Da un diario genovese del passato: la Grande Guerra

Ancora memorie, una nuova pagina tratta dal diario di Francesco Dufour.
E ancora si parla di una delle imprese di famiglie: i grandi velieri e le tempeste del primo conflitto mondiale.

Il periodo della Grande Guerra fu per la nostra famiglia ricco di eventi tremendi.
I rifornimenti militari facevano lavorare intensamente le concerie, il valore dell’estratto aumentava e con esso i benefici.
Noleggiammo molti velieri oltre i nostri, molti di essi furono silurati dai tedeschi.
Dopo le prime perdite i velieri furono rimorchiati sotto costa fino a Gibilterra, fra i primi ad essere silurato fu il Roberto da noi noleggiato: portava un carico che ci avrebbe dato il beneficio di un milione.
Un altro bellissimo, il Regina Pacis di 3800 tonnellate, fu silurato quasi subito.
Dopo quattro giorni il capitano ritornò da Nizza e ci raccontò piangendo che davanti alle Isole Hyères un sottomarino si era affiancato alla nave e aveva intimato all’equipaggio di imbarcarsi sulle scialuppe.

Amerigo Vespucci (9)

Amerigo Vespucci

Ricordo di aver sentito che un altro capitano era venuto in scagno a salutare i principali prima della partenza, poche ore dopo lo vedevano di ritorno: raccontò di essere stato silurato di fronte a Voltri, l’equipaggio era stato salvato dai pescatori ed il capitano aveva preso il tram nr 1 per tornare a Genova.

Voltri (2)

Voltri

Questi sono i velieri silurati in soli 3 mesi nel 1916: Saturnino, San Francesco, N. S. della Guardia.
Parecchi velieri furono requisiti dallo Stato, le assicurazioni raggiungevano un quarto del valore, finita la guerra incominciò la lotta con il Fisco.
Complessivamente perdemmo 18 navi.
Verso il principio degli anni ’20 l’Argentina proibì l’esportortazione del legno di quebracho ed impose l’estrazione nel territorio dello stato.
Si cercarono dei succedanei, altri legni esotici (tisero, campeccio da Marocco) poi ci si rivolse al legno di castagno.
L’attività dei navigli dei Dufour continuò ancora per qualche anno, navigando anche per conto terzi poi nel 1929 l’ultima nave fu venduta per la demolizione.

Finì così un’epoca, la memoria di quelle vicende è scritta sulle pagine preziose di questo diario, testimone di tempi gioiosi e di tempi difficili.

Nave Italia (12)

15 pensieri su “Da un diario genovese del passato: la Grande Guerra

  1. Enormi ricchezze vennero affondate e distrutte in quegli anni, chissà se qualcuno di quei relitti è stato localizzato… Forse la pagina meno allegra tra tutte quelle che hai tramandato su queste pagine, ma la vita non è fatta sempre e solo di tavolate imbandite e sere a teatro 😉 Bacioni cara

  2. La Grande Guerra ha cambiato l’Europa dell’epoca in un modo che possiamo solo immaginare… dopo di lei il Tempo si è come accelerato, e dopo la II ancora di più.
    Grazie per tutto ciò che condividi con noi.

  3. Miss, una puntata resa interessante dai drammatici eventi della Grande Guerra e a me sembra esserlo ancor di più perchè cita l’Argentina e il quebracho… trovo inoltre assai singolare il riferimento che riguarda il capitano del veliero silurato di fronte a Voltri che, una volta messo in salvo dai pescatori, prende il tram n° 1 per tornare a Genova…

  4. Il ricordo delle guerre è straziante, e quando se ne ricordano i particolari, ancora di più. Impareremo mai? Grazie Miss di questo “nuovo” ricordo genovese 🙂

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