Panificio Claretta, una focaccia straordinaria e altre bontà

Quelli che non vanno nei caruggi si perdono meraviglie di ogni genere, oggi voglio consigliarvi un negozio nella città vecchia, si tratta di una bottega molto nota ai buongustai della Superba.
Quelli che non vanno nei caruggi e i foresti che magari hanno qualche difficoltà a districarsi nel nostro centro storico forse vorranno sapere come trovare questo negozio.
Spiegarvelo è abbastanza semplice: da Piazza della Meridiana imboccate Via ai 4 Canti di San Francesco, attraversate questo punto di Via della Maddalena, davanti a voi vedrete Via della Posta Vecchia.

Via della Maddalena (8)

Scendete giù per questa strada e alla vostra destra troverete il Panificio Grissineria Claretta, un piccolo negozio dove si gustano cose molto buone.

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Semplici e invitanti sono le ceste con il pane fragrante.

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Una bottega dagli arredi in legno, un fascino tutto particolare.

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Sulla vetrina noterete un cartoncino con un avviso per la spettabile clientela: c’è scritto che qui non si usano miglioratori chimici e neanche celle frigorifere o abbattitori per la lievitazione del pane.
Il segreto della bontà dei loro prodotti è dato dall’utilizzo del lievito madre e di farine di ottima qualità.

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Una famiglia di panificatori, una storia iniziata a Torino 300 anni fa, una storia che continua nei caruggi di Genova.
E non c’è soltanto il pane, ci sono anche i dolcetti, naturalmente.

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Il panificio tanto apprezzato dai genovesi è in Posta Vecchia dal 1952, l’attuale generazione di panificatori lo gestisce con il giusto orgoglio e nel rispetto della tradizione.

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E ci sono certe impastatrici nel retrobottega!

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Ha diversi fiori all’occhiello questo negozio: i grissini vengono tirati a mano, qui li vedete riposti con cura in un bel cestino.

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E poi, signore e signori, in questo negozio si può gustare una focaccia sublime, non credo che ne esista una simile, la focaccia di Claretta è straordinaria, è impreziosita da olio extra vergine di oliva e da grani di sale grosso cosparsi in superficie.
Una bontà che non so spiegarvi, chi l’ha assaggiata sa di cosa parlo!

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E così durante la mia visita al negozio mi è venuto naturale chiedere chi dobbiamo ringraziare per cotanta delizia e la signora che mi ha narrato le storie di famiglia mi ha detto che questa particolare focaccia è stata ideata dal suo antenato Carlo Claretta.
E allora ho fatto un’altra domanda:
– Come mai gli è venuto in mente di mettere il sale grosso sulla focaccia?
Lei ha sorriso e ha detto esattamente queste parole:
– Eh, sa, lui era un artista.
L’artista ha un volto, a nome dei genovesi e dei foresti porgo a lui i più sentiti ringraziamenti per cotanta prelibatezza!

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Sul muro del suo negozio è anche appeso un riconoscimento ricevuto per la sua attività.

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E poi che altro dirvi, cari amici?
Beh, dovete assaggiarla, è un’autentica bontà!

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E la prova sul campo si fa nei caruggi.
La focaccia si mangia camminando per strada, questa è proprio una delle gioie di essere genovesi, lasciatemelo dire.

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Eh, giusto il tempo di raggiungere la piazzetta e di più non resisto!
Calda, fragrante e deliziosa, questa è la straordinaria focaccia del Panificio Claretta.

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27 pensieri su “Panificio Claretta, una focaccia straordinaria e altre bontà

    • Cara, in quanto a delizie tutta la nostra bella Italia non è seconda a nessuno!
      Questa focaccia è veramente unica e meritava una presentazione, così eccola qua.
      Buona giornata a te Viv, un bacione!

  1. Miss, mi hai fatto sovvenire che a Buenos Aires, di fronte a casa nostra, c’era una Panaderìa che oltre al pane, produceva focacce… non era buona come quelle dei caruggi, ma Doña Julia, che era proprio genovese, soleva dire che la colpa non era sua, ma dell’acqua di Bs. As. e non aveva tutti i torti, l’acqua era quella del Rìo de la Plata, resa potabile con l’aggiunta di una quantità di cloro non indifferente… se in casa lasciavi un rubinetto aperto per alcuni minuti e chiudevi gli occhi, l’olfatto ti diceva di essere sul bordo di una piscina olimpionica…

    • Oh caspita Sergio, questa storia dell’acqua del Rio della Plata mi giunge nuova, i tuoi ricordi di Buenos Aires sono sempre particolari!
      Dai, devi venire a Genova a provare questa focaccia, da sola vale una visita 🙂

  2. Piacevolissimo post, fragrante e che profuma di buono.
    Sarà che mentre leggevo ero digiuna per esami clinici? No, no. Questa focaccia dev’essere strepitosa.
    Un abbraccio cara Miss Fletcher
    Susanna

  3. Ciao! Tu che ami le botteghe ammantate di antichità e che commerciano ottimi prodotti, fai un salto da Seba il forno di Via Lomellini, ha tutte le colonne originali di marmo dell’antico atrio a vista, atrio in cui sono stati ricavati i negozi.
    PS focaccia fantastica, pane eccezionale, è aperto solo al mattino
    PS del PS uno dei piatti locali di Buenos Aires è la “fainà” l’altro è la “fugassa e/o fugassetta” … Uno dei più famosi ristoratori si chiama Banchero, il bisnonno inizio l’attività come panettiere nella II metà del 1800 nel quartiere della Boca. Boca si narra fosse il quartiere dei camalli genovesi, i tifosi del Boca Junior si chiamano Xeneixes 😀 Ora i discendenti hanno una catena di ristoranti/pizzeria. Nei loro menù è raccontata tutta la storia di famiglia, dicono che sia stato il loro trisavolo genovese a portare fainà e fugassa a Buenos Aires ^_^

    • Ah Roberta, sfondi una porta aperta, Sebastiano lo conosco molto bene, infatti nel mio primo post dedicato alla focaccia, scritto agli albori del blog, parlo proprio del suo panificio. Ci saremo incontrate in cosa in uno dei panifici che frequentiamo? Chissà!
      Che spettacolo la storia di Banchero, parecchio curiosa e interessante!
      Buona giornata Roberta, grazie.

  4. Oggi andrò a cercare il panificio Claretta !!!!!! Mi é venuta un’acquolina che vorrei già mangiare quella meravigliosa focaccia subito !!!!!!!!!

  5. A parte che ribadisco la crudeltà di mostrare impunemente quelle golosissime fette di focaccia a chi vive lontano come la sottoscritta … ah ah volevo solo esorcizzare. Conosco e sono fedelissima acquirente ogni volta che vado a Genova e giro per i caruggi. Buon appetito Miss, mangiane un pezzetto anche per me 🙂

  6. Il miglior post per iniziare la giornata, cara Miss! Anche se virtuale un bel pezzo di focaccia fa sempre piacere. Devo scovare qualche tuo post con l’imperfetto per i miei studenti del secondo anno. Cosa mi consigli?

  7. A l’è lee propriou lee a fugassa che mangiava da fuentamme quande giava pei Carruggi…me lalla Vittoia a stava in vico di Porta nuova e li a l’annava a cattala in via da Posta Vegia….se arriou a Zena nou me ne vaddou ciù Miss…ti peu capii ou magoun…poi ti t’é delongo ciù grande….ma ogni votta ti ne fae un megio de Post….un grande abbrassou cariscima!!!

  8. le tue fotografie, come sempre , sono stupende, così come le te parole.
    Ma quest volta, cara la mia Miss, tutto ciò non basta….
    Perchè la focaccia non si può spiegare nè descrivere: la focaccia, la VERA focaccia genovese, bisogna solo mangiarla!
    E scusatemi, non genovesi, per queste mie parole!
    magari mangiate la schiaccia, la pizza bianca…tutte cose buonissime, per carità! Ma la FOCACCIA è altro! Con i granelli di sale grosso sopra e, magari, intinta nel cappuccino.
    …e non storcete il naso…..è l’ottava meraviglia del mondo.
    Emanuela

  9. Buongiorno Miss Fletcher! Volevo ringraziarti per le preziose notizie che pubbli chi sempre! Oggi ho scoperto che quel gioiello di forno esiste ancora! Sono nato nei caruggi e, da bambino giocavo a pallone con i miei cugini in Piazza Pellicceria che è collegata a Via della Posta Vecchia, da un vicolo che sbuca proprio sull`angolo del forno. Quando usciva l`ultima sfornata del pomeriggio, il profumo riempiva tutto il vicolo e arrivava fino in Piazza…allora lasciavamo il pallone e correvamo a comprare 100 £ di focaccia!
    P.S.: Ho letto della tua meraviglia nel constatare l`uso del sale grosso! Io che ho fatto il garzone in un panificio, so che era la prassi…almeno…nel forno in cui lavoravo si usava! Ciao e grazie!

    • Grazie Samuele, che bel commento, ricco di autentio affetto per i caruggi e le sue tradizione.
      Riguardo al sale forse mi sono espressa male… io non l’ho mai visto cosparso su tutta la superficie come fanno dalla Claretta, per lo meno non ho mai trovato della focaccia come la loro.
      Buona giornata a te!

  10. Mi sta venendo un dubbio: la persona che ha scritto questo articolo si meraviglia per aver trovato il “sale grosso” sulla focaccia, allora i casi sono due: o è troppo giovane per ricordare com’era la focaccia, quella vera…o non è genovese! Da che esiste, la focaccia viene ricoperta da olio e sale grosso e si mangia con questa a contatto della lingua e la parte spugnosa verso l’alto !
    Si gusta con caffè, cappuccino o vino bianco!!!!!!!!!!!!

  11. Devo porgere le mie scuse a Miss Fletcher.
    Ho scritto d’impulso ed ho visto dopo i commenti precedenti.
    Mi permetto di aggiungere solamente un particolare. Quando andavo alle elementari (alla Embriaco Fieschi ) i miei genitori mi compravano una striscia di focaccia “normale oppure alla salvia” che mangiavo durante la ricreazione.
    Ebbene, la focaccia alla salvia così buona non l’ho mai più trovata! Aveva la crosta fragrante sopra come la focaccia normale ed il sotto spugnoso ed asciutto ed era tutta cosparsa di salvia tritata! Forse non esisterà neanche più quel panificio. Era sull’angolo tra via Nino Bixio ed il Distretto Militare, proprio di fronte alla Basilica di Carignano
    Sono troppi anni che non abito più in via Jacopo Ruffini e che non passo li davanti!
    Nostalgia !!!!!

    • Grazie Anna Maria, benvenuta su queste pagine, la focaccia è un argomento sempre caro ai genovesi.
      Se non sbaglio non mi sembra che ci sia più il negozio del quale mi parli, certo che la focaccia con la salvia che mi descrivi fa venire l’acquolina in bocca.
      Buon weekend a te!

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