l’hai raccontata in modo commovente.

  6. Senza di te non saprei tutti questi interessanti aneddoti su Genova che è la mia città e tu me la fai conoscere….grazie!!!

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