Le copertine dei nostri libri

Le copertine dei nostri libri raccontano anche di noi e delle nostre passioni, le copertine dei nostri libri a volte narrano già delle storie.
Nei libri, naturalmente, ciò che conta è la parola scritta: la trama, i personaggi, il viaggio di fantasia che puoi compiere grazie al talento di uno scrittore.
Leggi e ti ritrovi in un altro secolo, in una casa che ti sembra di conoscere, in una città che non hai mai veduto e che diviene familiare, puoi persino ritrovare emozioni che ti appartengono.
Ogni libro ha il suo abito ed è la sua copertina, lasciamo da parte quei volumi che ci hanno deluso, magari ci siamo fatti ingannare dalla loro veste patinata ma poi il loro contenuto non era all’altezza delle nostre aspettative, accade a tutti i lettori, prima o poi.
E i libri che invece abbiamo amato? Quelli che abbiamo scelto?
Pensiamo ai grandi classici o ai capolavori che non possono mancare nella nostra libreria, non li abbiamo acquistati per la loro copertina ma perché realmente intendevamo trascorrere alcune ore della nostra vita in compagnia di un grande scrittore.
Poi, durante la lettura, abbiamo fatto caso alla copertina.
Come può essere così azzeccata? Come hanno fatto a trovare l’immagine perfetta?
Stupore, ci vuole del talento anche per scegliere una copertina.
E dunque ecco un esempio frutto della mia esperienza personale.
La scorsa estate ho finalmente letto Il Rosso e il Nero di Stendhal, un romanzo che mi ha lasciata senza parole per la sua bellezza e per la vivace meraviglia di certe descrizioni, a tratti mi pareva di essere negli stessi luoghi che fanno da scenario alla vicenda umana di Julien Sorel.
Ed è questa la particolarità della letteratura, dona rarità.
Il volume che ho acquistato è un tascabile, in copertina c’è un dettaglio di un dipinto di Ingres, è il volto di un giovane uomo.

stendhal

E a dire il vero mentre leggevo il romanzo quell’immagine è diventata parte della lettura, quel giovane era davvero Julien Sorel.
Lui è un ragazzo dalla corporatura esile, Stendhal descrive così il suo viso:

Aveva le guance di porpora e gli occhi bassi; era un giovanottello fra i diciotto e i diciannove anni, con tratti irregolari, ma delicati, e un naso aquilino.

E quindi comprenderete, è proprio di lui, è il giovane dipinto da Ingres o per lo meno, per me lo è stato.
Non è la prima volta che mi accade, nella mia libreria ci sono diversi volumi in lingua originale e pubblicati da case editrici d’oltremanica, spesso in copertina ci sono dipinti di celebri artisti e mi è capitato sovente di trovarli perfettamente in sintonia con la trama e con i personaggi della storia.
Lo stesso vale per le pubblicazioni più recenti, io leggo di rado romanzi di autori contemporanei eppure anche in questo caso a volte la copertina fa la sua parte.
Porto ancora ad esempio un libro che ho recensito su questo blog, ne scrissi tempo fa in questo post.
L’immagine è magicamente evocativa, restituisce l’atmosfera misteriosa in cui sono immersi i protagonisti di La Donna del Père-Lachaise.

Libro

Ci saranno altri libri.
Troveremo nuovi autori, esploreremo altre epoche e impareremo qualcosa di noi che diversamente non avremmo mai potuto scoprire.
Ci saranno altri libri e altre copertine, alcune ci colpiranno e resteranno nel nostro cuore, insieme a quei libri che sono importanti per noi.
Siamo gente strana, noi lettori, siamo capaci di stare per ore in una libreria oppure davanti ad una bancarella.
Prendiamo un libro, lo sfogliamo, poi ne scegliamo un altro e così via.
Non torniamo mai a casa a mani vuote, questo si sa.
Siamo gente così, sempre in cerca del libro perfetto per noi.

libri

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18 pensieri su “Le copertine dei nostri libri

  1. Ed hai ragione ancora una volta, cara Miss Fletcher. Tu riesci a focalizzare la mia attenzione su dettagli che spesso do per scontati. Meraviglioso il fiero volto del giovane de “Il rosso e il nero”.
    Un abbraccione, buona giornata qui è tutto gelato!
    Susanna

  2. Hai ragione, ore in libreria … Se poi trovi una libraia gentile e appassionata, come è successo a me, vorresti aprire una libreria tua. Quanto alle copertine, anch’io vado subito a vedere cosa rappresentano, da dove sono tratte, e spesso ne resto piacevolmente colpita

  3. La scelta della veste perfetta per un romanzo è un lavoro affascinante, spesso è solo riflesso di logiche promozionali e ingannevoli, ma alcune case editrici ne hanno fatto un’arte. Così come per la traduzione del titolo dall’originale. Ps. Per tornare alle copertine della nostra vita anche per me le piccole donne avevano i volti di quella meravigliosa copertina Corticelli poi ripresa identica nelle edizioni più recenti anche da Mursia. Baci cara!

    • Sono d’accordo anche sui titoli, tener fede al titolo è molto importante, lo stesso vale per i film direi.
      Il volume di Piccole Donne al quale ti riferisci è quello che io, mi ricordo che mi avevi scritto che lo avevi anche tu nei commenti a un mio vecchio post su quel libro tanto amato.
      Poi i volti sulle copertine restano impressi nella memoria e diventano i volti dei protagonisti dei libri.
      Bacio a te, cara, buona giornata!

  4. Miss, le copertine illustrate attraggono, eccome… era il 1954 e la prima che mi ha rubato l’occhio rappresentava un cavallo nero su fondo azzurro e il titolo del libro era: “Azabache, autobiografia de un caballo”, di Anna Sewell… (titolo originale inglese: “Black Beauty”), un classico per l’infanzia… una lettura davvero commovente e indimenticabile… scritto in prima persona da un cavallo e ambientato in epoca vittoriana… per caso, tu che sei appassionata di letteratura inglese, lo conosci? ah, Azabache, in spagnolo, è il giaietto, un mineraloide di color nero brillante che si usa in gioielleria…

    • Non l’ho letto ma il titolo non mi è nuovo, cercando sul web ho visto che ne hanno fatto delle serie Tv e ho l’impressione di averla forse vista anche se non me ne ricordo.
      I libri che si leggono da piccoli restano sempre nel cuore, figuriamoci le copertine che ci hanno colpito.

  5. Pensate a quanto contano le immagini per la nostra fantasia,specialmente da ragazzi.per me Pinocchio è quello delle illustrazioni di guizzardi che ho ricevuto in regalo per la Comunione,non altri:se leggo o penso Pinocchio non ha l faccia di quello di Disney o delle varie versioni cinematografiche o televisive.E,per restare nell’infanzia le copertine misteriose e poetiche insieme della prima versione italiana di Harry Potter sono senz’altro più fedeli allo spirito del libro che la versione decisamente più noir della seconda o di quelle contemporanee ma straniere

  6. spesso le copertine ci catturano già al primo sguardo, succedeva così anche ai tempi che acquistavo cd o vinili. Nel caso della lettura ci lasciamo avvolgere dalle storie, tanto che l’immagine stessa sembra proiettare le nostre sensazioni in essa.
    Buona giornata e buone letture (:-))

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