Il Capodanno di un altro secolo

L’anno volge al termine e come ogni altra città anche Genova si appresta a festeggiare.
Forse potrei darvi qualche consiglio per domani, invece preferisco farvi ancora salire sulla mia macchina del tempo per portarvi al Capodanno di un’altra epoca.
Siamo nel 1913 e su Il Lavoro, uno dei quotidiani più letti dai genovesi, ecco pubblicizzati gli eventi ai quali partecipare.
Ad esempio potremmo scegliere un abito da gran sera e attendere l’arrivo del nuovo anno al prestigioso Hotel Isotta, ricorderete che ve ne parlai diverso tempo fa, si trova nella centralissima Via Roma.

Via Roma

Ebbene, all’Hotel Isotta sapranno come soddisfare la loro esigente clientela, si propongono piatti raffinati per l’occasione.
E pensate, il menu è interamente scritto in francese!
La cena si aprirà con un consommé in tazza, seguiranno aragosta, filetto e carni bianche, deliziosi carciofi e salse raffinate.
Anche il dessert è sfizioso ed elegante, non sapete cosa darei per poter assaggiare il delizioso Gateau Isotta, non so bene di cosa si tratti ma deve essere una nuvola di dolcezza!
Il cenone in Via Roma costerà 6 Lire, che dite, ce lo possiamo permettere?

Hotel Isotta (3)

In alternativa la nostra scelta potrebbe essere del tutto diversa, come si legge in un articoletto del 30 Dicembre 1913, al Lido d’Albaro si prospetta una serata interessante.
Alle 21 si terrà uno spettacolo teatrale e poi si cenerà al ristorante, è previsto un menu a prezzo fisso accompagnato dalla musica suonata dall’orchestra.
Dopo la cena ci si trasferirà nel salone riccamente decorato con fiori “figuranti una serra di viole”, così recita l’articolo.

lido-di-albaro

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Oh, poi verranno sparati colpi di cannone a salve per salutare il nuovo anno e non dimentichiamo che ad ogni partecipante è riservata una sorpresa portafortuna.
Passata la mezzanotte inizieranno le danze per il più classico dei festeggiamenti, il biglietto di ingresso per questa bella serata ha un costo di Lire 1.50.
Così si attende il primo giorno del 1914 davanti al mare di Genova.

Corso Italia

E in tutto questo la notizia sensazionale è riassunta in poche righe, secondo me.
Eh già, cari lettori, infatti l’ultimo dell’anno è sempre un problema muoversi ma i genovesi sono fortunati e non sarà difficile raggiungere il Nuovo Lido: per il 31 Dicembre il servizio dei tramways elettrici andrà avanti fino alle 4 del mattino.
Già, nel 1913: sono piacevolmente stupefatta, lo ammetto.
E quindi ecco le mie proposte di oggi, spero che le troviate interessanti.
Domani torneremo in questo secolo e troverete qui i miei auguri per l’anno che verrà, adesso vi lasciò là, tra il 1913 e il 1914, tra le fragranze delicate dei profumi dei fiori.
E ricordate: fino alle 4 del mattino potete prendere il tramway!

auguri

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

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30 pensieri su “Il Capodanno di un altro secolo

  1. Ah, Miss, cosa vai a scovare!! Che trambusto oggi, un secolo fa, in famiglia! I vestiti sono pronti? Stirati a puntino? E i cappellini? I manicotti, i soprabiti e quant’altro! E domani in casa arriverà la pettinatrice, che avrà il suo da fare.. Di nuovo mi hai fatto sognare. Grazie cara Miss, raf

    • Haha, la pettinatrice, è vero, quella ci vuole!
      Cara, ho trovato per puro caso queste piccole perle e potevo tenerle per me? Sono poche righe ma sono sufficienti a restituire l’immagine di un’altra epoca.
      Un bacione Raf, grazie.

  2. Ah, un soffio d’eleganza d’altri tempi! I tuoi post sono dei piccoli capolavori. Sono piuttosto indecisa tra la cena al gran hotel Isotta e la serata danzante…che dici? Però una capatina davanti al mare la farei in ogni caso. Bacioni cara 😘

    • Grazie cara, sei troppo buona, ho trovato queste piccole perle e mi è sembrato un modo speciale per ricordare il Capodanno.
      Questi giornali racchiudono delle perle, aggiungici il fatto che Eugenio mi ha mandato via mail quella cartolina di auguri insieme ad altre di quell’epoca e casualmente ci sono per l’appunto le viole, proprio quei fiori che decoravano il Lido e lui non era a conoscenza di questo dettaglio.
      Un bacione Viv, buona giornata a te!

  3. Cara Miss, hai scelto un Capodanno particolarmente simbolico. Il 1913 è considerato l’ultimo anno della Belle Epoque, un periodo di massima potenza economica per l’Europa che si imponeva anche come il continente delle innovazioni scientifiche, l’effervescenza artistica e lo sviluppo delle idee socialiste e dell’emancipazione delle classi lavoratrici. Quel Capodanno fu l’ultimo per i grandi imperi, con lo scoppio della prima guerra mondiale il vecchio mondo crollò e niente fu mai più come prima. Un Capodanno molto speciale dunque.

    • Splendida osservazione, cara Bianca. E pensa che nessuna di quelle persone poteva immaginare cosa sarebbe accaduto.
      Ho trovato per caso queste notizie e mi è sembrato carino condividerle, fu davvero un capodanno speciale come tu dici.
      Grazie cara, una bella giornata a te!

  4. Grazie cara Miss per le interessanti informazioni e per le affascinanti immagini che condividi con noi,ti auguro un’anno pieno di serenità e di bellezza e che i sogni tuoi più belli possano avverarsi.Un’abbraccio
    Daniela

  5. che bel viaggio nel tempo, ci hai fatto rivivere la bellezza della nostra città così com’era un tempo, riflettiamo sempre troppo poco sul nostro passato.
    Sul mio sito fotografico http://www.massimoverrina.com ho pubblicato i video della nostra città. (:-))))
    Tantissimi Auguri per il Nuovo Anno, possa portarti tutta la gioa e le emozioni che desideri (:-))

    • Grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
      Per il futuro ti pregherei di non inserire link nei commenti, nei miei post a volte inserisco dei link ma preferisco essere solo io a gestirli.
      Grazie delle belle parole, buon anno anche a te.

  6. Peccato che domani sera mi sia programmata un banalissimo giro dei Rolli….a saperlo sarei salita volentieri sulla tua macchina del tempo!Ma forse é meglio così,visto che Adriano ed io non sappiamo ballare e alle feste danzanti abbiamo sempre brillato come tappezzeria…ti auguro un sereno anno nuovo,miss

  7. Grande grandissima sembra di viverlo quel fine e inizio anno del 1913 anche allora avevi il problema di decidere con classe capacità fantasia e soldi dove e come…ma ciò che mi ha colpito è che la nostra Genova era sempre all’ altezza delle aspettative dei suoi grandi cittadini in luoghi e divertimenti ciao Carissima!!!

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