Ritratto di dama con maschera

Mi hanno colpita la sua grazia e l’eleganza della sua postura, lei è una misteriosa gentildonna, non so il suo nome ma ho incontrato il suo sguardo in una delle sale di Palazzo Rosso.
Forse i critici d’arte conoscono la sua vera identità, io non so dirvi nulla su questa giovane donna ritratta da Jacop Ferdinand Voet, pittore originario di Anversa vissuto nella seconda metà del ‘600.
Lei con una mano pare stringere un lembo della sua veste chiara.

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Porta un abito raffinato dalle ricche maniche di pizzo, il vestito è ingentilito da vaporosi fiocchi rossi come papaveri.
E così la sua immagine è giunta fino a noi, nella sua incontestabile grazia.

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Indossa orecchini preziosi e al collo porta una collana di perle, i riccioli si posano sulla sua pelle bianca.
Chi sei, graziosa dama di un altro tempo?
Il suo sguardo vivace ha catturato la mia attenzione, la immagino inquieta davanti al pittore, la penso a suo modo impaziente.
L’attesa e la posa immobile, forse invece lei vorrebbe parlare o magari ridere, forse trattiene il respiro.
Forse, io credo.

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Regge con la mano una mascherina nera e a questo dettaglio si lega l’intera opera denominata appunto Ritratto di dama con maschera.

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Nel mese del Carnevale ho incontrato lei.
Viene da un tempo lontano, dama gentile con quella veste dai fiocchi vermigli, con la maschera scura per celare il suo viso.
Viene da un tempo lontano e ancora ci osserva, in un salone di Palazzo Rosso.

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18 pensieri su “Ritratto di dama con maschera

  1. Miss, questa bellissima Dama, smentisce il famoso detto: “ti conosco mascherina!”, perchè anche se non la indossa ignoriamo chi sia…

  2. Come sempre mi perdo in quest’abito…. Quanto vorrei, anche solo una volta, indossarne uno così.
    …Ma forse a noi manca quella grazia misteriosa….Con o senza maschera!
    Emanuela

  3. All’epoca tutte le dame sfoggiavano queste pettinature ricciolute… per me sarebbe stato uno strazio con i capelli che mi ritrovo sarei stata tutto il giorno ad arricciarli. E comunque mi associo anche io a te e Katia anche se credo avremmo patito alquanto il bustino. Bacioni!

  4. sono stato più volte a Palazzo Rosso, ma leggere la tua descrizione mi ha fatto rivedere questo capolavoro come fosse la prima volta (:-)
    Bravissima anche nelle descrizioni artistiche, oltre ai tuoi scatti. (:-))

  5. Magnifica! Sto seguendo un corso di storia dell’arte con un prof straordinario. A un certo punto ha detto: Se si fossero conosciuti i capolavori nascosti nei palazzi genovesi, Genova non sarebbe stata bombardata. Ce ne sono rimasti molti. Grazie Miss

  6. Stupendo, miss Fletcher. Continua a deliziarci e ad aprirci ancor più gli occhi con questi reportage dei dettagli che danno vita ad un’ opera d’arte.
    Grazie e buona soleggiata giornata marzolina. 🙂

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