Corso Firenze, 1893: la nascita della Scuola Maria Mazzini

Torno a scrivere di un luogo a me caro, con un racconto che viene da lontano ed è tratto dalle pagine di un mio libro prezioso: Genova Nuova, un corposo volume edito nel 1902 che narra la crescita e la trasformazione della mia città.
Sono anni di fermento e di grandi rivoluzioni urbane: la Superba cambia aspetto, la nuova Genova è bella ed elegante.
Sulle alture si snodano dolcemente le ampie strade della circonvallazione, il cielo è lo stesso di allora: turchese profondo su Corso Firenze.

Corso Firenze

Passo dopo passo lo si percorre per raggiungere la Scuola Elementare Maria Mazzini, di quegli anni d’infanzia ho già scritto in questo post, ne ho un dolce ricordo.
Corri giù, con lo sguardo sull’orizzonte del mare, la cartella sulle spalle e la mano sulla ringhiera.
Suggestioni dell’autunno che sta per arrivare.

Corso Firenze (2)

L’autore di Genova Nuova dedica ampio spazio alle nuove scuole cittadine.
Sorgono, egli scrive, per accogliere con maggior agio gli scolari e perché essi possano usufruire di spazi ampi, luminosi e arieggiati.
La scuola dove io ho imparato a scrivere viene terminata nel 1893 su progetto dell’Ingegner Oddone e se per caso non lo sapeste adesso comprenderete per quale ragione questo edificio ha due ingressi.

Scuola Elementare Mazzini

Da principio, infatti, il palazzo comprendeva due differenti elementari: la scuola maschile Emanuele Celesia e la scuola femminile Maria Mazzini.
In posizione amenissima e saluberrima, sottolinea il nostro autore.
E poi descrive quei corridoi, quelle scale, i terrazzi e i saloni dedicati alla ginnastica e alla ricreazione al coperto.
Luoghi che ho vissuto, luoghi dove sono cresciuta, li ho scolpiti nella memoria.
Qui non mi dilungherò nei numerosi dettagli architettonici riportati nel libro, l’autore descrive il sistema di riscaldamento e quello per l‘aspirazione dell‘aria viziata, specifica che quelle ampie finestre erano state progettate perché la luce inondasse le classi e le file di banchi.

Scuola Elementare Mazzini (4)

C’erano, nelle due scuole, 10 classi per ogni sezione.
E mi viene in mente che mia nonna era maestra elementare e insegnò anche alla Mazzini, ho tante foto di classe di lei con i suoi alunni.
Un libro che racconta il passato,su quelle pagine si legge che all’epoca i bambini potevano usufruire di un giardino che era parte dell’edificio.
In quel principio del secolo poche case sovrastavano la scuola, nella parte destra della fotografia si nota una ringhiera non più esistente, in quello spazio ai nostri tempi c’è la Piazzetta dell’Unicorno.

Corso Firenze (3)

Immagine tratta dal Volume Genova Nuova di mia proprietà

In età adulta mi è capitato di ritornare alla Mazzini, come molte altre anche la mia scuola è sede dei seggi elettorali.
Di un dettaglio non ho memoria, eppure l’autore di Genova Nuova ne parla con autentico entusiasmo.
Egli scrive che davanti ad ogni classe c’è un vestibolo di 13 mq con una fontanella.
Ecco, io di questo non ho memoria, immagino che non ci sia più l’acqua che zampilla per dissetare i piccoli studenti: se le fontanelle ci sono ancora, e ne dubito, io proprio le ho dimenticate!
Tanto tempo è trascorso dal 1893, generazioni e generazioni di bambini hanno imparato a pensare, a immaginare e a disegnare in questa scuola.
E ancora adesso è così.
In Corso Firenze, alla Maria Mazzini.

Corso Firenze (4)

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23 pensieri su “Corso Firenze, 1893: la nascita della Scuola Maria Mazzini

  1. Molte scuole di quegli anni avevano il doppio ingresso “maschi-femmine” anche la mia era così. Ricordo uno scalone centrale che portava alla segreteria centrale che metteva in comunicazione le due ali dell’edificio. Mi sembrava immensa ed ero terrorizzata all’idea che la maestra mi mandasse in giro per qualche incarico perché temevo sempre di perdermi. 🙂 la storia della fontanella davanti alle classi è bellissima. Credo che se ci fossero state quando andavi a scuola tu sarebbero uno dei ricordi più belli. Bacioni cara

    • Anche io ricordo quelle grandissime scale, non ho mai avuto paura di perdermi ma quella loro ampiezza all’epoca mi colpiva.
      Sì, sulla fontanella la penso come te, sicuramente me ne ricorderei.
      Grazie Viv, un bacione!

  2. I ricordi di scuola sono preziosi, ma spesso rivedere da adulti le aule e i corridoi porta a un ridimensionamento degli spazi… ma le fontanelle non scompaiono. Se c’erano te le ricorderesti. probabile che le abbiano tolte anni prima dle tuo arrivo

  3. Che bel ricordo, cara amica, davvero emozionante! Anche a me ha fatto sempre piacere tornare nella scuola elementare dove sono stata da bimba (e ciò avveniva in occasione delle elezioni comunali) e rivedere quei corridoi lunghi, quel pavimento a graniglia verde, quei lampadari a sfera, pendenti… e mi sembrava tutto così enorme!
    Scusa la digressione, non ho resistito 😉
    Buona giornata
    Susanna

    • Abbiamo ricordi ed esperienze in comune, cara Susanna, sono molto pertinenti le tue considerazioni.
      Anche io sono tornata nella mia scuola in occasioni delle elezioni, è sempre una bella emozione ripercorrere quei corridoi.
      Un abbraccio cara, grazie.

  4. sai quanti ricordi mi susciti, parlando della Mazzini,,,
    Giulia, la sua prima elementare , anno 1989, sezione Montessori, la mitica maestra Vanda.
    Poi 1993, la prima elementare di Tommaso e Silvia, le due prime a tempo pieno che uscivano in via Accinelli, da due ingressi diversi ed erano corse per farsi vedere….
    E le Maestra Maria , Rosalba, Gabriella.
    e Tommaso che, nel primo mese della prima, perse tre grembiuli!!!!
    Ed anche ora ci passo davanti ogni giorno, tornando dal lavoro ed ora c’è piazzetta dell’Unicorno, piena di colori.
    Ma sempre la Mazzini.
    un abbraccio
    Emanuela

  5. Miss, ai miei tempi in Argentina, le Scuole Elementari non avevano nomi di personaggi importanti… la mia era la Escuela N° 8 Distrito Escolar XVI (ci si può affezionare a un nome del genere?), e l’edificio che la ospitava era a piano terra (vedere ora lo stupendo Palazzo della tua, mi fa capire perchè andassi così malvolentieri a scuola), però il “Patio del Recreo” mi sembrava bellissimo, sia perchè quando lo calpestavi non si studiava, sia perchè aveva le piastrelle gialle e blu… la mia maestra di “Primer Grado” si chiamava: Señotita Blanca (le maestre, anche se maritate, erano sempre Señoritas), non avendo io frequentato l’Asilo, perchè giunto da poco giunto dall’Italia, mi sono trovato malissimo… e credo di aver pianto ogni volta per i primi due mesi, quando mia madre mi lasciava a scuola…

    • Ma che bellezza quel Señorita Blanca, caro Sergio, ben diverso dal nostro signora maestra.
      Vedo che anche tu hai dei ricordi molto vividi di quegli anni, le elementari non si dimenticano…ti ricordi anche i pianti, ma povero!
      Grazie Sergio, buon pomeriggio a te.

  6. Quando frequentai la Mazzini esisteva ancora la Emanuele Celesia che frequentava mio fratello…Fu lì che votai per la prima volta a 21 anni.Indimenticabile il,mio,primo giorno che arrivò il 17 di novembre quando compii sei anni : prima non mi avevano accettato.Per prima cosa infilai le dita nel calamaio e visto il guaio che avevo combinato le nascosi dietro la schiena sul grembiule bianco.Mi presi una sgridata con i fiocchi dalla mia bravissima ma severissima Maestra……

  7. Buongiorno Miss Fletcher,
    siamo tre insegnanti della scuola Mazzini e ci piacerebbe poterla intervistare a proposito della nostra scuola. I nostri bambini stanno facendo un lavoro di ricerca sull’edificio che ci ospita e sulla sua storia. Saremmo molto felici di poter utilizzare le sue conoscenze e i suoi ricordi come possibili fonti di questa ricerca. Sarebbe interessata è disponibile ad aiutare i nostri bambini? Attendiamo una Sua cortese risposta.
    Sara Seghizzi Matteo Bocchiotti Emanuela Cotroneo

  8. Pingback: Miss Fletcher torna a scuola | Dear Miss Fletcher

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