Gli stupori di Via Caffaro

A volte succede, in questa città: d’improvviso, come per incanto, ti ritrovi in un tempo sospeso che sembra appartenere ad un’altra epoca.
Mi è accaduto non tanto tempo fa, in Via Caffaro.

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Scendevo verso il centro, sotto il cielo blu, c’era persino il solito prodigio di riflessi su certi vetri.

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Poi, una breve deviazione, verso un tratto di strada che conduce alle spalle dei palazzi ottocenteschi di Via Caffaro.
Io sono sempre curiosa e poi lo so, in qualche modo riesco sempre stupirmi.
Uno squarcio di luce, scale.

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E vasi, piante, sullo sfondo un filo con i panni stesi.

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Uno strofinaccio a righe, una ringhiera sinuosa.

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Due casette per certi ospiti improvvisati ai quali certo non si può dire di no!

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Una serratura, una maniglia, una vecchia porta.
E l’immaginazione, quella fa sempre la sua parte.

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Un cancello, uno scorcio che non sembra così vicino a una strada trafficata.
Eppure.
Se non fosse per il rumore del traffico penseresti di essere finito in un altro tempo.

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Un gioco di ombre, un arcobaleno di mollette sospeso nell’aria.

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Porte.
E mi è venuta la curiosità di sapere cosa c’era qui in altri anni, avrei detto un’osteria con un gran via vai di gente, invece a quanto pare negli anni ’20 alcuni di questi locali erano occupati da un colorificio.
I luoghi cambiano, tuttavia alcuni conservano la loro anima e la loro autenticità.

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Mentre la vita si rinnova e gli alberelli si vestono di tenere foglioline.

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Oltre le scale, tra le case, dalle parti di Via Caffaro.

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23 pensieri su “Gli stupori di Via Caffaro

  1. Son sicura che il rumore del traffico si sia attenuato nel tuo viaggio nel tempo. Oppure semplicemente trasformato in suoni diversi più consoni alle attività e alla vita di allora. Sai guardare sempre oltre, grazie! Buona giornata

  2. Buongiorno cara, anche oggi ci hai portati a spasso in attesa della primavera riempiendoci di scorci rilassanti. Qui il tempo è un disastro e le tue passeggiate per me sono le uniche per ora visto che continuo a essere malaticcia e tossicchiante 😘😘

  3. Fino a circa vent’anni fa in via Caffaro,in uno splendido palazzo al numero 12 c’ era lo studio di mio Padre,poi divenuto di mio nipote e poi…poi si sono trasferiti in un luogo più facilmente raggiungibile, dove fosse più facile parcheggiare.Nell’ingresso di quell’appartamento che sarà stato 50 metri quadri,ballai per festeggiare i miei diciotto anni con i miei amici.Altri tempi.Adesso le diciottenni festeggiano al castello Bruzzo… Complimenti lei riesce a trarre ispirazione da qualunque cosa…

  4. sai strappare dalla quotidianità pagine della nostra città dove il tempo sembra essersi fermato. Talvolta nella banalità di un luogo si cela il tessuto della storia.
    Buona giornata (:-))

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