A casa di Cesare Gamba

Ero certa che ne avrei scritto ancora, la personalità di Cesare Gamba mi affascina molto e così ho cercato di reperire altre notizie su di lui in una maniera forse insolita, a me sembrava la strada migliore da percorrere.
Ho intrapreso così una delle mie ricerche, non è stato affatto semplice ma alla fine sono riuscita a trovare proprio loro: i discendenti di Cesare Gamba.
E così ho potuto chiacchierare piacevolmente al telefono con il Signor Gamba, lui da bambino ebbe occasione di trovarsi in quella dimora di Montesano che svettava alle spalle di Brignole, era la villa appartenuta a suo nonno Cesare, il celebre architetto ed ingegnere che cambiò il volto della Superba.
Lui mi ha raccontato della passione di Cesare Gamba per la musica ed il teatro, l’ingegnere aveva anche una villa a Torre del Lago e in quella località conobbe Giacomo Puccini, i due amici erano soliti andarsene a caccia insieme.
Frequentava il bel mondo il nostro Cesare Gamba, ogni nuovo particolare aggiunge ulteriore fascino alla sua figura.

cesare-gamba

Immagine tratta da Genova Nuova – Volume di mia proprietà

Come sapete, di recente ho dedicato un articolo a quella sua villa genovese che ai nostri tempi non esiste più e certo non sapevo che avrei avuto occasione di vedere ancora altre immagini.
E poi, qualche giorno fa, la bella sorpresa: sulla mia mail sono arrivate alcune fotografie e a farmele avere è stato proprio lui, il nipote di Cesare Gamba.
Sono scatti che provengono da un album di famiglia, sono immagini rare e per me molto emozionanti.
E allora vi porto con me, a casa di Cesare Gamba.
Svetta in primo piano la maestosa Porta Pila in tutta la sua grandiosa bellezza.

villa-gamba-1

E poi un tornante, una salita prima di arrivare lassù.
E le finestre ampie e i portici che si affacciano sulla prospettiva di una città che cresce.
E muterà ancora, con il tempo, mi sono chiesta cosa ne direbbe Cesare Gamba di certi recenti cambiamenti della sua Genova.
Sapete, io sono una che immagina le cose che non può sapere, altrimenti a cosa serve la fantasia?

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E ci avviciniamo alla favolosa dimora, sulla foto che segue è necessaria una precisazione.
Come vi ho detto il nipote di Cesare Gamba vide la villa da bambino, ovviamente non rammenta tutti i dettagli e di questo atrio non ha un ricordo preciso.
La foto, tuttavia, era insieme a molte altre relative all’edificio di Montesano e la conformazione del portico e il profilo delle colonne fanno pensare che si tratti proprio di quella splendida villa.

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E poi.
Una porta si apre.
Il tempo torna indietro, il passato diviene presente.
Tappeti e poltrone, un orologio in bella mostra sul caminetto, la specchiera, le lampade e i ritratti appesi al muro.
E lo studio, lo studio dell’ingegner Cesare Gamba.
E sapete?
Vorrei entrare in punta di piedi in quelle stanze, aprire le ante di quelle librerie e sfogliare i preziosi volumi appartenuti all’ingegner Gamba.
E mi piacerebbe sedermi lì, insieme a lui, a farmi raccontare le storie di quella Genova che io non ho veduto e che lui ha saputo cambiare.
Nella sua casa, nella sua villa di Montesano.

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E d’altra parte anche a questo serve la fantasia, ad immaginare i giorni che non hai vissuto, a volte è più semplice, a volte sembra quasi vero.
Ieri diventa oggi.
E tu sei lì, proprio su quella soglia.
E senti una musica diversa, è il suono di un’altra epoca.
A volte sì, è così.
E all’improvviso ti trovi a casa di Cesare Gamba.
Cinque fotografie, cinque grandi emozioni, grazie di cuore a chi mi ha fatto questo graditissimo dono.

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29 pensieri su “A casa di Cesare Gamba

  1. Ma che meraviglia! Immagino la tua gioia nel vedere queste fotografie… Questo è il degno coronamento di tutta la tua dedizione a Genova e ai suoi personaggi. 😊 Bacioni!

    • Eh sì, proprio una grande gioia, dopo aver tentato di scorgere il profilo della villa in ogni maniera adesso eccola qui, in tutta la sua bellezza.
      Per me una grande emozione, mi conosci.
      Un bacione Viv, grazie.

  2. Grazie a te Miss e al generoso discendente dell’Ing. Gamba. È stata una visita emozionante, sono perfino riuscita a sentire l’odore del legno cerato di fresco, e fuori passava qualche carro tirato da cavalli, probabilmente i besagnini che andavano a vendere le loro deliziose primizie. Penso che tornerò ancora a visitare queste stanze, i tuffi nel passato solo i soli che riesco a fare 🙂
    Certo che demolire una bellezza simile… fa rabbia e tristezza.

    • Grazie di cuore, Bianca, è una gioia per me avere lettori come te che provano le mie stesse emozioni, non so descriverti il mio stupore per queste splendide immagini che restituiscono una bellezza perduta di Genova, è un gran peccato che la villa non ci sia più.
      Un abbraccio a te, buon pomeriggio.

  3. Cara Miss ho letto con grande piacere il tuo post e questo amore per il passato, da ricostruire come un puzzle, è lo stesso che mi scalda il cuore quando trovo una minuscola traccia di quella avita famiglia Armanino che ha vissuto la Genova dellOttocento, della quale ricerco ancora il calore e la storia….Grazie al tuo blog e ai suoi lettori ho trovato molto ma quando riguardo le vecchie foto sbiadite fantastico come te sulla vita di quei tempi, sulle piccole e grandi emozioni vissute da quelle persone e quasi mi sembra che ci siano ancora. Un grande abbraccio

  4. Mi unisco al commento generale, come si è potuto distruggere tanta bellezza, tanta storia? Grazie per queste ricerche che conduci per la tua passione, e diventano anche nostre

  5. Chissà se Cesare Gamba immaginava di aver dato forma a qualcosa di talmente bello da essere amato, ricordato e rimpianto dai suoi concittadini a generazioni di distanza. Di certo, ha discendenti altrettanto generosi. Grazie, viaggio talmente piacevole da non lasciare l’amaro per essere finito.

    • Lui aveva davvero uno spiccato senso del bello e dell’armonia, basta guardare l’eredità che ha lasciato a Genova, le strade e gli edifici che ha progettato, la sua idea di città che è divenuta nostra.
      E davvero i suoi discendenti sono stati meravigliosamente generosi, li ringrazio anche’io insieme a te.
      Grazie di questo bel commento, mi fa molto piacere e piacerebbe anche a Cesare Gamba, lo so.

  6. era una villa davvero meravigliosa, più di quanto la nostra immaginazione ce la possa far vedere. Le immagini storiche che hai postato ci trasmettono il vero incanto di questa maestosa opera architettonica.
    Ottima ricerca, complimenti!

  7. Eh Miss non sei sola a essere in gamba….c’è anche un certo Cesare….Gamba e in gambissimo….uomo eccezzionale grandioso per costruirsi una dimora di tale fattura….non qualificabile nella scala del bello…..ma ciò che mi salta all’ occhio ed alla mente è la Porta Pila lui fautore dello spostameneto se l’è ritrovata sotto casa pardon villa,,,,perchè?…..sei grandissima Miss un grande abbraccio e grazie!!!

    • Grazie carissimo, sei sempre generoso! Ah, la Porta Pila e le sue vicende, Cesare Gamba alla fine ce l’aveva proprio davanti a casa, così va il mondo.
      Un abbraccio a te Pino, grazie di cuore.

  8. bellissimo nostalgico reportage. Io amo questi ritorni al passato, soprattutto un passato che noi non abbiamo vissuto per ragioni anagrafiche. Cara Miss Fletcher ci sono anche altre persone come te, che amano conservare questi ricordi. Uno è il caro amico Pier Luigi Gardella che io chiamo il Mago della Memoria bogliaschina e l’ altro è Pier Giorgio Baroni che ha fatto un bellissimo sito su Nervi, i suoi parchi e la sua passeggiata nei tempi che furono. Chissà che tu non li conosca già. Un saluto

  9. Grazie alle tue ricerche, veniamo a conoscenza di tante storie bellissime,
    E sopratutto riesci a rendere felici i discendenti che essendo molto anziani riprovano emozioni importanti scoprendo come in questo caso che il loro nonno è ancora orgogliosamente ricordato da qualcuno che ama la città di Genova.
    Eugenio

    • Grazie carissimo, la prima ad essere infinitamente felice sono propio io, è giusto ricordare la grandezza di certe figure e sono contenta se riesco in qualche modo a farlo.
      Un abbraccio Eugenio, grazie ancora!

  10. Pingback: Genova saluta Cesare Gamba | Dear Miss Fletcher

  11. Ho pianto, si ho pianto. Il mio amore per la Genova che non c’è più ha provato, grazie al tuo racconto ed alle fotografie, sensazioni uniche. Da tanto cercavo notizie su quella villa che intravedevo nelle vecchie foto alle spalle della stazione di Brignole (cercavo come villa Ricci) ma senza riscontri. Grazie, del viaggio che mi hai fatto fare. Il rammarico è tanto, specialmente abitando in zona, mettendo piede su quel terreno fermarsi un attimo ed immaginare cosa sorgeva li, aprire gli occhi e vedere cubi di cemento. Quanto poteva dare allo spirito umano una bellezza del genere e la miseria che la sostituita.
    Grazie ancora la tua opera è di conforto.

    • Grazie Carlo, benvenuto su queste pagine, quella meravigliosa villa di Cesare Gamba era veramente un edificio di pregio, un vero peccato averla demolita, anche per la personalità al quale era legata.
      Grazie ancora, buona giornata a te.

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