Era l’estate del 1905, a Torriglia

Questa valle dove trascorro le mie vacanze è da sempre meta prediletta dei genovesi, con la bella stagione si aprono le seconde case e i paesi e le numerose frazioni si popolano.
Era l’estate del 1905, era il tempo della villeggiatura e delle passeggiate sui prati.
A Torriglia, all’inizio del secolo del scorso.

Torriglia

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E allora andiamo a quell’anno, nel lussureggiante giardino di una casa di campagna ci sono delle gentili signore e signorine, sono tutte in posa per la foto di rito.
E tra loro c’è anche un gentiluomo, è agosto e lui indossa camicia a maniche lunghe e giacca, ha anche un cappello in mano.
Davanti a lui, seduta sull’erba, una villeggiante che sfoggia una pettinatura sofisticata, per non parlare della fantasia del suo abito, mi piacerebbe saperne indovinare i colori!
E a guardar bene mi sembra proprio di scorgere delle note di celeste e di rosa.

Torriglia (2)

Amiche, sorelle, parenti.
La giovane ragazza sulla sinistra indossa un vestito confezionato con la medesima stoffa.
Sorrisi appena accennati, occhi che si spalancano sul mondo, in questo istante del 1905.

Torriglia (3)

E poi.
E poi non tutte si divertono.
Certo, se tu sei l’unica bambina e le altre sono tutte adulte.
Imbronciata, annoiata, potrebbe sbuffare da un momento all’altro.

Torriglia (4)

E poi.
E poi ognuno ha il proprio posto nel mondo ma bisogna vedere cosa il mondo riesce a capire di te.
Sarà sufficiente un’immagine, un fragile frammento di vita?
No, certamente no.
Eppure.
Tre donne.
La prima a sinistra ha una certa età, è una donna calma e posata.
La giovane al centro invece è un vulcano di entusiasmi, è una ragazza gioiosa e solare, lo si intuisce dal suo sorriso aperto.
L’amica in piedi accanto a lei è ben diversa: timida e ritrosa, arrossisce per un nonnulla.Torriglia (5)

Al centro della scena, sedute per terra, una fanciulla e una donna più adulta.
E pizzi, nastri, occhi sgranati.
E sogni.
Cosa sogni, ragazza del 1905?
Quali sono i tuoi pensieri, in questo scorcio d’estate di un altro secolo?

Torriglia (6)

Ognuno ha il proprio posto nel mondo ma non è detto che il mondo riesca a capire chi sei.
Eppure.
Come sempre accade, tra tante persone una in particolare ha risvegliato la mia fantasia, è impossibile per lei passare inosservata.
Ha il viso lungo, i lineamenti affilati, sta seduta in una posa composta, oserei dire quasi rigida, con una mano regge l’immancabile parasole.
Lei osserva.
E ci giurerei, è una che sa il fatto suo, è una donna di polso, con lei non si discute.
Sapete?
A volte è il nostro carattere a renderci riconoscibili.
E brilli della tua luce, la luce che ti rende inconfondibile.

Torriglia (7)

Era il tempo del sole e dei fiori.
Era un giorno da ricordare.
Era l’estate del 1905, a Torriglia.

Torriglia (8)

24 pensieri su “Era l’estate del 1905, a Torriglia

  1. È una delle foto antiche che hai acquistato di recente? Trovo che sia bellissima, non sarei riuscita a trattenermi neppure io! E quelle pettinature… Spettacolo! Un bacione, cara, chissà che bello lì da te

  2. Incredibile come da una foto ormai inerte lei faccia nascere una storia cui il lettore aderisce e partecipa.Buona estate…a Torriglia Nicla Roma

    • Quella bambina è una storia tutta da scrivere, Eugenio mi dice sempre che si commuove a vedere le immagini dei bambini… due guerre mondiali alle porte, il destino resta un mistero ma certo ognuno di loro avrà vissuto momenti difficili.
      Grazie Katia, buona giornata.

  3. anche a me commuove la bimba. Mamma mia, con quel vestito così…limitante…
    Perchè i bambini sono bambini, sempre.
    Forse aveva voglia di correre. Aveva voglia di giocare.
    Magari guardava i bimbi di Torriglia che si arrampicavano sugli alberi, si tuffavano nel fiume, raccoglievano la frutta dagli alberi e facevano merenda così, con il succo delle pesche che colava giu’ per gli avambracci…..
    e lei, secondo me, non poteva fare nulla di tutto questo. Bimba di ” buona famiglia”, pampano e cerchio per giocare, probabilmente da sola….Merenda nel parco di casa.Ma la libertà dov’è? Dov’era?
    …E poi queste interminabili sedute fotografiche…..con tutte queste zie e cugine per lei ” vecchie”, che mica si scattava e via! E mettersi pure il vestito ” buono”….mamma mia, che noia!
    ….e qua mi è partita la penna ….ops…la tastiera….ad immaginare chissà che! Perchè tu mi regali sempre lo spunto e poi…ti prendi la responsabilità della mia immaginazione!
    un abbraccio grande
    Emanuela

  4. bel dagherrotipo, Miss… tutte eleganti e copertissime fino al collo… Torriglia sarà pure in altura, ma quell’estate di 111 anni fa, non sembra essere stata caldissima…

  5. Pingback: 21 Ottobre 1904, autunno a Torriglia | Dear Miss Fletcher

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