Vivere d’immagini

Alcuni libri sanno raccontare storie affascinanti e sanno portarti in un mondo che non hai mai veduto con i tuoi occhi: questo è uno di quei libri.
Gli autori sono due appassionati studiosi: la Dottoressa Elisabetta Papone, docente di Storia della Fotografia all’Università degli Studi di Genova e responsabile di DocSai (Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova) e il Dottor Sergio Rebora, storico dell’arte.
Vivere d’immagini, fotografi e fotografie a Genova, 1839-1926, così si intitola il loro pregiato volume pubblicato da Scalpendi Editore.
Tutto ebbe inizio con quella geniale invenzione capace di cambiare la nostra percezione del mondo e la nostra maniera di comunicare: la fotografia.

libro

Questo è un libro corposo e voluminoso, sono 352 pagine di pura magia, sapiente e approfondito è il saggio di Elisabetta Papone che vi farà scoprire la storia della fotografia in ambito genovese e le vicende degli studi fotografici di quell’epoca comprese certe usanze di artisti ora divenuti leggende.
Ricca e varia è la selezione di rare immagini antiche, alcune di esse provengono dall’archivio fotografico del Comune di Genova, molte invece appartengono a collezioni private e pertanto sono assolutamente inedite, su queste pagine troverete ritratti di celebrità e di persone sconosciute, panorami, foto di monumenti e vedute cittadine.
Un viaggio attraverso le immagini, un viaggio non certo privo di insolite curiosità.
Il volume è impreziosito da un’ampia sezione curata da Sergio Rebora, si tratta del repertorio biografico dedicata alle singole figure che a vario titolo operarono a Genova nel periodo preso in esame.
Un lavoro minuzioso ed attento, una paziente ricerca d’archivio che deve aver richiesto lungo tempo vista la quantità di dettagliate informazioni che troverete tra queste pagine.
Ne emerge un quadro affascinante, ci sono i celebri fotografi come Noack, Sciutto e Degoix ma sono presenti anche nomi meno noti al grande pubblico.
Ognuno di essi ha lasciato la propria visione del suo tempo e di quel mondo distante dal nostro, sono fotografi, dagherrotipisti, artisti e collaboratori minori di studi fotografici, ci sono persino i negozianti che vendevano materiali e apparecchiature per la fotografia.
Nell’ampia selezione fotografica non mancano alcune pagine dedicate ai dorsi delle fotografie, anche quella è una vera e propria arte, l’immagine che segue è il retro di una mia fotografia.

fotografia

Nella città che cambia, in quel mondo che con il progresso muta rapidamente il suo modo di vivere tutti desiderano possedere un ritratto: ecco così le carte da visite e intere famiglie in posa, ecco la fanciulla dai lunghi capelli ondulati e le elegantissime dame sedute una accanto all’altra.
Si potrebbe forse pensare che si tratti di un libro esclusivamente per addetti ai lavori, invece è un prezioso volume per tutti coloro che siano interessati all’argomento o desiderino avvicinarsi a questo tema.
E nella lettura vi si sveleranno davvero realtà curiose, ad esempio ho scoperto che già in quei tempi lontani c’erano donne fotografe: una di esse era una certa Teresa Bello, sul libro è riportata la sigla che lei usava per le sue fotografie e così ho persino scoperto di avere uno dei suoi ritratti.
E che dire di una certa Caterina Bracchi?
Nella sua particolare ricerca Sergio Rebora ha trovato notizia di una sua certa attività attiva intorno al 1870 sulla quale non vi svelerò nulla, sul libro sono riportate alcune righe della Gazzetta di Genova che mi hanno fatto letteralmente sognare.
Un libro che offre spunti e suggestioni a non finire, la mia breve presentazione non rende tutta la sua ricchezza, per certo so che un dettaglio non mancherà di colpire anche voi ed è l’ ineccepibile eleganza di questo volume.
Elegante, evocativa e garbata è la scrittura, raffinata è la qualità delle immagini, testo e fotografie si integrano in perfetta armonia componendo un quadro di rara bellezza.
Io ho acquistato Vivere d’immagini nella Libreria dei Musei di Strada Nuova ma potete comprarlo anche sul sito di Scalpendi Editore, a questo link.
Tra tutte le immagini presenti alcune hanno maggiormente suscitato la mia attenzione, tra queste due ritratti di una nobildonna, il suo nome è Camilla.
Ha un velo di pizzo, i capelli intrecciati raccolti sulla nuca, un abito scuro, la vita sottile, in una delle due fotografie è in posa accanto a dei vasi di fiori e guarda verso il fotografo.
Guarda verso chi la osserva.
Oltre il tempo e oltre la sua vita, oltre quell’immagine che ci restituisce il viso di lei, giovane donna di un altro secolo.

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24 pensieri su “Vivere d’immagini

  1. Ohhh Miss! Che libro interessante!! Tu sarai letteralmente impazzita… Grazie delle indicazioni, lo comprerò sicuramente. Baci, raf

  2. Che volume interessante, cara Miss Fletcher. Sono rimasta un po’ indietro nella lettura dei tuoi post ma a fine settimana me li gusterò con calma (sperem)
    Un grande abbraccio Susanna

  3. Grazie Miss dirti che sei grande è come scoprire l’acqua calda,detto questo questa di tutti i grandissimi e belli post con cui ci onori è un formidabile chicca sulla nostra amatissima Zena antica che non abbiamo visto e vissuto poffare…
    e io tuo modesto ammiratore e seguace mi attiverò per averlo….un grande abbraccio carissima!!!

    • Ciao carissimo, questo è davvero un gran libro e sono certa che ti piacerà, per non dire del fatto che si ritrova anche fortunati proprietari di un album di foto veramente speciale.
      Un abbraccio Pino, buona serata!

  4. Pingback: Un sabato a Villetta Di Negro | Dear Miss Fletcher

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